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    <title>I trucchi in allevamento - Ultimi articoli inseriti</title>
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      <title>Con quel vecchio tanicone, di fare il nido è l’occasione</title>
      <description><![CDATA[<p>Ogni allevatore &egrave; consapevole che la sala parto &egrave; un locale che dal punto di vista climatico deve soddisfare due diverse esigenze: per la scrofa e per i suinetti.</p>
<p>La scrofa necessita di una temperatura non elevata: l&rsquo;ideale sarebbero 18-20 &deg;C.</p>
<p>I suinetti hanno la necessit&agrave; di avere a disposizione un&rsquo;area riscaldata (cd nido) che al momento del parto dovrebbe avere una temperatura superiore ai 30&deg;C.</p>
<p>Queste due differenti esigenze vengono risolte mettendo a disposizione dei suinetti in un angolo della gabbia parto una lampada riscaldante a infrarossi: in questo modo i suinetti sono al caldo e le scrofe al fresco.</p>
<p>Erroneamente alcuni allevatori aumentano la temperatura della sala anche a 25 &deg;C a cavallo del parto e per qualche altro giorno, con la convinzione di favorire i suinetti neonati, ma &egrave; una soluzione che potrebbe avere qualche conseguenza negativa.</p>
<p>Innanzitutto la scrofe soffre il caldo, soprattutto durante il parto, e nei giorni successivi potrebbe non avere un&rsquo;adeguata ingestione alimentare.</p>
<p>Se nella sala la temperatura &egrave; elevata, i suinetti sono meno attirati al nido e quindi pi&ugrave; facilmente soggetti agli schiacciamenti.</p>
<p>Da tempo si stanno diffondendo i nidi parzialmente chiusi, anche con copertura con il foro per la lampada, tali da creare un ambiente confortevole per i suinetti.</p>
<p>Questo consente di diminuire l&rsquo;utilizzo delle lampade (risparmio energetico) e di abbassare la temperatura della sala parto con un aumento dei ricambi di ventilazione. La scrofa ne beneficia, e i suinetti si rifugiano sotto il nido per non essere esposti alla velocit&agrave; dell&rsquo;aria ambientale.</p>
<p>Nelle moderne gabbie che si stanno adottando a &ldquo;parto libero&rdquo; o &ldquo;temporaneamente confinato&rdquo; il concetto del &ldquo;nido chiuso&rdquo; e del suo posizionamento all&rsquo;interno della gabbia &egrave; considerato particolarmente importante: quando la scrofa &egrave; libera il rischio di schiacciamento aumenta, ed &egrave; fondamentale attrarre i suinetti in un ambiente confortevole.</p>
<p>Questo allevatore aveva a disposizione qualche contenitore di olio utilizzato per l&rsquo;alimentazione dei suini. Ha pensato quindi di tagliarlo e di realizzare una &ldquo;copertura&rdquo; del nido posizionato nell&rsquo;angolo della gabbia parto, a lato della mangiatoia e della testa della scrofe.</p>
<p>E&rsquo; stato tagliato la parte alta del tanicone, quella provvista dell&rsquo;imboccatura, mantenendo una cornice di 7-8 centimetri.</p>
<p>Il pezzo cos&igrave; ricavato &egrave; stato diviso a met&agrave; per formare due coperchi ognuno dei quali utilizzato in 2 gabbie adiacenti.</p>
<p><img src="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/trucchi/nido/nido_tanica_01.jpg" alt="Tanica tagliata" width="300" /> <img src="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/trucchi/nido/nido_tanica_02.jpg" alt="Dettagli del taglio" width="300" /></p>
<p>Un&rsquo;incisione praticata nella cornice, ha lo scopo di incastrare il coperchio sulla parete divisoria di due gabbie adiacenti.</p>
<p>Infine vengono ricavati due fori per il passaggio delle lampade.</p>
<p><img src="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/trucchi/nido/nido_tanica_04.jpg" alt="Posizionamento della tanica" width="300" /> <img src="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/trucchi/nido/nido_tanica_03.jpg" alt="Risultato finale" width="300" /></p><br /><a href='http://suivet.it/con-quel-vecchio-tanicone-di-fare-il-nido-è-l’occasione.aspx'>Dott. Francesco Tonon</a><div class='fblikebutton'><iframe src='http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http%3a%2f%2fsuivet.it%2fcon-quel-vecchio-tanicone-di-fare-il-nido-%c3%a8-l%e2%80%99occasione.aspx&amp;layout=standard&amp;show_faces=false&amp;width=450&amp;height=35&amp;action=like&amp;colorscheme=light' scrolling='no' frameborder='0' allowTransparency='true' style='border:none; overflow:hidden;width:450px; height:35px;'></iframe></div>]]></description>
      <link>http://suivet.it/con-quel-vecchio-tanicone-di-fare-il-nido-è-l’occasione.aspx</link>
      <author>tonon@suivet.it (Dott. Francesco Tonon)</author>
      <comments>http://suivet.it/con-quel-vecchio-tanicone-di-fare-il-nido-è-l’occasione.aspx</comments>
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      <pubDate>Wed, 10 Aug 2022 07:14:00 GMT</pubDate>
    </item>
    <item>
      <title>Se la gabbia è troppo stretta… aggiungi un pezzo, e vien perfetta!</title>
      <description><![CDATA[<table width="100%" cellspacing="1" cellpadding="1">
    <tbody>
        <tr>
            <td colspan="5"><br />
            Al tempo in cui la suinicoltura “tirava”, quando gli allevatori costruivano un nuovo allevamento o ampliavano quello vecchio, la parola d’ordine era: sfruttare tutti gli spazi possibili.<br />
            <br />
            Non erano in vigore ancora le norme sul benessere… il suino era visto essenzialmente come un “produttore di reddito”; la ricerca scientifica si concentrava sulle malattie infettive, virus e batteri, tralasciando il management e l’ambiente in cui gli animali erano alloggiati.<br />
            &#160;</td>
        </tr>
        <tr>
            <td colspan="2"><a target="_blank" href="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/trucchi/GabbiaLarga/GabbiaAllargata_15.jpg"><img width="200" height="133" alt="gabbia allargata" src="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/trucchi/GabbiaLarga/GabbiaAllargata_15.jpg" /></a></td>
            <td rowspan="2" colspan="3">Quando si progettavano le sale parto, l’obbiettivo era di metterci il  maggior numero di gabbie possibile, allo scopo di poter allevare sempre  più scrofe, poco importa se la gabbia parto, stretta e corta, produceva  un numero elevato di suinetti schiacciati.<br />
            &#160;</td>
        </tr>
        <tr>
            <td><a href="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/trucchi/GabbiaLarga/GabbiaAllargata_016.jpg" target="_blank"><img width="100" height="67" src="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/trucchi/GabbiaLarga/GabbiaAllargata_016.jpg" alt="" /></a></td>
            <td><a href="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/trucchi/GabbiaLarga/GabbiaAllargata_17.jpg" target="_blank"><img width="100" height="150" src="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/trucchi/GabbiaLarga/GabbiaAllargata_17.jpg" alt="" /></a></td>
        </tr>
        <tr>
            <td colspan="5"><br />
            In tempi di crisi, guardando&#160; a massimizzare il numero di suinetti  prodotti scrofa/anno per abbassare i costi di produzione, e consapevoli  che la dimensione della gabbia parto ha un ruolo fondamentale nel  ridurre la mortalità perinatale, soprattutto con gli ibridi  iper-prolifici attuali, l’allevatore si ritrova però con le vecchie  gabbie inadeguate, e non ha le risorse finanziarie per una corretta  ristrutturazione dei locali-parto.<br />
            &#160;</td>
        </tr>
        <tr>
            <td><a href="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/trucchi/GabbiaLarga/GabbiaAllargata_02.jpg" target="_blank"><img width="100" height="67" src="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/trucchi/GabbiaLarga/GabbiaAllargata_02.jpg" alt="" /></a></td>
            <td><a href="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/trucchi/GabbiaLarga/GabbiaAllargata_03.jpg" target="_blank"><img width="100" height="67" src="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/trucchi/GabbiaLarga/GabbiaAllargata_03.jpg" alt="" /></a></td>
            <td><a href="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/trucchi/GabbiaLarga/GabbiaAllargata_12.jpg" target="_blank"><img width="100" height="67" src="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/trucchi/GabbiaLarga/GabbiaAllargata_12.jpg" alt="" /></a></td>
            <td>&#160;<a href="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/trucchi/GabbiaLarga/GabbiaAllargata_09.jpg" target="_blank"><img width="100" height="67" src="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/trucchi/GabbiaLarga/GabbiaAllargata_09.jpg" alt="" /></a></td>
            <td>&#160;</td>
        </tr>
        <tr>
            <td colspan="5"><br />
            Ma resta la possibilità di cercare soluzioni alternative che con poco investimento possano migliorare la situazione.<br />
            Allora, perché non allargare le gabbie parto esistenti?<br />
            &#160;</td>
        </tr>
        <tr>
            <td>&#160;<a href="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/trucchi/GabbiaLarga/GabbiaAllargata_06.jpg" target="_blank"><img width="100" height="67" alt="" src="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/trucchi/GabbiaLarga/GabbiaAllargata_06.jpg" /></a></td>
            <td><a href="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/trucchi/GabbiaLarga/GabbiaAllargata_07.jpg" target="_blank"><img width="100" height="67" alt="" src="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/trucchi/GabbiaLarga/GabbiaAllargata_07.jpg" /></a></td>
            <td rowspan="3" colspan="3">&#160;&#160;&#160;<br />
            &#160;&#160;&#160;<br />
            Ecco quanto ha fatto questo allevatore, dopo essersi reso  conto della perdita economica che subiva ad ogni lattazione a causa  della dimensione esigua delle stesse.<br />
            <br />
            <br />
            Naturalmente, nell’allargare le gabbie ha dovuto rinunciare  ad una gabbia per fila, riducendo il numero di scrofe, ma si ritiene  soddisfatto dell’intervento eseguito: l’assistenza al parto è più  agevole ed è diminuita la mortalità per schiacciamento.</td>
        </tr>
        <tr>
            <td><a href="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/trucchi/GabbiaLarga/GabbiaAllargata_05.jpg" target="_blank"><img width="100" height="150" alt="" src="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/trucchi/GabbiaLarga/GabbiaAllargata_05.jpg" /></a></td>
            <td><a href="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/trucchi/GabbiaLarga/GabbiaAllargata_08.jpg" target="_blank"><img width="100" height="150" alt="" src="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/trucchi/GabbiaLarga/GabbiaAllargata_08.jpg" /></a></td>
        </tr>
        <tr>
            <td>&#160;<a href="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/trucchi/GabbiaLarga/GabbiaAllargata_04.jpg" target="_blank"><img width="100" height="150" alt="" src="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/trucchi/GabbiaLarga/GabbiaAllargata_04.jpg" /></a></td>
            <td><a href="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/trucchi/GabbiaLarga/GabbiaAllargata_11.jpg" target="_blank"><img width="100" height="150" src="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/trucchi/GabbiaLarga/GabbiaAllargata_11.jpg" alt="" /></a></td>
        </tr>
        <tr>
            <td>&#160;<a href="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/trucchi/GabbiaLarga/GabbiaAllargata_01.jpg" target="_blank"><img width="100" height="150" src="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/trucchi/GabbiaLarga/GabbiaAllargata_01.jpg" alt="" /></a></td>
            <td><a href="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/trucchi/GabbiaLarga/GabbiaAllargata_10.jpg" target="_blank"><img width="100" height="150" src="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/trucchi/GabbiaLarga/GabbiaAllargata_10.jpg" alt="" /></a></td>
            <td><a href="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/trucchi/GabbiaLarga/GabbiaAllargata_13.jpg" target="_blank"><img width="100" height="150" src="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/trucchi/GabbiaLarga/GabbiaAllargata_13.jpg" alt="" /></a></td>
            <td><a href="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/trucchi/GabbiaLarga/GabbiaAllargata_14.jpg" target="_blank"><img width="100" height="150" src="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/trucchi/GabbiaLarga/GabbiaAllargata_14.jpg" alt="" /></a></td>
            <td>&#160;</td>
        </tr>
    </tbody>
</table>
<p>&#160;</p><br /><a href='http://suivet.it/se-la-gabbia-è-troppo-stretta…-aggiungi-un-pezzo-e-vien-perfetta.aspx'>Dott. Francesco Tonon</a><div class='fblikebutton'><iframe src='http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http%3a%2f%2fsuivet.it%2fse-la-gabbia-%c3%a8-troppo-stretta%e2%80%a6-aggiungi-un-pezzo-e-vien-perfetta.aspx&amp;layout=standard&amp;show_faces=false&amp;width=450&amp;height=35&amp;action=like&amp;colorscheme=light' scrolling='no' frameborder='0' allowTransparency='true' style='border:none; overflow:hidden;width:450px; height:35px;'></iframe></div>]]></description>
      <link>http://suivet.it/se-la-gabbia-è-troppo-stretta…-aggiungi-un-pezzo-e-vien-perfetta.aspx</link>
      <author>tonon@suivet.it (Dott. Francesco Tonon)</author>
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      <pubDate>Sat, 28 Mar 2015 06:40:00 GMT</pubDate>
    </item>
    <item>
      <title>Con un timbro ben piazzato… qualche morto vien salvato!</title>
      <description><![CDATA[<table width="100%" cellspacing="1" cellpadding="1">
    <tbody>
        <tr>
            <td colspan="5">L’assistenza al parto è, nell’allevamento suino, una delle operazioni che più incidono sul numero di suinetti prodotti per scrofa e per anno. L’operatore che assiste ai parti ha l’obbiettivo di massimizzare il numero di suinetti vivi, cercando di:<br />
            a) ridurre il numero dei nati morti mediante un controllo regolare dei ritmi di espulsione dei suinetti eventualmente intervenendo farmacologicamente e/o manualmente in caso di necessità.<br />
            b) limitare la mortalità neonatale&#160; dei soggetti più deboli e soprattutto degli schiacciati.<br />
            In questa fase produttiva (unitamente all’inseminazione) la scrofa torna ad essere l’animale singolo oggetto delle attenzioni dell’uomo, contrariamente&#160; alle altre fasi in cui l’attenzione dell’allevatore è rivolta al gruppo.<br />
            Ecco che allora diventa importante ciò che conosciamo di quel singolo animale: l’età, il numero di parti, il carattere, ecc… cioè tutta la carriera riproduttiva (se sono stati raccolti i dati!) e quanto più sappiamo di esso, tanto più possiamo prevederne il comportamento al parto e decidere quanto del nostro tempo e della nostra attenzione siano necessari.<br />
            Supponendo che molti dati siano stati raccolti nei parti precedenti, questi li dobbiamo anche leggere, e se le scrofe da seguire sono molte … corriamo il rischio di “sprecare” del tempo sugli animali sbagliati.<br />
            Ma c’è una soluzione.<br />
            Quando abbiamo stampato la scheda della scrofa da portare in sala parto con tutti i dati relativi (magari alla sera, con calma) fermiamoci a leggerla, valutiamone il carattere, se è nervosa, se ha già avuto parti con nati morti, se schiaccia facilmente ecc…&#160;</td>
        </tr>
        <tr>
            <td><a target="_blank" href="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/trucchi/TimbroScheda/TimbroScheda01.jpg"><img width="100" height="75" src="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/trucchi/TimbroScheda/TimbroScheda01.jpg" alt="timbro in scheda" /></a></td>
            <td><a target="_blank" href="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/trucchi/TimbroScheda/TimbroScheda02.jpg"><img width="100" height="125" src="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/trucchi/TimbroScheda/TimbroScheda02.jpg" alt="timbro in scheda" /></a></td>
            <td rowspan="2" colspan="3">&#160;&#160;&#160;<br />
            E se pensiamo che una scrofa vada seguita con più attenzione&#160; al parto, mettiamo sulla scheda una grande scritta rossa che richiami la nostra attenzione al momento del parto.</td>
        </tr>
        <tr>
            <td><a target="_blank" href="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/trucchi/TimbroScheda/TimbroScheda03.jpg"><img width="100" height="75" src="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/trucchi/TimbroScheda/TimbroScheda03.jpg" alt="timbro in scheda" /></a></td>
            <td><a target="_blank" href="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/trucchi/TimbroScheda/TimbroScheda04.jpg"><img width="100" height="75" src="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/trucchi/TimbroScheda/TimbroScheda04.jpg" alt="timbro in scheda" /></a></td>
        </tr>
        <tr>
            <td><a target="_blank" href="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/trucchi/TimbroScheda/TimbroScheda05.jpg"><img width="100" height="75" src="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/trucchi/TimbroScheda/TimbroScheda05.jpg" alt="timbro in scheda" /></a></td>
            <td rowspan="3" colspan="4">&#160;&#160;&#160;&#160;<br />
            “State sicuri” dice Agostino, l’inventore di questo timbro, “che quando vedete rosso starete particolarmente attenti a quella scrofa”. <br />
            <br />
            <br />
            D’altronde, anche i toreri amano il rosso !!!<br />
            &#160;&#160;&#160;&#160;</td>
        </tr>
        <tr>
            <td>&#160;<a target="_blank" href="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/trucchi/TimbroScheda/TimbroScheda06.jpg"><img width="100" height="75" src="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/trucchi/TimbroScheda/TimbroScheda06.jpg" alt="timbro in scheda" /></a></td>
        </tr>
        <tr>
            <td><a target="_blank" href="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/trucchi/TimbroScheda/TimbroScheda07.jpg"><img width="100" height="125" src="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/trucchi/TimbroScheda/TimbroScheda07.jpg" alt="timbro in scheda" /></a></td>
        </tr>
        <tr>
            <td>&#160;</td>
            <td>&#160;</td>
            <td>&#160;</td>
            <td>&#160;</td>
            <td>&#160;</td>
        </tr>
        <tr>
            <td>&#160;</td>
            <td>&#160;</td>
            <td>&#160;</td>
            <td>&#160;</td>
            <td>&#160;</td>
        </tr>
        <tr>
            <td>&#160;</td>
            <td>&#160;</td>
            <td>&#160;</td>
            <td>&#160;</td>
            <td>&#160;</td>
        </tr>
        <tr>
            <td>&#160;</td>
            <td>&#160;</td>
            <td>&#160;</td>
            <td>&#160;</td>
            <td>&#160;</td>
        </tr>
    </tbody>
</table><br /><a href='http://suivet.it/con-un-timbro-ben-piazzato…-qualche-morto-vien-salvato.aspx'>Dott. Francesco Tonon</a><div class='fblikebutton'><iframe src='http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http%3a%2f%2fsuivet.it%2fcon-un-timbro-ben-piazzato%e2%80%a6-qualche-morto-vien-salvato.aspx&amp;layout=standard&amp;show_faces=false&amp;width=450&amp;height=35&amp;action=like&amp;colorscheme=light' scrolling='no' frameborder='0' allowTransparency='true' style='border:none; overflow:hidden;width:450px; height:35px;'></iframe></div>]]></description>
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      <author>tonon@suivet.it (Dott. Francesco Tonon)</author>
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      <guid isPermaLink="true">http://suivet.it/con-un-timbro-ben-piazzato…-qualche-morto-vien-salvato.aspx</guid>
      <pubDate>Sun, 30 Nov 2014 05:34:00 GMT</pubDate>
    </item>
    <item>
      <title>Un carrello al posto giusto… si lavora con più gusto!</title>
      <description><![CDATA[<table width="100%" cellspacing="1" cellpadding="1">
    <tbody>
        <tr>
            <td colspan="5">La ricerca scientifica (e la pratica di allevamento) afferma che la gestione dell’alimentazione della scrofa in lattazione&#160; è uno dei principali fattori di successo di una scrofaia.<br />
            Gli ibridi moderni sono molto prolifici, con scarse riserve di grasso,&#160; e ad elevata produzione di latte: se non correttamente alimentate durante la lattazione, le scrofe troppo magre allo svezzamento hanno difficoltà a rimanere gravide.<br />
            E’ quindi indispensabile fare in modo che la scrofa lattante&#160; ingerisca giornalmente adeguate quantità di alimento.<br />
            Per aumentare l’ingestione giornaliera, è quindi indispensabile aumentare il numero di pasti: minimo 2, meglio 3… o più.<br />
            Ma distribuire molti pasti, se non affidati ad un sistema computerizzato, richiede tempo e manodopera.</td>
        </tr>
        <tr>
            <td colspan="2"><a href="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/trucchi/CarrMangParto/CarrMangParto06.jpg" target="_blank"><img width="200" height="150" src="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/trucchi/CarrMangParto/CarrMangParto06.jpg" alt="carrello mangime sala parto" /></a></td>
            <td rowspan="2" colspan="3">L’idea di questo allevatore è stata di installare una linea di  distribuzione del mangime secco che passa in fondo al corridoio di ogni  sala parto, dove staziona un piccolo carrello che viene mantenuto  costantemente fornito di mangime.<br />
            &#160;&#160;&#160;</td>
        </tr>
        <tr>
            <td colspan="2"><a href="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/trucchi/CarrMangParto/CarrMangParto07.jpg" target="_blank"><img width="200" height="300" src="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/trucchi/CarrMangParto/CarrMangParto07.jpg" alt="carrello mangime sala parto" /></a></td>
        </tr>
        <tr>
            <td colspan="5">Sono stati realizzati dei carrelli da poter essere posizionati in ogni corridoio, anche i più stretti.</td>
        </tr>
        <tr>
            <td><a href="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/trucchi/CarrMangParto/CarrMangParto01.jpg" target="_blank"><img width="100" height="150" src="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/trucchi/CarrMangParto/CarrMangParto01.jpg" alt="carrello mangime sala parto" /></a></td>
            <td><a href="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/trucchi/CarrMangParto/CarrMangParto02.jpg" target="_blank"><img width="100" height="150" src="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/trucchi/CarrMangParto/CarrMangParto02.jpg" alt="carrello mangime sala parto" /></a></td>
            <td><a href="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/trucchi/CarrMangParto/CarrMangParto04.jpg" target="_blank"><img width="100" height="150" src="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/trucchi/CarrMangParto/CarrMangParto04.jpg" alt="carrello mangime sala parto" /></a></td>
            <td><a href="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/trucchi/CarrMangParto/CarrMangParto11.jpg" target="_blank"><img width="100" height="150" src="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/trucchi/CarrMangParto/CarrMangParto11.jpg" alt="carrello mangime sala parto" /></a></td>
            <td>&#160;</td>
        </tr>
        <tr>
            <td><a target="_blank" href="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/trucchi/CarrMangParto/CarrMangParto03.jpg"><img width="100" height="70" alt="carrello mangime sala parto" src="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/trucchi/CarrMangParto/CarrMangParto03.jpg" /></a></td>
            <td colspan="3">un lato del carrello è più basso per agevolare la presa dell'alimento con la sessola</td>
            <td>&#160;</td>
        </tr>
        <tr>
            <td><a target="_blank" href="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/trucchi/CarrMangParto/CarrMangParto08.jpg"><img width="100" height="70" alt="carrello mangime sala parto" src="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/trucchi/CarrMangParto/CarrMangParto08.jpg" /></a></td>
            <td><a target="_blank" href="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/trucchi/CarrMangParto/CarrMangParto09.jpg"><img width="100" height="70" alt="carrello mangime sala parto" src="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/trucchi/CarrMangParto/CarrMangParto09.jpg" /></a></td>
            <td><a target="_blank" href="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/trucchi/CarrMangParto/CarrMangParto10.jpg"><img width="100" height="70" alt="carrello mangime sala parto" src="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/trucchi/CarrMangParto/CarrMangParto10.jpg" /></a></td>
            <td colspan="2">&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;</td>
        </tr>
        <tr>
            <td colspan="5"><br />
            L’addetto all’alimentazione non deve fare altro che entrare nella sala,  prendere il carrello ed alimentare le scrofe, rimettendolo infine al suo  posto.</td>
        </tr>
        <tr>
            <td>&#160;</td>
            <td>&#160;</td>
            <td>&#160;</td>
            <td>&#160;</td>
            <td>&#160;</td>
        </tr>
        <tr>
            <td colspan="5">Ogni sala ha il suo carrello, quindi si evita di dover girare con un  carrello tra corridoi e sale, con dispendio di tempo ed energia.                          In questo modo, ogni qualvolta si entra in sala parto, si ha  la possibilità di distribuire alimento alle scrofe che ne richiedono.&#160;</td>
        </tr>
    </tbody>
</table>
<p>&#160;</p><br /><a href='http://suivet.it/un-carrello-al-posto-giusto…-si-lavora-con-più-gusto.aspx'>Dott. Francesco Tonon</a><div class='fblikebutton'><iframe src='http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http%3a%2f%2fsuivet.it%2fun-carrello-al-posto-giusto%e2%80%a6-si-lavora-con-pi%c3%b9-gusto.aspx&amp;layout=standard&amp;show_faces=false&amp;width=450&amp;height=35&amp;action=like&amp;colorscheme=light' scrolling='no' frameborder='0' allowTransparency='true' style='border:none; overflow:hidden;width:450px; height:35px;'></iframe></div>]]></description>
      <link>http://suivet.it/un-carrello-al-posto-giusto…-si-lavora-con-più-gusto.aspx</link>
      <author>tonon@suivet.it (Dott. Francesco Tonon)</author>
      <comments>http://suivet.it/un-carrello-al-posto-giusto…-si-lavora-con-più-gusto.aspx</comments>
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      <pubDate>Fri, 29 Aug 2014 20:18:00 GMT</pubDate>
    </item>
    <item>
      <title>Con dell’acqua in mangiatoia… le scrofe mangiano con gioia!</title>
      <description><![CDATA[<table width="100%" cellspacing="1" cellpadding="1">
    <tbody>
        <tr>
            <td colspan="3" style="text-align: justify;">L’alimentazione della scrofa durante la lattazione può essere considerata, con le moderne genetiche, uno dei momenti più importanti per un produttivo proseguimento della carriera riproduttiva, sia per l’immediato riflesso sui suinetti lattanti che possono essere svezzati più pesanti, ma soprattutto per il risvolto sulla carriera riproduttiva successiva.&#160; Numerose ricerche hanno dimostrato che una scrofa troppo magra presenta un intervallo svezzamento-calore più lungo, e più facilmente ritorna in calore dopo la fecondazione. Se poi dimagrisce oltre un livello “soglia”, spesso non riesce a ristabilire un normale stato di ingrassamento nonostante una sovralimentazione, ed è destinata alla riforma. A volte gli allevatori fanno saltare il calore a questi soggetti, aspettando l’estro successivo, per consentire loro di ristabilire migliori condizioni corporee per la gravidanza. Inoltre, le condizioni di queste scrofe portano ad un minor attecchimento embrionale, con conseguente diminuzione del numero dei nati</td>
        </tr>
        <tr>
            <td colspan="2" style="text-align: justify;">Da queste premesse se ne ricava l’importanza di far ingerire la massima quantità di alimento in sala parto, obbiettivo spesso trascurato.<br />
            Ma non è un obbiettivo facilmente perseguibile: ci sono ibridi “geneticamente voraci”, ed in questo caso il problema è gia risolto, ma ci sono ibridi in cui la scrofa, fatica ad assumere quantità di alimento adeguate</td>
            <td><a target="_blank" href="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/trucchi/acqua_mangiatoia/tr_09_am_01.jpg"><img width="100" height="133" alt="acqua in mangiatoia" src="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/trucchi/acqua_mangiatoia/tr_09_am_01.jpg" /></a></td>
        </tr>
        <tr>
            <td colspan="2" style="text-align: justify;">Ecco che allora la fantasia degli allevatori si scatena, per riuscire ad alimentare adeguatamente questi soggetti: la pellettatura, che consente una maggior ingestione per il maggior peso specifico rispetto allo sfarinato; l’aumento del numero dei pasti giornalieri, da due a tre o quattro; la somministrazione di alimento liquido, che obbliga la scrofa ad aumentare l’ingestione…</td>
            <td><a target="_blank" href="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/trucchi/acqua_mangiatoia/tr_09_am_02.jpg"><img width="100" height="133" alt="acqua in mangiatoia" src="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/trucchi/acqua_mangiatoia/tr_09_am_02.jpg" /></a></td>
        </tr>
        <tr>
            <td colspan="2" style="text-align: justify;">Una delle pratiche più diffuse consiste nel bagnare l’alimento secco nella mangiatoia della scrofa, con i mezzi a disposizione: chi lo fa con un secchio, chi con un tubo in gomma, e chi realizza un semplicissimo impianto che fornisce l’acqua a tutte le scrofe della sala parto contemporaneamente</td>
            <td><a target="_blank" href="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/trucchi/acqua_mangiatoia/tr_09_am_03.jpg"><img width="100" height="133" alt="acqua in mangiatoia" src="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/trucchi/acqua_mangiatoia/tr_09_am_03.jpg" /></a></td>
        </tr>
        <tr>
            <td colspan="2" style="text-align: justify;">Una linea principale in materiale plastico, comandata da una valvola posta all’esterno della sala parto, passa al di sopra delle mangiatoie delle scrofe; in corrispondenza di ogni mangiatoia è stato fissato alla linea principale (tramite un foro ed un po’ di colla appropriata) un tubicino sottile, che porta l’acqua alla mangiatoia, a cui è a sua volta fissato</td>
            <td><a target="_blank" href="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/trucchi/acqua_mangiatoia/tr_09_am_04.jpg"><img width="100" height="133" alt="acqua in mangiatoia" src="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/trucchi/acqua_mangiatoia/tr_09_am_04.jpg" /></a></td>
        </tr>
        <tr>
            <td colspan="2" style="text-align: justify;">Ogni mangiatoia è stata precedentemente dotata di un foro di “troppo pieno” che limita la quantità d’acqua ad una quota prefissata.</td>
            <td><a target="_blank" href="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/trucchi/acqua_mangiatoia/tr_09_am_05.jpg"><img width="100" height="133" alt="acqua in mangiatoia" src="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/trucchi/acqua_mangiatoia/tr_09_am_05.jpg" /></a></td>
        </tr>
        <tr>
            <td><a target="_blank" href="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/trucchi/acqua_mangiatoia/tr_09_am_07.jpg"><img width="100" height="75" alt="acqua in mangiatoia" src="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/trucchi/acqua_mangiatoia/tr_09_am_07.jpg" /></a></td>
            <td style="text-align: justify;">Prima di somministrare il pasto con gli appositi dosatori di mangime secco, l’allevatore, dal corridoio apre la valvola dell’acqua per qualche minuto, fino al raggiungimento del livello di troppo pieno in tutte le mangiatoie contemporaneamente. Obbiettivo raggiunto e tempo risparmiato!<br />
            <i>Se il mangime un po’ lo bagno… si trasforma in un&#160; guadagno!</i></td>
            <td><a target="_blank" href="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/trucchi/acqua_mangiatoia/tr_09_am_06.jpg"><img width="100" height="133" alt="acqua in mangiatoia" src="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/trucchi/acqua_mangiatoia/tr_09_am_06.jpg" /></a></td>
        </tr>
    </tbody>
</table>
<p>&#160;</p><br /><a href='http://suivet.it/con-dell’acqua-in-mangiatoia…-le-scrofe-mangiano-con-gioia.aspx'>Dott. Francesco Tonon</a><div class='fblikebutton'><iframe src='http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http%3a%2f%2fsuivet.it%2fcon-dell%e2%80%99acqua-in-mangiatoia%e2%80%a6-le-scrofe-mangiano-con-gioia.aspx&amp;layout=standard&amp;show_faces=false&amp;width=450&amp;height=35&amp;action=like&amp;colorscheme=light' scrolling='no' frameborder='0' allowTransparency='true' style='border:none; overflow:hidden;width:450px; height:35px;'></iframe></div>]]></description>
      <link>http://suivet.it/con-dell’acqua-in-mangiatoia…-le-scrofe-mangiano-con-gioia.aspx</link>
      <author>tonon@suivet.it (Dott. Francesco Tonon)</author>
      <comments>http://suivet.it/con-dell’acqua-in-mangiatoia…-le-scrofe-mangiano-con-gioia.aspx</comments>
      <guid isPermaLink="true">http://suivet.it/con-dell’acqua-in-mangiatoia…-le-scrofe-mangiano-con-gioia.aspx</guid>
      <pubDate>Wed, 10 Mar 2010 21:43:00 GMT</pubDate>
    </item>
  </channel>
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