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    <title>Ultimi eventi</title>
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      <title>Infezione da Mycoplasma Hyopneumoniae</title>
      <description><![CDATA[<p><strong>(dott. Giulia Bini)</strong></p>
<p>Nel corso del seminario organizzato da Huvepharma a Gent, sono state trattate diverse tematiche legate a problemi respiratori nel suino. Fra le aule e i laboratori della facolt&agrave; di veterinaria della citt&agrave;, il dottor <strong>Lieven Claerhout</strong> ci ha parlato di <em><strong>Mycoplasma hyopneumoniae</strong></em> e in particolare delle opzioni a disposizione per contrastarlo all&rsquo;interno dei nostri allevamenti. Ma facciamo un passo indietro.</p>
<p><em>Mycoplasma hyopneumoniae</em> &egrave; l&rsquo;agente eziologico primario della famosa polmonite enzootica, malattia respiratoria cronica del suino. L&rsquo;infezione &egrave; molto diffusa e causa perdite economiche legate a un peggioramento delle performance degli animali e a un aumento dei costi per le medicazioni. <em>Mycoplasma hyopneumoniae</em> &egrave; uno dei patogeni principali del complesso della malattia respiratoria del suino (PRDC). &Egrave; un microrganismo molto piccolo e si trasmette per contatto diretto fra suini o anche per via aerogena a breve distanza. &Egrave; possibile la trasmissione fra un allevamento e l&rsquo;altro attraverso l&rsquo;introduzione di nuovi animali o anche per via aerogena. Gli animali possono infettarsi in qualunque fase del ciclo produttivo, i suinetti sottoscrofa lo contraggono direttamente dalla madre in sala parto. Negli allevamenti a ciclo chiuso la percentuale di soggetti positivi allo svezzamento &egrave; maggiore rispetto ai multisede, e aumenta progressivamente con l&rsquo;avanzare dell&rsquo;et&agrave; dei suini. Nei sistemi multisito la prevalenza &egrave; pi&ugrave; bassa allo svezzamento/messa a terra ma, anche in questo caso, tende ad aumentare con il progredire dell&rsquo;et&agrave; dei suini.</p>
<p><em>Mycoplasma hyopneumoniae</em> &egrave; un patogeno che interagisce molto con altri virus e batteri respiratori (PRRS, Circovirus, influenza, <em>Actinobacillus pleuropneumoniae</em>, ecc&hellip;). Da solo causa tosse secca, lieve rialzo della temperatura e un po&rsquo; come tutti i patogeni anche una diminuzione dell&rsquo;appetito. Spesso per&ograve; il quadro clinico &egrave; complicato, appunto, da altre infezioni concomitanti. In generale, negli allevamenti infetti si registrano tassi di crescita inferiori e sono necessari maggiori trattamenti antibiotici.</p>
<p>Dunque? Come comportarci con questo patogeno?</p>
<p>Abbiamo quattro opzioni:</p>
<p style="padding-left: 30px;">&middot;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Prevenirlo</p>
<p style="padding-left: 30px;">&middot;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Utilizzare la vaccinazione</p>
<p style="padding-left: 30px;">&middot;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Trattare i capi infetti</p>
<p style="padding-left: 30px;">&middot;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Tentare di eradicarlo</p>
<h5>Prevenzione</h5>
<p>La prevenzione, come spesso accade nel nostro settore, si gioca tutta su buone pratiche di biosicurezza e gestionali.</p>
<ul>
<li>Sistema TP/TV: applicare un sistema tutto pieno/ tutto vuoto &egrave; la soluzione migliore perch&eacute; si va ad interrompere il ciclo di trasmissione tra animali infetti e recettivi; tuttavia, non per tutti gli allevatori &egrave; possibile lavorare in questa maniera.</li>
<li>Svezzamento precoce: interrompe la trasmissione verticale ma non &egrave; possibile applicarlo in maniera sistematica anche per ragioni legate alla normativa sul benessere.</li>
<li>Prestare attenzione all&rsquo;introduzione di nuovi animali (disporre di locali per la quarantena, verificare lo stato sanitario d&rsquo;origine, ecc&hellip;)</li>
<li>Controllo densit&agrave; degli animali e controllo livelli di ammoniaca e gas</li>
<li>Prevenzione di altri patogeni respiratori</li>
</ul>
<h5>Vaccinazione</h5>
<p>Il vaccino contro <em>Mycoplasma hyopneumonia</em>e &egrave; molto efficace nel ridurre i sintomi e le lesioni polmonari e di conseguenza aumenta le performance degli animali. Tuttavia, la vaccinazione non previene l&rsquo;infezione degli animali e pertanto, da sola, non &egrave; in grado di eliminare il batterio dall&rsquo;allevamento. Di certo abbassa la pressione infettante ma dobbiamo considerare anche il timing esatto in cui vaccinare i nostri suini e anche convivere col fatto che la presenza di altri patogeni (es. PRRS e PCV) pu&ograve; diminuire l&rsquo;efficacia del nostro intervento. Spesso i suinetti vengono vaccinati al momento dello svezzamento (o poco prima) e successivamente si pu&ograve; intervenire con un secondo intervento; quest&rsquo;ultimo &egrave; a discrezione dell&rsquo;allevatore e del veterinario, da valutare infatti &egrave; il ritorno economico dato da questa seconda dose in relazione al danno presente.</p>
<h5>Utilizzo di molecole antibiotiche</h5>
<p>Tolto il fatto che ad oggi l&rsquo;attenzione sull&rsquo;uso di antimicrobici e sull&rsquo;antibiotico resistenza sia molto alta, in allevamenti con elevati livelli di circolazione del micoplasma e con una gestione mediocre, la soluzione pi&ugrave; semplice &egrave; senz&rsquo;altro trattare gli animali. Occorre ricordare che, esattamente come la vaccinazione, il trattamento antibiotico non elimina il patogeno dall&rsquo;allevamento. Una delle molecole principali per trattare l&rsquo;infezione da<em> Mycoplasma hyopneumoniae</em> &egrave; la tiamulina che raggiunge buone concentrazioni a livello del tratto respiratorio in breve tempo. Quando si sceglie una molecola bisogna chiedersi se quel determinato principio attivo arriva in concentrazioni adeguate nel target dell&rsquo;apparato che ci interessa trattare.</p>
<h5>Eradicazione</h5>
<p>I programmi di eradicazione sono maggiormente impiegati nel Nord Europa. Esistono sistemi di eradicazione totale o parziale.</p>
<ul>
<li><strong>Eradicazione totale</strong>: svuotamento completo dell&rsquo;allevamento per vendita o abbattimento di tutti i suini. Un metodo drastico e praticabile solo in taluni contesti.</li>
<li><strong>Eradicazione parziale</strong>: eliminazione di tutti gli animali inferiori a 10 mesi (restano scrofe, verri, scrofette con pi&ugrave; di 10 mesi e suinetti lattanti) per un certo periodo in associazione a medicazione dei capi residui per 10-14 giorni. Viene solo modificato parzialmente il flusso degli animali e non si perde il profilo genetico acquisito negli anni dal parco riproduttori. &Egrave; un metodo efficace e che d&agrave; un buon ritorno economico ma senz&rsquo;altro non applicabile per tutti i tipi di allevamenti. Si presta meglio per realt&agrave; piccole, multisito che magari lavorino con bande lunghe (4, 5 o 7 settimane).</li>
</ul>
<p>Come succede spesso non esiste una soluzione univoca e perfetta per tutti. In base al tipo di allevamento che si possiede, alle dimensioni e anche allo stato sanitario dei propri suini, un&rsquo;opzione si presta meglio delle altre, oppure, bisogna adoperarne pi&ugrave; di una assieme. Senza dubbio la biosicurezza e una buona gestione sono la base per riuscire nell&rsquo;intento e qualunque scelta si faccia sono capisaldi imprescindibili. La vaccinazione &egrave; un aiuto valido ma non elimina il problema, cos&igrave; come il trattamento antibiotico che, pur fornendo un risultato pi&ugrave; rapido e semplice non &egrave; esente da problematiche, anzi!</p><br /><a href='http://suivet.it/infezione-da-mycoplasma-hyopneumoniae.aspx'>Dott. Giulia Bini</a><div class='fblikebutton'><iframe src='http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http%3a%2f%2fsuivet.it%2finfezione-da-mycoplasma-hyopneumoniae.aspx&amp;layout=standard&amp;show_faces=false&amp;width=450&amp;height=35&amp;action=like&amp;colorscheme=light' scrolling='no' frameborder='0' allowTransparency='true' style='border:none; overflow:hidden;width:450px; height:35px;'></iframe></div>]]></description>
      <link>http://suivet.it/infezione-da-mycoplasma-hyopneumoniae.aspx</link>
      <author>giuliabini@aaa.ss (Dott. Giulia Bini)</author>
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      <pubDate>Fri, 28 Apr 2023 23:50:00 GMT</pubDate>
    </item>
    <item>
      <title>Diagnosi delle malattie del sistema respiratorio suino</title>
      <description><![CDATA[<p><strong>(dott. Anna Luciani)</strong></p>
<p>Nel corso del <strong>&lsquo;RESPIRATORY HEALTH SEMINAR</strong>&rsquo; svoltosi a Ghent il 13 e 14 ottobre 2022, il Dottor <strong>Philip Vyt</strong> ha approfondito il tema della diagnosi delle malattie del sistema respiratorio del suino. Un argomento estremamente attuale e con un importante risvolto nella vita lavorativa di tutti i giorni.</p>
<p>Sono stati divisi i problemi respiratori in 3 categorie</p>
<p><strong>Patologie su base infettiva</strong></p>
<p style="padding-left: 30px;">-&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Sintomi: specifici o aspecifici <br />-&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Diagnosi: da segni clinici e/o necroscopie e da test diagnostici</p>
<p><strong>Patologie non infettive</strong></p>
<p style="padding-left: 30px;">-&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Sintomi: specifici o aspecifici<br />-&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Dovuti da condizioni ambientali sfavorevoli come ventilazione, ammoniaca, umidit&agrave;, polveri. Insieme di fattori che portano all&rsquo;irritazione o al danno della mucosa respiratoria</p>
<p><strong>Fattori predisponenti/complicazioni</strong></p>
<p style="padding-left: 30px;">-&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Di tipo manageriale come densit&agrave; elevata, unione di gruppi differenti ecc.</p>
<p><br />Sono state successivamente approfondite le patologie tipiche del sistema respiratorio su base infettiva. Di seguito un sunto per ognuna dei principali segni clinici e delle metodologie diagnostiche.</p>
<div style="float: left; padding-right: 10px;"><img src="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/eventi/gent2022/01-prrs-cianosi-auricolare-setticemia.jpg" alt="Foto 1: PRRS, cianosi auricolare" width="300" /></div>
<p><strong>PRRS</strong></p>
<p style="padding-left: 120px;"><em>Segni clinici</em>: <br />&bull; Segni respiratori (tosse cronica non produttiva)<br />&bull; Turbe riproduttive (aborti, aumento del numero dei mummificati, riduzione del numero dei nati vivi..)<br />&bull; Ritardo di crescita nei suinetti</p>
<p style="padding-left: 30px;"><em>Metodologie diagnostiche:</em><br />&bull; Sierologia (ELISA): nella fase subacuta/cronica <br />- Gli anticorpi compaiono a distanza di 18-21gg dall&rsquo;infezione<br />- Non si riescono a distinguere le diverse tipologie di anticorpi (materni, da infezione, da vaccinazione)<br />&bull; Diagnosi mediante ricerca del virus nel sangue (PCR): nella fase acuta della malattia <br />- Finestra temporale ridotta: la viremia &egrave; di 3-4gg per la scrofa, decisamente pi&ugrave; elevata nei lattoni e nei suinetti sottoscrofa<br />- L&rsquo;RNA &egrave; molto instabile<br />- Per distinguere il virus di campo da quello vaccinale occorre fare il sequenziamento (colture virali)</p>
<p>&nbsp;</p>
<div style="float: left; padding-right: 10px;"><img src="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/eventi/gent2022/02-influenza-grassi-con-truogolo-pieno.jpg" alt="Foto 2: influenza, grassi con truogolo pieno" width="160" height="262" /></div>
<p><strong>INFLUENZA</strong></p>
<p><em>Segni clinici:</em> <br />&bull; Sintomi respiratori acuti<br />&bull; Aborti (da ipertermia)<br />&bull; Problemi respiratori cronici in sala parto</p>
<p><em>Metodologie diagnostiche:</em><br />&bull; Ricerca del virus: PCR, colture cellulari (BAL, polmone, saliva)<br />&bull; Ricerca degli anticorpi: nessuna differenza tra il ceppo di campo e quello vaccinale (titolo infezione vaccinale meno di 1:320) <br /><br /></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<div style="float: left; padding-right: 10px;"><img src="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/eventi/gent2022/03-pmws-dimagramento-da-pcv2.jpg" alt="Foto 3: PMWS, dimagramento da PCV2" width="300" /></div>
<p><strong>PCV2</strong></p>
<p><em>Segni clinici:</em><br />&bull; Forma clinica Deperimento (PMWS)<br />&bull; Forma subclinica<br />&bull; Forma enterica<br />&bull; Forma respiratoria<br />&bull; Dermatite Nefrite (PDNS)<br />&bull; Forma riproduttiva: Aborti Morte fetale</p>
<p><em>Metodologie diagnostiche</em>: <br />&bull; Individuazione e quantificazione del virus (PCR)<br />&bull; Sierologia: <br />- Tenendo conto che le IgM sono presenti dagli 8 agli 80 giorni post infezione<br />- IgG: sono presenti dopo 14 giorni dal contatto con il virus<br /><br /></p>
<p>&nbsp;</p>
<div style="float: left; padding-right: 10px;"><img src="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/eventi/gent2022/04-app-forma-iperacuta.jpg" alt="Foto 4: APP, forma iperacuta" width="300" /></div>
<p><em><strong>ACTINOBACILLUS PLEUROPNEUMONIAE (APP)</strong></em></p>
<p><em>Segni clinici: </em><br /><em>&bull; Morte acuta</em><br /><em>&bull; Pleurite come conseguenza </em><br /><em>&bull; PRDC </em></p>
<p><em>Metodologie diagnostiche:</em><br />&bull; Batteriologico e tipizzazione nel caso di morte acuta <br />&bull; PCR dal polmone <br />&bull; Sierologia: si utilizza nei casi di PRDC per valutare quando ha avuto inizio l&rsquo;infezione <br />- APX4: si ricercano gli anticorpi prodotti nei confronti della tossina IV, che iniziano ad essere prodotti dopo 4-6 settimane dall&rsquo;infezione<br />- Anticorpi prodotti nei confronti del corpo batterico (LPS), i quali vengono rilevati a distanza di 3-4 settimane dal contatto con il virus<br /><br /></p>
<p>&nbsp;</p>
<div style="float: left; padding-right: 10px;"><img src="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/eventi/gent2022/05-micoplasmosi-con-scolo-nasale.jpeg" alt="Foto 5:micoplasmosi con scolo nasale" width="160" /></div>
<p><em><strong>MYCOPLASMA HYOPNEUMONIAE</strong></em></p>
<p><em>Segni clinici:</em><br />&bull; Tosse cronica a lenta diffusione <br />&bull; Infezioni secondarie e ritardo di crescita<br />&bull; PRDC</p>
<p><em>Metodologie diagnostiche:</em><br />&bull; Necroscopia: a livello polmonare si possono notare delle lesioni caratteristiche localizzate in sede ventro-caudale (DD Pasteurella multocida; Influenza)<br />&bull; Istologia: dal punto di vista istologico si nota un&rsquo;elevata densit&agrave; di linfociti e monociti attorno ai bronchi ed ai bronchioli (infiammazione) <br />&bull; PCR dai polmoni, dal liquido bronco-alveolare<br />&bull; Sierologia, tenendo presente che gli anticorpi si manifestano a distanza di 4-6 settimane dall&rsquo;inizio dell&rsquo;infezione<br /><br /></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>LESIONI DA ASCARIDI</strong> <br /><em>Segni clinici:</em><br />&bull; Segni respiratori cronici con lesioni caratteristiche al fegato (milk spots) e ai polmoni</p>
<p><em>Metodologie diagnostiche:</em> <br />&bull; Esame delle feci<br />&bull; Lesioni epatiche e polmonari<br />&bull; Sierologia</p>
<div style="float: left; padding-right: 10px;"><img src="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/eventi/gent2022/06-malattia-di-glasser-formazione-di-scarti.jpg" alt="Foto 6: malattia di Glasser, formazione di scarti" width="300" /></div>
<p><strong>HAEMOPHILUS PARASUIS</strong></p>
<p><em>Segni clinici:</em><br />&bull; Ritardo di crescita<br />&bull; Poliartriti<br />&bull; Dispnea</p>
<p><em>Metodologie diagnostiche:</em><br />&bull; Batteriologico <br />&bull; PCR<br />&bull; Sierologia che risulta utile per valutare lo stato dell&rsquo;infezione <br /><br /></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<div style="float: left; padding-right: 10px;"><img src="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/eventi/gent2022/07-rinite-atrofica-progressiva.jpg" alt="Foto 7: rinite atrofica progressiva" width="160" /></div>
<p><strong>RINITE ATROFICA PROGRESSIVA</strong></p>
<p><em>Segni clinici:</em><br />&bull; Deformazione del setto nasale (P. multocida e B. bronchiseptica)<br />&bull; Frequenti starnuti, scoli nasali<br />&bull; Meningiti frequenti</p>
<p><em>Metodologie diagnostiche:</em> <br />&bull; Batteriologico <br />&bull; PCR<br />.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>In conclusione</strong></p>
<p>Questa carrellata di patologie, segni clinici e metodologie diagnostiche sottolinea:</p>
<p style="padding-left: 30px;">- <strong>L&rsquo;importanza della conoscenza della fisiopatologia delle singole malattie</strong>, per comprendere un quadro necroscopico e le relative lesioni, con il fine ultimo di campionare il corretto materiale per i test diagnostici <br />- <strong>L&rsquo;abilit&agrave; nell&rsquo;interpretazione dei testi diagnostici</strong>, alla luce dei segni clinici e delle necroscopie</p><br /><a href='http://suivet.it/diagnosi-delle-malattie-del-sistema-respiratorio-suino.aspx'>Dott.ssa Anna Luciani</a><div class='fblikebutton'><iframe src='http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http%3a%2f%2fsuivet.it%2fdiagnosi-delle-malattie-del-sistema-respiratorio-suino.aspx&amp;layout=standard&amp;show_faces=false&amp;width=450&amp;height=35&amp;action=like&amp;colorscheme=light' scrolling='no' frameborder='0' allowTransparency='true' style='border:none; overflow:hidden;width:450px; height:35px;'></iframe></div>]]></description>
      <link>http://suivet.it/diagnosi-delle-malattie-del-sistema-respiratorio-suino.aspx</link>
      <author>luciani@suivet.it (Dott.ssa Anna Luciani)</author>
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      <pubDate>Wed, 15 Mar 2023 01:10:00 GMT</pubDate>
    </item>
    <item>
      <title>Ospiti indesiderati: i vermi</title>
      <description><![CDATA[<p>(dott. Silvia Mondini)</p>
<p>Scegliendo come sede la citt&agrave; di<strong> Gent</strong>, in Belgio, <strong>Huvepharma</strong> ha organizzato un seminario riguardante le patologie che colpiscono l&rsquo;apparato respiratorio del suino. Tra i diversi argomenti trattati sono state anche affrontate le problematiche relative alle infestazioni da vermi.</p>
<p>Nel discorso tenuto dal dottor <strong>Peter Geldhof</strong> l&rsquo;attenzione &egrave; stata posta nei confronti delle tre specie di endoparassiti che il suino pu&ograve; albergare. Nello specifico stiamo parlando di <em><strong>Ascaris suum,</strong></em> presente con maggior prevalenza, <em><strong>Trichuris suis</strong></em> e <em><strong>Oesophagostomum dentatum</strong></em>.</p>
<p>Andiamo con ordine.</p>
<h3>Ascaris suum</h3>
<p><em><strong>Ascaris suum</strong></em> &egrave; la specie riscontrata pi&ugrave; frequentemente, si trova spesso nel lume del piccolo intestino di scrofe e suini all&rsquo;ingrasso. Presenta un ciclo biologico di 6 settimane. L&rsquo;animale si infesta ingerendo le uova, presenti nell&rsquo;ambiente contaminato, contenenti le larve infestanti. Una volta giunte in sede intestinale, le larve migrano in direzione del fegato e ci&ograve; avviene a circa 3 giorni post ingestione. Per mezzo del circolo sanguigno giungono dopo 7 giorni dall&rsquo;ingestione ai polmoni, dove, risalendo l&rsquo;albero respiratorio, stimolano il riflesso della tosse e come conseguenza la loro deglutizione. Una volta giunte nuovamente a livello intestinale, 10 giorni dopo l&rsquo;ingestione, avverr&agrave; l&rsquo;accoppiamento e il successivo rilascio di uova nell&rsquo;ambiente attraverso le feci.</p>
<p>Quali sono gli effetti che si verificano in allevamento in seguito a un&rsquo;infestazione da <em>Ascaris</em>?</p>
<h5>1.Effetti diretti</h5>
<ul>
<li><strong>Forma larvale</strong>: in sede epatica si rilevano lesioni circolari di colore bianco, chiamate milk spot, e dovute al richiamo di cellule infiammatorie laddove si sia verificato il passaggio del parassita. Pi&ugrave; l&rsquo;esposizione &egrave; ripetuta, maggiore sar&agrave; la presenza di tali lesioni. A livello polmonare si possono riscontrare lesioni tissutali simili a quelle epatiche e, in corso di un&rsquo;infestazione elevata, si avranno inoltre sintomi respiratori.</li>
<li><strong>Forma adulta</strong>: localizzata a livello intestinale porta a un aumento dello spessore della parete e conseguente riduzione dell&rsquo;assorbimento dei nutrienti. Quando l&rsquo;infestazione &egrave; massiva si possono verificare ostruzione o migrazioni aberranti.&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</li>
</ul>
<h5>2. Effetti indiretti</h5>
<ul>
<li><strong>Infezioni secondarie</strong>: &egrave; stato dimostrato che un&rsquo;infestazione da ascaridi predispone a infezioni secondarie sostenute da Pasteurella multocida, Escherichia coli e Salmonella spp.</li>
<li><strong>Immunomodulazione</strong>: sono stati fatti studi che hanno dimostrato come un&rsquo;infestazione da A. suum influisce negativamente su quella che sar&agrave; la risposta immunitaria dell&rsquo;organismo a seguito della vaccinazione contro Mycoplasma, e di conseguenza la sua efficacia.</li>
</ul>
<h5>3.Effetti economici</h5>
<p>si riscontrano danni economici nell&rsquo;allevamento suinicolo, in quanto si verificher&agrave; una riduzione dell&rsquo;incremento ponderale giornaliero e un peggioramento della conversione dell&rsquo;alimento, cos&igrave; come una riduzione della percentuale di carne magra, una maggiore mortalit&agrave; e l&rsquo;impossibilit&agrave; di destinare il fegato al consumo umano. In ultimo, ma non per importanza, si verificheranno un aumento delle spese veterinarie a causa delle infezioni secondarie e dell&rsquo;immunomodulazione.</p>
<h5>Come &egrave; possibile diagnosticare la sua presenza?</h5>
<p>Ci sono diverse metodiche utilizzate. Tra queste abbiamo:</p>
<ul>
<li>L&rsquo;espulsione della forma adulta dopo il trattamento</li>
<li>Esame delle feci</li>
<li>Milk spot in sede di macellazione</li>
<li>Sierologia</li>
</ul>
<p>Le prime due possiamo considerarle la soluzione tradizionale per la diagnosi del problema. &nbsp;Tuttavia, con tali metodiche, il problema potrebbe risultare sottostimato dal momento che &egrave; stato dimostrato che solo una parte dei soggetti infestati alberga la forma adulta nell&rsquo;intestino. Questo perch&eacute; l&rsquo;organismo, in difesa dall&rsquo;infestazione, attiva una risposta immunitaria in sede enterica circa 14 giorni post-infestazione, con associato un aumento della peristalsi e conseguente espulsione del parassita con le feci. In questo modo viene impedita la conclusione del ciclo vitale del parassita all&rsquo;interno del soggetto. Andando quindi a valutare solo le feci, non vengono individuati gli animali nei quali il parassita sta svolgendo la prima fase del ciclo vitale, che di fatto rappresentano la maggior parte della popolazione.</p>
<p>Anche l&rsquo;ispezione al macello, &egrave; uno strumento utile per conoscere il livello di infestazione all&rsquo;interno dell&rsquo;allevamento, seppur sempre con qualche limite.</p>
<p>La sierologia, infine, si sta facendo strada come importante strumento di diagnosi. Il SERASCA test, per esempio, &egrave; un test sierologico utilizzato per la ricerca di anticorpi a seguito di un&rsquo;infestazione da ascaridi. Esso ha permesso di dimostrare che la velocit&agrave; di sieroconversione che si verifica in un animale &egrave; tanto maggiore quanto pi&ugrave; &egrave; elevato il grado di infestazione: una sieroconversione lenta &egrave; correlata a un basso livello di infestazione. Viceversa, un soggetto infestato in modo massivo avr&agrave; una sieroconversione pi&ugrave; rapida. Tutto questo &egrave; stato confermato anche dal fatto che, effettuando il test prima e dopo il trattamento antiparassitario, &egrave; stata riportata una riduzione della velocit&agrave; di sieroconversione, indice di una minor infestazione. Con questo test non avremo perci&ograve; solamente un risultato qualitativo, ma anche quantitativo. Come il SERASCA test, anche il BioX Elisa test svolge la stessa funzione.</p>
<h5>Cosa fare?</h5>
<p>Una volta individuata la presenza di <em>Ascaris</em> in allevamento &egrave; necessario pianificare un efficace protocollo antiparassitario. Dal momento che &egrave; stata dimostrata l&rsquo;assenza di forme adulte nell&rsquo;intestino dei suinetti, sebbene anche loro possano contrarre l&rsquo;infestazione, le attenzioni vanno poste alla fase di ingrasso. Durante questa fase negli animali pu&ograve; svilupparsi la forma adulta, con conseguente rilascio di uova nell&rsquo;ambiente. Viene perci&ograve; consigliato di effettuare un primo trattamento a circa 10 settimane di vita, per poi ripeterlo altre due volte a distanza di 5-6 settimane uno dall&rsquo;altro. In questo modo il numero di vermi adulti, e di conseguenza di uova nell&rsquo;ambiente, cala drasticamente, e non si corre il rischio di avere un&rsquo;infestazione importante nell&rsquo;ultimo periodo di ingrasso. Per quanto riguarda scrofette e scrofe si &egrave; visto che, le prime sono pi&ugrave; soggette all&rsquo;infestazione, mentre le seconde sviluppano una sorta di resistenza nei confronti di <em>Ascaris</em>. Nel momento in cui per&ograve; l&rsquo;ambiente risulta essere contaminato si avr&agrave; una continua presenza delle diverse forme del parassita. Qual ora si dovesse verificare una situazione simile, va quindi presa in considerazione la necessit&agrave; di effettuare trattamenti ogni 6 settimane.</p>
<p>I prodotti antielmintici che il mercato mette a disposizione sono diversi, in base alle modalit&agrave; di utilizzo e alla fase del ciclo vitale che colpiscono, e, ad oggi, non sono stati dimostrati casi di resistenza.</p>
<h3>Qualche informazione invece sugli altri due protagonisti</h3>
<p><em><strong>Trichuris suis</strong></em> &egrave; un verme che si localizza nella mucosa del colon. La sua prevalenza &egrave; sporadica e sono maggiormente predisposti i suini con un accesso all&rsquo;esterno. I sintomi si manifestano solo in seguito a un&rsquo;infestazione massiva.</p>
<p>Infine, <strong><em>Oesophagostomum</em></strong> spp., localizzato nel cieco e nel colon, ha una prevalenza che varia da paese a paese ed &egrave; maggiormente rilevato in soggetti anziani. Non va comunque sottovalutato, dal momento che contribuisce anch&rsquo;esso alla pressione dell&rsquo;infestazione all&rsquo;interno dell&rsquo;allevamento.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>In conclusione, come conseguenza di una continua ed elevata presenza delle diverse specie di vermi, &egrave; necessario possedere rigidi programmi di trattamenti sverminanti, che devono essere rispettati e ripetuti laddove necessario. Il monitoraggio continuo della contaminazione in allevamento &egrave; altres&igrave; fondamentale, cos&igrave; come la pulizia dell&rsquo;ambiente in un&rsquo;ottica di prevenzione.</p><br /><a href='http://suivet.it/ospiti-indesiderati-i-vermi.aspx'>wm</a><div class='fblikebutton'><iframe src='http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http%3a%2f%2fsuivet.it%2fospiti-indesiderati-i-vermi.aspx&amp;layout=standard&amp;show_faces=false&amp;width=450&amp;height=35&amp;action=like&amp;colorscheme=light' scrolling='no' frameborder='0' allowTransparency='true' style='border:none; overflow:hidden;width:450px; height:35px;'></iframe></div>]]></description>
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      <pubDate>Thu, 15 Dec 2022 02:42:00 GMT</pubDate>
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    <item>
      <title>Valutazione di quattro tecniche di prelievo per l’isolamento di Mycoplasma hyopneumoniae nel suino in vivo</title>
      <description><![CDATA[<p>…VISTO ED ELABORATO PER VOI DALLE JRP 2011… (by Mario Gherpelli)<br />
<b>Dalle Journées de la Recherche Porcine (Giornate della Ricerca Suina – JRP),&#160; 43a edizione: “VALUTAZIONE DI QUATTRO TECNICHE DI PRELIEVO PER L’ISOLAMENTO DI MYCOPLASMA HYOPNEUMONIAE NEL SUINO IN VIVO”</b> - <i>Relatori: Fablet C., Marois C., Dorenlor V., Eono F., Eveno E., Poezevara T., Kobisch M., Madec F., Rose N. (ANSES - sito di Ploufragan)</i></p>
<h4>Introduzione</h4>
<p><i>Mycoplasma hyopneumoniae</i> (Mhp) è il microrganismo centrale della patologia polifattoriale che va sotto il nome di Complesso Respiratorio Suino (CRS). L’accertamento della sua presenza costituisce un punto cruciale per la comprensione dei fenomeni che influenzano lo sviluppo delle malattie respiratorie enzootiche in allevamento. A tal fine, sia per il ricercatore che per il veterinario di allevamento, sono indispensabili metodi di prelievo affidabili, rapidi e facili da eseguire. Generalmente, a livello di allevamento, la presenza e l’andamento dell’infezione viene valutato mediante PCR a partire da tamponi nasali. Tuttavia, diverse ricerche indicano che i siti di prelievo ottimali sono situati nelle vie respiratorie profonde, trachea e bronchi.<br />
L’obiettivo di questo studio è quello di valutare la capacità di quattro tecniche di prelievo di rinvenire, mediante nested-PCR, la presenza di Mhp nei suini <i>in vivo</i> in condizioni di allevamento.</p>
<h4>Materiali e metodi</h4>
<p>Lo studio è stato realizzato in un allevamento a ciclo chiuso cronicamente affetto da malattia respiratoria. I prelievi sono stati effettuati su un campione di 60 suini scelti in modo <i>random</i> all’interno di una banda alla fine del ciclo di ingrasso [<i>peso di macellazione: 115-120 kg in Francia – ndt</i>]. Ogni suino selezionato è stato sottoposto a quattro prelievi secondo le tecniche: tampone nasale, tampone oro-faringeo, sondaggio tracheo-bronchiale, lavaggio tracheo-bronchiale.<br />
[<i>I materiali e le tecniche utilizzate per i prelievi sono indicati nel lavoro originale e sono stati scelti sia in base alle indicazioni presenti in letteratura sia in base all’esperienza degli autori – ndt</i>]<br />
Dal punto di vista statistico, la sensibilità delle tecniche di prelievo è stata valutata secondo un approccio di tipo bayesiano.</p>
<h4>Risultati</h4>
<p>La presenza di Mhp è stata accertata nei vari campioni con i seguenti livelli di sensibilità:</p>
<ul>
    <li>Tampone nasale: 13,3%</li>
    <li>Tampone oro-faringeo: 40%</li>
    <li>Lavaggio tracheo-bronchiale: 53,3%</li>
    <li>Sondaggio tracheo-bronchiale: 60%</li>
</ul>
<p>Sul totale dei suini prelevati (n. 60), il 70% è risultato positivo ad almeno una tecnica di prelievo utilizzata. Indipendentemente dal modello statistico scelto [<i>tre sono stati questi modelli, ndt</i>] la tecnica basata sul tampone nasale presenta la minor sensibilità (19%) mentre quella basata sul sondaggio tracheo-bronchiale la maggiore (74%).</p>
<h4>Discussione/Conclusioni</h4>
<p>I risultati ottenuti suggeriscono un aumento graduale della capacità di identificare l’infezione da Mhp quanto più il sito di prelievo nell’albero respiratorio si approfondisce verso le vie inferiori. In particolare, i distretti della trachea e dei bronchi si mostrano i più adatti al rinvenimento di Mhp perché proprio le cellule epiteliali di questi organi rappresentano i siti di adesione e moltiplicazione di questo microrganismo.<br />
<br />
<a href="presentazione-delle-jrp.aspx">Altri lavori&#160; ed informazioni sulle JRP</a><br />
&#160;</p><br /><a href='http://suivet.it/valutazione-di-quattro-tecniche-di-prelievo-per-l’isolamento-di-mycoplasma-hyopneumoniae-nel-suino-in-vivo-.aspx'>Admin</a><div class='fblikebutton'><iframe src='http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http%3a%2f%2fsuivet.it%2fvalutazione-di-quattro-tecniche-di-prelievo-per-l%e2%80%99isolamento-di-mycoplasma-hyopneumoniae-nel-suino-in-vivo-.aspx&amp;layout=standard&amp;show_faces=false&amp;width=450&amp;height=35&amp;action=like&amp;colorscheme=light' scrolling='no' frameborder='0' allowTransparency='true' style='border:none; overflow:hidden;width:450px; height:35px;'></iframe></div>]]></description>
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      <pubDate>Sat, 17 Sep 2011 07:57:00 GMT</pubDate>
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