 <?xml-stylesheet type="text/css" href="http://suivet.it/Data/style/rss1.css" ?> <?xml-stylesheet type="text/xsl" href="http://suivet.it/Data/style/rss1.xsl" ?>
<rss version="2.0" xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom" xmlns:itunes="http://www.itunes.com/dtds/podcast-1.0.dtd">
  <channel>
    <title>Maternità  - Ultimi articoli inseriti</title>
    <link>http://suivet.it/maternita.aspx</link>
    <description />
    <docs>http://www.rssboard.org/rss-specification</docs>
    <generator>mojoPortal Blog Module</generator>
    <language>it-IT</language>
    <ttl>120</ttl>
    <atom:link href="http://suivet.it/Blog/RSS.aspx?p=6~7~125" rel="self" type="application/rss+xml" />
    <itunes:owner />
    <itunes:explicit>no</itunes:explicit>
    <item>
      <title>Fattori che influenzano l’ingestione in lattazione</title>
      <description><![CDATA[<p>In un <a href="are-mangiare-le-scrofe-in-sala-parto-&egrave;-un&rsquo;arte.aspx">vecchio articolo</a>, abbiamo indicato quelli che vengono considerati come i fattori in grado di influenzare una spontanea ingestione dell&rsquo;alimento nelle scrofe lattanti.</p>
<p>Qui approfondisco i fattori relativi alla scrofa.</p>
<p><br />Nel corso della lattazione abbiamo un considerevole incremento dell&rsquo;ingestione di alimento da parte della scrofa, nel tentativo di sopperire all&rsquo;incremento del fabbisogno energetico, necessario per la produzione del latte, che si viene a sommare al suo normale mantenimento. Tuttavia, nei primi giorni successivi al parto, l&rsquo;alimentazione deve essere ridotta, per poi progressivamente aumentare fino a raggiungere il massimo dell&rsquo;ingestione entro i 7-10 giorni dal parto circa in corrispondenza dell&rsquo;apice della montata lattea. Questo primo comportamento alimentare &egrave; molto importante poich&eacute; permette all&rsquo;animale di adattarsi al nuovo tipo di alimento, evita l&rsquo;insorgenza della ben nota agalassia post-parto e, non ultimo per importanza, permette a tutto l&rsquo;apparato gastroenterico di adeguarsi gradualmente ai volumi di ingestione decisamente superiori a quelli richiesti in gestazione, quindi permette allo stomaco ed all&rsquo;intestino di allenarsi a mangiare di pi&ugrave; facendo quella che viene definita &ldquo;ginnastica funzionale&rdquo;.<br />Nonostante tutti i nostri sforzi, gli elevati costi energetici richiesti per la produzione del latte durante la seconda e la terza settimana di lattazione, non saranno mai sufficienti per reintegrare la perdita di energia seguente alla lattazione. Ogni ricerca, anche la pi&ugrave; ottimista, sembra proprio non darci scampo! Durante le 3-4 settimane di lattazione, la scrofa non &egrave; in grado di recuperare, anche ingerendo adeguati quantitativi di alimento, quello che perde con la lattazione.<br />Vediamo allora quali sono quei fattori di pertinenza della scrofa in grado, addirittura, di peggiorare questo delicato equilibrio energetico interferendo negativamente con l&rsquo;ingestione in sala parto e sulle quali &egrave; forse possibile lavorare per, diciamo cos&igrave;, limitare il danno.</p>
<h4>Peso corporeo e sua composizione</h4>
<p>Da numerose prove condotte &egrave; stato ampiamente dimostrato che scrofe alimentate con elevati livelli di mangime durante la gestazione, hanno poi dimostrato una bassa ingestione volontaria in sede di lattazione che, come diretta conseguenza, ha portato ad una maggiore mobilizzazione di riserve energetiche in sala parto. Inoltre a questo incremento di peso corporeo, corrisponde anche un incremento del grasso. Entrambi, agendo sul meccanismo di regolazione a lungo termine*(quindi sull&rsquo;ingestione media giornaliera), sembrano giocare un importante ruolo nella riduzione dell&rsquo;ingestione in sala parto.<br />Per quanto attiene alla composizione del peso corporeo, i meccanismi ritenuti responsabili dell&rsquo;interferenza sull&rsquo;ingestione, sono diversi. Fra questi ricordiamo il turnover del grasso, i livelli ematici di insulina e leptina, i livelli di produzione del latte, le riserve di proteine disponibili e la presenza di insulino resistenza e glucosio intolleranza. Tutti questi meccanismi agiscono sulla regolazione metabolica dell&rsquo;ingestione e sfruttano il sangue per portare il loro messaggio al fegato od al cervello, sono spesso collegati fra loro e comunque meritano studi approfonditi, dato che sono tutt&rsquo;altro che chiari. In definitiva questi meccanismi vanno a spiegare il perch&eacute; le scrofe che entrano grasse in sala parto siano maggiormente predisposte per una scarsa ingestione rispetto alle magre. Diverse ricerche sono anche d&rsquo;accordo nel ritenere che durante la prima met&agrave; della lattazione l&rsquo;ingestione volontaria sia fortemente compromessa in quelle scrofe che si presentano al parto con percentuale di grasso troppo alta. Tuttavia questo aspetto risulta ininfluente durante la seconda met&agrave; della lattazione. D&rsquo;altro canto &egrave; da ricordare che le scrofe che si presentano magre al parto, avranno una maggiore ingestione rispetto alle grasse, ma tuttavia non saranno in grado di compensare la scarsa ingestione avuta in gestazione. Verranno svezzate cos&igrave; scrofe tendenzialmente cataboliche, che presenteranno un allungamento dell&rsquo;intervallo svezzamento calore, soprattutto nelle genetiche iperprolifiche.</p>
<h4>Taglia della covata</h4>
<p>Esiste una dimostrata correlazione lineare fra produzione di latte e numero dei suinetti presenti sottoscrofa. Viene di conseguenza che scrofe con covate numerose siano grandi produttrici di latte e quindi aumentino considerevolmente l&rsquo;ingestione per affrontare le grandi richieste di energia per produrlo. <br />&Egrave; da sottolineare che nelle prove svolte (<em>Auldist et al. 1998</em>) l&rsquo;ingestione volontaria non era comunque adeguata a compensare l&rsquo;incremento di energia richiesto dalla produzione di latte passando per le varie categoria di prova con 6 fino a 14 suinetti per scrofa.<br />Una regola generale (<em>Koketsu et al. 1996</em>) suggerisce un&rsquo;ingestione base in lattazione di 1.8kg/scrofa, pi&ugrave; 0.45kg per suinetto presente al giorno.</p>
<h4>Ordine di parto</h4>
<p>Il peso corporeo aumenta ovviamente con il trascorrere dell&rsquo;et&agrave;, quindi dei parti. Le scrofe pi&ugrave; adulte e pesanti, hanno fabbisogni di mantenimento maggiori oltre che capacit&agrave; gastrica superiore, rispetto alla scrofe pi&ugrave; giovani ed &egrave; pertanto sensato aspettarsi che ingeriscano pi&ugrave; alimento (+15% minimo). Questo concetto non &egrave; molto chiaro in azienda poich&eacute; troppo spesso tecnici ed operai si lamentano di non riuscire a far mangiare le scrofette quanto le pluripare. Bisogna invece ricordare che l&rsquo;ingestione media per scrofa aumenta di 0.73kg per parto dal 1&deg; al 7&deg; (Koketsu et al. 1996). &Egrave; altres&igrave; vero che le scrofe pi&ugrave; giovani, non essendo completamente sviluppate, hanno un fabbisogno di energia e proteine che le scrofe adulte non hanno ed ecco in parte spiegato il perch&eacute; le pi&ugrave; giovani sono maggiormente esposte ai negativi effetti sulla sfera riproduttiva, nel post svezzamento, tipici del catabolismo proteico. Prove condotte al riguardo hanno infatti messo in evidenza che le primipare ripartiscono una parte dell&rsquo;energia assunta per l&rsquo;accrescimento, piuttosto che per la lattazione.</p>
<h4>Genotipo</h4>
<p>Diverse ricerche, condotte sul suino, bovino e topo, hanno dimostrato che l&rsquo;ingestione volontaria &egrave; un carattere ereditabile che pu&ograve; essere cambiato con la selezione. L&rsquo;attitudine all&rsquo;ingestione &egrave; stata valutata a partire sin dalle prime fasi di accrescimento del futuro riproduttore e si &egrave; potuto dimostrare che scrofe selezionate a partire da soggetti con scarsa ingestione, mantenevano questo carattere anche in sede di lattazione, situazione opposta si verificava per scrofette selezionate a partire da soggetti con alta ingestione giornaliera. Altre prove hanno ampliato la selezione, oltre che in base all&rsquo;alta ingestione giornaliera, anche all&rsquo;accrescimento giornaliero durante la fase di crescita. Anche in questo caso si &egrave; assistito all&rsquo;espressione di un incremento di produzione di latte del futuro riproduttore, aspetto questo che &egrave; in grado di influenzare l&rsquo;ingestione delle scrofette durante la lattazione.</p>
<p>Oggigiorno un&rsquo;inadeguata ingestione di alimento durante la lattazione &egrave; particolarmente evidente nelle primipare, nelle scrofe alimentate generosamente durante la gestazione e in scrofe allevate in ambienti molto caldi. Inoltre il genotipo magro ed iperprolifico, che si sta sempre pi&ugrave; diffondendo nei nostri allevamenti, presenta fabbisogni energetici di grande importanza a cui frequentemente non riusciamo a fare fronte. Sfortunatamente la produttivit&agrave; di questi animali viene seriamente compromessa qualora non siano tutelate e soddisfatte le loro richieste di energia. Ecco perch&eacute; al fine di ottenere i risultati attesi dobbiamo prestare sempre pi&ugrave; attenzione a questi aspetti.<br /><em>(tratto da Eissen ed all., 2000)</em>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Sull'alimentazione della scrofa in lattazione in relazione alle varie linee genetiche puoi vedere anche:<br /><a href="http://www.suivet.it/la-leggera-la-pesante-e-la-grassa-in-lattazione-parte-1.aspx">La leggera, la pesante e la grassa in lattazione - Parte 1</a><br /><a href="http://www.suivet.it/la-leggera-la-pesante-e-la-grassa-in-lattazione-parte-2.aspx">La leggera, la pesante e la grassa in lattazione - Parte 2</a></p><br /><a href='http://suivet.it/fattori-che-influenzano-l’ingestione-in-lattazione.aspx'>Dott. Claudio Mazzoni</a><div class='fblikebutton'><iframe src='http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http%3a%2f%2fsuivet.it%2ffattori-che-influenzano-l%e2%80%99ingestione-in-lattazione.aspx&amp;layout=standard&amp;show_faces=false&amp;width=450&amp;height=35&amp;action=like&amp;colorscheme=light' scrolling='no' frameborder='0' allowTransparency='true' style='border:none; overflow:hidden;width:450px; height:35px;'></iframe></div>]]></description>
      <link>http://suivet.it/fattori-che-influenzano-l’ingestione-in-lattazione.aspx</link>
      <author>mazzoni@suivet.it (Dott. Claudio Mazzoni)</author>
      <comments>http://suivet.it/fattori-che-influenzano-l’ingestione-in-lattazione.aspx</comments>
      <guid isPermaLink="true">http://suivet.it/fattori-che-influenzano-l’ingestione-in-lattazione.aspx</guid>
      <pubDate>Sat, 15 Oct 2016 08:38:00 GMT</pubDate>
    </item>
    <item>
      <title>Fare mangiare le scrofe in sala parto è un’arte</title>
      <description><![CDATA[<p>Lo scarso controllo e l’errato management dell’ingestione alimentare delle scrofe in sala parto sappiamo essere alla base dell’insorgenza di diversi disturbi riproduttivi quali l’allungamento dell’intervallo svezzamento estro, l’anestro, una bassa frequenza di ovulazione, un minor tasso di fertilità ad anche un aumento della mortalità embrionale. <br />
L’ingestione volontaria durante la lattazione è, soprattutto nelle scrofette, frequentemente inadeguata a soddisfare le domande di mantenimento, produzione di latte e crescita corporea. Peraltro, la produzione di latte ha la massima priorità e, se l’ingestione dei nutrienti è insufficiente, la scrofa mobilizzerà tessuto corporeo per garantire tale produzione diventando catabolica.<br />
Inoltre la durata della lattazione riveste una grande importanza, dato che nella scrofa le riserve corporee vengono aggredite principalmente durante le prime 2-3 settimane di lattazione. Paradossalmente si assiste ad un progressivo recupero dalla quarta settimana in avanti. <br />
La selezione genetica delle “linee materne” si è rivolta ad incrementare il numero di suinetti svezzati per scrofa per anno, con il risultato di avere un consistente miglioramento in termini di dimensioni delle covate svezzate. Questa selezione si è tradotta, già a partire dalle scrofette, in animali sì molto "performanti", che però richiedono alti costi energetici di mantenimento e produzione per tutta la carriera. Il tutto è aggravato dalle scarse riserve di grasso che contraddistinguono queste linee. Quindi in buona sostanza, le moderne genetiche crescono più velocemente, producono più muscolo, fanno più suinetti e producono più latte, ma presentano un equilibrio metabolico molto delicato, proprio per gli alti fabbisogni e le scarse riserve energetiche di cui dispongono. <br />
Sebbene la selezione non abbia un’influenza diretta sull’ingestione volontaria dell’alimento, viceversa appare chiaro che la selezione, per i parametri produttivi, ne abbia. Ad esempio la selezione verso la magrezza e l’efficienza produttiva piuttosto che la percentuale di crescita del magro possono ridurre l’appetito. Questo carattere non può che trasferirsi anche sulle scrofe in lattazione. <br />
In generale sono molti i fattori in grado di influenzare l’ingestione. Per convenienza vengono classificati in tre gruppi, anche se c’è una grossa interazione fra essi (Tavola 1):</p>
<ul>
    <li><b>Scrofa</b>: peso corporeo e sua composizione, taglia della covata, ordine di parto e genotipo.</li>
    <li><b>Ambiente</b>: temperatura, qualità dell’aria, management, lunghezza della lattazione, densità di allevamento e incidenza di patologie.</li>
    <li><b>Dieta</b>: digeribilità, composizione, densità energetica, equilibrio fra proteine ed amminoacidi, disponibilità d’acqua e frequenza dei pasti.</li>
</ul>
<p style="text-align: center;"><img width="550" height="400" alt="Tavola 1-Fattori che influenzano l'ingesione" src="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/maternita/alimentazione/tavola1-fattoricheinfluenzanolingesione.jpg" /></p>
<p>Per il momento voglio soffermarmi sugli aspetti fisiologici che regolano l’ingestione, per meglio capire come funziona questo meccanismo. <br />
Il controllo dell’ingestione dell’alimento passa da un sistema multifattoriale, ed è estremamente complesso coinvolgendo meccanismi centrali (Sistema Nervoso Centrale) e periferici. Un gran numero di centri nel SNC e di recettori sistemici periferici, perfettamente coordinati fra loro, sono disseminati in varie parti dell’organismo per determinare in ogni momento lo stato metabolico dell’animale. <br />
Vediamo qual è il modello generale che governa l’ingestione dell’alimento nella scrofa (Tavola 2). Si riconoscono due tipi di regolazione: una fisica, rappresentata dalla cavità orale (B), dallo stomaco (S) e dal piccolo intestino (PI), ed una metabolica che vede nel fegato (F) e nel cervello (C) i suoi attori principali.</p>
<p><img width="550" height="360" alt="Tavola 2-Interazioni fra i diversi sistemi che regolano l'ingestione dell'alimento" src="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/maternita/alimentazione/tavola2-interazionifraidiversisistemicheregolanolingestionedellalimento.jpg" /></p>
<p>Nel primo tipo sono coinvolti recettori ed ormoni che informano il SNC. Ad esempio quando lo stomaco è pieno invia segnali nervosi al cervello, così come segnali nervosi ed umorali sono inviati dal piccolo intestino sempre al cervello, ma anche al fegato. Questi segnali sono fondamentali ed indicano la presenza di nutrienti al loro interno. Per la regolazione metabolica, sono i nutrienti che circolano nel sangue a dare preziose informazioni a fegato e cervello, utili per la modulare l’ingestione. <br />
Nella regolazione dell’ingestione volontaria di alimento si riconoscono inoltre due livelli. Il primo è un livello di regolazione a breve termine, che regola il comportamento alimentare (forma e lunghezza del pasto), mentre la regolazione a lungo termine, determina l’ingestione media giornaliera (che è la somma dell’ingestione durante ciascun pasto) in un certo periodo di tempo. Pertanto mentre la forma del pasto può variare molto, la quantità di cibo ingerita quotidianamente deve essere controllata per mantenere l’equilibrio energetico. <br />
Cerchiamo ora di semplificare, per quanto possibile, le interazioni fra questi sistemi, sempre con l’aiuto della tavola 1. Durante il pasto lo stomaco progressivamente si riempie (1) e comincia a passare l’alimento (2) nel piccolo intestino (regolazione fisica), si attivano gli specifici recettori di questi organi (3) che nel giro di poco tempo informano il cervello (regolazione metabolica) del progredire del pasto (4), inoltre dal piccolo intestino (5) cominciano a partire i nutrienti (regolazione fisica) diretti al fegato (regolazione metabolica) che in associazione ai precedenti stimoli nervosi, danno il senso di sazietà (regolazione a breve termine). Una volta finito il pasto, rimane il senso di sazietà, nonostante che lo stomaco si svuoti, fintanto che al fegato (6) continuino ad arrivare dall’intestino fonti di energia utilizzabili (regolazione a lungo termine). Grazie a quest’ultimo sistema verrà regolamentata la cadenza fra un pasto e l’altro.<br />
(tratto da Eissen ed all., 2000). <br />
Bene! ora che abbiamo una base su questi meccanismi fisiologici, ci sarà più semplice capire ed affrontare quei delicati ma fondamentali aspetti che influenzano l’ingestione di alimento nelle scrofe in lattazione, poiché …</p>
<p style="text-align: center;"><cite><b>"... portare le scrofe ad una corretta ingestione di alimento è un’arte" </b></cite><b><br />
Muirhead e Alexander (1997)</b><br />
&#160;</p><br /><a href='http://suivet.it/fare-mangiare-le-scrofe-in-sala-parto-è-un’arte.aspx'>Dott. Claudio Mazzoni</a><div class='fblikebutton'><iframe src='http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http%3a%2f%2fsuivet.it%2ffare-mangiare-le-scrofe-in-sala-parto-%c3%a8-un%e2%80%99arte.aspx&amp;layout=standard&amp;show_faces=false&amp;width=450&amp;height=35&amp;action=like&amp;colorscheme=light' scrolling='no' frameborder='0' allowTransparency='true' style='border:none; overflow:hidden;width:450px; height:35px;'></iframe></div>]]></description>
      <link>http://suivet.it/fare-mangiare-le-scrofe-in-sala-parto-è-un’arte.aspx</link>
      <author>mazzoni@suivet.it (Dott. Claudio Mazzoni)</author>
      <comments>http://suivet.it/fare-mangiare-le-scrofe-in-sala-parto-è-un’arte.aspx</comments>
      <guid isPermaLink="true">http://suivet.it/fare-mangiare-le-scrofe-in-sala-parto-è-un’arte.aspx</guid>
      <pubDate>Sat, 05 Apr 2014 07:30:00 GMT</pubDate>
    </item>
  </channel>
</rss>