 <?xml-stylesheet type="text/css" href="http://suivet.it/Data/style/rss1.css" ?> <?xml-stylesheet type="text/xsl" href="http://suivet.it/Data/style/rss1.xsl" ?>
<rss version="2.0" xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom" xmlns:itunes="http://www.itunes.com/dtds/podcast-1.0.dtd">
  <channel>
    <title>Maternità  - Ultimi articoli inseriti</title>
    <link>http://suivet.it/maternita.aspx</link>
    <description />
    <docs>http://www.rssboard.org/rss-specification</docs>
    <generator>mojoPortal Blog Module</generator>
    <language>it-IT</language>
    <ttl>120</ttl>
    <atom:link href="http://suivet.it/Blog/RSS.aspx?p=6~7~26" rel="self" type="application/rss+xml" />
    <itunes:owner />
    <itunes:explicit>no</itunes:explicit>
    <item>
      <title>L'influenza del cross fostering sul ciclo produttivo dei suini</title>
      <description><![CDATA[<p>(dott. Sabrina Zamboni)</p>
<p>Il <strong>cross fostering</strong>, la cosiddetta <strong>adozione parziale</strong>, risulta essere una delle tecniche di gestione maggiormente utilizzata dagli allevatori, dal momento che permette di far fronte all&rsquo;iperprolificit&agrave; della scrofa, di equilibrare il numero di nati vivi in corrispondenza del numero di capezzoli, di rendere omogenee le nidiate in base al numero e al peso dei suinetti, con il fine ultimo di diminuire gli scarti allo svezzamento e di ottenere covate pi&ugrave; pesanti e numerose.</p>
<p>Appartiene al gruppo delle<strong> adozioni precoci</strong>, viene cio&egrave; eseguito gi&agrave; a partire dal giorno stesso del parto e si contraddistingue per lo spostamento dei suinetti di taglie differenti in nidiate di dimensioni simili, in modo tale da evitare disuguaglianza nella stessa covata (fig.1).</p>
<p style="text-align: center;"><img style="display: block; margin-left: auto; margin-right: auto;" src="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/maternita/adozioniprecoci/cross-fostering.png" alt="Fig.1: Dimostrazione di crossfostering con spostamento di suinetti in covate di dimensioni omogenee" width="500" /><em>Fig. 1: Per omogeneizzare le due covate e avere tutti i suinetti della stessa taglia, vengono spostati i due pi&ugrave; grossi dalla covata A&nbsp; per metterli nella covata B che presenza suinetti di dimensioni analoghe. Con lo stesso criterio, i suinetti pi&ugrave; piccoli della covata B, vengono spostati nella covata A in cui i&nbsp; suinetti sono per lo pi&ugrave; di piccola taglia.</em></p>
<p>Vale la pena ricordare che, prima di trasferire i suinetti neonati, &egrave; necessario che vengano colostrati in modo adeguato. Per raggiungere tale scopo, dovranno ingerire almeno 80g di colostro per kg di peso vivo al giorno, obbiettivo che in realt&agrave; potrebbe essere raggiunto in sole 6 ore di colostratura.</p>
<p>Importante, sebbene si conoscano svariate eccezioni, &egrave; che il colostro appartenga alla propria madre per questioni strettamente correlate ad una specifica assunzione di anticorpi (soprattutto quelli legati all&rsquo;immunit&agrave; cellulare). Fortunatamente la produzione del colostro, anche se con caratteristiche organolettiche che tendono a peggiorare con il passare delle ore rispetto al parto, risulta accettabile nelle 18-24 ore successive al parto.</p>
<p>Questa tecnica di adozione presenta un importante limite legato al momento della sua attuazione. Qualora, venisse svolta troppo oltre le 48-72 ore dal parto e quindi successivamente alla consolidazione della gerarchia e della fidelizzazione del capezzolo, potrebbe incorrere in importanti insuccessi conseguenti alle competizioni dei suinetti e pertanto alla difficolt&agrave; di accettazione dei nuovi da parte della scrofa.</p>
<p>In merito, &egrave; stato condotto uno studio in un allevamento irlandese di 1500 scrofe Large White &times; Landrace. I parti di circa 80 scrofe avvenivano in banda settimanale e tutti i suinetti (1.016) nati dallo stesso lotto sono stati contrassegnati individualmente alla nascita e seguiti fino alla macellazione. Questi soggetti, in base al momento in cui sono stati pareggiati, sono stati classificati in tre gruppi:</p>
<p style="padding-left: 30px;">1.&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Non sottoposti al pareggiamento;<br />2.&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Spostati durante la prima settimana di vita;<br />3.&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Trasferiti dalla prima settimana di vita in poi.</p>
<p>Di questi stessi gruppi sono state considerate delle variabili:</p>
<p style="padding-left: 30px;">-&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; L&rsquo;ordine del parto della scrofa;<br />-&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Il numero di nati vivi;<br />-&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Il peso medio alla nascita.</p>
<p>Durante lo studio, dei 1.016 suinetti nati, 824 hanno raggiunto l&rsquo;et&agrave; della macellazione (192 perdite in totale) ed i dati sono stati sottoposti ad analisi statistica (ANOVA test).</p>
<p>I risultati ottenuti, e riportati nei grafici sottostanti, hanno confermato che al momento del pareggiamento non c&rsquo;erano differenza fra i gruppi a confronto.</p>
<p>Al contrario, considerando sia i suinetti pareggiati sia quelli non pareggiati, sono state evidenziate delle differenze significative (fig. 2).</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><img style="display: block; margin-left: auto; margin-right: auto;" src="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/maternita/cross-fostering-zamboni-01.png" alt="Fig. 2: I grafici rappresentano rispettivamente la percentuale di suini in corrispondenza all&rsquo;ordine di parto della scrofa (A), al numero di nati vivi (B) ed al peso medio alla nascita (C) in base al momento del pareggiamento" width="600" /></p>
<p style="text-align: center;"><em>Fig.2: I grafici rappresentano rispettivamente la percentuale di suini in corrispondenza all&rsquo;ordine di parto della scrofa (A), al numero di nati vivi (B) ed al peso medio alla nascita (C) in base al momento del pareggiamento. I suini sono stati raggruppati in NCF (non sottoposti al cross-fostering), CFW1 (sottoposti al cross-fostering entro la settimana dalla nascita) ed in CFW2+ (spostati oltre la prima settimana di vita). tratto da Julia A. Calderon D&iacute;az, Edgar Garc&iacute;a Manzanilla, Alessia Diana and Laura A. Boyle. (2018) &ldquo;Cross-Fostering Implications for Pig Mortality, Welfare and Performance &ldquo;, in: Frontiers in Veterinary Science. Vol: 5. Article 123, pp.4.</em></p>
<p>Poich&egrave; interessati anche alle possibili associazioni tra mortalit&agrave; e pratiche di pareggiamento, sono stati analizzati i tassi di mortalit&agrave; dalla nascita allo svezzamento e dalla nascita alla macellazione.</p>
<p>Come detto precedentemente, nel corso dello studio, sono morti 192 soggetti per cui &egrave; stata riscontrata una percentuale di mortalit&agrave; pari a circa il 20%, dove la maggioranza &egrave; rappresentata da quelli pareggiati (Julia A. et al.2018).</p>
<p>Le cause di questa mortalit&agrave; non sono del tutto conosciute, ma dallo studio &egrave; emerso che questi suinetti deceduti provengano da scrofe con un maggior numero di nati vivi.</p>
<p>Interessante anche notare che i suinetti trasferiti successivamente alla prima settimana di vita hanno riportato un peso medio corporeo alla nascita inferiore. Probabilmente questi suini, durante il loro ciclo produttivo, hanno avuto pi&ugrave; difficolt&agrave; nell&rsquo;incrementare il proprio peso e per loro si &egrave; reso necessario il baliaggio, inoltre sono risultati sempre pi&ugrave; leggeri ad ogni pesata dello studio.</p>
<blockquote>
<p><em>Punti essenziali per un corretto cross-fostering:</em><br /><em>Lasciare ai suinetti il tempo necessario per poter assumere un idoneo quantitativo di colostro e quindi di anticorpi (80g di colostro/kg PV del neonato);</em><br /><em>Trasferire suinetti di taglia superiore/inferiore al 20% della media della taglia di quelli presenti nell&rsquo;altra covata per permettere, durante la formazione della gerarchia, una pi&ugrave; regolare competizione;</em><br /><em>Evitare di spostare i nati oltre le 48 ore dal parto poich&eacute; la gerarchia si &egrave; gi&agrave; formata ed &egrave; anche gi&agrave; avvenuta la fidelizzazione del capezzolo.</em></p>
</blockquote>
<p>Gli spostamenti, in conclusione, dovrebbero essere ridotti al minimo e svolti solo in caso di necessit&agrave; in quanto c&rsquo;&egrave; sempre il rischio di alterare i normali equilibri comportamentali della scrofa ma anche dei suinetti. In questi ultimi, a causa della separazione dalla madre, della manipolazione e del rimescolamento, viene generato uno stress in grado di sfociare in feroci combattimenti responsabili della formazione di lesioni alle orecchie piuttosto che alla coda o al corpo ma non solo, e forse ancora pi&ugrave; grave, potrebbe anche interferire con il sistema immunitario compromettendone sanitariamente il ciclo produttivo futuro.</p>
<p>Per terminare, il cross fostering consente di affrontare l&rsquo;iperprolificit&agrave; della scrofa poich&eacute; sfoltendo la covata garantisce a ciascun suinetto l&rsquo;accesso ad un capezzolo funzionante.</p>
<p>Purtroppo, questa tecnica da sola non sempre &egrave; in grado di ridurre la mortalit&agrave; dei suini durante il loro ciclo produttivo. Per raggiungere questo scopo, &egrave; necessario conoscere, studiare ed applicare anche le successive tecniche di baliaggio utilizzando quelle pi&ugrave; appropriate in base alla fase della lattazione ed al contesto sanitario, cos&igrave; da preparare accuratamente i suini al loro futuro produttivo.</p><br /><a href='http://suivet.it/linfluenza-del-cross-fostering-sul-ciclo-produttivo-dei-suini.aspx'>Dott.ssa Sabrina Zamboni</a><div class='fblikebutton'><iframe src='http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http%3a%2f%2fsuivet.it%2flinfluenza-del-cross-fostering-sul-ciclo-produttivo-dei-suini.aspx&amp;layout=standard&amp;show_faces=false&amp;width=450&amp;height=35&amp;action=like&amp;colorscheme=light' scrolling='no' frameborder='0' allowTransparency='true' style='border:none; overflow:hidden;width:450px; height:35px;'></iframe></div>]]></description>
      <link>http://suivet.it/linfluenza-del-cross-fostering-sul-ciclo-produttivo-dei-suini.aspx</link>
      <author>zamboni@suivet.it (Dott.ssa Sabrina Zamboni)</author>
      <comments>http://suivet.it/linfluenza-del-cross-fostering-sul-ciclo-produttivo-dei-suini.aspx</comments>
      <guid isPermaLink="true">http://suivet.it/linfluenza-del-cross-fostering-sul-ciclo-produttivo-dei-suini.aspx</guid>
      <pubDate>Tue, 10 Jan 2023 07:43:00 GMT</pubDate>
    </item>
    <item>
      <title>Baliaggi: implicazioni su mortalità, benessere e performance dei suinetti</title>
      <description><![CDATA[<p>(dott.ssa Giulia Bini)</p>
<div style="float: left; padding-right: 10px;"><img src="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/maternita/addormentato.jpg" alt="" width="300" /></div>
<p>I baliaggi sono una pratica estremamente diffusa fra gli allevamenti di suini. Si stima che circa il 98% delle aziende intensive ricorra al suo utilizzo con lo scopo di aumentare la sopravvivenza dei lattonzoli e al fine di creare delle nidiate che siano maggiormente uniformi, sia in termini di numerosit&agrave; che in termini di taglia/peso degli animali.</p>
<p>Grazie al miglioramento genetico la prolificit&agrave; delle scrofe &egrave; col tempo aumentata portando ad un numero di nati vivi per scrofa che eccede le capacit&agrave; di allattamento della madre stessa. Ci si ritrova cos&igrave; con scrofe che hanno 14-16 capezzoli funzionanti (nel migliore dei casi) che danno per&ograve; alla luce un numero maggiore di suinetti. Questo rappresenta una sfida in termini di management e obbliga l&rsquo;allevatore a ricorrere alle pratiche di baliaggio oppure ad investire in sistemi di allattamento artificiali.</p>
<p>Il baliaggio rappresenta una pratica stressante, sia per la scrofa che per i suinetti e pertanto dovrebbe essere ridotto al minimo. Di contro, per&ograve;, ci si ritrova ad avere un eccesso di suinetti che per forza di cose devono essere spostati al fine di garantirne la sopravvivenza.</p>
<p>Essenzialmente vengono identificati due diversi tipi di baliaggi: precoci e tardivi. Quelli precoci vengono praticati entro la prima settimana di lattazione mentre i tardivi nelle due/tre settimane successive. Coi baliaggi precoci si cerca di uniformare il numero di soggetti per covata, adattandolo anche alla capacit&agrave; di allattamento della scrofa. Il secondo tipo di baliaggi, invece, viene attuato col fine di uniformare la taglia degli animali presenti in una stessa covata. I suinetti oggetto di adozioni precoci provengono spesso da scrofe il cui numero di nati vivi &egrave; pi&ugrave; alto rispetto a quello registrato nelle altre. Si stima che circa il 5% dei nati vivi venga spostato per permettere un&rsquo;uniformit&agrave; numerica. I suinetti baliati tardivamente, invece, sono spesso quelli nati pi&ugrave; leggeri. Circa il 15-20% dei nati vivi dovrebbe essere spostato al fine di uniformare il peso delle covate. In sintesi, i baliaggi precoci vengono mossi dal <em>numero</em> mentre i tardivi vengono mossi dal <em>peso</em> dei suini. In generale, il baliaggio permette di pareggiare le covate sia per numero che per taglia, permettendo anche ai suini pi&ugrave; piccoli di poter essere competitivi al momento della poppata.</p>
<p>Si raccomanda, tuttavia, di eseguire i baliaggi il pi&ugrave; presto possibile dopo il parto, entro le 12-24 ore successive. Questo perch&eacute; prima delle 72 ore dopo la nascita non &egrave; ancora avvenuta la fidelizzazione del capezzolo e non &egrave; ancora stato stabilito un ordine di poppata. Inoltre, spostare precocemente l&rsquo;animale gli garantisce anche la massima assunzione di colostro. In questo modo &egrave; possibile ridurre la mortalit&agrave; pre-svezzamento, le performance dei suinetti non vengono intaccate, cos&igrave; come il loro comportamento. Ma recenti studi suggeriscono che non &egrave; tutto qui.</p>
<p>Nella realt&agrave; dei fatti, i baliaggi continuano anche dopo la prima settimana dopo il parto. Fare baliaggi tardivi significa inserire i suinetti in covate dove l&rsquo;ordine di poppata &egrave; gi&agrave; stato stabilito ed ogni animale si attacca sempre allo stesso capezzolo a cui &ldquo;si &egrave; fidelizzato&rdquo;. Questo causa uno stress, non solo al suinetto spostato ma anche agli altri gi&agrave; presenti nella covata e di conseguenza innesca delle lotte che si ripercuotono poi anche sulla scrofa. I soggetti spostati tardivamente sono meno presenti al momento della montata lattea e si riconoscono pi&ugrave; facilmente perch&eacute; vocalizzano vagando per la gabbia parto, mostrando talvolta anche degli atteggiamenti di fuga. Sono pi&ugrave; soggetti a lesioni, principalmente a livello di muso, e le loro performance di accrescimento sono peggiori. Tuttavia, non esiste uno studio che abbia seguito il percorso di questi suinetti dalla nascita fino al macello e pertanto gli effetti a lungo termine di un baliaggio tardivo sono tutt&rsquo;ora sconosciuti.</p>
<p>Ma qual &egrave; l&rsquo;effetto del baliaggio sulla mortalit&agrave;, le performance dell&rsquo;animale, la qualit&agrave; della carcassa e gli indicatori di benessere? Le ricerche scientifiche a riguardo sono scarse e lo studio da cui &egrave; tratto questo articolo rappresenta un primo tentativo di fornire una risposta al quesito.</p>
<h5>&nbsp;</h5>
<h5>Baliaggi e mortalit&agrave;</h5>
<p>La pratica del baliaggio sembra aumentare la mortalit&agrave; sia nel periodo precedente lo svezzamento che per tutta la durata del ciclo produttivo. La settimana scelta per eseguire il baliaggio (precoce o tardivo) non sembra essere un fattore discriminante. Bisogna per&ograve; ricordare che le adozioni non sono l&rsquo;unico fattore di rischio per l&rsquo;aumento della mortalit&agrave;. Su questa incidono, infatti, sia il peso corporeo alla nascita che la numerosit&agrave; della covata d&rsquo;origine. Sarebbe utile eseguire uno studio controllato per valutare quale effettivamente sia il rischio legato alla settimana scelta per eseguire il baliaggio. Si ricorda inoltre che un peso alla nascita inferiore al chilogrammo rappresenta gi&agrave; di per s&eacute; un fattore di rischio importante che impatta sulla mortalit&agrave;.</p>
<h5>Baliaggi, performance di crescita e qualit&agrave; della carcassa</h5>
<p>Un ridotto peso corporeo alla nascita impatta negativamente anche sulle successive performance di crescita dell&rsquo;animale che continuer&agrave; a pesare meno e a crescere con ritmi pi&ugrave; lenti per tutta la durata del ciclo produttivo. Per questa ragione, i suini baliati dopo la prima settimana di lattazione al fine di uniformarne il peso, si sono sempre mostrati pi&ugrave; leggeri dei soggetti baliati precocemente o non sottoposti affatto a baliaggi.</p>
<p>Le adozioni precoci sembrano non influire sulle successive performance di crescita dell&rsquo;animale mentre lo spostamento una settimana e oltre dopo il parto sembra aumentare il divario di peso. Tuttavia, cos&igrave; come per la mortalit&agrave;, &egrave; necessario ricordare che altri fattori impattano sulle performance di accrescimento come, ad esempio: il peso alla nascita, la numerosit&agrave; della covata e l&rsquo;ordine di parto della scrofa.</p>
<p>Anche al macello il peso della carcassa &egrave; risultato leggermente pi&ugrave; basso per i soggetti baliati tardivamente mentre per quanto riguarda la percentuale di massa magra o lo spessore del grasso non si sono registrate differenze significative fra i suini baliati precocemente, tardivamente o non baliati.</p>
<p>Al momento della macellazione sono stati indagati altri aspetti prettamente sanitari come la presenza di zoppie, pleuriti, polmoniti e pericarditi. Non sono state registrate differenze significative fra carcasse di suini sottoposti a baliaggio e suini non baliati. Tuttavia, altri studi riportano come soggetti baliati siano pi&ugrave; esposti al rischio di mostrare questo tipo di lesione, probabilmente in funzione del fatto che la separazione dalla propria madre abbia impedito una corretta assunzione di colostro e quindi vi sia stata una compromissione del sistema immunitario.</p>
<h5>Baliaggi e lesioni al corpo, coda ed orecchie</h5>
<p>In precedenza, &egrave; stato affermato che le adozioni tardive vadano ad aumentare le lotte all&rsquo;interno della covata, portando quindi alla presenza di lesioni al muso e al corpo dell&rsquo;animale. In questo specifico studio non &egrave; stata rilevata una differenza in termini di lesioni corporee fra suini baliati precocemente o tardivamente. <br /> Al momento dello svezzamento non sono state rilevate lesioni o graffi sugli animali. Questo non significa che i suini non abbiano lottato fra loro ma &egrave; espressione del fatto che in soggetti con meno di 20 giorni le lotte durino poco (meno di 5 minuti) e le lesioni siano relativamente leggere. &Egrave; probabile che al momento dello svezzamento la ferita fosse ormai rimarginata, anche alla luce del fatto che all&rsquo;interno della covata fosse stato stabilito un nuovo ordine gerarchico. Durante il resto del ciclo produttivo, invece, il numero di lesioni riscontrate &egrave; aumentato raggiungendo un picco durante la seconda fase dello svezzamento. Questo &egrave; dovuto ad un rimescolamento dei gruppi. Ogni volta che avviene una modifica all&rsquo;interno del gruppo i suini lottano al fine di ristabilire un nuovo ordine gerarchico. Quando nel gruppo vi &egrave; stabilit&agrave; e non avvengono ulteriori rimescolamenti la situazione si equilibra e la percentuale di lesioni corporee automaticamente si riduce.</p>
<p><strong><em>Lesioni alla coda</em></strong></p>
<p>Di grande attualit&agrave; resta la questione delle lesioni alla coda. &Egrave; noto come diversi siano i fattori che influiscano su questo tipo di lesione, fra cui: il sesso, la genetica, l&rsquo;et&agrave; allo svezzamento, il tipo di pavimentazione, la presenza e l&rsquo;inserimento di arricchimenti ambientali, la densit&agrave; di animali stabulati, la possibilit&agrave; di accedere alla fonte di cibo, la temperatura e la ventilazione. Alcuni studi hanno dimostrato come la percentuale di lesioni alla coda fosse maggiore all&rsquo;interno di quegli allevamenti che praticassero i baliaggi, senza per&ograve; stabilire se i soggetti pi&ugrave; colpiti fossero effettivamente quelli oggetto di spostamento. Nel presente studio non &egrave; stata notata differenza fra i soggetti baliati tardivamente o precocemente e quelli non baliati. Tuttavia, si sono riscontrate lesioni per tutta la durata del ciclo produttivo e l&rsquo;incidenza di queste &egrave; aumentata col progredire dell&rsquo;et&agrave; degli animali. Non &egrave; possibile individuare una specifica ragione per questo dato ma il rimescolamento dei gruppi resta un fattore di rischio. Mischiando animali che non hanno familiarit&agrave; tra loro si innescano lotte e si aumentano i livelli di stress. Ancora non &egrave; chiaro se l&rsquo;animale pi&ugrave; stressato diventi un soggetto morsicatore o un bersaglio della morsicatura.</p>
<p><em><strong>Lesioni alle orecchie</strong></em></p>
<p>Anche le lesioni alle orecchie vengono riscontrate sempre pi&ugrave; comunemente fra gli allevamenti intensivi. La loro eziologia e i fattori di rischio non sono completamente chiari ma &egrave; possibile che siano gli stessi individuati per le lesioni alla coda. Tuttavia, le lesioni alle orecchie mostrano un trend inverso e tendono a diminuire col progredire dell&rsquo;et&agrave;. Inoltre, al contrario di quanto registrato per gli altri tipi di lesioni, queste si mostrano pi&ugrave; frequenti in quegli animali baliati precocemente. &Egrave; difficile trovare una spiegazione a questo dato dal momento che tutti i suini sono allevati allo stesso modo e pertanto sottoposti ai medesimi fattori di rischio (stessa genetica, stessa et&agrave;, stessa tipologia di stabulazione). Essendo entrambi i tipi di lesioni a carattere multifattoriale &egrave; logico ritenere che diverse combinazioni di fattori stressanti incidano in modo diverso in base alla fase del ciclo produttivo e indirizzino l&rsquo;animale morsicatore verso la coda o verso le orecchie.</p>
<p>Un animale pi&ugrave; vecchio e con una taglia pi&ugrave; grande &egrave; maggiormente in grado di difendersi attivamente ed in modo aggressivo dagli attacchi degli altri animali indirizzati verso le orecchie. Questo potrebbe portare gli animali morsicatori a dirigere la loro attenzione verso una diversa parte del corpo, la coda, che risulta pi&ugrave; accessibile e meno difendibile. Inoltre, col progredire dell&rsquo;et&agrave; e con l&rsquo;aumentare della stazza si riduce lo spazio disponibile al truogolo rendendo la competizione per accedere all&rsquo;alimento pi&ugrave; intensa e il posteriore degli animali pi&ugrave; aggredibile.</p>
<p>&Egrave; altres&igrave; difficile spiegare il motivo per il quale i soggetti baliati precocemente siano maggiormente a rischio di lesioni auricolari. In parte dipende dal peso corporeo in quanto queste lesioni si registrano quando i suini hanno pesi maggiori. Questo per&ograve; non chiarisce per quale motivo i suini non sottoposti a baliaggi siano meno soggetti a queste lesioni nonostante il loro peso sia comunque simile.&nbsp; &Egrave; lecito ritenere che il baliaggio precoce sia indirettamente legato alla comparsa di lesioni auricolari in ragione del fatto che l&rsquo;adozione comporta un maneggiamento dell&rsquo;animale, la separazione dalla madre e dai fratelli, l&rsquo;inserimento in una covata non familiare e l&rsquo;innescarsi di lotte. Forti stress nel periodo perinatale rendono l&rsquo;animale pi&ugrave; sensibile allo stress stesso nei periodi successivi. Probabilmente l&rsquo;adozione precoce fa si che il suino venga spostato in un momento assai critico e lo stress indotto comprometta a tal punto la funzione immunitaria da renderli pi&ugrave; sensibili, unitamente al fatto che sono comunque soggetti pi&ugrave; pesanti e con un accrescimento maggiore. Se la comparsa di lesioni &egrave; legata a un problema immunitario, spostare i suini verso scrofe allo stesso stadio di lattazione e dello stesso ordine di parto pu&ograve; attenuare la problematica in quanto si favorisce un&rsquo;adeguata assunzione di colostro prima e latte poi.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Senz&rsquo;altro la pratica dei baliaggi resta necessaria e utile per fronteggiare quell&rsquo;eccesso di suinetti nati da scrofe iperprolifiche e per permettere a tutti un accesso ad un capezzolo funzionante, indipendentemente dalla taglia. &Egrave; consigliabile, per&ograve;, mantenere la quota di suini baliati al minimo ed eseguire queste adozioni il pi&ugrave; possibile vicino al parto. &Egrave; chiaro che i baliaggi abbiano un&rsquo;influenza sulle successive performance dell&rsquo;animale e sulla mortalit&agrave; ma un solo studio non &egrave; sufficiente per fornire tutte queste risposte. Sarebbe senz&rsquo;altro interessante eseguire uno studio in condizioni controllate dove suini provenienti da covate numerose e suini con basso peso alla nascita vengano casualmente sottoposti a baliaggio, in modo da comprendere quanto realmente incida la settimana nella quale viene praticata l&rsquo;adozione rispetto ad altri fattori come il numero di nati vivi, il peso alla nascita e l&rsquo;ordine di parto della scrofa. Infine, &egrave; necessario anche un approfondimento per chiarire la reale eziologia e le dinamiche che portano allo sviluppo di lesioni alla coda e auricolari, anche al fine di chiarire il motivo del loro trend inverso in funzione dell&rsquo;et&agrave; dell&rsquo;animale.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>Articolo pubblicato su SUMMA ANIMALI DA REDDITO N.5 GIUGNO 2021 che ringraziamo.</em></p><br /><a href='http://suivet.it/baliaggi-implicazioni-su-mortalità-benessere-e-performance-dei-suinetti.aspx'>Dott. Giulia Bini</a><div class='fblikebutton'><iframe src='http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http%3a%2f%2fsuivet.it%2fbaliaggi-implicazioni-su-mortalit%c3%a0-benessere-e-performance-dei-suinetti.aspx&amp;layout=standard&amp;show_faces=false&amp;width=450&amp;height=35&amp;action=like&amp;colorscheme=light' scrolling='no' frameborder='0' allowTransparency='true' style='border:none; overflow:hidden;width:450px; height:35px;'></iframe></div>]]></description>
      <link>http://suivet.it/baliaggi-implicazioni-su-mortalità-benessere-e-performance-dei-suinetti.aspx</link>
      <author>giuliabini@aaa.ss (Dott. Giulia Bini)</author>
      <comments>http://suivet.it/baliaggi-implicazioni-su-mortalità-benessere-e-performance-dei-suinetti.aspx</comments>
      <guid isPermaLink="true">http://suivet.it/baliaggi-implicazioni-su-mortalità-benessere-e-performance-dei-suinetti.aspx</guid>
      <pubDate>Fri, 06 Aug 2021 05:39:00 GMT</pubDate>
    </item>
    <item>
      <title>L'adozione di selezione</title>
      <description><![CDATA[<p>Abbiamo gi&agrave; trattato, in un articolo di un po' di tempo fa, il concetto di <a href="https://suivet.it/fidelizzazione-del-capezzolo.aspx">fidelizzazione del capezzolo</a> e di quanto questo meccanismo fisiologico di formazione della gerarchia all&rsquo;interno della covata, che si instaura nelle prime 48-72 ore di vita, sia importante per lo sviluppo di una buona omogeneit&agrave; fra i suinetti. Tuttavia vale la pena ricordare anche quanto questo meccanismo sia limitante per lo svolgimento di alcune pratiche di baliaggio, ancora molto in uso, ma piuttosto rischiose. Ci riferiamo alla sostituzione del suinetto in ritardo di crescita all&rsquo;interno di una bella covata, con un altro pi&ugrave; in carne, e pertanto pi&ugrave; simile al resto della covata ricevente, pratica frequentemente utilizzata anche a 14-20 giorni di vita, allorquando la gerarchia &egrave; gi&agrave; ben consolidata. La larga diffusione di questa pratica ha le sue basi nel fatto che risulta piuttosto semplice e veloce da eseguire per l&rsquo;operatore, ma non tiene in conto che la gerarchia sia gi&agrave; formata e delle conseguenze che la sua perturbazione sia in grado di arrecare. In effetti il suinetto inserito in un nuovo gruppo, guadagner&agrave; il suo abituale capezzolo, quello a cui si &egrave; fidelizzato nella sua covata di nascita, che sfortunatamente per lui trover&agrave; impegnato dal suinetto della covata ricevente. Infatti su 12/14 suinetti pensate davvero di avere la fortuna che il nuovo arrivato vada proprio a stimolare il capezzolo del suinetto in ritardo che viene rimosso? Lascerei a voi ogni commento sulla cosa...</p>
<p>Questo genera una nuova competizione fra i due suinetti per lo stabilirsi di una nuova gerarchia. Da un punto di vista zootecnico quello che accade &egrave; una riduzione del peso dei due contendenti al capezzolo a fine lattazione rispetto al resto della covata. Inoltre, l&rsquo;aspetto pi&ugrave; negativo deriva da una riduzione complessiva del peso dell&rsquo;intera nidiata rispetto alle altre, come conseguenza della diminuzione della produzione di latte da parte della scrofa che percepisce come un forte stress il tumulto derivante dalla competizione dei due suinetti. Per queste ragioni &egrave; fortemente sconsigliabile l&rsquo;impiego di questa tipologia di adozione oltre le 48/72 ore di vita cio&egrave; da quando la fidelizzazione &egrave; gi&agrave; avvenuta. In queste situazioni, sarebbe meglio preferire o l&rsquo;<a href="https://suivet.it/adozione-completa.aspx">adozione completa</a> o lo svezzamento a balzi.</p>
<p>L&rsquo;adozione di sostituzione rimane una procedura interessante da approcciare nelle prime 48 ore di vita cio&egrave; quando la fidelizzazione del capezzolo da parte dei suinetti non &egrave; ancora avvenuta e quando, nel tentativo di ridurre il numero delle balie, si voglia <a href="https://suivet.it/scarto-o-ritardatario.aspx">anticipare la formazione degli scarti lavorando tempestivamente sui ritardatari</a>. La procedura &egrave; davvero molto semplice: dopo avere selezionato la scrofa ricevente dei ritardatari, preferibilmente una secondipara con bei capezzoli ed una bella covata, posizioniamo la sua covata all&rsquo;interno del nostro carrellino dei baliaggi (figura 1).</p>
<p style="text-align: center;"><img style="display: block; margin-left: auto; margin-right: auto;" src="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/maternita/adozionediselezione.png" alt="" width="500" /><br /><em>Figura 1</em></p>
<p>Quindi andiamo a sostituire i suinetti in ritardo di crescita nelle altre covate della sala, con quelli belli del nostro carrellino non senza per&ograve; averli ben marcati con un tampone colorato. Questa evidenziazione ha il fine di poter seguire i suinetti aggiunti a ciascuna balia per monitorarne il decorso nelle prime 12-48 ore dopo l&rsquo;adozione: dobbiamo infatti assicurarci che anche i nuovi introdotti non rimangano in ritardo al fine di spostarli tempestivamente. Alla fine del baliaggio avremo all&rsquo;interno del nostro carrellino tutti i suinetti in ritardo di crescita raccolti dalle varie scrofe che andremo a posizionare sotto la nostra balia liberata all&rsquo;inizio della procedura.</p>
<p>Risulta abbastanza evidente come l&rsquo;adozione di selezione sia una pratica di contenimento delle perdite senza inoltre coinvolgere scrofe di altre et&agrave; di lattazione (quindi spesso di altre sale) con conseguente riduzione della movimentazione dei suinetti. Tuttavia la manovalanza va adeguatamente istruita sui rischi con particolare riferimento sia all&rsquo;et&agrave; dei suinetti da coinvolgere prima che la fidelizzazione sia avvenuta e sia sul monitoraggio dei suinetti baliati all&rsquo;interno delle nuove covate affinch&eacute; non ritardino nella loro crescita.</p><br /><a href='http://suivet.it/ladozione-di-selezione.aspx'>Dott. Claudio Mazzoni</a><div class='fblikebutton'><iframe src='http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http%3a%2f%2fsuivet.it%2fladozione-di-selezione.aspx&amp;layout=standard&amp;show_faces=false&amp;width=450&amp;height=35&amp;action=like&amp;colorscheme=light' scrolling='no' frameborder='0' allowTransparency='true' style='border:none; overflow:hidden;width:450px; height:35px;'></iframe></div>]]></description>
      <link>http://suivet.it/ladozione-di-selezione.aspx</link>
      <author>mazzoni@suivet.it (Dott. Claudio Mazzoni)</author>
      <comments>http://suivet.it/ladozione-di-selezione.aspx</comments>
      <guid isPermaLink="true">http://suivet.it/ladozione-di-selezione.aspx</guid>
      <pubDate>Tue, 14 May 2019 14:17:00 GMT</pubDate>
    </item>
    <item>
      <title>Scarto o ritardatario</title>
      <description><![CDATA[<p><strong>(Dott. Claudio Mazzoni)</strong></p>
<p>Sia che si tratti di <a href="https://suivet.it/Blog/ViewCategory.aspx?cat=39&amp;mid=7&amp;pageid=6">baliaggi precoci</a> o <a href="https://suivet.it/Blog/ViewCategory.aspx?cat=40&amp;mid=7&amp;pageid=6">baliaggi tardivi&nbsp;</a> la gestione dei soggetti in ritardo di crescita, rappresenta per molte aziende la popolazione di suinetti maggiormente coinvolta nei trasferimenti. Tuttavia ritengo che sia necessario fare una certa puntualizzazione sull&rsquo;argomento dal momento che, gli scarti ed i ritardatari, che nel nostro paese sono spesso confusi, in realt&agrave; appartengono a due categorie ben separate, che devono essere trattate in modo decisamente differente.</p>
<p>La puntualizzazione &egrave; diventata d&rsquo;obbligo da diversi anni, ovvero dal momento in cui l&rsquo;avvento di nuovi strumenti zootecnici, quali ad esempio i deck, sono arrivati fino nelle nostre aziende. Il principio su cui si basa il funzionamento dei deck (vedi foto 1) &egrave; quello di creare un ambiente dedicato ed accogliente, con un sistema di alimentazione specializzato, per coprire le necessit&agrave; nutrizionali dei suinetti di qualsiasi et&agrave;. La localizzazione &egrave; particolarmente importante poich&eacute; permette di lasciare tali suinetti all&rsquo;interno delle sale parto con i fratelli di pari et&agrave;, sfruttando anche il richiamo della scrofa come elemento deterrente per favorire l&rsquo;avvicinamento dei suinetti al latte artificiale. Inoltre, e questa &egrave; forse la cosa pi&ugrave; importante, permettono di sfruttare lo spazio aereo delle sale parto, in particolare sopra le gabbie parto stesse, per creare dal nulla nuovi ambienti in cui alloggiare i suinetti.</p>
<p style="text-align: center;"><img style="display: block; margin-left: auto; margin-right: auto;" src="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/maternita/scartoritardatario/foto-1-batteria-di-deck.jpg" alt="Foto 1: batteria di deck" width="500" height="375" /><br /><em>Foto 1: batteria di deck</em></p>
<p>Le prime indicazioni arrivate nel nostro paese sull&rsquo;utilizzo dei deck, vedevano coinvolti principalmente i suinetti neonati in ritardo di crescita, creando cos&igrave; subito una certa difficolt&agrave; applicativa del sistema. Infatti solo il tempo ha potuto dimostrare che tali difficolt&agrave; avevano una base ben pi&ugrave; profonda legata soprattutto all&rsquo;interpretazione di molti allevatori del termine ritardatario. Il ritardatario &egrave; un suinetto vivace e ancora in forma che ha perduto da qualche ora, non necessariamente per colpa sua, un accesso facile alla mammella (Foto 2) che lo porta spesso ad un ipereccitazione per la ricerca di una nuova, quanto indispensabile, fonte di nutrimento. Sebbene il suinetto appaia sfiancato e con un addome visibilmente &ldquo;vuoto&rdquo;, il suo aspetto rimane nella norma e pi&ugrave; in generale non &egrave; ritenuto necessario n&eacute; nessun tipo di trattamento n&eacute; tantomeno di trasferimento (Foto 3).</p>
<p style="text-align: center;"><img style="display: block; margin-left: auto; margin-right: auto;" src="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/maternita/scartoritardatario/foto-2-covata-con-suinetto-in-ritardo-di-crescita.jpg" alt="Foto 2: Covata con suinetto in ritardo" width="500" /> <em>Foto 2: Covata con suinetto in ritardo di crescita<br /></em></p>
<p style="text-align: center;">&nbsp;</p>
<p style="text-align: center;"><em><img src="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/maternita/scartoritardatario/foto-3-suinetto-in-ritardo-di-crescita-dettaglio-.jpg" alt="Foto 3: Suinetto in ritardo di crescita-Dettaglio" width="500" /><br />Foto 3: Suinetto in ritardo di crescita-Dettaglio</em></p>
<p>Ecco che allora, in mancanza di qualsiasi tipo di assistenza, la situazione del suinetto degenera, spesso abbastanza velocemente. L&rsquo;assenza di un livello nutrizionale minimo sufficiente porta verso il deperimento dell&rsquo;animale che comincia a mettere in mostra, via via in modo pi&ugrave; marcato, le ossa del bacino (tuberosit&agrave; iliache) e le ossa della schiena (processi spinosi delle vertebre) diventando cos&igrave; uno scarto (Foto 4). A questo punto la vitalit&agrave; del suinetto viene progressivamente compromessa e lascia spazio a quella svogliatezza nella movimentazione che non lascia dubbio alcuno sul futuro dell&rsquo;animale (Foto 5).</p>
<p style="text-align: center;"><img style="display: block; margin-left: auto; margin-right: auto;" src="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/maternita/scartoritardatario/foto-4--scarto-in-evidenza.jpg" alt="Foto 4: Scarto in evidenza" width="500" /><em>Foto 4: Scarto in evidenza</em></p>
<p style="text-align: center;"><em><img src="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/maternita/scartoritardatario/foto-5-scarto-all-interno-della-covata.jpg" alt="Foto 5: Scarto all'interno della covata" width="500" /><br />Foto 5: Scarto all'interno della covata</em></p>
<p>Una volta fatta nostra questa importante distinzione, non &egrave; necessario essere in possesso di alcun titolo di studio per capire che se per un soggetto in ritardo di crescita l&rsquo;opzione dell&rsquo;alimentazione artificiale diventa una strada facilmente percorribile, anzi auspicabile, per uno scarto questa pu&ograve; rivelarsi una definitiva condanna a morte. Per gli scarti, sempre che si sia ancora in tempo, l&rsquo;unica alternativa utile sar&agrave; quella di dargli una madre dedicata, da condividere con altri suoi simili (la balia degli scarti per l&rsquo;appunto) in grado di soddisfare quelle necessit&agrave; nutrizionali ed immunitarie che solo il latte materno &egrave; in grado di coprire.</p>
<p>Quello che a mio avviso &egrave; successo in passato, e spesso succede ancora oggi, in relazione al fallimento di alcuni approcci zootecnici innovativi che interessano il management dei suinetti in sala parto, &egrave; stato proprio una difficolt&agrave; da parte delle maestranze nell&rsquo;interpretare la differenza fra ritardatario e scarto. Questa incapacit&agrave; di lettura dello stato generale del suinetto, ha&nbsp; effetti negativi non soltanto nel caso dei deck, ma anche su alcuni sistemi di adozione (vedi lo &ldquo;<a href="tecniche-di-adozione-panoramica.aspx">svezzamento a balzi</a>&rdquo;) che hanno come fulcro centrale il trasferimento dei suinetti. &nbsp;</p>
<p>Dobbiamo comunque ricordare che il successo per questi sistemi zootecnici &egrave; stato solo procrastinato nel tempo, ma oggi &egrave; a tutti evidente. Certo in molte realt&agrave; abbiamo dovuto modificare l&rsquo;approccio originale del metodo utilizzando non pi&ugrave; i ritardatari, che altro non erano che i nostri scartini spesso fonte di ulteriori tribolazioni, ma i pi&ugrave; sicuri suinetti &ldquo;belli&rdquo; che garantiscono una maggior sicurezza di successo rispetto ai primi, proprio in virt&ugrave; di una loro superiore vigoria e resistenza.</p>
<p>Credo sia molto importante avere ben presente la distinzione fra suinetto &ldquo;ritardatario&rdquo; e &ldquo;scarto&rdquo;, anche perch&eacute; i sempre pi&ugrave; tecnici sistemi di adozione, soprattutto in un&rsquo;ottica di gestione dell&rsquo;iperprolificit&agrave; in abbinamento ad una riduzione del numero delle balie, ne tengono grande considerazione.</p><br /><a href='http://suivet.it/scarto-o-ritardatario.aspx'>Dott. Claudio Mazzoni</a><div class='fblikebutton'><iframe src='http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http%3a%2f%2fsuivet.it%2fscarto-o-ritardatario.aspx&amp;layout=standard&amp;show_faces=false&amp;width=450&amp;height=35&amp;action=like&amp;colorscheme=light' scrolling='no' frameborder='0' allowTransparency='true' style='border:none; overflow:hidden;width:450px; height:35px;'></iframe></div>]]></description>
      <link>http://suivet.it/scarto-o-ritardatario.aspx</link>
      <author>mazzoni@suivet.it (Dott. Claudio Mazzoni)</author>
      <comments>http://suivet.it/scarto-o-ritardatario.aspx</comments>
      <guid isPermaLink="true">http://suivet.it/scarto-o-ritardatario.aspx</guid>
      <pubDate>Wed, 13 Mar 2019 21:18:00 GMT</pubDate>
    </item>
    <item>
      <title>Quando il Pig Flow diventa una guida</title>
      <description><![CDATA[<p>La teoria del Pig Flow, si basa su un metodo di lavoro che organizza, prevede e pianifica la regolare produzione in gruppi definiti degli spazi (definite sezioni) presenti in azienda (figura 1).</p>
<p><img width="500" height="365" src="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/maternita/pigflow/pigflow-maternita1.jpg" alt="Cos'è il pig flow" /><br />
Quindi se abbiamo una portata al parto di circa l'85%, ed ho 50 gabbie parto/settimana da riempire, il calcolo che devo fare per sapere quante scrofe fecondare è alquanto semplice cioè 50:0.85= 58,8, quindi 59 scrofe. Tenuto conto poi che ci vuole un minimo di tolleranza, diciamo un 5% in più ed in meno, il tecnico della gestazione deve inseminare settimanalmente dalle 56 alle 62 scrofe. In questo modo dovrei avere da 48 a 53 parti che, moltiplicati per 11 suinetti svezzati/parto, porterebbero dai 528 ai 583 svezzati/banda che è l'obiettivo finale dell'operazione.<br />
Tuttavia, oltre al numero degli svezzati dobbiamo inserire anche il concetto del peso allo svezzamento! L'obiettivo, decisamente ambizioso, è quello di arrivare a 8kg per suinetto svezzato, quindi 11x8=88kg di carne svezzati per gabbia parto/parto. <br />
Ecco che allora avere circa un 10% di scrofe gravide in più, diventa veramente utile, quindi rispetto alle nostre 50 gabbie parto, dovremo avere 55/56 scrofe gravide. Dove piazzare quest'esubero di scrofe gravide? Dato che devo guardare anche il peso dello svezzato, non posso andare a svezzare i fioroni della settimana precedente, perché è molto probabile che non abbiano raggiunto il peso richiesto, allora il suggerimento è quello di lavorare sulle scrofe. Così le 5/6 scrofe gravide in più della banda, andranno a prendere il posto di 5/6 scrofe della stessa banda, ma che hanno partorito da 2-3 giorni Le covate di queste ultime scrofe saranno ripartite sulle altre della stessa banda che stanno partorendo, portandole addirittura a 13-14 suinetti, almeno per i primi giorni, o ancora meglio andando a sostituire quei soggetti che, quasi certamente, non saranno in grado di raggiungere l'obiettivo del peso allo svezzamento richiesto. Relativamente a questi ultimi, quasi sempre i sottopeso, il loro destino potrebbe essere quello dell'allattamento artificiale, in grado di creare qualche kg in più sul totale della svezzata, anche se ad un costo decisamente maggiore ma che, ripartendosi sul numero totale dei suinetti svezzati, diventa comunque interessante. <br />
Per quanto riguarda le scrofe che hanno già partorito da 2-3 giorni, cioè quelle che vengono rimpiazzate, il destino può essere triplice: o vengono svezzate e direttamente riformate, o vengono svezzate e rimangono in attesa di copertura (saltando anche un ciclo), oppure, e qui arriviamo al "baliaggio da puristi del Pig Flow" (figura 2), vanno a sostituire scrofe lattanti di una o due settimane di lattazione che si trovano in difficoltà o che sono già destinate alla riforma. A causa della considerevole pianificazione manageriale richiesta, il presente sistema di adozione è, senza ombra di dubbio, inseribile fra i baliaggi sistematici. Ecco che allora diviene possibile, anzi auspicabile, alzare il teorico delle coperture di circa un 10%, così da lavorare con quel margine di sicurezza in più che tanto piace agli allevatori.</p>
<p><img width="550" height="401" src="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/maternita/pigflow/pigflow-maternita2.jpg" alt="Pig flow: la rotazione delle scrofe e dei suinetti" /></p><br /><a href='http://suivet.it/quando-il-pig-flow-diventa-una-guida.aspx'>Dott. Claudio Mazzoni</a><div class='fblikebutton'><iframe src='http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http%3a%2f%2fsuivet.it%2fquando-il-pig-flow-diventa-una-guida.aspx&amp;layout=standard&amp;show_faces=false&amp;width=450&amp;height=35&amp;action=like&amp;colorscheme=light' scrolling='no' frameborder='0' allowTransparency='true' style='border:none; overflow:hidden;width:450px; height:35px;'></iframe></div>]]></description>
      <link>http://suivet.it/quando-il-pig-flow-diventa-una-guida.aspx</link>
      <author>mazzoni@suivet.it (Dott. Claudio Mazzoni)</author>
      <comments>http://suivet.it/quando-il-pig-flow-diventa-una-guida.aspx</comments>
      <guid isPermaLink="true">http://suivet.it/quando-il-pig-flow-diventa-una-guida.aspx</guid>
      <pubDate>Mon, 30 Dec 2013 07:26:00 GMT</pubDate>
    </item>
    <item>
      <title>Fidelizzazione del capezzolo</title>
      <description><![CDATA[<p>Molta parte della bibliografia è concorde nel ritenere che il trasferimento/adozione dei suinetti neonati avvenga non prima delle 6, meglio delle 12 ore dal parto, questo per consentire un adeguato periodo di assunzione del colostro ritenuto fondamentale per l’immunità presente e futura del suinetto. Sembrerebbe altrettanto importante però, non superare le 48 ore dal parto, poiché oltre questo periodo il suinetto ha sviluppato la <em>fidelizzazione al capezzolo</em>. Si tratta di un comportamento del neonato già studiato e conosciuto dalla metà degli anni settanta. Questo prevede che il suinetto vada ad assumere il latte dallo stesso capezzolo fino alla fine della lattazione (vedi video). Ancora una volta la natura è intervenuta per “calmare le cose”, in effetti questo comportamento viene considerato vantaggioso per il suinetto poiché va a ridurre in maniera drastica le competizioni alla mammella durante tutto il periodo della lattazione.<br />
È come conseguenza della fidelizzazione del capezzolo che bisognerebbe scoraggiare <a href="http://www.suivet.it/allattamento-parziale-o-cross-fostering.aspx">l’adozione parziale o cross fostering tardivo</a>, cioè l’abitudine, alquanto diffusa, di togliere un suinetto piccolo da una covata di grossi, per metterlo in una covata di piccoli togliendo da questa il grosso (anche viceversa). È anche vero che questa pratica si rivela talvolta vincente, ma quando fallisce dobbiamo sapere che la causa è probabilmente da ricercare nel fatto che il neotrasferito compete per lo stesso capezzolo al quale era fidelizzato precedentemente che, con ogni probabilità, non è quello libero della nuova scrofa. <br />
In alternativa a questa metodica di adozione, preferiamo consigliare <a href="http://www.suivet.it/adozione-di-conservazione.aspx">l’adozione di conservazione</a> o la balia dei recuperi.<br />
&#160;</p>
<iframe width="420" height="315" src="http://www.youtube.com/embed/X6_Z2uzWZhc?rel=0" frameborder="0" allowfullscreen></iframe><br /><a href='http://suivet.it/fidelizzazione-del-capezzolo.aspx'>Dott. Claudio Mazzoni</a><div class='fblikebutton'><iframe src='http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http%3a%2f%2fsuivet.it%2ffidelizzazione-del-capezzolo.aspx&amp;layout=standard&amp;show_faces=false&amp;width=450&amp;height=35&amp;action=like&amp;colorscheme=light' scrolling='no' frameborder='0' allowTransparency='true' style='border:none; overflow:hidden;width:450px; height:35px;'></iframe></div>]]></description>
      <link>http://suivet.it/fidelizzazione-del-capezzolo.aspx</link>
      <author>mazzoni@suivet.it (Dott. Claudio Mazzoni)</author>
      <comments>http://suivet.it/fidelizzazione-del-capezzolo.aspx</comments>
      <guid isPermaLink="true">http://suivet.it/fidelizzazione-del-capezzolo.aspx</guid>
      <pubDate>Tue, 28 May 2013 08:58:00 GMT</pubDate>
    </item>
    <item>
      <title>Adozione di conservazione</title>
      <description><![CDATA[<p>L’adozione di conservazione è un sistema di adozione tardivo che è pensato per creare dello spazio per i suinetti che eccedono dai baliaggi e che, in altrimenti modo, non sarebbe possibile sistemare. <br />
Prende il suo nome dal fatto che vengono conservate inalterate le covate in sala parto, quindi nessun suinetto viene svezzato, mentre a lasciare le sale sono le scrofe.</p>
<p><img width="550" height="412" title="Adozione di conservazione" alt="Adozione di conservazione-Foto 1" src="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/maternita/adozionitardive/adozioneconservazione1.jpg" /></p>
<p><br />
Partiamo dalla prima immagine: siamo nella condizione di dover sistemare 10 suinetti fra i 7 ed i 14 giorni di lattazione. Il punto di partenza è quello, peraltro abbastanza frequente, di non avere posto per sistemarli, tanto nelle gabbie parto quanto negli svezzamenti. Ecco che allora è possibile andare nelle sale parto dove hanno partorito scrofe da 14/21 giorni e procedere come indicato nell'immagine seguente.</p>
<p><img width="550" height="412" title="Adozione di conservazione - Foto 2" alt="Adozione di conservazione - Foto 2" src="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/maternita/adozionitardive/adozioneconservazione2.jpg" /></p>
<p>Dopo aver scelto le due covate migliori della sala, magari anche vicine di gabbia, si passa allo svezzamento di una delle due scrofe (1) e si raggruppano tutti i suinetti delle due covate scelte, all’interno delle gabbia parto senza la scrofa (2). Si procede quindi a piazzare i suinetti che in partenza erano da sistemare, sotto la scrofa liberata dalla propria covata. <br />
Questo baliaggio è solitamente abbastanza fattibile, dato che è sempre più facile trovare un posto per una scrofa in gestazione che non per un’intera covata di suinetti nello svezzamento. Inoltre si presta ad essere abbastanza versatile, dato che è in grado di dare buoni risultati tanto nella gestione dei soprannumerari quanto nel recupero dei suinetti in ritardo di crescita. Basterà tenere bene a mente che, se nel primo caso fra i suinetti trasferiti e la madre adottiva, possono passare anche 7-14 giorni d’età di lattazione, nel caso dei recuperi è da preferirsi l’impiego di scrofe di balia della stessa età di lattazione dei suinetti. <br />
&#160;</p><br /><a href='http://suivet.it/adozione-di-conservazione.aspx'>Dott. Claudio Mazzoni</a><div class='fblikebutton'><iframe src='http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http%3a%2f%2fsuivet.it%2fadozione-di-conservazione.aspx&amp;layout=standard&amp;show_faces=false&amp;width=450&amp;height=35&amp;action=like&amp;colorscheme=light' scrolling='no' frameborder='0' allowTransparency='true' style='border:none; overflow:hidden;width:450px; height:35px;'></iframe></div>]]></description>
      <link>http://suivet.it/adozione-di-conservazione.aspx</link>
      <author>mazzoni@suivet.it (Dott. Claudio Mazzoni)</author>
      <comments>http://suivet.it/adozione-di-conservazione.aspx</comments>
      <guid isPermaLink="true">http://suivet.it/adozione-di-conservazione.aspx</guid>
      <pubDate>Tue, 19 Feb 2013 09:28:00 GMT</pubDate>
    </item>
    <item>
      <title>Adozione di ritorno</title>
      <description><![CDATA[<p>Tecnicamente è una delle adozioni applicate con più frequenza e consiste nel trasferire suinetti in ritardo di crescita, dalle loro covate a covate più giovani (il classico passaggio indietro). In molte aziende viene applicato su tutte le età dei suinetti, dalla seconda settimana di vita fino allo svezzamento, momento nel quale, i suinetti più brutti vengono raggruppati sotto scrofe con un’età di lattazione inferiore.</p>
<p>Si tratta di una adozione tardiva molto discussa! <br />
Da una parte la ragione e la sanità vorrebbero che i suinetti ritardatari, che come tali potenziali veicoli di patologia, non debbano essere spostati in covate diciamo così più “sane” al fine di evitarne il contagio. Dall’altra c’è l’indiscutibile evidenza di campo che questi suinetti ritardatari, qualora spostati sotto scrofe ad inizio lattazione, recuperino condizione corporea spesso in maniera sorprendente.</p>
<p>Come sempre nelle cose c’è bisogno di buon senso ed intermediazione. In effetti è inutile impedire ai tecnici d’azienda l’esecuzione dell’adozione di ritorno, dato che in un modo o nell’altro la faranno comunque. Utile, a questo proposito, potrebbe essere fornire alla manovalanza quegli strumenti per valutare il rischio che deriva dallo spostamento di quel suinetto in ritardo. Uno strumento come il termometro potrebbe fare al caso nostro! Sapere infatti se il suinetto che vogliamo trasferire ha una temperatura corporea attorno ai 40°C, è già un’informazione importante per decidere il dafarsi. Inoltre in questo modo sarà possibile constatare che il più delle volte il ritardatario ha una temperatura nella norma (attorno ai 38-38,5°C), provare per credere………….!</p>
<p><img width="550" height="386" src="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/maternita/adozionitardive/adozionediritorno.jpg" alt="Adozione di ritorno" /><br />
&#160;</p><br /><a href='http://suivet.it/adozione-di-ritorno.aspx'>Dott. Claudio Mazzoni</a><div class='fblikebutton'><iframe src='http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http%3a%2f%2fsuivet.it%2fadozione-di-ritorno.aspx&amp;layout=standard&amp;show_faces=false&amp;width=450&amp;height=35&amp;action=like&amp;colorscheme=light' scrolling='no' frameborder='0' allowTransparency='true' style='border:none; overflow:hidden;width:450px; height:35px;'></iframe></div>]]></description>
      <link>http://suivet.it/adozione-di-ritorno.aspx</link>
      <author>mazzoni@suivet.it (Dott. Claudio Mazzoni)</author>
      <comments>http://suivet.it/adozione-di-ritorno.aspx</comments>
      <guid isPermaLink="true">http://suivet.it/adozione-di-ritorno.aspx</guid>
      <pubDate>Mon, 16 Jul 2012 09:55:00 GMT</pubDate>
    </item>
    <item>
      <title>Adozione completa</title>
      <description><![CDATA[<p>Questa tecnica di adozione prevede un intervento radicale a vantaggio della covata, poiché non sussistono più le condizioni per il suo sostentamento (foto 1).</p>
<p><img alt="Covate poco numerose e disparità" width="550" height="412" src="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/maternita/adozionitardive/foto1_covatepoconumeroseedisparità.jpg" /></p>
<p>In base alla situazioni, si rende necessario intervenire attraverso la rimozione della scrofa o della covata:</p>
<ol>
    <li>Cause di rimozione della scrofa: morte della stessa, grave forma di MMA, gravi quadri sistemici in grado di limitarne fortemente l’assunzione di cibo mettendo in pericolo di vita l’animale (malattia e gravi zoppie in particolare).</li>
    <li>Cause di rimozione della covata: HTPP (ipogalassia transitoria post parto) che è condizione abbastanza tipica delle scrofe con sindrome della scrofa grassa (SSG), malnutrizione e particolari quadri sanitari dell’intera covata.</li>
</ol>
<p>Mentre nel primo caso lo spostamento della covata è necessario a causa delle circostanze, per il secondo caso la cosa si fa più fine.<br />
In effetti, venendo a mancare la scrofa, viene da se che, in base all’età dei suinetti, saremo costretti a trasferirli sotto un’altra scrofa, di pari età se la covata è già sofferente, oppure più grande, se i suinetti sono ancora ben in tono. Le modalità di tali trasferimenti saranno meglio trattate nello svezzamento a balzi (adozioni sistematiche), per ora mi preme sottolineare che, ogni qualvolta sia possibile, ritengo che l’applicazione della regola del “10” possa essere una opzione. Questa regola, ricavata solo dalla pratica, prevede la sostituzione fisica della scrofa problema con una scrofa, di massimo dieci giorni di lattazione in più (da cui regola del 10). Facciamo un esempio pratico: muore una scrofa che ha partorito da 3 giorni. Ci spostiamo quindi nelle sale parto dove sono presenti le scrofe che hanno partorito da circa 13 giorni (3 della scrofa morta + 10 della “regola”), scegliamo una scrofa con una bella covata di ugual numero e la trasferiamo nella sala precedente a fare da balia ai suinetti di 3 giorni.</p>
<p>Le situazioni relative al secondo punto, quindi alla rimozione della covata, sono decisamente più frequenti. Molto spesso capita di vedere covate numerose con due o tre suinetti in forte ritardo di crescita (foto 2), ed è in questi frangenti che ci si vede costretti ad intervenire velocemente.</p>
<p><img alt="Adozione completa" width="550" height="412" src="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/maternita/adozionitardive/foto2_adozionecompleta.jpg" /></p>
<p>Spesso cadiamo in tentazione nel trasferire solo questi ultimi, ma ciò non significa che sia la soluzione migliore al problema. In effetti il rischio maggiore è quello di lasciare la scrofa con pochi suinetti, penalizzandone così l’efficienza. L’idea più interessante potrebbe invece proprio essere quella di trasferire l’intera covata ad un’altra scrofa con una covata, di pari età, ma di migliore aspetto. Tanto per incominciare, molto spesso è possibile operare all’interno della stessa sala parto senza quindi spostarsi per tutto il reparto. Inoltre è frequente trovare la soluzione al nostro problema proprio nella “scrofa della gabbia accanto”. Lo scopo dell’adozione completa è quello di cambiare le due covate, rispettandone il numero, permettendo così ai suinetti in difficoltà di trovare capezzoli “freschi” in quanto ben munti da coetanei più vigorosi. D’altro canto i suinetti più belli potrebbero avere ancora la forza sufficiente per riattivare, almeno in parte, i capezzoli della scrofa problema o comunque potrebbero disporre di quel tempo necessario per arrivare a potersi alimentare con le farine appropriate al caso.</p>
<p>Lo strumento necessario per capire se la problematica che ha ingenerato questa disparità è da ricercare nella scrofa piuttosto che nei suinetti è il fidato, quanto trascurato, termometro! In base al suo responso, possiamo farci un’idea della situazione. Se l’origine del problema è la scrofa, l’esperienza porta a scegliere una scrofa coetanea con ottime caratteristiche lattifere ed una covata vigorosa, possibilmente in grado di essere svezzata. Stessa sorte dovrebbe essere riservata alla scrofa malata. <br />
Diversa è la situazione in cui la causa del problema sia imputabile alla covata. Questi suinetti, secondo le più semplici misure di prevenzione delle malattie infettive, non dovrebbero essere trasferiti, allo scopo di evitare la diffusione della malattia. Quindi, vale la pena tentare l’approccio terapeutico più appropriato, ma quando ogni intervento si è dimostrato vano e, prima che sia troppo tardi, direi che l’adozione potrebbe essere un’opzione da valutare seriamente. Questo anche perchè si instaura, fra covata problema e madre, un circolo vizioso, dove i suinetti debilitati non riescono a mungere adeguatamente la scrofa che, di riflesso, riduce progressivamente, ma inesorabilmente, l’eiezione di latte.</p>
<p>In conclusione, se la covata problema viene spostata per tempo possiamo contenere le perdite ed in definitiva il risultato è da considerare soddisfacente, anche se il peso allo svezzamento di questi suinetti può risultare comunque compromesso. <br />
&#160;</p><br /><a href='http://suivet.it/adozione-completa.aspx'>Dott. Claudio Mazzoni</a><div class='fblikebutton'><iframe src='http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http%3a%2f%2fsuivet.it%2fadozione-completa.aspx&amp;layout=standard&amp;show_faces=false&amp;width=450&amp;height=35&amp;action=like&amp;colorscheme=light' scrolling='no' frameborder='0' allowTransparency='true' style='border:none; overflow:hidden;width:450px; height:35px;'></iframe></div>]]></description>
      <link>http://suivet.it/adozione-completa.aspx</link>
      <author>mazzoni@suivet.it (Dott. Claudio Mazzoni)</author>
      <comments>http://suivet.it/adozione-completa.aspx</comments>
      <guid isPermaLink="true">http://suivet.it/adozione-completa.aspx</guid>
      <pubDate>Thu, 14 Jun 2012 09:42:00 GMT</pubDate>
    </item>
    <item>
      <title>Pareggio totale</title>
      <description><![CDATA[<table border="0" cellspacing="1" cellpadding="5" width="520">
    <tbody>
        <tr>
            <td valign="top" style="text-align: justify"><a target="_blank" href="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/maternita/adozioniprecoci/pareggiototale.jpg"><img alt="Schema del meccanismo di pareggio totale" width="200" height="138" src="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/maternita/adozioniprecoci/pareggiototale.jpg" /></a></td>
            <td>Questa tecnica richiede un elevato grado di organizzazione aziendale, si tratta di un vero e proprio metodo di lavoro in grado di dare risultati veramente sorprendenti. <br />
            Vediamo, con l’aiuto della tavola (cliccare sull'immagine per una versione ingrandita)&#160;in cosa consiste questo metodo: dopo che in mattinata si sono assistiti e quindi conclusi i parti che, per un’ottimale riuscita dei lavori, è bene siano concentrati e quindi sincronizzati, si procede all’esecuzione delle adozioni.</td>
        </tr>
        <tr>
            <td colspan="2">
            <p>Tutti i suinetti delle sale parto interessate vengono completamente rimossi dalle rispettive scrofe per essere assegnati a tre carrelli, sufficientemente capaci, che li dividono in altrettanti taglie: piccoli, medi e grossi. <br />
            Dopo di ciò i suinetti vengono ridistribuiti alle scrofe in base ad una corrispondenza fra dimensioni e caratteristiche dei capezzoli e taglia dei suinetti. Per cui le scrofe più giovani, con capezzoli sottili e file di mammelle più vicine e basse, riceveranno i soggetti più piccoli e così via sino ad arrivare alle scrofe più adulte che, con capezzoli grossi, riceveranno in adozione i suinetti più vigorosi.</p>
            <p>Interessante è osservare che, durante le fasi di smistamento dei suinetti è possibile mettere in atto tutta quella serie di manipolazioni/interventi zootecnico-sanitari che conferiscono a questa tecnica una certa metodicità.</p>
            <p>Il pareggio totale si candida quindi come valida tecnica di adozione in quelle realtà zootecniche ove è elevato il livello di management aziendale. Inoltre prescinde dal numero dei parti dato che gli automatismi, una volta ben oliati, sono praticamente sempre gli stessi.<br />
            &#160;</p>
            </td>
        </tr>
    </tbody>
</table>
<p>&#160;</p><br /><a href='http://suivet.it/pareggio-totale.aspx'>Dott. Claudio Mazzoni</a><div class='fblikebutton'><iframe src='http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http%3a%2f%2fsuivet.it%2fpareggio-totale.aspx&amp;layout=standard&amp;show_faces=false&amp;width=450&amp;height=35&amp;action=like&amp;colorscheme=light' scrolling='no' frameborder='0' allowTransparency='true' style='border:none; overflow:hidden;width:450px; height:35px;'></iframe></div>]]></description>
      <link>http://suivet.it/pareggio-totale.aspx</link>
      <author>mazzoni@suivet.it (Dott. Claudio Mazzoni)</author>
      <comments>http://suivet.it/pareggio-totale.aspx</comments>
      <guid isPermaLink="true">http://suivet.it/pareggio-totale.aspx</guid>
      <pubDate>Tue, 15 May 2012 07:05:00 GMT</pubDate>
    </item>
    <item>
      <title>Allattamento frazionato (Creching o Split nurse)</title>
      <description><![CDATA[<table border="0" cellspacing="1" cellpadding="5" width="520">
    <tbody>
        <tr>
            <td valign="top" style="text-align: justify"><a target="_blank" href="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/maternita/adozioniprecoci/allattamentofrazionatonelnido.jpg"><img alt="Allattamento frazioneato nel nido" width="175" height="131" src="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/maternita/adozioniprecoci/allattamentofrazionatonelnido.jpg" /></a></td>
            <td>Appartiene ai baliaggi così definiti precoci. È certamente molto antico, poiché non richiede altre scrofe di balia, quindi veniva praticata abitualmente nella suinicoltura non intensiva quando il parto era un evento piuttosto isolato. Questo le&#160;ha&#160;permesso di guadagnarsi l’appellativo di “Sistema del nonno” o, meno profanamente, adozione d’attesa.</td>
        </tr>
        <tr>
            <td colspan="2">
            <p>&#160;Infatti se al momento del parto, con covate numerose (oltre i 15 nati), non si dispone di scrofe di balia, cui adottare i soprannumerari, questa metodica può risultare davvero utile.</p>
            <p>Il principio fondamentale su cui si basa è quello secondo cui i suinetti più grossi alla nascita, sono quelli che hanno più probabilità di sopravvivere. Pertanto isolarli nel nido, od in un canestro ben riscaldati, può permettere agli altri più piccoli di accedere indisturbati alla mammella della scrofa. In questo modo possiamo guadagnare tempo prezioso in attesa che partoriscano altre scrofe che potrebbero, qualora con parti non troppo prolifici, ricevere i soprannumerari del parto incriminato.</p>
            <p>L’isolamento dei suinetti più grossi potrà essere effettuato per circa due ore consecutive, quindi dovranno essere riposizionati all’interno della covata.&#160;</p>
            </td>
        </tr>
        <tr>
            <td valign="middle"><a target="_blank" href="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/maternita/adozioniprecoci/allattamentofrazionatoconcanestro.jpg"><img alt="Allattamento frazionato con canestro" width="175" height="131" src="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/maternita/adozioniprecoci/allattamentofrazionatoconcanestro.jpg" /></a></td>
            <td>L’operazione potrà essere condotta anche due o tre volte al giorno e per più giorni consecutivi. Il primo obiettivo di questa tecnica è quello di permettere una maggiore sopravvivenza dei suinetti neonati all’interno di covate numerose, quindi una migliore uniformità dato che i più piccoli potranno raggiungere i più grossi, vista la maggior frequenza di accessi alla mammella.</td>
        </tr>
    </tbody>
</table>
<p style="text-align: justify">&#160;</p><br /><a href='http://suivet.it/allattamento-frazionato-creching-o-split-nurse.aspx'>Dott. Claudio Mazzoni</a><div class='fblikebutton'><iframe src='http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http%3a%2f%2fsuivet.it%2fallattamento-frazionato-creching-o-split-nurse.aspx&amp;layout=standard&amp;show_faces=false&amp;width=450&amp;height=35&amp;action=like&amp;colorscheme=light' scrolling='no' frameborder='0' allowTransparency='true' style='border:none; overflow:hidden;width:450px; height:35px;'></iframe></div>]]></description>
      <link>http://suivet.it/allattamento-frazionato-creching-o-split-nurse.aspx</link>
      <author>mazzoni@suivet.it (Dott. Claudio Mazzoni)</author>
      <comments>http://suivet.it/allattamento-frazionato-creching-o-split-nurse.aspx</comments>
      <guid isPermaLink="true">http://suivet.it/allattamento-frazionato-creching-o-split-nurse.aspx</guid>
      <pubDate>Sun, 15 Apr 2012 06:37:00 GMT</pubDate>
    </item>
    <item>
      <title>Allattamento parziale o cross-fostering</title>
      <description><![CDATA[<table border="0" cellspacing="1" cellpadding="5" width="100%">
    <tbody>
        <tr>
            <td valign="top"><a target="_blank" href="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/maternita/adozioniprecoci/precoci_01_allattamentoparziale.jpg"><img alt="Illustrazione cross-fostering" width="150" height="112" src="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/maternita/adozioniprecoci/precoci_01_allattamentoparziale.jpg" /></a></td>
            <td>
            <p>Questa tecnica di adozione è, con ogni probabilità, quella più applicata in tutti gli allevamenti di suini del mondo.</p>
            <p>È tanto intuitiva, quanto fondamentale.&#160;&#160;</p>
            </td>
        </tr>
    </tbody>
</table>
<p>Solitamente eseguita il giorno stesso del parto, si contraddistingue per il trasferimento dei suinetti di taglie differenti, in covate di dimensioni analoghe. Questo permette di uniformare per taglia e per peso i suinetti sotto ciascuna scrofa evitando così la formazione, almeno già dalla partenza, di disparità all’interno di una stessa covata.</p>
<p>È da tenere presente che i suinetti trasferiti dovrebbero essere di taglia superiore/inferiore al 20% della media della taglia degli altri suinetti della covata. Questo per permettere una più regolare competizione in occasione della formazione della gerarchia. È bene poi che i suinetti da trasferire abbiano assunto per circa 6 ore il colostro della propria madre, così da avere soddisfatti almeno i fabbisogni immunitari (80g di colostro/kg PV del neonato). Inoltre la tecnica può prestare il fianco a problemi di accettazione da parte della madre verso i nuovi adottati, qualora il trasferimento degli stessi venisse eseguito oltre le 48 ore dal parto, epoca dalla quale si consolidano la gerarchia, ma soprattutto le fidelizzazione al capezzolo all’interno della covata.<br />
&#160;</p><br /><a href='http://suivet.it/allattamento-parziale-o-cross-fostering.aspx'>Dott. Claudio Mazzoni</a><div class='fblikebutton'><iframe src='http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http%3a%2f%2fsuivet.it%2fallattamento-parziale-o-cross-fostering.aspx&amp;layout=standard&amp;show_faces=false&amp;width=450&amp;height=35&amp;action=like&amp;colorscheme=light' scrolling='no' frameborder='0' allowTransparency='true' style='border:none; overflow:hidden;width:450px; height:35px;'></iframe></div>]]></description>
      <link>http://suivet.it/allattamento-parziale-o-cross-fostering.aspx</link>
      <author>mazzoni@suivet.it (Dott. Claudio Mazzoni)</author>
      <comments>http://suivet.it/allattamento-parziale-o-cross-fostering.aspx</comments>
      <guid isPermaLink="true">http://suivet.it/allattamento-parziale-o-cross-fostering.aspx</guid>
      <pubDate>Mon, 05 Mar 2012 09:30:00 GMT</pubDate>
    </item>
    <item>
      <title>La colostratura forzata</title>
      <description><![CDATA[<table border="0" cellspacing="1" cellpadding="1" width="100%">
    <tbody>
        <tr>
            <td style="text-align: justify">Dopo aver <a href="http://suivet.it/mungere-la-scrofa.aspx">munto il colostro</a> si pone il problema della sua somministrazione. In effetti ci sono diverse vie percorribili dalla siringa senza ago, al biberon fatto in casa. Tuttavia riteniamo che la cannula endo-esofagea possa essere la soluzione migliore. Questo perché uno dei problemi maggiori risiede nel fatto che, i pazienti che richiedono questo tipo di intervento hanno il riflesso della deglutizione che spesso è un “optional”.</td>
            <td align="right"><img alt="Siringa per colostratura" width="240" height="194" src="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/maternita/colostratura/colostratura2.jpg" /></td>
        </tr>
        <tr>
            <td style="text-align: justify">Pertanto l’ingestione del colostro deve essere forzata, quindi cosa di meglio di un tubino in plastica morbida che, adeguatamente introdotto nell’esofago, permette di superare il primo tratto della bocca, vediamo come. <br />
            Dopo aver collegato la siringa carica di colostro al catetere, posizionare il suinetto con la bocca aperta e la testa reclinata all’indietro. Il segreto dell’operazione, è quello di fare scivolare il catetere contro il palato del suinetto, fino ad arrivare in gola.</td>
            <td><a href="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/maternita/colostratura/percorsodelcatetereendo-esofageopp.jpg"><img alt="" width="250" height="187" src="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/maternita/colostratura/percorsodelcatetereendo-esofageopp.jpg" /></a></td>
        </tr>
    </tbody>
</table>
<p>&#160;</p>
<table border="0" cellspacing="1" cellpadding="1" width="100%">
    <tbody>
        <tr>
            <td colspan="2" style="text-align: justify">Procedendo in questo modo è quasi impossibile entrare in trachea. Già perché l’unico inconveniente veramente serio che si può verificare, è quello di “sbagliare strada”. In effetti entrare in trachea piuttosto che nell’esofago potrebbe portare, una volta introdotto il latte, a quella che viene definita polmonite ab ingestis, quindi a morte il suinetto. Il rischio è tuttavia veramente minimo soprattutto seguendo, l’indicazione sopra riportata. Altri indizi molto importanti sono quelli del timbro di voce, che cambia decisamente se si imbocca la trachea, e il riflesso della deglutizione che, quando presente, è decisivo.</td>
        </tr>
        <tr>
            <td><img alt="Somministrazione forzata di colostro" width="320" height="239" src="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/maternita/colostratura/colostratura3.jpg" /></td>
            <td style="text-align: justify">La <a href="colostratura-con-sonda-endoesofagea.aspx">colostratura dei suinetti</a>, pur essendo una pratica abbastanza semplice, richiede tempo e attenzione. Per questo motivo la consigliamo su una ristretta popolazione di suinetti neonati, spesso i più bisognosi, come ad esempio i sottopeso. A tale riguardo i risultati migliori si ottengono quando questi soggetti vengono raggruppati sotto una scrofa, adatta per mammella e dimensioni dei capezzoli.</td>
        </tr>
        <tr>
            <td colspan="2" style="text-align: justify">Sotto questa madre, la balia dei piccoli per l'appunto, risulta certamente molto agevole intervenire proprio perché i suinetti sono raggruppati e quindi più facili da trattare rispetto alla situazione in cui fossero dispersi sotto diverse scrofe.</td>
        </tr>
    </tbody>
</table>
<p>&#160;</p><br /><a href='http://suivet.it/la-colostratura-forzata.aspx'>Dott. Claudio Mazzoni</a><div class='fblikebutton'><iframe src='http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http%3a%2f%2fsuivet.it%2fla-colostratura-forzata.aspx&amp;layout=standard&amp;show_faces=false&amp;width=450&amp;height=35&amp;action=like&amp;colorscheme=light' scrolling='no' frameborder='0' allowTransparency='true' style='border:none; overflow:hidden;width:450px; height:35px;'></iframe></div>]]></description>
      <link>http://suivet.it/la-colostratura-forzata.aspx</link>
      <author>mazzoni@suivet.it (Dott. Claudio Mazzoni)</author>
      <comments>http://suivet.it/la-colostratura-forzata.aspx</comments>
      <guid isPermaLink="true">http://suivet.it/la-colostratura-forzata.aspx</guid>
      <pubDate>Fri, 16 Jul 2010 10:02:00 GMT</pubDate>
    </item>
    <item>
      <title>Tecniche di adozione - Panoramica</title>
      <description><![CDATA[<table border="0" cellspacing="5" cellpadding="1" width="100%" height="233">
    <tbody>
        <tr>
            <td valign="top">
            <p style="text-align: justify">Nelle ore immediatamente successive al parto, ma anche lungo tutta la durata della lattazione, si rendono spesso necessari degli interventi di trasferimento dei suinetti da una scrofa all'altra.</p>
            <p style="text-align: justify">Tecnicamente possiamo definire questi trasferimenti <b>adozioni</b>, ma più semplicemente si parla di <b>baliaggi</b>.</p>
            </td>
            <td valign="top" align="right"><img alt="" width="200" height="150" src="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/maternita/ciao!.jpg" /></td>
        </tr>
        <tr>
            <td valign="top" width="300" colspan="2">Hanno come <i><u>obiettivo principale</u></i> quello di ridurre la mortalità dei suinetti durante la lattazione e di favorirne una maggiore uniformità sia in termini di peso che di taglia al momento dello svezzamento.</td>
        </tr>
    </tbody>
</table>
<p>
<table border="0" cellspacing="1" cellpadding="5" width="100%">
    <tbody>
        <tr>
            <td valign="top"><img alt="" width="250" height="187" src="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/maternita/baliaggi.jpg" /></td>
            <td valign="top">
            <p style="text-align: justify">Inoltre l'avvento delle genetiche iperprolifiche, ha portato alla ribalta il ruolo di questa pratica zootecnica visto che (anche se non sempre) ad una elevata prolificità non corrisponde la capacità di portare allo svezzamento l'intera covata partorita.</p>
            </td>
        </tr>
        <tr>
            <td valign="top" colspan="2">
            <p style="text-align: justify">Da qui la necessità di un suo trasferimento ad altra scrofa per permetterne un'appropriata quanto necessaria fase di lattazione.</p>
            </td>
        </tr>
    </tbody>
</table>
</p>
<p>Le tecniche di adozione si possono classificare in tecniche precoci, tardive e sistematiche.</p>
<p>Le <b>tecniche precoci</b> (si vedano a questo proposito gli articoli nella categoria baliaggi precoci) vengono eseguite fra le 24 e le 48 ore e possiamo distinguerle in:<br />
a) Adozione parziale o cross fostering<br />
b) Allattamento interrotto o creching<br />
c) Pareggio totale</p>
<p>Le <b>tecniche tardive </b>(si vedano a questo proposito gl articoli nella categoria baliaggi tardivi) vengono eseguite in qualsiasi momeno della lattazione e comprendono:</p>
<p>a) Adozione completa<br />
b) Adozione di ritorno<br />
c) Adozione di conservazione</p>
<p>Le <b>tecniche sistematiche </b>(si vedano a questo proposito gli articoli nella categoria baliaggi sistmatici)&#160; vengono eseguite per la gestione dei sovrannumerari e prevedono:<br />
a) Svezzamento a balzi o Bump weaning<br />
b) Adozioni alternative <br />
c) Svezzamento frazionato o Split weaning<br />
&#160;</p><br /><a href='http://suivet.it/tecniche-di-adozione-panoramica.aspx'>Dott. Claudio Mazzoni</a><div class='fblikebutton'><iframe src='http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http%3a%2f%2fsuivet.it%2ftecniche-di-adozione-panoramica.aspx&amp;layout=standard&amp;show_faces=false&amp;width=450&amp;height=35&amp;action=like&amp;colorscheme=light' scrolling='no' frameborder='0' allowTransparency='true' style='border:none; overflow:hidden;width:450px; height:35px;'></iframe></div>]]></description>
      <link>http://suivet.it/tecniche-di-adozione-panoramica.aspx</link>
      <author>mazzoni@suivet.it (Dott. Claudio Mazzoni)</author>
      <comments>http://suivet.it/tecniche-di-adozione-panoramica.aspx</comments>
      <guid isPermaLink="true">http://suivet.it/tecniche-di-adozione-panoramica.aspx</guid>
      <pubDate>Sat, 17 Apr 2010 18:31:00 GMT</pubDate>
    </item>
  </channel>
</rss>