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    <title>I trucchi in allevamento - Ultimi articoli inseriti</title>
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      <title>Cancello per ricerca calori con verro</title>
      <description><![CDATA[<p>La qualit&agrave; dei risultati riproduttivi dipende innanzitutto dalla qualit&agrave; della ricerca calori.</p>
<p>Capita di vedere allevatori che, per semplicit&agrave; e velocit&agrave;, fanno la ricerca dei calori senza l&rsquo;utilizzo di un verro: i risultati non saranno mai ottimali, in quanto le ricerche hanno ampiamente dimostrato come la presenza del verro davanti alla scrofa sia in grado di rilevare l&rsquo;inizio dell&rsquo;estro almeno mezza giornata in anticipo rispetto alla ricerca con il solo uomo.</p>
<p>In realt&agrave;, la situazione ideale sarebbe portare le scrofe al verro&hellip; ma questo nei grossi allevamenti &egrave; impraticabile, perch&eacute; richiederebbe tempi biblici. Essendo le scrofe stabulate in gabbia singola dopo lo svezzamento (nella gran parte degli allevamenti), dovrebbero essere liberate una per una e portate al verro, per due volte al giorno, fino al rilevamento dell&rsquo;estro: immaginate un&rsquo;azienda di 1000 scrofe che dovesse spostare 50 scrofe per due volte ogni giorno&hellip; improponibile!</p>
<p>Ecco che allora si porta il verro dalle scrofe, si fa passeggiare lungo il corridoio davanti alle scrofe in gabbia, fermandolo ad ogni una. Allo stesso modo, una volta identificato il calore di tutte le scrofe, il verro viene portato nuovamente davanti alla scrofa durante l&rsquo;inseminazione, poich&eacute; le stimolazioni olfattive, tattili e sonore prodotte dal verro e percepite dalla scrofa in estro inducono le contrazioni della cervice che permettono una corretta progressione del seme verso l&rsquo;utero.</p>
<p>Per ridurre il personale necessario a queste operazioni, &egrave; oramai comune dotare i corridoi di cancelletti fissi o di paratie mobili, come abbiamo gi&agrave; illustrato in altri trucchi..</p>
<p>In questo caso, l&rsquo;allevatore ha installato dei cancelli fissi, incernierati ad un lato del corridoi, ma per non perdere tempo ad andare ad aprirlo e chiuderlo manualmente, si &egrave; inventato un semplicissimo sistema di chiusura ed apertura comandato meccanicamente a distanza.<br>In questo modo riesce a far progredire il verro lungo la fila di scrofe senza l&rsquo;aiuto di altro personale, semplicemente aprendo e chiudendo il cancello dal retro delle gabbie.</p>
<div style="text-align: center;"><iframe src="https://www.youtube-nocookie.com/embed/VgqtQ9rfFQU" width="500" height="320" frameborder="0"></iframe></div><br /><a href='http://suivet.it/cancello-per-ricerca-calori-con-verro'>Dott. Francesco Tonon</a><div class='fblikebutton'><iframe src='http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http%3a%2f%2fsuivet.it%2fcancello-per-ricerca-calori-con-verro&amp;layout=standard&amp;show_faces=false&amp;width=450&amp;height=35&amp;action=like&amp;colorscheme=light' scrolling='no' frameborder='0' allowTransparency='true' style='border:none; overflow:hidden;width:450px; height:35px;'></iframe></div>]]></description>
      <link>http://suivet.it/cancello-per-ricerca-calori-con-verro</link>
      <author>tonon@suivet.it (Dott. Francesco Tonon)</author>
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      <pubDate>Tue, 03 Mar 2026 02:28:00 GMT</pubDate>
    </item>
    <item>
      <title>Gabbie in gestazione</title>
      <description><![CDATA[<p><strong>La normativa sul benessere animale del suino (122/2011) detta alcune regole sulla densit&agrave;, sulle pavimentazioni, sugli arricchimenti, &nbsp;ed altri aspetti, ma in nessun punto prende in considerazione la gabbia gestazione, nella quale la scrofa pu&ograve; rimanere fino al 28&deg; giorno di gravidanza e successivamente essere trasferita in box collettivi</strong>.</p>
<p>Tradizionalmente le gabbie gestazione venivano costruite con un interasse di 60 cm, lasciando quindi a disposizione della scrofa uno spazio di 56-57 cm in funzione della spessore della parete metallica della gabbia: un po&rsquo; poco, considerando le dimensioni di una scrofa pluripara. Oggigiorno si preferisce installare una gabbia con interasse di 65 o addirittura 70 cm affinch&eacute; la scrofa possa diminuire la sofferenza nel contenimento individuale. Infatti le gabbie larghe consentono alla scrofa di riposare ben distesa su un fianco, in posizione naturale, come avviene quando &egrave; libera.<br>Ricordiamoci che una scrofa stressata &egrave; meno produttiva, e come dimostrato da molte ricerche sulla SINS (Sindrome Infiammatoria e Necrotica del Suino) lo stato di malessere pu&ograve; causare produzione di tossine che passano al feto, e dopo la nascita possono provocare necrosi della coda, della punta delle orecchie, del cercine coronario ecc&hellip;<br>Lo stesso discorso vale per la lunghezza della gabbia: gli ibridi attuali sono pi&ugrave; lunghi rispetto a quelli di qualche decennio scorso, e non &egrave; raro vedere scrofe lunghe alloggiate in gabbie troppo corte, con la scrofa che &egrave; costretta ad un decubito con la testa appoggiata alla mangiatoia, in posizione innaturale.</p>
<p>E&rsquo; interessante vedere come questo allevatore abbia escogitato un sistema per &ldquo;allungare&rdquo; la gabbia troppo corta.<br>Ha tagliato la parte bassa del cancello posteriore per consentire alla scrofa di &rdquo;utilizzare&rdquo; anche una parte del corridoio: quando &egrave; distesa o seduta, il treno posteriore sporge dalla gabbia ed impegna una parte del corridoio. L&rsquo;apertura &egrave; limitata, e &ldquo;utilizzabile&rdquo; solamente quando &egrave; coricata, mentre quando &egrave; in piedi, la parte alta del cancello impedisce l&rsquo;uscita dell&rsquo;animale (foto 1, 2).</p>
<p><img style="display: block; margin-left: auto; margin-right: auto;" src="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/trucchi/GabbiaTagliata/gabbiagestazione1.jpg" alt="Gabbia gestazione" width="400" height="300"></p>
<p><img style="display: block; margin-left: auto; margin-right: auto;" src="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/trucchi/GabbiaTagliata/gabbiagestazione2.png" alt="" width="400" height="607"></p>
<p>In un altro reparto, dove il corridoio &egrave; pi&ugrave; stretto, l&rsquo;allevatore ha eliminato completamente il cancello posteriore in quanto le scrofe, anche se in piedi, difficilmente riescono ad uscire in retromarcia in quanto ostacolate dal retro delle scrofe nella fila di gabbie opposta (foto 3).&nbsp;</p>
<p><img style="display: block; margin-left: auto; margin-right: auto;" src="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/trucchi/GabbiaTagliata/gabbiagestazione3.jpg" alt="" width="400" height="300"></p>
<p><br>Ecco come migliorare il benessere delle scrofe senza spendere un euro!</p><br /><a href='http://suivet.it/gabbie-in-gestazione'>Dott. Francesco Tonon</a><div class='fblikebutton'><iframe src='http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http%3a%2f%2fsuivet.it%2fgabbie-in-gestazione&amp;layout=standard&amp;show_faces=false&amp;width=450&amp;height=35&amp;action=like&amp;colorscheme=light' scrolling='no' frameborder='0' allowTransparency='true' style='border:none; overflow:hidden;width:450px; height:35px;'></iframe></div>]]></description>
      <link>http://suivet.it/gabbie-in-gestazione</link>
      <author>tonon@suivet.it (Dott. Francesco Tonon)</author>
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      <pubDate>Tue, 03 Feb 2026 02:45:00 GMT</pubDate>
    </item>
    <item>
      <title>Con quel vecchio tanicone, di fare il nido è l’occasione</title>
      <description><![CDATA[<p>Ogni allevatore &egrave; consapevole che la sala parto &egrave; un locale che dal punto di vista climatico deve soddisfare due diverse esigenze: per la scrofa e per i suinetti.</p>
<p>La scrofa necessita di una temperatura non elevata: l&rsquo;ideale sarebbero 18-20 &deg;C.</p>
<p>I suinetti hanno la necessit&agrave; di avere a disposizione un&rsquo;area riscaldata (cd nido) che al momento del parto dovrebbe avere una temperatura superiore ai 30&deg;C.</p>
<p>Queste due differenti esigenze vengono risolte mettendo a disposizione dei suinetti in un angolo della gabbia parto una lampada riscaldante a infrarossi: in questo modo i suinetti sono al caldo e le scrofe al fresco.</p>
<p>Erroneamente alcuni allevatori aumentano la temperatura della sala anche a 25 &deg;C a cavallo del parto e per qualche altro giorno, con la convinzione di favorire i suinetti neonati, ma &egrave; una soluzione che potrebbe avere qualche conseguenza negativa.</p>
<p>Innanzitutto la scrofe soffre il caldo, soprattutto durante il parto, e nei giorni successivi potrebbe non avere un&rsquo;adeguata ingestione alimentare.</p>
<p>Se nella sala la temperatura &egrave; elevata, i suinetti sono meno attirati al nido e quindi pi&ugrave; facilmente soggetti agli schiacciamenti.</p>
<p>Da tempo si stanno diffondendo i nidi parzialmente chiusi, anche con copertura con il foro per la lampada, tali da creare un ambiente confortevole per i suinetti.</p>
<p>Questo consente di diminuire l&rsquo;utilizzo delle lampade (risparmio energetico) e di abbassare la temperatura della sala parto con un aumento dei ricambi di ventilazione. La scrofa ne beneficia, e i suinetti si rifugiano sotto il nido per non essere esposti alla velocit&agrave; dell&rsquo;aria ambientale.</p>
<p>Nelle moderne gabbie che si stanno adottando a &ldquo;parto libero&rdquo; o &ldquo;temporaneamente confinato&rdquo; il concetto del &ldquo;nido chiuso&rdquo; e del suo posizionamento all&rsquo;interno della gabbia &egrave; considerato particolarmente importante: quando la scrofa &egrave; libera il rischio di schiacciamento aumenta, ed &egrave; fondamentale attrarre i suinetti in un ambiente confortevole.</p>
<p>Questo allevatore aveva a disposizione qualche contenitore di olio utilizzato per l&rsquo;alimentazione dei suini. Ha pensato quindi di tagliarlo e di realizzare una &ldquo;copertura&rdquo; del nido posizionato nell&rsquo;angolo della gabbia parto, a lato della mangiatoia e della testa della scrofe.</p>
<p>E&rsquo; stato tagliato la parte alta del tanicone, quella provvista dell&rsquo;imboccatura, mantenendo una cornice di 7-8 centimetri.</p>
<p>Il pezzo cos&igrave; ricavato &egrave; stato diviso a met&agrave; per formare due coperchi ognuno dei quali utilizzato in 2 gabbie adiacenti.</p>
<p><img src="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/trucchi/nido/nido_tanica_01.jpg" alt="Tanica tagliata" width="300" /> <img src="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/trucchi/nido/nido_tanica_02.jpg" alt="Dettagli del taglio" width="300" /></p>
<p>Un&rsquo;incisione praticata nella cornice, ha lo scopo di incastrare il coperchio sulla parete divisoria di due gabbie adiacenti.</p>
<p>Infine vengono ricavati due fori per il passaggio delle lampade.</p>
<p><img src="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/trucchi/nido/nido_tanica_04.jpg" alt="Posizionamento della tanica" width="300" /> <img src="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/trucchi/nido/nido_tanica_03.jpg" alt="Risultato finale" width="300" /></p><br /><a href='http://suivet.it/con-quel-vecchio-tanicone-di-fare-il-nido-è-l’occasione.aspx'>Dott. Francesco Tonon</a><div class='fblikebutton'><iframe src='http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http%3a%2f%2fsuivet.it%2fcon-quel-vecchio-tanicone-di-fare-il-nido-%c3%a8-l%e2%80%99occasione.aspx&amp;layout=standard&amp;show_faces=false&amp;width=450&amp;height=35&amp;action=like&amp;colorscheme=light' scrolling='no' frameborder='0' allowTransparency='true' style='border:none; overflow:hidden;width:450px; height:35px;'></iframe></div>]]></description>
      <link>http://suivet.it/con-quel-vecchio-tanicone-di-fare-il-nido-è-l’occasione.aspx</link>
      <author>tonon@suivet.it (Dott. Francesco Tonon)</author>
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      <pubDate>Wed, 10 Aug 2022 07:14:00 GMT</pubDate>
    </item>
    <item>
      <title>Cibo ad libitum!!!</title>
      <description><![CDATA[<p>L&rsquo;alimentazione della scrofa in sala parto &egrave; ormai universalmente riconosciuto come uno dei primissimi fattori di successo riproduttivo in una scrofaia.</p>
<p>Infatti, se la scrofa si alimenta in maniera quantitativamente adeguata in sala parto (a parit&agrave; di qualit&agrave; dell&rsquo;alimento), si hanno i seguenti benefici:</p>
<p style="padding-left: 30px;">- Minor calo ponderale della scrofa in lattazione,</p>
<p style="padding-left: 30px;">-Adeguato intervallo svezzamento-estro,</p>
<p style="padding-left: 30px;">-Ottimale venuta in calore e concepimento,</p>
<p style="padding-left: 30px;">-Ottimale prolificit&agrave; nella gravidanza successiva,</p>
<p style="padding-left: 30px;">-Elevata produzione di latte,</p>
<p style="padding-left: 30px;">-Ottimale peso della figliata allo svezzamento</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Se poi le scrofe allevate sono ibridi moderni a basso deposito di grasso, i predetti benefici sono ancora pi&ugrave; evidenti. Si pensi alle piaghe da decubito (ulcere della spalla) negli animali che arrivano al parto troppo magri, o che non assumono alimento sufficiente durante la lattazione.</p>
<p>Una sottoalimentazione porta ad avere esattamente l&rsquo;opposto dei benefici sopra descritti.</p>
<p>Ma non &egrave; facile alimentare adeguatamente le scrofe, c&rsquo;&egrave; la variabilit&agrave; individuale del peso (magre e grasse), della capacit&agrave; di ingestione (secco o umido), della forma della mangiatoia, ecc&hellip;</p>
<p>Poi dipende dalla modalit&agrave; di somministrazione (manuale o computerizzata), dalla forma fisica dell&rsquo;alimento (secco o umido, farina o pellet) e dal numero dei pasti nelle 24 ore.</p>
<p>In definitiva, il sistema ideale dovrebbe consentire alle scrofe (ad esclusione di quelle troppo grasse) di assumere un alimento fresco ad libitum, senza che rimanga in mangiatoia a fermentare.</p>
<p>Ed ecco cosa si &egrave; inventato questo allevatore, che &egrave; passato da un sistema di somministrazione manuale in mangiatoia ad un sistema manuale di carico del mangime nel &ldquo;distributore alla mangiatoia&rdquo;.</p>
<p>Innanzitutto &egrave; stato tolto il succhiotto presente sulla mangiatoia, sostituito da una tazza di abbeverata sul pavimento della gabbia, tale da servire sia alla scrofa che ai suinetti (che &ldquo;copiano&rdquo; la madre).</p>
<p>E&rsquo; stato fissato un tubo quadrato al cancello della gabbia parto, che si inserisce nella fessura della mangiatoia e ha lo scopo di contenere il collettore di discesa del mangime.</p>
<p>Il collettore del mangime, nella parte alta &egrave; collegato ad un imbuto che contiene l&rsquo;alimento somministrato manualmente dall&rsquo;allevatore.</p>
<p>Nella parte bassa il collettore &egrave; stato tagliato diagonalmente, con inclinazione della superficie di taglio pari all&rsquo;inclinazione del fondo della mangiatoia.</p>
<p>Tra il fondo della mangiatoia e la superficie di taglio, viene lasciato uno spazio di qualche centimetro, tale da permettere la fuoriuscita del mangime,</p>
<p>L&rsquo;alimentazione della scrofa in sala parto &egrave; ormai universalmente riconosciuto come uno dei primissimi fattori di successo riproduttivo in una scrofaia.</p>
<p>Infatti, se la scrofa si alimenta in maniera quantitativamente adeguata in sala parto (a parit&agrave; di qualit&agrave; dell&rsquo;alimento), si hanno i seguenti benefici:</p>
<p>&middot;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Minor calo ponderale della scrofa in lattazione,</p>
<p>&middot;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Adeguato intervallo svezzamento-estro,</p>
<p>&middot;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Ottimale venuta in calore e concepimento,</p>
<p>&middot;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Ottimale prolificit&agrave; nella gravidanza successiva,</p>
<p>&middot;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Elevata produzione di latte,</p>
<p>&middot;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Ottimale peso della figliata allo svezzamento</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Se poi le scrofe allevate sono ibridi moderni a basso deposito di grasso, i predetti benefici sono ancora pi&ugrave; evidenti. Si pensi alle piaghe da decubito (ulcere della spalla) negli animali che arrivano al parto troppo magri, o che non assumono alimento sufficiente durante la lattazione.</p>
<p>Una sottoalimentazione porta ad avere esattamente l&rsquo;opposto dei benefici sopra descritti.</p>
<p>Ma non &egrave; facile alimentare adeguatamente le scrofe, c&rsquo;&egrave; la variabilit&agrave; individuale del peso (magre e grasse), della capacit&agrave; di ingestione (secco o umido), della forma della mangiatoia, ecc&hellip;</p>
<p>Poi dipende dalla modalit&agrave; di somministrazione (manuale o computerizzata), dalla forma fisica dell&rsquo;alimento (secco o umido, farina o pellet) e dal numero dei pasti nelle 24 ore.</p>
<p>In definitiva, il sistema ideale dovrebbe consentire alle scrofe (ad esclusione di quelle troppo grasse) di assumere un alimento fresco ad libitum, senza che rimanga in mangiatoia a fermentare.</p>
<p>Ed ecco cosa si &egrave; inventato questo allevatore, che &egrave; passato da un sistema di somministrazione manuale in mangiatoia ad un sistema manuale di carico del mangime nel &ldquo;distributore alla mangiatoia&rdquo;.</p>
<p>Innanzitutto &egrave; stato tolto il succhiotto presente sulla mangiatoia, sostituito da una tazza di abbeverata sul pavimento della gabbia, tale da servire sia alla scrofa che ai suinetti (che &ldquo;copiano&rdquo; la madre).</p>
<p>E&rsquo; stato fissato un tubo quadrato al cancello della gabbia parto, che si inserisce nella fessura della mangiatoia e ha lo scopo di contenere il collettore di discesa del mangime.</p>
<p><img style="display: block; margin-left: auto; margin-right: auto;" src="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/trucchi/mangiatoiascrofa/mangiatoia01.jpg" alt="" width="400" /></p>
<p>Il collettore del mangime, nella parte alta &egrave; collegato ad un imbuto che contiene l&rsquo;alimento somministrato manualmente dall&rsquo;allevatore.</p>
<p><img style="display: block; margin-left: auto; margin-right: auto;" src="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/trucchi/mangiatoiascrofa/mangiatoia02.jpg" alt="" width="400" /></p>
<p>Nella parte bassa il collettore &egrave; stato tagliato diagonalmente, con inclinazione della superficie di taglio pari all&rsquo;inclinazione del fondo della mangiatoia.</p>
<p><img style="display: block; margin-left: auto; margin-right: auto;" src="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/trucchi/mangiatoiascrofa/mangiatoia03.jpg" alt="" width="400" /></p>
<p>Tra il fondo della mangiatoia e la superficie di taglio, viene lasciato uno spazio di qualche centimetro, tale da permettere la fuoriuscita del mangime.</p>
<p>&nbsp;<img style="display: block; margin-left: auto; margin-right: auto;" src="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/trucchi/mangiatoiascrofa/mangiatoia04.jpg" alt="" width="400" height="533" /></p>
<p>La scrofa, durante l&rsquo;alimentazione, col naso e con la lingua asporta progressivamente il mangime dal collettore, dal quale continua a scendere-uscire a richiesta.</p>
<p><img style="display: block; margin-left: auto; margin-right: auto;" src="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/trucchi/mangiatoiascrofa/mangiatoia05.jpg" alt="" width="400" /></p>
<p>Questo allevatore preferisce distribuire il mangime a mano, per un maggior controllo sull&rsquo;assunzione o eventuali sprechi, ma potrebbe facilmente essere automatizzato con una catena di distribuzione.</p>
<p>Attenzione: il mangime DEVE essere pellettato. Il sistema non funzionerebbe con alimento sfarinato.</p><br /><a href='http://suivet.it/cibo-ad-libitum.aspx'>Dott. Francesco Tonon</a><div class='fblikebutton'><iframe src='http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http%3a%2f%2fsuivet.it%2fcibo-ad-libitum.aspx&amp;layout=standard&amp;show_faces=false&amp;width=450&amp;height=35&amp;action=like&amp;colorscheme=light' scrolling='no' frameborder='0' allowTransparency='true' style='border:none; overflow:hidden;width:450px; height:35px;'></iframe></div>]]></description>
      <link>http://suivet.it/cibo-ad-libitum.aspx</link>
      <author>tonon@suivet.it (Dott. Francesco Tonon)</author>
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      <pubDate>Wed, 20 Jul 2022 08:58:00 GMT</pubDate>
    </item>
    <item>
      <title>Cibo a volontà!!!</title>
      <description><![CDATA[<p>L&rsquo;alimentazione della scrofa in sala parto &egrave; ormai universalmente riconosciuto come uno dei primissimi fattori di successo riproduttivo in una scrofaia.</p>
<p>Infatti, se la scrofa si alimenta in maniera quantitativamente adeguata in sala parto (a parit&agrave; di qualit&agrave; dell&rsquo;alimento), si hanno i seguenti benefici:</p>
<p style="padding-left: 30px;">- Minor calo ponderale della scrofa in lattazione,</p>
<p style="padding-left: 30px;">-Adeguato intervallo svezzamento-estro,</p>
<p style="padding-left: 30px;">-Ottimale venuta in calore e concepimento,</p>
<p style="padding-left: 30px;">-Ottimale prolificit&agrave; nella gravidanza successiva,</p>
<p style="padding-left: 30px;">-Elevata produzione di latte,</p>
<p style="padding-left: 30px;">-Ottimale peso della figliata allo svezzamento</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Se poi le scrofe allevate sono ibridi moderni a basso deposito di grasso, i predetti benefici sono ancora pi&ugrave; evidenti. Si pensi alle piaghe da decubito (ulcere della spalla) negli animali che arrivano al parto troppo magri, o che non assumono alimento sufficiente durante la lattazione.</p>
<p>Una sottoalimentazione porta ad avere esattamente l&rsquo;opposto dei benefici sopra descritti.</p>
<p>Ma non &egrave; facile alimentare adeguatamente le scrofe, c&rsquo;&egrave; la variabilit&agrave; individuale del peso (magre e grasse), della capacit&agrave; di ingestione (secco o umido), della forma della mangiatoia, ecc&hellip;</p>
<p>Poi dipende dalla modalit&agrave; di somministrazione (manuale o computerizzata), dalla forma fisica dell&rsquo;alimento (secco o umido, farina o pellet) e dal numero dei pasti nelle 24 ore.</p>
<p>In definitiva, il sistema ideale dovrebbe consentire alle scrofe (ad esclusione di quelle troppo grasse) di assumere un alimento fresco ad libitum, senza che rimanga in mangiatoia a fermentare.</p>
<p>Ed ecco cosa si &egrave; inventato questo allevatore, che &egrave; passato da un sistema di somministrazione manuale in mangiatoia ad un sistema manuale di carico del mangime nel &ldquo;distributore alla mangiatoia&rdquo;.</p>
<p>Innanzitutto &egrave; stato tolto il succhiotto presente sulla mangiatoia, sostituito da una tazza di abbeverata sul pavimento della gabbia, tale da servire sia alla scrofa che ai suinetti (che &ldquo;copiano&rdquo; la madre).</p>
<p>E&rsquo; stato fissato un tubo quadrato al cancello della gabbia parto, che si inserisce nella fessura della mangiatoia e ha lo scopo di contenere il collettore di discesa del mangime.</p>
<p>Il collettore del mangime, nella parte alta &egrave; collegato ad un imbuto che contiene l&rsquo;alimento somministrato manualmente dall&rsquo;allevatore.</p>
<p>Nella parte bassa il collettore &egrave; stato tagliato diagonalmente, con inclinazione della superficie di taglio pari all&rsquo;inclinazione del fondo della mangiatoia.</p>
<p>Tra il fondo della mangiatoia e la superficie di taglio, viene lasciato uno spazio di qualche centimetro, tale da permettere la fuoriuscita del mangime,</p>
<p>L&rsquo;alimentazione della scrofa in sala parto &egrave; ormai universalmente riconosciuto come uno dei primissimi fattori di successo riproduttivo in una scrofaia.</p>
<p>Infatti, se la scrofa si alimenta in maniera quantitativamente adeguata in sala parto (a parit&agrave; di qualit&agrave; dell&rsquo;alimento), si hanno i seguenti benefici:</p>
<p>&middot;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Minor calo ponderale della scrofa in lattazione,</p>
<p>&middot;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Adeguato intervallo svezzamento-estro,</p>
<p>&middot;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Ottimale venuta in calore e concepimento,</p>
<p>&middot;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Ottimale prolificit&agrave; nella gravidanza successiva,</p>
<p>&middot;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Elevata produzione di latte,</p>
<p>&middot;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Ottimale peso della figliata allo svezzamento</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Se poi le scrofe allevate sono ibridi moderni a basso deposito di grasso, i predetti benefici sono ancora pi&ugrave; evidenti. Si pensi alle piaghe da decubito (ulcere della spalla) negli animali che arrivano al parto troppo magri, o che non assumono alimento sufficiente durante la lattazione.</p>
<p>Una sottoalimentazione porta ad avere esattamente l&rsquo;opposto dei benefici sopra descritti.</p>
<p>Ma non &egrave; facile alimentare adeguatamente le scrofe, c&rsquo;&egrave; la variabilit&agrave; individuale del peso (magre e grasse), della capacit&agrave; di ingestione (secco o umido), della forma della mangiatoia, ecc&hellip;</p>
<p>Poi dipende dalla modalit&agrave; di somministrazione (manuale o computerizzata), dalla forma fisica dell&rsquo;alimento (secco o umido, farina o pellet) e dal numero dei pasti nelle 24 ore.</p>
<p>In definitiva, il sistema ideale dovrebbe consentire alle scrofe (ad esclusione di quelle troppo grasse) di assumere un alimento fresco ad libitum, senza che rimanga in mangiatoia a fermentare.</p>
<p>Ed ecco cosa si &egrave; inventato questo allevatore, che &egrave; passato da un sistema di somministrazione manuale in mangiatoia ad un sistema manuale di carico del mangime nel &ldquo;distributore alla mangiatoia&rdquo;.</p>
<p>Innanzitutto &egrave; stato tolto il succhiotto presente sulla mangiatoia, sostituito da una tazza di abbeverata sul pavimento della gabbia, tale da servire sia alla scrofa che ai suinetti (che &ldquo;copiano&rdquo; la madre).</p>
<p>E&rsquo; stato fissato un tubo quadrato al cancello della gabbia parto, che si inserisce nella fessura della mangiatoia e ha lo scopo di contenere il collettore di discesa del mangime.</p>
<p><img style="display: block; margin-left: auto; margin-right: auto;" src="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/trucchi/mangiatoiascrofa/mangiatoia01.jpg" alt="" width="400" /></p>
<p>Il collettore del mangime, nella parte alta &egrave; collegato ad un imbuto che contiene l&rsquo;alimento somministrato manualmente dall&rsquo;allevatore.</p>
<p><img style="display: block; margin-left: auto; margin-right: auto;" src="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/trucchi/mangiatoiascrofa/mangiatoia02.jpg" alt="" width="400" /></p>
<p>Nella parte bassa il collettore &egrave; stato tagliato diagonalmente, con inclinazione della superficie di taglio pari all&rsquo;inclinazione del fondo della mangiatoia.</p>
<p><img style="display: block; margin-left: auto; margin-right: auto;" src="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/trucchi/mangiatoiascrofa/mangiatoia03.jpg" alt="" width="400" /></p>
<p>Tra il fondo della mangiatoia e la superficie di taglio, viene lasciato uno spazio di qualche centimetro, tale da permettere la fuoriuscita del mangime.</p>
<p>&nbsp;<img style="display: block; margin-left: auto; margin-right: auto;" src="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/trucchi/mangiatoiascrofa/mangiatoia04.jpg" alt="" width="400" height="533" /></p>
<p>La scrofa, durante l&rsquo;alimentazione, col naso e con la lingua asporta progressivamente il mangime dal collettore, dal quale continua a scendere-uscire a richiesta.</p>
<p><img style="display: block; margin-left: auto; margin-right: auto;" src="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/trucchi/mangiatoiascrofa/mangiatoia05.jpg" alt="" width="400" /></p>
<p>Questo allevatore preferisce distribuire il mangime a mano, per un maggior controllo sull&rsquo;assunzione o eventuali sprechi, ma potrebbe facilmente essere automatizzato con una catena di distribuzione.</p>
<p>Attenzione: il mangime DEVE essere pellettato. Il sistema non funzionerebbe con alimento sfarinato.</p><br /><a href='http://suivet.it/cibo-a-volonta.aspx'>Dott. Francesco Tonon</a><div class='fblikebutton'><iframe src='http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http%3a%2f%2fsuivet.it%2fcibo-a-volonta.aspx&amp;layout=standard&amp;show_faces=false&amp;width=450&amp;height=35&amp;action=like&amp;colorscheme=light' scrolling='no' frameborder='0' allowTransparency='true' style='border:none; overflow:hidden;width:450px; height:35px;'></iframe></div>]]></description>
      <link>http://suivet.it/cibo-a-volonta.aspx</link>
      <author>tonon@suivet.it (Dott. Francesco Tonon)</author>
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      <pubDate>Wed, 20 Jul 2022 08:58:00 GMT</pubDate>
    </item>
    <item>
      <title>Tecniche di manipolazione dei suinetti</title>
      <description><![CDATA[<p>Tante sono le operazioni manuali sugli animali in una scrofaia. Tra queste, una delle pi&ugrave; frequenti &egrave; la manipolazione dei suinetti per le routinarie operazioni sanitarie: vaccinazioni, trattamenti, castrazioni ecc&hellip;</p>
<p>C&rsquo;&egrave; da ricordare per&ograve; che in molte aziende il personale che accudisce adeguatamente gli animali &egrave; difficile da trovare, soprattutto se competente, con la conseguenza che spesso le operazioni che dovrebbero essere fatte da due persone o comunque da una squadra, devono essere forzatamente effettuate dal personale disponibile.</p>
<p>Prendiamo il caso della somministrazione di un vaccino ai suinetti in lattazione: sono necessarie almeno 2 persone per la cattura dei piccoli all&rsquo;interno della gabbia parto. Queste si mettono ai lati della scrofa e afferrano i suinetti man mano che si portano &ldquo;a tiro&rdquo; di cattura, e li mettono all&rsquo;interno di un contenitore (una cassetta, un carrello&hellip;) per poi effettuare l&rsquo;intervento.</p>
<p>E qui veniamo al punto: &egrave; necessario fare un&rsquo;iniezione, ed al tempo stesso &ldquo;segnare&rdquo; gli animali vaccinati, per distinguerli fintanto che non si &egrave; ultimata l&rsquo;intera covata.<br /> Ma l&rsquo;uomo ha 2 mani: una per tenere il suinetto, un&rsquo;altra per tenere la siringa, e&hellip; gli manca la terza mano per marcare i suinetti con il gesso colorato. Deve quindi ricorrere ad un aiutante.</p>
<p>Ma l&rsquo;allevatore che &egrave; da solo si deve ingegnare per poter effettuare l&rsquo;operazione in modo rapido ed efficiente.</p>
<p>Ed ecco che questo allevatore ha risolto tenendo nella mano destra sia la siringa che il gesso, utilizzando la sinistra per contenere il soggetto da vaccinare: rapido ed efficiente!</p>
<p>Una suggerimento: l&rsquo;utilizzo di un paio di guanti da lavoro, con un certo <em>grip,</em> facilitano l&rsquo;impugnatura contemporanea della siringa e del marcatore.</p>
<p><img src="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/trucchi/vaccinogesso/vaccinogesso1.jpg" alt="Step 1" height="250" /><img src="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/trucchi/vaccinogesso/vaccinogesso2.jpg" alt="Step2" height="250" /><img src="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/trucchi/vaccinogesso/vaccinogesso3.jpg" alt="Step3" height="250" /></p>
<p><iframe src="https://www.youtube-nocookie.com/embed/bqAyI2Abb-0?rel=0" width="630" height="500" frameborder="0"></iframe></p><br /><a href='http://suivet.it/tecniche-di-manipolazione-dei-suinetti.aspx'>Dott. Francesco Tonon</a><div class='fblikebutton'><iframe src='http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http%3a%2f%2fsuivet.it%2ftecniche-di-manipolazione-dei-suinetti.aspx&amp;layout=standard&amp;show_faces=false&amp;width=450&amp;height=35&amp;action=like&amp;colorscheme=light' scrolling='no' frameborder='0' allowTransparency='true' style='border:none; overflow:hidden;width:450px; height:35px;'></iframe></div>]]></description>
      <link>http://suivet.it/tecniche-di-manipolazione-dei-suinetti.aspx</link>
      <author>tonon@suivet.it (Dott. Francesco Tonon)</author>
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      <pubDate>Wed, 26 Jan 2022 10:59:00 GMT</pubDate>
    </item>
    <item>
      <title>Se tu vuoi biosicurezza, la pellicola è una certezza</title>
      <description><![CDATA[<div style="float: left; padding-right: 10px;"><img src="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/trucchi/ecografo/eco_03.jpg" alt="" width="200" /></div>
<p>L&rsquo; utilizzo dell&rsquo;ecografo per la diagnosi di gravidanza nella scrofa &egrave; ormai di uso comune. Questo &egrave; stato possibile soprattutto per la diminuzione progressiva negli anni del costo di uno strumento &ldquo;base&rdquo;, che oggigiorno si pu&ograve; acquistare per meno di 2.000 euro.<br /> Questi strumenti sono dotati di una sonda settoriale, generalmente a 3,5 Mhz, ad utilizzo transaddominale (molta profondit&agrave;, poca definizione). Questa tipologia di sonda consente una veloce e sicura diagnosi gi&agrave; a partire dai 21-22 giorni di gravidanza, mentre per poter scendere di qualche giorno, sarebbe indicata una sonda convex, a 5-7 Mhz (meno profondit&agrave;, migliore definizione).</p>
<p>Per il veterinario che si sposta da un allevamento all&rsquo;altro per le diagnosi, sorge un problema importante: la biosicurezza. Dopo l&rsquo;utilizzo in un allevamento deve provvedere ad un&rsquo;accurata pulizia e disinfezione prima di poterlo impiegare in un altro sito. <br /> Spesso gli ecografi sono forniti di una custodia con relative fasce di velcro per poterlo assicurare alla mano, ma essendo costituite da materiale che assorbe la polvere ambientale (= batteri, ecc&hellip;) risulta molto difficile eseguire un&rsquo;efficace pulizia e disinfezione per l&rsquo;utilizzo anche dopo qualche ora.</p>
<p>Un semplice sistema che consente di garantire una buona biosicurezza nell&rsquo;utilizzo dell&rsquo;ecografo &egrave; proposto di seguito.</p>
<p>Innanzitutto ci dotiamo di un rotolo di pellicola trasparente, di quelle utilizzate per la protezione dei cibi in cucina.</p>
<p>Tenendo fermo tra dita e mano il margine della pellicola, arrotoliamola attorno all&rsquo;avambraccio per 2-3 giri.<br /> Appoggiamo l&rsquo;ecografo sopra il braccio, e continuiamo ad avvolgere la pellicola includendo lo strumento, compiendo altri 2-3 giri.<br /> Alla fine, facciamo un ultimo giro includendo anche il filo della sonda.</p>
<p>Durante gli avvolgimenti, cerchiamo di mantenere una certa tensione della pellicola, cos&igrave; da avere una migliore aderenza al braccio.</p>
<p>Finito di utilizzare lo strumento, sar&agrave; sufficiente lavare e disinfettare solo la sonda ed il filo, mentre l&rsquo;ecografo &egrave; rimasto perfettamente pulito, non essendo mai venuto a contatto con materiale potenzialmente infettante.</p>
<p><img src="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/trucchi/ecografo/eco_04.jpg" alt="Passo 1: zzz" width="400" height="264" /><img src="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/trucchi/ecografo/eco_05.jpg" alt="Passo 2" width="400" height="264" /><img src="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/trucchi/ecografo/eco_07.jpg" alt="Passo 3" width="400" height="267" /><img src="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/trucchi/ecografo/eco_08.jpg" alt="Passo 4" width="400" height="280" /><img src="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/trucchi/ecografo/eco_09.jpg" alt="Passo 5" width="400" height="280" /><img src="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/trucchi/ecografo/eco_10.jpg" alt="Passo 6" width="400" height="285" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p><br /><a href='http://suivet.it/se-tu-vuoi-biosicurezza-la-pellicola-è-una-certezza.aspx'>Dott. Francesco Tonon</a><div class='fblikebutton'><iframe src='http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http%3a%2f%2fsuivet.it%2fse-tu-vuoi-biosicurezza-la-pellicola-%c3%a8-una-certezza.aspx&amp;layout=standard&amp;show_faces=false&amp;width=450&amp;height=35&amp;action=like&amp;colorscheme=light' scrolling='no' frameborder='0' allowTransparency='true' style='border:none; overflow:hidden;width:450px; height:35px;'></iframe></div>]]></description>
      <link>http://suivet.it/se-tu-vuoi-biosicurezza-la-pellicola-è-una-certezza.aspx</link>
      <author>tonon@suivet.it (Dott. Francesco Tonon)</author>
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      <pubDate>Mon, 25 Oct 2021 06:51:00 GMT</pubDate>
    </item>
    <item>
      <title>Con una siringa pronta e sicura è più facile la puntura</title>
      <description><![CDATA[<p>Con le attuali problematiche di riduzione dell'utilizzo degli antimicrobici, soprattutto quelli somministrati con il mangime, diventa sempre pi&ugrave; importante optare per una terapia individuale rispetto a quella "di massa".<br /> Terapia individuale significa utilizzare strumenti (siringa + ago) adeguati alla categoria di animali oggetto del trattamento. La scelta della siringa &egrave; funzionale al rapporto tra peso dell'animale e posologia del farmaco.&nbsp; Inoculare una scrofa che pesa 250 kg con un farmaco che prevede una posologia di 1 ml/10 kg di peso vivo implica obbligatoriamente di dover utilizzare una siringa (non automatica) che consenta di iniettare 25 ml di prodotto in una singola iniezione. Per contro, inoculare un suinetto fino a 50 kg di peso vivo con lo stesso prodotto, consente di utilizzare una siringa automatica, che pu&ograve; essere a ricarica manuale o automatica, di solito regolabile da 1 a 5 ml. In questo modo si possono iniettare pi&ugrave; soggetti senza dover "ricaricare" continuamente la siringa, agevolando e velocizzando i trattamenti multipli.</p>
<p>Con questo tipo di siringhe, &egrave; possibile anche il trattamento di soggetti pi&ugrave; pesanti, "pompando" due volte in rapida successione non appena introdotto l'ago: se la siringa consente una regolazione massima di 5 ml, appena introdotto l'ago, 2 veloci movimenti consentono di introdurre 10 ml, con un solo buco, risparmiando dolore all'animale.</p>
<p>E' pi&ugrave; semplice quando il farmaco utilizzato &egrave; concentrato, con posologie di 5, 4, o anche solo 2,5 ml/100 kg peso vivo.</p>
<p>Ovviamente le siringhe devono essere sempre ben lavate e disinfettate, utilizzando aghi di dimensione adeguata agli animali da trattare.</p>
<p>L'ultimo punto da ricordare, ma non meno importante, &egrave; come ci si porta appresso tutto il materiale per le iniezioni: ci serve un contenitore per le siringhe, gli aghi, i flaconi di farmaco, lo spray o i gessi per marcare gli animali trattati.<br /> A volte si vedono negli allevamenti contenitori improvvisati e non adatti allo scopo, ma quello che presentiamo in questa scheda &egrave; molto semplice e funzionale, realizzato utilizzando materiale comunemente presente in allevamento: un secchio in plastica rettangolare, tubi in plastica, bracciali e staffe in metallo.</p>
<p>Tre tubi in plastica sono fissati con dei bracciali al secchio: sono i contenitori delle tre siringhe in uso: due per antibiotici (due prodotti diversi a seconda della patologia) ed una per l'antinfiammatorio. La lunghezza del tubo &egrave; calcolata secondo la lunghezza della siringa, ago compreso, in modo che quando si posiziona all'interno l'ago non tocca il fondo e quindi non si rovina. Le staffe esterne consentono di appoggiarlo ai bordi dei box, a "livello uomo", rendendone quindi agevole l'utilizzo.<br /> Il secchio &egrave; poi dimensionato per contenere le varie bombolette di spray marker, o disinfettante ecc...</p>
<p>Insomma: tutto l'essenziale per il "giro delle terapie"!</p>
<p>Date un'occhiata alle immagini per i dettagli.</p>
<p><img src="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/trucchi/portasiringhe/porta_siringhe_01.jpg" alt="" width="300" /> <img src="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/trucchi/portasiringhe/porta_siringhe_04.jpg" alt="" width="300" /></p>
<p><img src="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/trucchi/portasiringhe/porta_siringhe_03.jpg" alt="" width="300" /> <img src="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/trucchi/portasiringhe/porta_siringhe_02.jpg" alt="" width="300" /></p>
<p><img src="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/trucchi/portasiringhe/porta_siringhe_05.jpg" alt="" width="300" /> <img src="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/trucchi/portasiringhe/porta_siringhe_06.jpg" alt="" width="300" /></p>
<p>&nbsp;</p><br /><a href='http://suivet.it/con-una-siringa-pronta-e-sicura-è-più-facile-la-puntura.aspx'>Dott. Francesco Tonon</a><div class='fblikebutton'><iframe src='http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http%3a%2f%2fsuivet.it%2fcon-una-siringa-pronta-e-sicura-%c3%a8-pi%c3%b9-facile-la-puntura.aspx&amp;layout=standard&amp;show_faces=false&amp;width=450&amp;height=35&amp;action=like&amp;colorscheme=light' scrolling='no' frameborder='0' allowTransparency='true' style='border:none; overflow:hidden;width:450px; height:35px;'></iframe></div>]]></description>
      <link>http://suivet.it/con-una-siringa-pronta-e-sicura-è-più-facile-la-puntura.aspx</link>
      <author>tonon@suivet.it (Dott. Francesco Tonon)</author>
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      <pubDate>Thu, 20 Jun 2019 23:33:00 GMT</pubDate>
    </item>
    <item>
      <title>L'infermeria con acqua pulita dà al suino miglior vita</title>
      <description><![CDATA[<div style="float: left; padding-right: 10px;"><img src="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/trucchi/infermeria/tanica.jpg" alt="" width="500" /></div>
<p><strong>(Dott.ssa Valeria Raffi)</strong></p>
<p>Uno dei punti della check list ministeriale sul benessere animale che si &egrave; dimostrato pi&ugrave; ostico &egrave; stato quello del &ldquo;locale infermeria&rdquo;.</p>
<p>Il fatto che tutti i capannoni devono essere dotati di almeno un locale infermeria, ottimale la presenza di 2 box deputati a tale funzione, ha messo in difficolt&agrave; molti allevatori soprattutto quelli che presentano box di grandi dimensioni e che quindi rischierebbero di perdere metri quadrati di spazio disponibile per l&rsquo;allevamento degli animali.</p>
<p>Una prima soluzione potrebbe essere quella di ricavare una piccola superficie utile nella parte terminale del corridoio, sempre rispettando i requisiti di legge. Quindi il box deve essere delimitato e identificato, con presenza di lettiera asciutta, cibo e acqua fresca in quantit&agrave; sufficiente. Mentre i primi tre punti sono facilmente risolvibili, quello riguardante l&rsquo;assunzione di liquidi pu&ograve; rivelarsi pi&ugrave; indaginoso.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Gi&agrave; nel Decreto Legislativo n.146/2001, relativo al benessere animale in generale, si rimarcava il fatto che &ldquo;tutti gli animali devono avere accesso a un&rsquo;appropriata quantit&agrave; d&rsquo;acqua, di qualit&agrave; adeguata o devono poter soddisfare le loro esigenze di assorbimento di liquidi in altri modi&rdquo;, quindi anche tramite la somministrazione di alimento liquido. Pi&ugrave; restrittivo invece il Decreto Legislativo n.122/2011, relativo al benessere nell&rsquo;allevamento suino, nel quale si legifera che &ldquo;la sostituzione dell&rsquo;acqua fresca con altre bevande non &egrave; ammessa&rdquo;. Da questo momento parte quindi l&rsquo;obbligatoriet&agrave; di installare gli abbeveratoi automatici in ciascun box o la somministrazione di acqua nel truogolo mediante un sistema che garantisca un costante livello di acqua disponibile. In ogni caso gli abbeveratoi automatici sono da preferire rispetto alla somministrazione di acqua nel truogolo giacch&eacute; garantiscono l&rsquo;erogazione di acqua fresca e pulita in base alla richiesta degli animali.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Fatta questa breve premessa su quanto stabilito dalla legge, torniamo al nostro problema: come facciamo a consentire un adeguato approvvigionamento idrico nel locale infermeria?</p>
<p>Abbiamo visto che mettere un truogolo o una mangiatoia con acqua non &egrave; possibile per legge perch&eacute; non rispetta il parametro di avere acqua fresca e pulita. Mettere una linea dell&rsquo;acqua che passi per l&rsquo;infermeria potrebbe essere una soluzione ma richiede tempo e costi, legati all&rsquo;acquisto di materiale e alla mano d&rsquo;opera. Esiste una soluzione pi&ugrave; semplice e meno costosa in grado di soddisfare quanto previsto per legge?</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;Una soluzione potrebbe essere quella di utilizzare una tanica di plastica cui viene applicato un abbeveratoio a imbocco che pu&ograve; essere posizionato a diverse altezze in base alle esigenze degli animali. In questo modo, fissando la nostra tanica su un lato del box e riempiendola almeno una volta al giorno, in base anche al numero degli animali presenti, &egrave; possibile avere acqua fresca e pulita senza dover fare grandi investimenti economici e strutturali.</p>
<p>&nbsp;</p><br /><a href='http://suivet.it/linfermeria-con-acqua-pulita-dà-al-suino-miglior-vita.aspx'>Dott.ssa Valeria Raffi</a><div class='fblikebutton'><iframe src='http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http%3a%2f%2fsuivet.it%2flinfermeria-con-acqua-pulita-d%c3%a0-al-suino-miglior-vita.aspx&amp;layout=standard&amp;show_faces=false&amp;width=450&amp;height=35&amp;action=like&amp;colorscheme=light' scrolling='no' frameborder='0' allowTransparency='true' style='border:none; overflow:hidden;width:450px; height:35px;'></iframe></div>]]></description>
      <link>http://suivet.it/linfermeria-con-acqua-pulita-dà-al-suino-miglior-vita.aspx</link>
      <author>raffi@suivet.it (Dott.ssa Valeria Raffi)</author>
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      <pubDate>Mon, 03 Jun 2019 13:30:00 GMT</pubDate>
    </item>
    <item>
      <title>Una nuova vita per un vecchio forcone</title>
      <description><![CDATA[<p>La pulizia dei corridoi di servizio nella parte posteriore della gabbia della scrofa &egrave; molto importante.</p>
<p>L'accumulo di feci, quando queste non vengono opportunamente asportate, contribuisce al mantenimento di un'elevata carica batterica nel perineo dell'animale. L'imbrattamento della vulva pu&ograve; portare ad un'eventuale penetrazione batterica per via ascendente con i relativi disturbi degli organi genito-urinari.<br /> Pensiamo semplicemente a quando si fa l'inseminazione artificiale: l'inserimento del catetere in una vulva troppo sporca pu&ograve; trascinare con s&egrave; i microrganismi profondamente in cervice. Questi possono poi raggiungere l'utero e provocare una metrite batterica.</p>
<p>Alcuni allevatori preferiscono lavare con la canna dell'acqua il corridoio di servizio, ma attenzione: l'acqua facilita la moltiplicazione batterica, e se le scrofe sono in calore (quindi con la cervice aperta), gli spruzzi provocati dal lavaggio del pavimento possono penetrare tra le labbra vulvari, ed i batteri raggiungere l'utero attraverso la cervice.</p>
<p>La soluzione proposta da questo raschiatore &egrave; molto semplice: uno o due passaggi dell'attrezzo nel corridoio retrostante le gabbie spingono le feci nell'apposita fessura di scarico sulla fossa sottostante.<br /> La forma triangolare &egrave; ideale in quanto allontana progressivamente le feci dal corridoio alle fessure laterali. Seguite le immagini ed il video di seguito per una spiegazione pi&ugrave; dettagliata.</p>
<p>Se poi per realizzarlo si &egrave; ricorsi a materiale di recupero ed alla fantasia, cosa c'&egrave; di meglio?</p>
<p><img style="display: block; margin-left: auto; margin-right: auto;" src="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/trucchi/raschiafeci/raschiafeci_01.jpg" alt="Raschiafeci-01" width="600" height="338" /></p>
<p><img style="display: block; margin-left: auto; margin-right: auto;" src="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/trucchi/raschiafeci/raschiafeci_02.jpg" alt="Raschiafeci-02" width="600" height="338" /></p>
<p><img style="display: block; margin-left: auto; margin-right: auto;" src="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/trucchi/raschiafeci/raschiafeci_03.jpg" alt="Raschiafeci-03" width="600" height="338" /></p>
<p><img style="display: block; margin-left: auto; margin-right: auto;" src="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/trucchi/raschiafeci/raschiafeci_04.jpg" alt="Raschiafeci-04" width="600" height="338" /></p>
<p><img style="display: block; margin-left: auto; margin-right: auto;" src="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/trucchi/raschiafeci/raschiafeci_05.jpg" alt="Raschiafeci-05" width="600" height="338" /></p>
<div><iframe src="https://www.youtube-nocookie.com/embed/udrwdKcQi-4?rel=0" width="700" height="444" frameborder="0"></iframe></div><br /><a href='http://suivet.it/una-nuova-vita-per-un-vecchio-forcone.aspx'>Dott. Francesco Tonon</a><div class='fblikebutton'><iframe src='http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http%3a%2f%2fsuivet.it%2funa-nuova-vita-per-un-vecchio-forcone.aspx&amp;layout=standard&amp;show_faces=false&amp;width=450&amp;height=35&amp;action=like&amp;colorscheme=light' scrolling='no' frameborder='0' allowTransparency='true' style='border:none; overflow:hidden;width:450px; height:35px;'></iframe></div>]]></description>
      <link>http://suivet.it/una-nuova-vita-per-un-vecchio-forcone.aspx</link>
      <author>tonon@suivet.it (Dott. Francesco Tonon)</author>
      <comments>http://suivet.it/una-nuova-vita-per-un-vecchio-forcone.aspx</comments>
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      <pubDate>Sat, 27 Apr 2019 11:14:00 GMT</pubDate>
    </item>
    <item>
      <title>Se troppo forte il vento spinge, questo telo lo respinge</title>
      <description><![CDATA[<p>La gestione del ricambio d'aria all'interno dei locali di stabulazioni degli animali &egrave; molto importante: ogni animale necessita di un determinato "ricambio" d'aria, che generalmente viene espresso in "<em>metri cubi di aria per ora</em>".<br /> Questi <em>ricambi/ora</em> dipendono dall'et&agrave;/peso dell'animale e dalla stagione: in inverno necessita di una ventilazione minima tale da non abbassare troppo la temperatura ambientale, in estate necessita di una ventilazione massima che consenta di mantenere la temperatura entro livelli accettabili e di consentire il raffrescamento dell'animale. <br /> Nella tabella, i fabbisogni/capo in funzione del peso vivo:</p>
<p style="text-align: center;">&nbsp;</p>
<table>
<tbody>
<tr style="text-align: center;">
<td style="text-align: center;" colspan="3"><strong>Fabbisogni di ventilazione forzata (mc/ora)</strong><br /><br /><br /></td>
</tr>
<tr style="text-align: center;">
<td style="text-align: center;"><strong>Peso vivo (kg)</strong></td>
<td style="text-align: center;"><strong>Ventilazione minima</strong></td>
<td style="text-align: center;"><strong>Ventilazione massima</strong></td>
</tr>
<tr style="text-align: center;">
<td style="text-align: center;">5</td>
<td style="text-align: center;">3</td>
<td style="text-align: center;">6.5</td>
</tr>
<tr style="text-align: center;">
<td style="text-align: center;">10</td>
<td style="text-align: center;">5</td>
<td style="text-align: center;">13</td>
</tr>
<tr style="text-align: center;">
<td style="text-align: center;">15</td>
<td style="text-align: center;">7</td>
<td style="text-align: center;">19.5</td>
</tr>
<tr style="text-align: center;">
<td style="text-align: center;">20</td>
<td style="text-align: center;">9</td>
<td style="text-align: center;">26</td>
</tr>
<tr style="text-align: center;">
<td style="text-align: center;">25</td>
<td style="text-align: center;">11</td>
<td style="text-align: center;">32.5</td>
</tr>
<tr style="text-align: center;">
<td style="text-align: center;">35</td>
<td style="text-align: center;">13</td>
<td style="text-align: center;">35</td>
</tr>
<tr style="text-align: center;">
<td style="text-align: center;">55</td>
<td style="text-align: center;">15</td>
<td style="text-align: center;">55</td>
</tr>
<tr style="text-align: center;">
<td style="text-align: center;">75</td>
<td style="text-align: center;">19</td>
<td style="text-align: center;">75</td>
</tr>
<tr style="text-align: center;">
<td style="text-align: center;">100</td>
<td style="text-align: center;">23</td>
<td style="text-align: center;">100</td>
</tr>
<tr style="text-align: center;">
<td style="text-align: center;">120</td>
<td style="text-align: center;">23</td>
<td style="text-align: center;">120</td>
</tr>
<tr style="text-align: center;">
<td style="text-align: center;">140</td>
<td style="text-align: center;">25</td>
<td style="text-align: center;">140</td>
</tr>
<tr>
<td style="text-align: center;">160</td>
<td style="text-align: center;">28</td>
<td style="text-align: center;">160</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p>Queste tabelle sono utilizzate solitamente nella programmazione delle centraline che gestiscono i locali a ventilazione forzata, in particolar modo nelle fasi di svezzamento, in cui il suinetto &egrave; sensibilissimo alle variazioni climatiche.<br /> &nbsp;Spesso le patologie che insorgono in questa fase sono scatenate o aggravate da una scorretta gestione ambientale in quanto i suini sono molto sensibili alle correnti d'aria.<br /> Infatti, se la velocit&agrave; dell'aria a livello dei suinetti supera 0,15-0,20 metri al secondo (quando &egrave; fredda), facilmente pu&ograve; influire sullo scatenarsi di patologie respiratorie o intestinali.<br /> Una corrente all'interno degli stabulari, pu&ograve; avere diversa origine: ventilatori con regolazione troppo elevata, scorretta gestione delle aperture di ingresso dell'aria, errata progettazione del sistema di ricambio, errata programmazione della centralina ecc...</p>
<p>Da non trascurare, infine, l'effetto del vento (e di conseguenza dell'orientamento del capannone) sulle finestre di entrata dell'aria.<br /> Se una finestra non &egrave; "protetta" dal vento, pu&ograve; veicolare all'interno una quantit&agrave; d'aria eccessiva e a velocit&agrave; troppo elevata.</p>
<p>Ecco che la soluzione che ha adottato questo allevatore, consente di attenuare l'effetto del vento sulle finestre, sia che siamo in presenza di ventilazione forzata che naturale.</p>
<p><img src="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/trucchi/frangivento/frangivento_01.jpg" alt="" width="300" height="169" /> <img src="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/trucchi/frangivento/frangivento_02.jpg" alt="" width="300" height="169" /> <img src="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/trucchi/frangivento/frangivento_03.jpg" alt="" width="300" height="169" /> <img src="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/trucchi/frangivento/frangivento_04.jpg" alt="" width="300" height="169" /></p>
<p>Due cavi di ferro paralleli sono fissati sopra e sotto le finestre per tutta la lunghezza del capannone, provvisti&nbsp; alle estremit&agrave; di un tenditore per mantenere il telo ben teso.<br /> A questi cavi &egrave; agganciato tramite gli appositi morsetti, un telo "frangivento" facilmente reperibile in un emporio agrario, ed a basso costo.</p>
<p><img src="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/trucchi/frangivento/frangivento_05.jpg" alt="" width="300" height="169" /> <img src="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/trucchi/frangivento/frangivento_06.jpg" alt="" width="300" height="169" /></p>
<p>Il telo, ben teso, riesce a limitare le folate di vento che andrebbero a disturbare gli animali.<br /> In caso di richiesta di maggior entrata di aria, piccole tavole di legno appositamente sagomate, vengono applicate tra il muro ed il cavo inferiore, per consentire l'allontanamento del telo dalla parete e facilitare l'ingresso dell'aria.</p>
<p><img src="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/trucchi/frangivento/frangivento_07.jpg" alt="" width="300" height="169" /> <img src="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/trucchi/frangivento/frangivento_08.jpg" alt="" width="300" height="169" /> <img src="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/trucchi/frangivento/frangivento_09.jpg" alt="" width="300" height="169" /> <img src="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/trucchi/frangivento/frangivento_10.jpg" alt="" width="300" height="169" /> <img src="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/trucchi/frangivento/frangivento_11.jpg" alt="" width="300" height="169" /></p><br /><a href='http://suivet.it/se-troppo-forte-il-vento-spinge-questo-telo-lo-respinge.aspx'>Dott. Francesco Tonon</a><div class='fblikebutton'><iframe src='http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http%3a%2f%2fsuivet.it%2fse-troppo-forte-il-vento-spinge-questo-telo-lo-respinge.aspx&amp;layout=standard&amp;show_faces=false&amp;width=450&amp;height=35&amp;action=like&amp;colorscheme=light' scrolling='no' frameborder='0' allowTransparency='true' style='border:none; overflow:hidden;width:450px; height:35px;'></iframe></div>]]></description>
      <link>http://suivet.it/se-troppo-forte-il-vento-spinge-questo-telo-lo-respinge.aspx</link>
      <author>tonon@suivet.it (Dott. Francesco Tonon)</author>
      <comments>http://suivet.it/se-troppo-forte-il-vento-spinge-questo-telo-lo-respinge.aspx</comments>
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      <pubDate>Fri, 22 Feb 2019 13:58:00 GMT</pubDate>
    </item>
    <item>
      <title>Con una piccola modifica, il suino non si sacrifica</title>
      <description><![CDATA[<p><strong><em>(Dott. Francesco Tonon)</em></strong></p>
<p>Una buona parte delle stalle dei maiali italiane risale agli anni del boom della suinicoltura.<br /> In quei decenni di rapida crescita della produzione, lo stabile "classico" era costituito da un capannone suddiviso in box con accesso al parchetto esterno. Il pavimento era sempre pieno, sia all'interno che all'esterno. Successivamente, per risolvere i problemi legati alla pulizia che si effettuava giornalmente con l'acqua (= liquame da smaltire), il pavimento del corridoio esterno di defecazione veniva realizzato in fessurato con fossa sottostante. Ma con il permanere del pavimento pieno, i suini (o le scrofe in gruppo) soprattutto d'estate vanno a depositare le loro feci nella parte piena interna, preferendo riposare nella parte esterna pi&ugrave; fresca. Ne consegue che in queste stalle datate, i suini sono spesso molto sporchi, pieni di feci, con una qualit&agrave; dell'aria scadente a causa delle esalazioni.</p>
<p><img style="display: block; margin-left: auto; margin-right: auto;" src="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/trucchi/rifacimentopavimento/lavi_001.jpg" alt="" width="550" height="412" /></p>
<p><br /> Quindi, cosa fare per modificare questa situazione, con un investimento limitato, in questi vecchi capannoni?</p>
<p>Di seguito la soluzione effettuata da un allevatore.<br /> <br /> Il primo passo &egrave; stato di tagliare il pavimento interno in senso longitudinale nella parte centrale del box.</p>
<p><img src="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/trucchi/rifacimentopavimento/lavi_02.jpg" alt="" width="550" height="412" /><img src="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/trucchi/rifacimentopavimento/lavi_03.jpg" alt="" width="550" height="412" /></p>
<p><br /> Per poter accedere con l'attrezzatura meccanica adeguata (bobcat ecc...), &egrave; stato tagliato ed allargato il muretto del corridoio.</p>
<p><img style="display: block; margin-left: auto; margin-right: auto;" src="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/trucchi/rifacimentopavimento/lavi_04.jpg" alt="" width="550" height="412" /><br /> Il martello pneumatico ha demolito l'area interessata, ed il materiale &egrave; stato asportato.<br /> Lo stesso procedimento &egrave; stato fatto nel corridoio esterno.</p>
<p><br /> Successivamente sono stati posizionati e collegati i tubi di drenaggio del liquame, partendo dall'interno del box, il corridoio esterno ed il collettore per la vasca di stoccaggio.</p>
<p><img src="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/trucchi/rifacimentopavimento/lavi_05.jpg" alt="" width="300" height="225" /><img src="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/trucchi/rifacimentopavimento/lavi_06.jpg" alt="" width="300" height="225" /><img src="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/trucchi/rifacimentopavimento/lavi_07.jpg" alt="" width="300" height="400" /></p>
<p><img src="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/trucchi/rifacimentopavimento/lavi_08.jpg" alt="" width="300" height="225" /><img src="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/trucchi/rifacimentopavimento/lavi_09.jpg" alt="" width="300" height="400" /><img src="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/trucchi/rifacimentopavimento/lavi_10.jpg" alt="" width="300" height="225" /></p>
<p><img src="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/trucchi/rifacimentopavimento/lavi_12.jpg" alt="" width="300" height="225" /><img src="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/trucchi/rifacimentopavimento/lavi_13.jpg" alt="" width="300" /><br /> Dopo aver steso il calcestruzzo sul fondo, &egrave; stata improntata l'armatura per le pareti delle piccole vasche, calcolando lo spessore del fessurato.<br /> Dopo aver posizionato il fessurato, &egrave; stato ricostruito il muretto del box con il relativo cancello di accesso.</p>
<p><img src="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/trucchi/rifacimentopavimento/lavi_14.jpg" alt="" width="300" height="225" /><img src="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/trucchi/rifacimentopavimento/lavi_15.jpg" alt="" width="300" height="225" /></p>
<p>Conclusione: un vecchio capannone costruito negli anni '60 realizzato con laterizi in cotto, con un discreto isolamento termico, ormai inadatto alla stabulazione a causa della pavimentazione, &egrave; diventato un ottimo stabile, in cui i maiali sono sempre puliti, anche d'estate.</p>
<p><img style="display: block; margin-left: auto; margin-right: auto;" src="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/trucchi/rifacimentopavimento/lavi_16.jpg" alt="" width="550" height="412" /></p><br /><a href='http://suivet.it/con-una-piccola-modifica-il-suino-non-si-sacrifica.aspx'>Dott. Francesco Tonon</a><div class='fblikebutton'><iframe src='http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http%3a%2f%2fsuivet.it%2fcon-una-piccola-modifica-il-suino-non-si-sacrifica.aspx&amp;layout=standard&amp;show_faces=false&amp;width=450&amp;height=35&amp;action=like&amp;colorscheme=light' scrolling='no' frameborder='0' allowTransparency='true' style='border:none; overflow:hidden;width:450px; height:35px;'></iframe></div>]]></description>
      <link>http://suivet.it/con-una-piccola-modifica-il-suino-non-si-sacrifica.aspx</link>
      <author>tonon@suivet.it (Dott. Francesco Tonon)</author>
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      <pubDate>Sun, 26 Nov 2017 08:33:00 GMT</pubDate>
    </item>
    <item>
      <title>Iniezioni veloci</title>
      <description><![CDATA[<p>Mini tutorial video su come alloggiare in modo comodo un flacone di farmaco e procedere velocemente a iniettarlo alle scrofe</p>
<p><iframe src="https://www.youtube.com/embed/uPBHjsZcolk?rel=0" width="560" height="315" frameborder="0"></iframe></p>
<p>Le iniezioni di farmaci pi&ugrave; comuni sono: intramuscolare (IM) sottocutanea (SC) ed endovenosa(EV).<br /> <br /> <strong>Intramuscolo</strong>: &egrave; quella utilizzata pi&ugrave; di frequente. Antibiotici e vaccini richiedono quasi sempre questa via. E' necessario utilizzare un ago adeguato alla taglia del suino affinch&eacute; possa raggiungere il punto desiderato e solitamente viene fatta sul collo, dietro l'orecchio.<br /> <br /> <strong>Endovena</strong>: scarsamente utilizzata nel suino, quasi esclusivamente per l'anestesia per interventi chirurgici.<br /> <br /> <strong>Sottocutanea</strong>: abbastanza utilizzata, sia per alcuni prodotti ormonali, ma soprattutto per i trattamenti endo-ectoparassitari&nbsp; a base di avermectine.<br /> <br /> Normalmente viene eseguita nella regione dorsale del collo, richiede un ago corto per non entrare in muscolo, e se non correttamente eseguita pu&ograve; essere dolorosa.<br /> <br /> In molti programmi di metafilassi della scrofa, &egrave; previsto un trattamento antiparassitario, che pu&ograve; essere pianificato con l'alimento oppure con iniezione sottocutanea. Si devono trattare molti animali, ed &egrave; importante poter effettuare le iniezioni velocemente, in maniera adeguata, e riducendo al minimo il dolore agli animali.<br /> La zona immediatamente sotto la coda della scrofa, presenta una pelle sottile, al di sotto non ci sono strutture muscolari, e ben si presta alle iniezioni sottocutanee.<br /> <br /> Inoltre &egrave; facile intervenire negli animali in gabbia, oppure in box quando si alimentano.<br /> Se si devono iniettare decine o centinaia di scrofe, ecco che &egrave; importante organizzarsi con una siringa automatica a ricarica, con il tubicino che pesca dal flacone del prodotto. Per evitare che si possano aspirare bolla d'aria, &egrave; utile che il flacone sia capovolto. Ed allora ecco una semplicissima idea che pu&ograve; essere copiata. <br /> Tagliato il fondo di un contenitore plastico di dimensione idonea per contenere il flacone del farmaco, si praticano 2 fori laterali nei quali si allaccia una cordicella utilizzata per appendere il contenitore al collo.<br /> Si introduce il tubo di gomma della siringa attraverso il foro pi&ugrave; stretto del contenitore, lo si aggancia al flacone mediante l'apposito attacco, si inserisce il flacone all'interno del contenitore che viene appeso al collo.</p>
<p>Con una mano si alza la coda della scrofa ed individuato il punto idoneo, sotto la coda e leggermente laterale, si introduce l'ago e si aziona velocemente la leva della siringa per iniettare il farmaco.</p>
<p>Utilizzando un ago corto e grosso, l'ejezione del farmaco &egrave; veloce e sicuramente sottocutanea.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p><br /><a href='http://suivet.it/iniezioni-veloci.aspx'>Dott. Francesco Tonon</a><div class='fblikebutton'><iframe src='http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http%3a%2f%2fsuivet.it%2finiezioni-veloci.aspx&amp;layout=standard&amp;show_faces=false&amp;width=450&amp;height=35&amp;action=like&amp;colorscheme=light' scrolling='no' frameborder='0' allowTransparency='true' style='border:none; overflow:hidden;width:450px; height:35px;'></iframe></div>]]></description>
      <link>http://suivet.it/iniezioni-veloci.aspx</link>
      <author>tonon@suivet.it (Dott. Francesco Tonon)</author>
      <comments>http://suivet.it/iniezioni-veloci.aspx</comments>
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      <pubDate>Fri, 01 Sep 2017 08:06:00 GMT</pubDate>
    </item>
    <item>
      <title>Se i maiali vuoi spostare...  li devi anche indirizzare</title>
      <description><![CDATA[<p>In una scrofaia, gli spostamenti di animali tra i vari reparti sono operazioni molto frequenti.<br /> Le scrofe tra i vari locali legati alle specifiche fasi produttive (fecondazione in gabbia, gestazione in box, sala parto...);&nbsp; i suinetti dalla sala parto allo svezzamento e successivamente alla "messa a terra", o magronaggio, oppure alla vendita.<br /> Quando gli spostamenti sono effettuati all'interno di un edificio, i corridoi assolvono alla funzione di indirizzamento degli animali, mentre quando sono effettuati tra due edifici diversi, &egrave; necessario indirizzare i suini con pareti o transenne appositamente pensate.<br /> Questo allevatore, ha realizzato una transenna mobile, in metallo, che quando non &egrave; utilizzata pu&ograve; essere appoggiata al muro dell'edificio senza intralcio.<br /> E' dotata di due piccole rotelline rigide per agevolare lo spostamento.<br /> E' concepita per essere collegata ad altre transenne simili, allo scopo di allestire una lunga parete di indirizzamento dei suini tra due edifici.<br /> E' dotata di due staffe che consentono alla transenna di rimanere in equilibrio (quasi) verticale, quando viene messa in posizione di utilizzo, mentre le stesse vengono richiuse e bloccate quando non in uso.</p>
<p><img src="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/trucchi/transennaspostamento/transenna_01.jpg" alt="" width="550" height="366" /></p>
<p><img src="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/trucchi/transennaspostamento/transenna_02.jpg" alt="" width="550" height="366" /></p>
<p><img src="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/trucchi/transennaspostamento/transenna_03.jpg" alt="" width="550" height="366" /></p>
<p><img src="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/trucchi/transennaspostamento/transenna_04.jpg" alt="" width="550" height="366" /></p>
<p><img src="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/trucchi/transennaspostamento/transenna_05.jpg" alt="" width="550" height="366" /></p>
<p><img src="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/trucchi/transennaspostamento/transenna_06.jpg" alt="" width="550" height="366" /></p>
<p><img src="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/trucchi/transennaspostamento/transenna_07.jpg" alt="" width="550" height="366" /></p><br /><a href='http://suivet.it/se-i-maiali-vuoi-spostare--li-devi-anche-indirizzare.aspx'>Dott. Francesco Tonon</a><div class='fblikebutton'><iframe src='http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http%3a%2f%2fsuivet.it%2fse-i-maiali-vuoi-spostare--li-devi-anche-indirizzare.aspx&amp;layout=standard&amp;show_faces=false&amp;width=450&amp;height=35&amp;action=like&amp;colorscheme=light' scrolling='no' frameborder='0' allowTransparency='true' style='border:none; overflow:hidden;width:450px; height:35px;'></iframe></div>]]></description>
      <link>http://suivet.it/se-i-maiali-vuoi-spostare--li-devi-anche-indirizzare.aspx</link>
      <author>tonon@suivet.it (Dott. Francesco Tonon)</author>
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      <pubDate>Fri, 21 Jul 2017 07:14:00 GMT</pubDate>
    </item>
    <item>
      <title>Con il tubo in cassetta... si lavora più in fretta</title>
      <description><![CDATA[<p>Nella quasi totalit&agrave; degli svezzamenti, l'alimentazione viene effettuata con mangime secco distribuito in mangiatoie cosiddette "a cassetta".<br />Questi contenitori di mangime in farina o pellet devono avere un fronte di accesso adeguato al numero di capi presenti, ed allo stesso tempo un'esposizione dell'alimento accessibile anche ai suinetti pi&ugrave; piccoli.<br />Infatti, nei primi giorni dopo lo svezzamento, i suinetti passano da un'assunzione liquida (latte della madre) ad una solida, mangiano poco, e se l'alimento &egrave; contenuto in una mangiatoia troppo alta, o mal conformata, faticano ad assumerne una quantit&agrave; adeguata.<br />Inoltre, vengono somministrati pi&ugrave; tipologie di mangime in pochi giorni: si inizia con qualche giorno di alimentazione con lo stesso alimento utilizzato in gabbia parto, per passare ad una prima fase per 1-3 settimane, secondo la formulazione e l'obbiettivo di accrescimento, ecc...</p>
<p>Questi mangimi devono essere appetibili per attirare il suinetto affamato, molto "tecnologici" e di conseguenza anche costosi. L'assunzione per&ograve; &egrave; limitata, avendo la funzione di aiutare il suinetto a nutrirsi e a condizionare il suo organismo ad un'adeguata induzione enzimatica indispensabile per la digestione delle materie prime ingerite.<br />E' perci&ograve; importante la somministrazione frequente durante la giornata, allo scopo di apportare alimento sempre fresco ed appetibile.<br />Questo apporto deve necessariamente essere fatto dall'uomo nei primissimi giorni, e successivamente pu&ograve; essere delegato alle attrezzature (solitamente la catena di distribuzione che porta il mangime in mangiatoia direttamente dal silos di stoccaggio).</p>
<p>In queste foto, un allevatore ha escogitato una soluzione per riempire due mangiatoie contemporaneamente risparmiando tempo e spreco.<br />Un tubo in plastica tagliato longitudinalmente, e con gli opportuni incastri per le mangiatoie, &egrave; posto a cavallo di due mangiatoie contigue di due box adiacenti.<br />Con un secchio, prende il mangime dal carrello nel corridoio di servizio, e lo rovescia sul tubo, che lo fa cadere contemporaneamente sulle due mangiatoie. Molto meglio che non dover rifornire le mangiatoie singole.</p>
<p><img src="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/trucchi/tubocassetta/tubo_cassetta_01.jpg" alt="Tubo in cassetta 01" width="412" height="550" /> <img src="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/trucchi/tubocassetta/tubo_cassetta_02.jpg" alt="Tubo in cassetta 02" width="550" height="412" /> <img src="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/trucchi/tubocassetta/tubo_cassetta_03.jpg" alt="Tubo in cassetta 03" width="550" height="412" /> <img src="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/trucchi/tubocassetta/tubo_cassetta_04.jpg" alt="Tubo in cassetta 04" width="550" height="412" /> <img src="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/trucchi/tubocassetta/tubo_cassetta_05.jpg" alt="Tubo in cassetta 05" width="550" height="412" /> <img src="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/trucchi/tubocassetta/tubo_cassetta_06.jpg" alt="Tubo in cassetta 06" width="550" height="412" /></p><br /><a href='http://suivet.it/con-il-tubo-in-cassetta-si-lavora-più-in-fretta.aspx'>Dott. Francesco Tonon</a><div class='fblikebutton'><iframe src='http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http%3a%2f%2fsuivet.it%2fcon-il-tubo-in-cassetta-si-lavora-pi%c3%b9-in-fretta.aspx&amp;layout=standard&amp;show_faces=false&amp;width=450&amp;height=35&amp;action=like&amp;colorscheme=light' scrolling='no' frameborder='0' allowTransparency='true' style='border:none; overflow:hidden;width:450px; height:35px;'></iframe></div>]]></description>
      <link>http://suivet.it/con-il-tubo-in-cassetta-si-lavora-più-in-fretta.aspx</link>
      <author>tonon@suivet.it (Dott. Francesco Tonon)</author>
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      <pubDate>Tue, 13 Jun 2017 20:39:00 GMT</pubDate>
    </item>
    <item>
      <title>Col registro "a rubrica"... ad annotare non si fatica</title>
      <description><![CDATA[<p>Allevamento che vai... registro che trovi!<br /> Infatti ogni allevatore ha il suo modo di registrare le coperture delle scrofe. C'&egrave; chi utilizza un quaderno, chi il calendario, chi le pagine stampate del software di gestione delle scrofe... insomma tanti modi diversi. Ma l'importante &egrave; che siano semplici, efficienti ed efficaci.</p>
<p>Un registro delle fecondazioni deve riportare almeno i dati essenziali della copertura della scrofa, che possono essere ridotti a tre elementi: la data, il numero della scrofa, il verro. Naturalmente sarebbe opportuno che a questi dati se ne aggiungessero anche altri, non indispensabili, ma utili per la gestione riproduttiva: le note relative a quell'animale se ritenute importanti. Per esempio se &egrave; un ritorno in calore, se &egrave; stata sottoposta a trattamento ormonale, se ha problemi di qualche tipo, se in quel periodo stiamo provando un catetere particolare, una nuova metodologia di inseminazione, ecc.<br /> E' obbligatorio tenere un registro cartaceo delle fecondazioni (FA), anche per chi utilizza il computer, perch&eacute; in caso di perdita dei dati elettronici si possa ricorrere all'annotazione su carta.</p>
<p>Da vari anni SUIVET propone un registro "settimanale" nel quale ogni pagina corrisponde ad una settimana dell'anno, nel quale annotare tutte le fecondazioni effettuate nella settimana: la pagina precedente e quella successiva contengono le FA delle rispettive settimane.<br /> Questa gestione annotazione "settimanale" facilita la registrazione e la successiva consultazione dei dati anche nella gestione a bande plurisettimanali.</p>
<p>In questa occasione, presentiamo un registro settimanale che ha una particolarit&agrave; in pi&ugrave;: &egrave; costruito "a rubrica" (come le vecchie rubriche telefoniche cartacee), e nel lato destro sono riportate le cifre delle 52 settimane dell'anno.</p>
<table>
<tbody>
<tr>
<td><img src="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/trucchi/registrofa/Registro_FA_00.jpg" alt="" width="300" height="450" /></td>
<td><img src="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/trucchi/registrofa/registro_fa_01.jpg" alt="" width="550" height="366" /></td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p>A che scopo? Poich&eacute; nella gestione della moderna suinicoltura tutti i calcoli, i ragionamenti riproduttivi, ecc. vengono effettuati a multipli settimanali. Il ciclo riproduttivo delle scrofe &egrave; di tre settimane, la lattazione viene effettuata a tre o quattro settimane, le scrofe devono essere messe in gruppo (normativa benessere) dopo quattro settimane dalla FA, ecc...</p>
<table>
<tbody>
<tr>
<td><img src="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/trucchi/registrofa/Registro_FA_02.jpg" alt="" width="300" height="192" /></td>
<td><img src="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/trucchi/registrofa/registro_fa_03.jpg" alt="" width="300" /></td>
<td><img src="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/trucchi/registrofa/Registro_FA_04.jpg" alt="" width="300" /></td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p>Ecco che avendo un registro "a rubrica settimanale" &egrave; possibile risalire velocemente ad un determinato gruppo di scrofe.<br /> Se siamo alla settimana dell'anno n&deg; 20, e dobbiamo spostare le scrofe dalle gabbie ai box, &egrave; sufficiente appoggiare il dito sul n&deg; 16 ed aprire la pagina, per consultare l'elenco delle scrofe.<br /> Se una scrofa ritorna in calore in ciclo, &egrave; sufficiente aprire la settimana n&deg; 17 per trovare l'FA precedente e cancellarla.</p>
<p>E cos&igrave; via...</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>... e a proposito di dati riproduttivi, vi ricordiamo la nostra <a href="https://servizi.suivet.it/repropanel">raccolta dati sperimentale</a>, utile per paragonare i dati riproduttivi del vostro allevamento con quelli di altri</p><br /><a href='http://suivet.it/col-registro-a-rubrica-ad-annotare-non-si-fatica.aspx'>Dott. Francesco Tonon</a><div class='fblikebutton'><iframe src='http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http%3a%2f%2fsuivet.it%2fcol-registro-a-rubrica-ad-annotare-non-si-fatica.aspx&amp;layout=standard&amp;show_faces=false&amp;width=450&amp;height=35&amp;action=like&amp;colorscheme=light' scrolling='no' frameborder='0' allowTransparency='true' style='border:none; overflow:hidden;width:450px; height:35px;'></iframe></div>]]></description>
      <link>http://suivet.it/col-registro-a-rubrica-ad-annotare-non-si-fatica.aspx</link>
      <author>tonon@suivet.it (Dott. Francesco Tonon)</author>
      <comments>http://suivet.it/col-registro-a-rubrica-ad-annotare-non-si-fatica.aspx</comments>
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      <pubDate>Wed, 26 Apr 2017 09:53:00 GMT</pubDate>
    </item>
    <item>
      <title>Una transenna a mezzavia… può formar l’infermeria!</title>
      <description><![CDATA[<table width="100%" cellspacing="1" cellpadding="1">
<tbody>
<tr>
<td colspan="5">Durante la fase di ingrasso, &egrave; frequente dover isolare degli animali.<br /> <br /> Forse la prima causa &egrave; dovuta alla situazione sanitaria di qualche soggetto: il bravo allevatore, una volta individuati i soggetti malati, li toglie dal box e li porta in un &ldquo;box infermeria&rdquo; appositamente programmato, nel quale sar&agrave; pi&ugrave; facile effettuare le adeguate terapie.<br /> <br /> Un&rsquo;altra causa di rimozione (spesso non effettuata) &egrave; relativa allo spareggiamento all&rsquo;interno del box, nel quale, col procedere della fase di ingrasso, si evidenziano soggetti a velocit&agrave; di crescita differente.<br /> <br /> Infine, anche durante il carico dei suini per il macello alcuni rimangono in stalla perch&eacute; sottopeso, e devono essere raggruppati, con le relative conseguenze.<br /> <br /> Infatti, molti allevatori, quando iniziano la fase di ingrasso, formano il box con un numero di capi superiore alla corretta densit&agrave;, e col procedere della crescita degli animali, tolgono progressivamente qualche soggetto, solitamente i pi&ugrave; piccoli, allo scopo di raggiungere il peso di macellazione con un gruppo omogeneo.<br /> <br /> Tutto semplice&hellip; tranne la gestione degli spazi e del benessere.<br /> <br /> Tenere dei box vuoti significa non &ldquo;sfruttare&rdquo; quello spazio, che ha un costo di gestione fisso.<br /> <br /> Inoltre, mescolare suini significa scatenare lotte per la gerarchia, con inevitabili perdite.</td>
</tr>
<tr>
<td><a href="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/trucchi/Transenna_Ingrasso/Transenna_ingrasso_03.jpg"><img src="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/trucchi/Transenna_Ingrasso/Transenna_ingrasso_03.jpg" alt="transenna ingrasso" width="100" height="75" /></a></td>
<td><a href="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/trucchi/Transenna_Ingrasso/Transenna_ingrasso_02.jpg"><img src="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/trucchi/Transenna_Ingrasso/Transenna_ingrasso_02.jpg" alt="transenna ingrasso" width="100" height="75" /></a></td>
<td colspan="3" rowspan="2">L&rsquo;aspetto interessante dell&rsquo;utilizzo di questa transenna, &egrave; la facilit&agrave; di utilizzo e la modularit&agrave;.<br /> E&rsquo; stata realizzata per i box in cui le pareti divisorie non sono piene, sfruttando un semplice sistema ad incastro di tre pezzi (pi&ugrave; due aste di unione).&nbsp;&nbsp;</td>
</tr>
<tr>
<td><a href="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/trucchi/Transenna_Ingrasso/Transenna_ingrasso_01.jpg"><img src="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/trucchi/Transenna_Ingrasso/Transenna_ingrasso_01.jpg" alt="transenna ingrasso" width="100" height="150" /></a></td>
<td><a href="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/trucchi/Transenna_Ingrasso/Transenna_ingrasso_07.jpg"><img src="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/trucchi/Transenna_Ingrasso/Transenna_ingrasso_07.jpg" alt="transenna ingrasso" width="100" height="150" /></a></td>
</tr>
<tr>
<td colspan="5"><br /> La transenna centrale, che divide il box in due parti, &egrave; ancorata, tramite un tubo/asta di unione ad incastro, a due staffe laterali, che si inseriscono nelle fessure verticali delle pareti del box.<br /> &nbsp;</td>
</tr>
<tr>
<td><a href="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/trucchi/Transenna_Ingrasso/Transenna_ingrasso_05.jpg"><img src="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/trucchi/Transenna_Ingrasso/Transenna_ingrasso_05.jpg" alt="transenna ingrasso" width="100" height="75" /></a></td>
<td><a href="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/trucchi/Transenna_Ingrasso/Transenna_ingrasso_06.jpg"><img src="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/trucchi/Transenna_Ingrasso/Transenna_ingrasso_06.jpg" alt="transenna ingrasso" width="100" height="75" /></a></td>
<td><a href="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/trucchi/Transenna_Ingrasso/Transenna_ingrasso_04.jpg"><img src="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/trucchi/Transenna_Ingrasso/Transenna_ingrasso_04.jpg" alt="transenna ingrasso" width="100" height="75" /></a></td>
<td>&nbsp;</td>
<td>&nbsp;</td>
</tr>
<tr>
<td colspan="5"><br /> In questo modo, la transenna pu&ograve; essere posizionata in qualsiasi parte del box, permettendo di isolare un numero di soggetti variabile, secondo le esigenze del momento, all&rsquo;interno di un box si possono realizzare due o pi&ugrave; aree (anche con pi&ugrave; transenne) che consentono di allevare suini a diversi pesi: penso, ad esempio, ad un box-infermeria, che consente di isolare animali di diversa et&agrave;, riducendo al minimo le lotte gerarchiche.</td>
</tr>
<tr>
<td><a href="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/trucchi/Transenna_Ingrasso/Transenna_ingrasso_08.jpg"><img src="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/trucchi/Transenna_Ingrasso/Transenna_ingrasso_08.jpg" alt="transenna ingrasso" width="100" height="150" /></a></td>
<td><a href="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/trucchi/Transenna_Ingrasso/Transenna_ingrasso_09.jpg"><img src="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/trucchi/Transenna_Ingrasso/Transenna_ingrasso_09.jpg" alt="transenna ingrasso" width="100" height="150" /></a></td>
<td><a href="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/trucchi/Transenna_Ingrasso/Transenna_ingrasso_10.jpg"><img src="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/trucchi/Transenna_Ingrasso/Transenna_ingrasso_10.jpg" alt="transenna ingrasso" width="100" height="150" /></a></td>
<td>&nbsp;</td>
<td>&nbsp;</td>
</tr>
<tr>
<td colspan="5"><br /> Lo stesso pu&ograve; valere per i box delle scrofe nella fase di gravidanza&hellip;<br /> Ma l&rsquo;utilizzo pu&ograve; essere molteplice, secondo la spiccata fantasia degli allevatori di suini.<br /> <br /> Chi vincer&agrave; il premio-fantasia?</td>
</tr>
</tbody>
</table><br /><a href='http://suivet.it/una-transenna-a-mezzavia…-può-formar-l’infermeria.aspx'>Dott. Francesco Tonon</a><div class='fblikebutton'><iframe src='http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http%3a%2f%2fsuivet.it%2funa-transenna-a-mezzavia%e2%80%a6-pu%c3%b2-formar-l%e2%80%99infermeria.aspx&amp;layout=standard&amp;show_faces=false&amp;width=450&amp;height=35&amp;action=like&amp;colorscheme=light' scrolling='no' frameborder='0' allowTransparency='true' style='border:none; overflow:hidden;width:450px; height:35px;'></iframe></div>]]></description>
      <link>http://suivet.it/una-transenna-a-mezzavia…-può-formar-l’infermeria.aspx</link>
      <author>tonon@suivet.it (Dott. Francesco Tonon)</author>
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      <pubDate>Wed, 29 Jul 2015 08:04:00 GMT</pubDate>
    </item>
    <item>
      <title>Per la scrofa da spostare… questo tunnel ti può aiutare!</title>
      <description><![CDATA[<table width="100%" cellspacing="1" cellpadding="1">
    <tbody>
        <tr>
            <td colspan="5"><br />
            Allevamento che vai… usanza che trovi!<br />
            <br />
            Nella scrofaia c’è la necessità di movimentare le scrofe da un settore all’altro: a fine lattazione dalla sala parto al locale fecondazione, dalle gabbie alla formazione dei gruppi in box, e poi a fine gravidanza dai box di nuovo in sala parto!<br />
            &#160;</td>
        </tr>
        <tr>
            <td><a target="_blank" href="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/trucchi/TunnelScrofe/TunnelScrofe06.jpg"><img width="100" height="75" alt="tunnel scrofe" src="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/trucchi/TunnelScrofe/TunnelScrofe06.jpg" /></a></td>
            <td colspan="4" rowspan="3">Quando i vari settori sono compresi all’interno dello stesso tetto,  oppure tra due stabili collegati, gli animali si muovono attraverso gli  stessi corridoi di comunicazione utilizzati dall’uomo.<br />
            <br />
            Ma quando,  soprattutto nelle aziende di grandi dimensioni, i settori di allevamento  sono localizzati in capannoni diversi, spesso distanti anche qualche  decina di metri uno dall’altro, lo spostamento delle scrofe viene  effettuato facendole transitare libere, con l’intervento di più  operatori, per evitare “deviazioni” indesiderate.</td>
        </tr>
        <tr>
            <td><a target="_blank" href="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/trucchi/TunnelScrofe/TunnelScrofe07.jpg"><img width="100" height="75" alt="tunnel scrofe" src="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/trucchi/TunnelScrofe/TunnelScrofe07.jpg" /></a></td>
        </tr>
        <tr>
            <td><a target="_blank" href="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/trucchi/TunnelScrofe/TunnelScrofe11.jpg"><img width="100" height="75" alt="tunnel scrofe" src="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/trucchi/TunnelScrofe/TunnelScrofe11.jpg" /></a></td>
        </tr>
        <tr>
            <td>&#160;</td>
            <td>&#160;</td>
            <td>&#160;</td>
            <td>&#160;</td>
            <td>&#160;</td>
        </tr>
        <tr>
            <td><a target="_blank" href="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/trucchi/TunnelScrofe/TunnelScrofe04.jpg"><img width="100" height="133" alt="tunnel scrofe" src="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/trucchi/TunnelScrofe/TunnelScrofe04.jpg" /></a></td>
            <td colspan="4">Se la distanza non è eccessiva, è però possibile attrezzare un  “corridoio” che&#160; indirizza le scrofe e facilita lo spostamento, con  l’intervento minimo del personale.</td>
        </tr>
        <tr>
            <td colspan="5"><br />
            Ed è proprio quello che ha realizzato questo allevatore, che utilizzando  vecchie transenne, unite da barre trasversali, ha realizzato un  corridoio a moduli, mobile, che svolge egregiamente la funzione di  indirizzare gli animali a destinazione.<br />
            &#160;</td>
        </tr>
        <tr>
            <td colspan="2"><a target="_blank" href="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/trucchi/TunnelScrofe/TunnelScrofe01.jpg"><img width="200" height="266" alt="tunnel scrofe" src="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/trucchi/TunnelScrofe/TunnelScrofe01.jpg" /></a></td>
            <td>&#160;</td>
            <td colspan="2"><a target="_blank" href="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/trucchi/TunnelScrofe/TunnelScrofe05.jpg"><img width="200" height="266" alt="tunnel scrofe" src="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/trucchi/TunnelScrofe/TunnelScrofe05.jpg" /></a></td>
        </tr>
        <tr>
            <td><a target="_blank" href="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/trucchi/TunnelScrofe/TunnelScrofe02.jpg"><img width="100" height="133" alt="tunnel scrofe" src="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/trucchi/TunnelScrofe/TunnelScrofe02.jpg" />             </a></td>
            <td><a target="_blank" href="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/trucchi/TunnelScrofe/TunnelScrofe10.jpg"><img width="100" height="133" alt="tunnel scrofe" src="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/trucchi/TunnelScrofe/TunnelScrofe10.jpg" />             </a></td>
            <td>&#160;</td>
            <td colspan="2" rowspan="2">&#160;&#160;<br />
            Se il tunnel è posizionato in un'area in cui devono transitare mezzi, i moduli di cui è composto possono essere facilmente spostati nel momento del bisogno, e riallineati per lo spostamento degli animali...</td>
        </tr>
        <tr>
            <td><a target="_blank" href="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/trucchi/TunnelScrofe/TunnelScrofe03.jpg"><img width="100" height="75" alt="tunnel scrofe" src="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/trucchi/TunnelScrofe/TunnelScrofe03.jpg" /></a></td>
            <td><a target="_blank" href="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/trucchi/TunnelScrofe/TunnelScrofe09.jpg"><img width="100" height="75" alt="tunnel scrofe" src="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/trucchi/TunnelScrofe/TunnelScrofe09.jpg" /></a></td>
            <td>&#160;</td>
        </tr>
    </tbody>
</table><br /><a href='http://suivet.it/per-la-scrofa-da-spostare…-questo-tunnel-ti-può-aiutare.aspx'>Dott. Francesco Tonon</a><div class='fblikebutton'><iframe src='http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http%3a%2f%2fsuivet.it%2fper-la-scrofa-da-spostare%e2%80%a6-questo-tunnel-ti-pu%c3%b2-aiutare.aspx&amp;layout=standard&amp;show_faces=false&amp;width=450&amp;height=35&amp;action=like&amp;colorscheme=light' scrolling='no' frameborder='0' allowTransparency='true' style='border:none; overflow:hidden;width:450px; height:35px;'></iframe></div>]]></description>
      <link>http://suivet.it/per-la-scrofa-da-spostare…-questo-tunnel-ti-può-aiutare.aspx</link>
      <author>tonon@suivet.it (Dott. Francesco Tonon)</author>
      <comments>http://suivet.it/per-la-scrofa-da-spostare…-questo-tunnel-ti-può-aiutare.aspx</comments>
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      <pubDate>Thu, 30 Apr 2015 22:00:00 GMT</pubDate>
    </item>
    <item>
      <title>Se la gabbia è troppo stretta… aggiungi un pezzo, e vien perfetta!</title>
      <description><![CDATA[<table width="100%" cellspacing="1" cellpadding="1">
    <tbody>
        <tr>
            <td colspan="5"><br />
            Al tempo in cui la suinicoltura “tirava”, quando gli allevatori costruivano un nuovo allevamento o ampliavano quello vecchio, la parola d’ordine era: sfruttare tutti gli spazi possibili.<br />
            <br />
            Non erano in vigore ancora le norme sul benessere… il suino era visto essenzialmente come un “produttore di reddito”; la ricerca scientifica si concentrava sulle malattie infettive, virus e batteri, tralasciando il management e l’ambiente in cui gli animali erano alloggiati.<br />
            &#160;</td>
        </tr>
        <tr>
            <td colspan="2"><a target="_blank" href="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/trucchi/GabbiaLarga/GabbiaAllargata_15.jpg"><img width="200" height="133" alt="gabbia allargata" src="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/trucchi/GabbiaLarga/GabbiaAllargata_15.jpg" /></a></td>
            <td rowspan="2" colspan="3">Quando si progettavano le sale parto, l’obbiettivo era di metterci il  maggior numero di gabbie possibile, allo scopo di poter allevare sempre  più scrofe, poco importa se la gabbia parto, stretta e corta, produceva  un numero elevato di suinetti schiacciati.<br />
            &#160;</td>
        </tr>
        <tr>
            <td><a href="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/trucchi/GabbiaLarga/GabbiaAllargata_016.jpg" target="_blank"><img width="100" height="67" src="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/trucchi/GabbiaLarga/GabbiaAllargata_016.jpg" alt="" /></a></td>
            <td><a href="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/trucchi/GabbiaLarga/GabbiaAllargata_17.jpg" target="_blank"><img width="100" height="150" src="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/trucchi/GabbiaLarga/GabbiaAllargata_17.jpg" alt="" /></a></td>
        </tr>
        <tr>
            <td colspan="5"><br />
            In tempi di crisi, guardando&#160; a massimizzare il numero di suinetti  prodotti scrofa/anno per abbassare i costi di produzione, e consapevoli  che la dimensione della gabbia parto ha un ruolo fondamentale nel  ridurre la mortalità perinatale, soprattutto con gli ibridi  iper-prolifici attuali, l’allevatore si ritrova però con le vecchie  gabbie inadeguate, e non ha le risorse finanziarie per una corretta  ristrutturazione dei locali-parto.<br />
            &#160;</td>
        </tr>
        <tr>
            <td><a href="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/trucchi/GabbiaLarga/GabbiaAllargata_02.jpg" target="_blank"><img width="100" height="67" src="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/trucchi/GabbiaLarga/GabbiaAllargata_02.jpg" alt="" /></a></td>
            <td><a href="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/trucchi/GabbiaLarga/GabbiaAllargata_03.jpg" target="_blank"><img width="100" height="67" src="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/trucchi/GabbiaLarga/GabbiaAllargata_03.jpg" alt="" /></a></td>
            <td><a href="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/trucchi/GabbiaLarga/GabbiaAllargata_12.jpg" target="_blank"><img width="100" height="67" src="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/trucchi/GabbiaLarga/GabbiaAllargata_12.jpg" alt="" /></a></td>
            <td>&#160;<a href="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/trucchi/GabbiaLarga/GabbiaAllargata_09.jpg" target="_blank"><img width="100" height="67" src="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/trucchi/GabbiaLarga/GabbiaAllargata_09.jpg" alt="" /></a></td>
            <td>&#160;</td>
        </tr>
        <tr>
            <td colspan="5"><br />
            Ma resta la possibilità di cercare soluzioni alternative che con poco investimento possano migliorare la situazione.<br />
            Allora, perché non allargare le gabbie parto esistenti?<br />
            &#160;</td>
        </tr>
        <tr>
            <td>&#160;<a href="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/trucchi/GabbiaLarga/GabbiaAllargata_06.jpg" target="_blank"><img width="100" height="67" alt="" src="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/trucchi/GabbiaLarga/GabbiaAllargata_06.jpg" /></a></td>
            <td><a href="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/trucchi/GabbiaLarga/GabbiaAllargata_07.jpg" target="_blank"><img width="100" height="67" alt="" src="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/trucchi/GabbiaLarga/GabbiaAllargata_07.jpg" /></a></td>
            <td rowspan="3" colspan="3">&#160;&#160;&#160;<br />
            &#160;&#160;&#160;<br />
            Ecco quanto ha fatto questo allevatore, dopo essersi reso  conto della perdita economica che subiva ad ogni lattazione a causa  della dimensione esigua delle stesse.<br />
            <br />
            <br />
            Naturalmente, nell’allargare le gabbie ha dovuto rinunciare  ad una gabbia per fila, riducendo il numero di scrofe, ma si ritiene  soddisfatto dell’intervento eseguito: l’assistenza al parto è più  agevole ed è diminuita la mortalità per schiacciamento.</td>
        </tr>
        <tr>
            <td><a href="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/trucchi/GabbiaLarga/GabbiaAllargata_05.jpg" target="_blank"><img width="100" height="150" alt="" src="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/trucchi/GabbiaLarga/GabbiaAllargata_05.jpg" /></a></td>
            <td><a href="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/trucchi/GabbiaLarga/GabbiaAllargata_08.jpg" target="_blank"><img width="100" height="150" alt="" src="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/trucchi/GabbiaLarga/GabbiaAllargata_08.jpg" /></a></td>
        </tr>
        <tr>
            <td>&#160;<a href="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/trucchi/GabbiaLarga/GabbiaAllargata_04.jpg" target="_blank"><img width="100" height="150" alt="" src="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/trucchi/GabbiaLarga/GabbiaAllargata_04.jpg" /></a></td>
            <td><a href="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/trucchi/GabbiaLarga/GabbiaAllargata_11.jpg" target="_blank"><img width="100" height="150" src="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/trucchi/GabbiaLarga/GabbiaAllargata_11.jpg" alt="" /></a></td>
        </tr>
        <tr>
            <td>&#160;<a href="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/trucchi/GabbiaLarga/GabbiaAllargata_01.jpg" target="_blank"><img width="100" height="150" src="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/trucchi/GabbiaLarga/GabbiaAllargata_01.jpg" alt="" /></a></td>
            <td><a href="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/trucchi/GabbiaLarga/GabbiaAllargata_10.jpg" target="_blank"><img width="100" height="150" src="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/trucchi/GabbiaLarga/GabbiaAllargata_10.jpg" alt="" /></a></td>
            <td><a href="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/trucchi/GabbiaLarga/GabbiaAllargata_13.jpg" target="_blank"><img width="100" height="150" src="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/trucchi/GabbiaLarga/GabbiaAllargata_13.jpg" alt="" /></a></td>
            <td><a href="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/trucchi/GabbiaLarga/GabbiaAllargata_14.jpg" target="_blank"><img width="100" height="150" src="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/trucchi/GabbiaLarga/GabbiaAllargata_14.jpg" alt="" /></a></td>
            <td>&#160;</td>
        </tr>
    </tbody>
</table>
<p>&#160;</p><br /><a href='http://suivet.it/se-la-gabbia-è-troppo-stretta…-aggiungi-un-pezzo-e-vien-perfetta.aspx'>Dott. Francesco Tonon</a><div class='fblikebutton'><iframe src='http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http%3a%2f%2fsuivet.it%2fse-la-gabbia-%c3%a8-troppo-stretta%e2%80%a6-aggiungi-un-pezzo-e-vien-perfetta.aspx&amp;layout=standard&amp;show_faces=false&amp;width=450&amp;height=35&amp;action=like&amp;colorscheme=light' scrolling='no' frameborder='0' allowTransparency='true' style='border:none; overflow:hidden;width:450px; height:35px;'></iframe></div>]]></description>
      <link>http://suivet.it/se-la-gabbia-è-troppo-stretta…-aggiungi-un-pezzo-e-vien-perfetta.aspx</link>
      <author>tonon@suivet.it (Dott. Francesco Tonon)</author>
      <comments>http://suivet.it/se-la-gabbia-è-troppo-stretta…-aggiungi-un-pezzo-e-vien-perfetta.aspx</comments>
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      <pubDate>Sat, 28 Mar 2015 06:40:00 GMT</pubDate>
    </item>
    <item>
      <title>Per accedere alla vasca… fai un buco sulla piastra!</title>
      <description><![CDATA[<table width="100%" cellspacing="1" cellpadding="1">
    <tbody>
        <tr>
            <td colspan="5">Il sistema oramai più utilizzato per la gestione ed evacuazione del liquame nelle vasche sotto il fessurato è il cosiddetto “vacuum system”.<br />
            Dal pavimento della fossa escono uno o più condutture in PVC che, sporgendo dal pavimento per una determinata altezza, fungono da punto di tracimazione del liquame.<br />
            Ad ogni ciclo di allevamento, o a tempi determinati, viene tolto il segmento di tubo che sporge dal pavimento: in questo modo tutto il liquame all’interno della vasca defluisce velocemente dentro i fori e lungo le tubature viene convogliato ai punti di raccolta e pompaggio. Il fondo della vasca, poi, durante il lavaggio del fessurato, si svuota degli ultimi rimasugli di materiale fecale.<br />
            Ovviamente, se questi tubi di tracimazione sono posti sotto al fessurato, accedervi al momento opportuno diventa problematico.<br />
            Ci sono vari sistemi che risolvono queste situazioni, ma questo allevatore, che ha la necessità di accedere ai tubi di tracimazione posti sotto il corridoio di servizio, ha realizzato due soluzioni diverse.<br />
            <br />
            &#160;</td>
        </tr>
        <tr>
            <td><a target="_blank" href="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/trucchi/ForoFessurato/ForoFessurato01.JPG"><img width="100" height="150" alt="Foro fessurato" src="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/trucchi/ForoFessurato/ForoFessurato01.JPG" /></a></td>
            <td rowspan="3" colspan="3">Nel primo caso, in corrispondenza dei tubi di tracimazione, ha tagliato  un pezzo di fessurato (30-40 cm), e per coprirlo mette una piccola  lamiera in acciaio piegata ad “U”. <br />
            <br />
            <br />
            <br />
            <br />
            <br />
            La lamiera si appoggia ai due monconi  del travetto, che sono stati debitamente “limati” in modo che la  lamiera sia un prolungamento omogeneo del travetto. Inoltre, in questo  modo non può scorrere lungo il travetto.<br />
            &#160;&#160;&#160;<br />
            &#160;&#160;&#160;</td>
            <td><a target="_blank" href="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/trucchi/ForoFessurato/ForoFessurato02.JPG"><img width="100" height="150" alt="Foro fessurato" src="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/trucchi/ForoFessurato/ForoFessurato02.JPG" /></a></td>
        </tr>
        <tr>
            <td><a target="_blank" href="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/trucchi/ForoFessurato/ForoFessurato03.JPG"><img width="100" height="150" alt="Foro fessurato" src="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/trucchi/ForoFessurato/ForoFessurato03.JPG" /></a></td>
            <td><a target="_blank" href="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/trucchi/ForoFessurato/ForoFessurato04.JPG"><img width="100" height="150" alt="Foro fessurato" src="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/trucchi/ForoFessurato/ForoFessurato04.JPG" /></a></td>
        </tr>
        <tr>
            <td><a target="_blank" href="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/trucchi/ForoFessurato/ForoFessurato05.JPG"><img width="100" height="150" alt="Foro fessurato" src="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/trucchi/ForoFessurato/ForoFessurato05.JPG" /></a></td>
            <td><a target="_blank" href="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/trucchi/ForoFessurato/ForoFessurato06.JPG"><img width="100" height="150" alt="Foro fessurato" src="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/trucchi/ForoFessurato/ForoFessurato06.JPG" /></a></td>
        </tr>
        <tr>
            <td>&#160;<br />
            <br />
            &#160;</td>
            <td>&#160;</td>
            <td>&#160;</td>
            <td>&#160;</td>
            <td>&#160;</td>
        </tr>
        <tr>
            <td><a target="_blank" href="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/trucchi/ForoFessurato/ForoFessurato07.JPG"><img width="100" height="150" alt="Foro fessurato" src="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/trucchi/ForoFessurato/ForoFessurato07.JPG" /></a></td>
            <td colspan="2" rowspan="3">Nel secondo caso, per risolvere lo stesso problema, è stato tolto  l’intero travetto, ed al suo posto una lunga lamiera sempre in acciaio,  si appoggia con delle alette ai travetti adiacenti.<br />
            <br />
            <br />
            <br />
            <br />
            <br />
            <br />
            <br />
            <br />
            In questo modo, rispetto alla prima soluzione, togliendo la  lamiera si accede molto più agevolmente alla vasca sottostante.<br />
            &#160;&#160;<br />
            &#160;&#160;</td>
            <td>&#160;</td>
            <td><a target="_blank" href="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/trucchi/ForoFessurato/ForoFessurato08.JPG"><img width="100" height="150" alt="Foro fessurato" src="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/trucchi/ForoFessurato/ForoFessurato08.JPG" /></a></td>
        </tr>
        <tr>
            <td><a target="_blank" href="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/trucchi/ForoFessurato/ForoFessurato10.JPG"><img width="100" height="150" alt="Foro fessurato" src="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/trucchi/ForoFessurato/ForoFessurato10.JPG" /></a></td>
            <td>&#160;</td>
            <td><a target="_blank" href="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/trucchi/ForoFessurato/ForoFessurato11.JPG"><img width="100" height="150" alt="Foro fessurato" src="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/trucchi/ForoFessurato/ForoFessurato11.JPG" /></a></td>
        </tr>
        <tr>
            <td><a target="_blank" href="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/trucchi/ForoFessurato/ForoFessurato12.JPG"><img width="100" height="150" alt="Foro fessurato" src="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/trucchi/ForoFessurato/ForoFessurato12.JPG" /></a></td>
            <td>&#160;</td>
            <td><a target="_blank" href="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/trucchi/ForoFessurato/ForoFessurato13.JPG"><img width="100" height="150" alt="Foro fessurato" src="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/trucchi/ForoFessurato/ForoFessurato13.JPG" /></a></td>
        </tr>
        <tr>
            <td><a target="_blank" href="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/trucchi/ForoFessurato/ForoFessurato09.JPG"><img width="100" height="75" alt="Foro fessurato" src="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/trucchi/ForoFessurato/ForoFessurato09.JPG" /></a></td>
            <td><a target="_blank" href="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/trucchi/ForoFessurato/ForoFessurato14.JPG"><img width="100" height="75" alt="Foro fessurato" src="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/trucchi/ForoFessurato/ForoFessurato14.JPG" /></a></td>
            <td><a target="_blank" href="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/trucchi/ForoFessurato/ForoFessurato15.JPG"><img width="100" height="75" alt="Foro fessurato" src="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/trucchi/ForoFessurato/ForoFessurato15.JPG" /></a></td>
            <td>&#160;</td>
            <td>&#160;</td>
        </tr>
        <tr>
            <td>&#160;</td>
            <td>&#160;</td>
            <td>&#160;</td>
            <td>&#160;</td>
            <td>&#160;</td>
        </tr>
    </tbody>
</table><br /><a href='http://suivet.it/per-accedere-alla-vasca…-fai-un-buco-sulla-piastra.aspx'>Dott. Francesco Tonon</a><div class='fblikebutton'><iframe src='http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http%3a%2f%2fsuivet.it%2fper-accedere-alla-vasca%e2%80%a6-fai-un-buco-sulla-piastra.aspx&amp;layout=standard&amp;show_faces=false&amp;width=450&amp;height=35&amp;action=like&amp;colorscheme=light' scrolling='no' frameborder='0' allowTransparency='true' style='border:none; overflow:hidden;width:450px; height:35px;'></iframe></div>]]></description>
      <link>http://suivet.it/per-accedere-alla-vasca…-fai-un-buco-sulla-piastra.aspx</link>
      <author>tonon@suivet.it (Dott. Francesco Tonon)</author>
      <comments>http://suivet.it/per-accedere-alla-vasca…-fai-un-buco-sulla-piastra.aspx</comments>
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      <pubDate>Sat, 28 Feb 2015 07:55:00 GMT</pubDate>
    </item>
  </channel>
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