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    <title>Tecniche chirurgiche - Ultimi articoli inseriti</title>
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      <title>Tecniche chirurgiche per verri interi e sterili</title>
      <description><![CDATA[<p><strong>(dott. Giulia Bini)</strong></p>
<p>Una delle sfide pi&ugrave; difficili per chi possiede una scrofaia &egrave; evidenziare correttamente il calore e quindi fecondare le scrofe nel momento pi&ugrave; opportuno. Queste difficolt&agrave; possono tradursi in tassi elevati di ritorni in calore, ridotta portata al parto e basso numero di nati vivi.</p>
<p>Un&rsquo;altra difficolt&agrave; nasce dal dover andare incontro a richieste sempre pi&ugrave; importanti dal punto di vista del benessere animale. Ci si sta muovendo verso una direzione dove le scrofe saranno sempre pi&ugrave; libere, sia al parto che durante il periodo di gestazione. Non pi&ugrave; scrofe allevate in gabbie singole ma gruppi dinamici dove animali a diverse et&agrave; gestazionali vengono stabulati assieme permettendo l&rsquo;espletamento del proprio comportamento naturale, l&rsquo;interazione reciproca e riducendo anche problemi metabolici o locomotori che potevano verificarsi con la stabulazione in gabbia. Una gestione di questo tipo pu&ograve; per&ograve; rendere ancora pi&ugrave; difficoltosa l&rsquo;individuazione del calore.</p>
<p>Nella scrofa il calore pu&ograve; durare dalle 48-64 ore ma la sua espressione e durata dipendono da innumerevoli fattori fra cui: et&agrave;, ordine di parto, stagione, temperatura, genetica, condizione corporea, nutrizione e precedenti esposizioni al verro.</p>
<p>La scrofa possiede numerosi recettori olfattivi che, una volta stimolati, possono modificare la fisiologia e il comportamento delle scrofe. La stimolazione ideale da parte del verro dovrebbe comprendere anche un contatto fisico fra quest&rsquo;ultimo e la scrofa. L&rsquo;esposizione delle femmine al verro ha il doppio scopo di completare la maturazione sessuale delle scrofette e, appunto, individuare al meglio il calore e il momento idoneo alla fecondazione.</p>
<p>Dove le scrofe sono stabulate e fecondate in gabbia il verro cammina davanti alle femmine mentre l&rsquo;operatore rileva e segna gli animali in calore. In una situazione ideale la ricerca calori dovrebbe essere effettuata due volte al giorno a distanza di circa 8-12 in modo da individuare con precisione l&rsquo;inizio del calore.</p>
<p>Tutto questo &egrave; reso pi&ugrave; difficile dai cambiamenti nel tipo di stabulazione che si stanno attuando per questioni di benessere. Infatti, rilevare il calore con verri interi in scrofe stabulate in box &egrave; molto pi&ugrave; pericoloso rispetto alla condizione nella quale le scrofe sono poste ferme in gabbie singole e il maschio cammina semplicemente nel corridoio.</p>
<p>Per venire incontro a questa necessit&agrave; sono state sviluppate diverse strategie, fra le quali l&rsquo;uso di verri ruffiani, ovvero maschi interi ma sterili. Sono animali che hanno subito un intervento chirurgico con lo scopo di preservare la libido e la produzione di testosterone ma che, con una piccola modifica al loro apparato riproduttore, non presentano pi&ugrave; spermatozoi nel loro liquido seminale. Questa strategia viene utilizzata anche in altre specie (es. tori). Gli animali che hanno subito questo intervento mantengono un fisiologico comportamento sessuale pur risultando pi&ugrave; docili.</p>
<p>Si ricorda, inoltre, che stanno divenendo sempre pi&ugrave; frequenti i controlli da parte degli enti certificatori delle DOP al fine di verificare la presenza di verri ruffiani in allevamento (&egrave; possibile detenere maschi interi solo se correttamente registrati).</p>
<p>Per ottenere maschi interi sterili vi sono diverse tecniche, le pi&ugrave; utilizzate sono:</p>
<p style="padding-left: 30px;">&middot;&nbsp; <strong>Epididectomia con rimozione della coda dell&rsquo;epididimo</strong>;</p>
<p style="padding-left: 30px;">&middot;&nbsp; <strong>Vasectomia con accesso scrotale</strong>;</p>
<p style="padding-left: 30px;">&middot;&nbsp; <strong>Vasectomia con accesso inguinale</strong></p>
<p>Tutte e tre queste tecniche vanno ad agire sullo stoccaggio/maturazione o trasporto degli spermatozoi. In particolare, nel primo tipo di intervento si va a rimuovere la coda dell&rsquo;epididimo che &egrave; la struttura che avvolge il testicolo e dove gli spermatozoi sono immagazzinati e maturano.</p>
<p>La vasectomia lavora invece sul dotto deferente che &egrave; la struttura che veicola gli spermatozoi permettendone la presenza nell&rsquo;eiaculato. In entrambe le procedure viene asportato un tratto del dotto deferente (sai destro che sinistro) accedendo alla struttura o dall&rsquo;inguine o direttamente dallo scroto.</p>
<p>Uno studio ha cercato di stabilire quale delle tecniche sia la pi&ugrave; facile ed efficace per ottenere verri ruffiani. Oltre alla procedura chirurgica in s&eacute; sono stati valutati anche altri parametri fra cui: parametri ematici, livelli di cortisolo, lattato e testosterone nel sangue, temperatura corporea ed esame andrologico. Gli animali sono stati operati a circa 70 giorni di vita e seguiti fino a 7 mesi, all&rsquo;incirca fino al raggiungimento della pubert&agrave; e maturit&agrave; sessuale.</p>
<p>Tutte e tre le tecniche chirurgiche sono risultate efficaci nel produrre maschi interi sterili; all&rsquo;esame microscopico eseguito a 7 mesi sull&rsquo;eiaculato, infatti, non vi era traccia di spermatozoi mentre la libido era perfettamente conservata cos&igrave; come i livelli di testosterone e l&rsquo;interesse per l&rsquo;accoppiamento.</p>
<p>Alla valutazione dei parametri ematici sono state rilevate pochissime differenze fra le tre tecniche. La concentrazione di lattato, usata come marker di danno tissutale era innalzata in tutti e tre i gruppi a causa della chirurgia e del successivo processo di guarigione. La tecnica che ha registrato un minor aumento della concentrazione di lattato &egrave; stata l&rsquo;epididectomia in quanto &egrave; quella che richiede una minor manipolazione e quindi un minor danno tissutale.</p>
<p>Il cortisolo, marker di stress per l&rsquo;animale, era innalzato il giorno della chirurgia per tutti e tre i gruppi.</p>
<p>La tecnica pi&ugrave; veloce e meno invasiva &egrave; risultata l&rsquo;epididectomia, tuttavia, tutte e tre le tecniche sono facilmente praticabili ed efficaci in ugual misura. La vasectomia con accesso inguinale dovrebbe essere scelta quando si trattano animali con pesi ridotti in quanto ancora non vi &egrave; uno strato lipidico eccessivamente spesso a livello di inguine e si riesce a lavorare manipolando poco i tessuti.</p>
<p>Infine, come per ogni intervento chirurgico sono possibili delle complicazioni come infezioni (importante la gestione post-operatoria dell&rsquo;animale che va mantenuto in un luogo il pi&ugrave; pulito possibile e con la ferita disinfettata), riconnessione delle strutture asportate, rimozione o parziale legatura dell&rsquo;arteria che segue le strutture.</p>
<p>In conclusione, l&rsquo;utilizzo di verri ruffiani sar&agrave; sempre pi&ugrave; frequente e si dovr&agrave; ricorrere sempre di pi&ugrave; a queste tecniche per andare incontro al miglioramento del benessere animale e alle restrizioni imposte dalle DOP.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>Tradotto e modificato da: Superti, Bruna FV, et al. "Development of effective and minimally invasive surgical techniques for the preparation of intact, sterile boars."&nbsp;Journal of Swine Health and Production&nbsp;29.5 (2021): 253-260.</em></p><div class='fblikebutton'><iframe src='http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http%3a%2f%2fsuivet.it%2ftecniche-chirurgiche-per-verri-interi-e-sterili.aspx&amp;layout=standard&amp;show_faces=false&amp;width=450&amp;height=35&amp;action=like&amp;colorscheme=light' scrolling='no' frameborder='0' allowTransparency='true' style='border:none; overflow:hidden;width:450px; height:35px;'></iframe></div>]]></description>
      <link>http://suivet.it/tecniche-chirurgiche-per-verri-interi-e-sterili.aspx</link>
      <author>giuliabini@aaa.ss (Dott. Giulia Bini)</author>
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      <pubDate>Thu, 24 Mar 2022 09:49:00 GMT</pubDate>
    </item>
    <item>
      <title>Prolasso dei retto (parte 2/2): perché si manifesta e come prevenirlo</title>
      <description><![CDATA[<p><strong>(Dott. Giusy Romano)</strong></p>
<p style="text-align: center;">Come gi&agrave; accennato nell&rsquo;<a href="prolasso-dei-retto-parte-12-quali-soluzioni-adottare.aspx" target="_blank">articolo precedente</a>, il prolasso del retto (figura 1) rappresenta una delle principali problematiche all&rsquo;interno dell&rsquo;allevamento suinicolo, sia a livello sanitario che a livello economico. Solitamente, il prolasso del retto si manifesta nelle scrofe e nei suini di peso compreso tra i 20 e i 70-80 kg, e pu&ograve; essere contenuto (&lt; 2-10 cm) oppure esteso ed edematoso. Sono diversi i fattori che possono contribuire all&rsquo;insorgenza di questa problematica e sono di seguito elencati.<br /><img style="display: block; margin-left: auto; margin-right: auto;" src="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/chirurgia/prolassi/prolassoretto1.jpg" alt="" width="400" /><br /><em>Foto 1: Esempio di prolasso del retto</em></p>
<ul>
<li><strong>Alimentazione</strong>: foraggi di scarsa qualit&agrave;, elevati livelli di concentrato, mangimi ad alto contenuto di estrogeni e una carenza di calcio, sono tutti elementi che possono scatenare il prolasso del retto. Bisogna fare attenzione anche alla presenza di micotossine nel mangime, in particolare lo <em>Zeralenone</em> e i suoi metaboliti, in quanto sono in grado di simulare un eccesso di estrogeni.</li>
<li><strong>Fisiologia</strong>: il retto &egrave; tenuto nella sua posizione corretta da un insieme di tessuti (muscoli, legamenti, fibre collagene), il cui indebolimento pu&ograve; causare la perdita della sua normale posizione, con conseguente fuoriuscita. Ci&ograve; accade negli animali che compiono un eccessivo sforzo addominale (es: defecazione difficoltosa) o nelle scrofe in seguito al parto, in cui il tessuto connettivo perianale &egrave; molto pi&ugrave; flessibile ed edematoso.</li>
<li><strong>Ormoni</strong>: sembrerebbe che gli estrogeni, il progesterone e la relaxina, gli stessi ormoni che intervengono normalmente durante il parto, giochino un ruolo attivo nella fuoriuscita del retto dalla sua posizione fisiologica.</li>
<li><strong>Genetica</strong>: secondo alcuni autori esisterebbe un fattore di rischio nelle linee genetiche o razze pure, tuttavia ad oggi non vi &egrave; alcuna documentazione che attesti con certezza questa ipotesi.</li>
<li><strong>Ambiente</strong>: le sbarre orizzontali presenti in allevamento, come le recinzioni dei box o delle gabbie parto, possono incentivare l&rsquo;animale a riposare appoggiando la coda sopra di esse, con conseguente rilassamento dei muscoli dello sfintere anale e successiva fuoriuscita del retto. Inoltre, una pavimentazione troppo inclinata pu&ograve; generare, per gravit&agrave;, una pressione intra-addominale che supera la resistenza dello sfintere anale (soprattutto nelle scrofe gravide), con conseguente fuoriuscita del retto.</li>
<li><strong>Altri disordini</strong>: la <span style="text-decoration: underline;">diarrea cronica</span>, causata da eccessivi sforzi di emissione, e la <span style="text-decoration: underline;">tosse persistente</span>, dovuta ad infezioni respiratorie, possono anch&rsquo;esse causare un indebolimento dei tessuti di supporto del retto, con conseguente difficolt&agrave; a ritirarlo naturalmente.</li>
</ul>
<p>Essendo adesso a conoscenza dei possibili fattori predisponenti il prolasso del retto, diventa pi&ugrave; facile capire quale strategia di prevenzione adottare nel proprio allevamento. Se si tratta, per esempio, di un problema alimentare, potrebbe essere interessante rivalutare e modificare i vari componenti del mangime o anche eseguire delle analisi su di esso per verificare l&rsquo;eventuale presenza di micotossine (soprattutto lo <em>Zeralenone</em>). Se, invece, la pavimentazione in alcune aree dell&rsquo;allevamento risulta essere troppo inclinata, potrebbe essere saggio livellarle, in particolare in sala parto, dove sono presenti le scrofe gravide. Se, infine, il prolasso del retto si verifica in seguito a diarrea cronica o tosse persistente, l&rsquo;ideale sarebbe trattare tempestivamente gli animali colpiti, in modo da non indebolire eccessivamente i tessuti di supporto del retto.</p><div class='fblikebutton'><iframe src='http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http%3a%2f%2fsuivet.it%2fprolasso-dei-retto-parte-22-perch%c3%a9-si-manifesta-e-come-prevenirlo.aspx&amp;layout=standard&amp;show_faces=false&amp;width=450&amp;height=35&amp;action=like&amp;colorscheme=light' scrolling='no' frameborder='0' allowTransparency='true' style='border:none; overflow:hidden;width:450px; height:35px;'></iframe></div>]]></description>
      <link>http://suivet.it/prolasso-dei-retto-parte-22-perché-si-manifesta-e-come-prevenirlo.aspx</link>
      <author>romano@suivet.it (Dott.ssa Giusy Romano)</author>
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      <pubDate>Sat, 21 Mar 2020 08:24:00 GMT</pubDate>
    </item>
    <item>
      <title>Prolasso dei retto (parte 1/2): quali soluzioni adottare</title>
      <description><![CDATA[<p><strong>(Dott. Giusy Romano)</strong></p>
<p>Poich&eacute;, nell&rsquo;industria suinicola, il prolasso del retto (figura 1) rappresenta un importante problema di tipo sanitario ed economico, risulta fondamentale essere a conoscenza delle possibili tecniche da utilizzare per la sua risoluzione. Sicuramente l&rsquo;isolamento immediato del soggetto con il retto prolassato &egrave; la prima e pi&ugrave; urgente azione da compiere, in modo che i compagni di box non vadano a peggiorare la situazione del fratello andando a lesionare la porzione di retto fuoriuscita.</p>
<p style="text-align: center;"><img src="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/chirurgia/prolassi/prolassoretto-1a.jpg" alt="Prolasso del retto" width="500" /></p>
<p style="text-align: center;"><img src="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/chirurgia/prolassi/prolassoretto-1b.jpg" alt="Prolasso del retto" width="500" /></p>
<p style="text-align: center;"><em>Fig. 1 a/b: Esempi di prolasso del retto</em></p>
<p>In allevamento esistono due principali tecniche applicabili, che consentirebbero il completo riposizionamento del retto all&rsquo;interno dell&rsquo;animale con un recupero completo dello stesso. Entrambe prevedono la sedazione, almeno parziale, dell&rsquo;animale (es: azaperone intramuscolo nel collo), anche se l&rsquo;ideale sarebbe eseguire una sedazione completa (es: tiopentale sodico endovena) oppure rendere insensibile la parte interessata dall&rsquo;operazione (es: lidocaina locale).</p>
<p>La prima tecnica prevede l&rsquo;utilizzo di una <strong>sutura a borsa di tabacco</strong>, dopo aver riposizionato il retto all&rsquo;interno dell&rsquo;aperura anale, dando i punti in maniera circolare rispetto all&rsquo;apertura e con l&rsquo;accortezza, al momento della chiusura, di lasciare un minimo di apertura che consenta la defecazione successiva dell&rsquo;animale. Se il prolasso &egrave; avvenuto da poco tempo, la mucosa rettale sar&agrave; ancora fresca ed integra, quindi sar&agrave; sufficiente disinfettarla e, se necessario, bagnarla con acqua zuccherata per facilitarne la riduzione, in quanto dotata di propriet&agrave; astringenti. Se il prolasso &egrave; avvenuto gi&agrave; da un po&rsquo; di tempo, potrebbe anche essere presente del tessuto necrotico a livello della mucosa rettale, e, in questo caso, sarebbe necessario asportare la parte necrotica prima del riposizionamento del retto all&rsquo;interno dell&rsquo;apertura anale.</p>
<p>La seconda tecnica si presenta come una soluzione pi&ugrave; economica, ma, al contempo, molto efficace, richiedendo l&rsquo;utilizzo solo di un tubo corrugato elicoidale (es: tubo da elettricista), lungo circa 18-20 cm, e di diametro variabile per i suini in accrescimento (1-1,5 cm) e per le scrofe (2-3 cm), oltre a due elastici resistenti o ad una fascetta in plastica (es: fascette per il cablaggio). Il tubo deve essere inserito delicatamente all&rsquo;interno dell&rsquo;orifizio del retto prolassato, lasciandone una parte all&rsquo;esterno dell&rsquo;animale (circa 2 cm). Gli elastici (uno sopra l&rsquo;altro), o la fascetta, devono essere posizionati intorno al retto prolassato, il pi&ugrave; vicino possibile all&rsquo;apertura anale, stringendo con molta forza al fine di bloccare l&rsquo;afflusso di sangue al prolasso, conducendo cos&igrave; alla necrosi della parte fuoriuscita nel giro di 5-7 giorni (Figura 2). In questo caso il soggetto sar&agrave; in grado di defecare tranquillamente attraverso il tubo e, se questo dovesse intasarsi, non ci sarebbe comunque alcun problema, dal momento in cui, a necrosi avvenuta, il pezzo di retto prolassato cadr&agrave; autonomamente insieme al tubo e l&rsquo;animale tornerebbe a defecare senza problemi.</p>
<p><img style="display: block; margin-left: auto; margin-right: auto;" src="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/chirurgia/prolassi/prolassoretto-2a.jpg" alt="" width="500" /></p>
<p style="text-align: center;"><img src="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/chirurgia/prolassi/prolassoretto-2b.jpg" alt="" width="500" /><br /><em>Fig. 2 a/b: Risoluzione del prolasso con tubo</em></p>
<p>Ad operazione conclusa &egrave; sempre buona prassi somministrare all&rsquo;animale un analgesico e un antibiotico ad ampio spettro, in modo da diminuire il dolore del soggetto e ridurre il rischio di infezioni batteriche secondarie. La riforma dell&rsquo;animale si rende necessaria solo qualcosa il prolasso rettale fosse stato molto grave prima dell&rsquo;intervento umano, poich&eacute; l&rsquo;animale avrebbe dei tempi di recupero molto lunghi e rischierebbe di incorrere nuovamente nello stesso tipo di problema.</p><div class='fblikebutton'><iframe src='http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http%3a%2f%2fsuivet.it%2fprolasso-dei-retto-parte-12-quali-soluzioni-adottare.aspx&amp;layout=standard&amp;show_faces=false&amp;width=450&amp;height=35&amp;action=like&amp;colorscheme=light' scrolling='no' frameborder='0' allowTransparency='true' style='border:none; overflow:hidden;width:450px; height:35px;'></iframe></div>]]></description>
      <link>http://suivet.it/prolasso-dei-retto-parte-12-quali-soluzioni-adottare.aspx</link>
      <author>romano@suivet.it (Dott.ssa Giusy Romano)</author>
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      <pubDate>Tue, 25 Feb 2020 09:45:00 GMT</pubDate>
    </item>
    <item>
      <title>Amputazione dei canini nel verro adulto</title>
      <description><![CDATA[<table width="100%" cellspacing="1" cellpadding="1" border="0">
    <tbody>
        <tr>
            <td>Molto più frequentemente di quanto non si possa pensare, può succedere che nei verri adulti, i canini inferiori compiano percorsi abbastanza aberranti (foto 1).</td>
            <td>&#160;<a target="_blank" href="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/chirurgia/canini/01-verroconzanne.jpg"><img width="120" height="90" alt="Verro con zanne" src="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/chirurgia/canini/01-verroconzanne.jpg" /></a></td>
        </tr>
        <tr>
            <td>Durante queste situazioni, il dente è in grado di perforare la cute ed i piani sottostanti in modo cruento, tanto a livello di guancia quanto a livello di mascella (foto 2). Spesso è il verro stesso a porre rimedio alla questione, rompendo il dente contro un cancello o più frequentemente contro il muro del suo box. Capita anche che si debba intervenire dall’esterno, per evitare che l’anomalia possa pregiudicare fisicamente la masticazione o che il dolore provato dall’animale diventi insopportabile.</td>
            <td>&#160;<a target="_blank" href="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/chirurgia/canini/02-lesioneguancia-particolare-.jpg"><img width="120" height="90" alt="Lesione sulla guancia causata da canino deviato" src="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/chirurgia/canini/02-lesioneguancia-particolare-.jpg" /></a></td>
        </tr>
        <tr>
            <td>Agli strumenti utilizzati storicamente, quali martello e tenaglie, proviamo a suggerire una procedura chirurgica assai meno invasiva e di facile esecuzione.
            <p>I materiali necessari per l’intervento sono riepilogati nella foto 3 e, fra questi, spiccano certamente la lima da legno ed il Fetotomo di Gigli. Quest’ultimo si contraddistingue per essere un cavo di ferro zigrinato che, opportunamente fissato a due manopole, permette di segare diverse strutture ossee fra le quali certamente anche l’avorio dei canini.</p>
            </td>
            <td>&#160;<a target="_blank" href="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/chirurgia/canini/03-kitstrumenti.jpg"><img width="120" height="90" alt="Kit degli strumenti" src="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/chirurgia/canini/03-kitstrumenti.jpg" /></a></td>
        </tr>
        <tr>
            <td>Dopo aver posto il verro in anestesia generale, posizionare il cavo del Fetotomo verso la metà circa del dente esposto (foto 4) e, impugnate le manopole dello strumento, eseguire con le mani movimenti alternati di “va e vieni” a mo’ di sega.</td>
            <td>&#160;<a target="_blank" href="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/chirurgia/canini/04-amputazionedeldente.jpg"><img width="120" height="90" alt="Amputazione del dente" src="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/chirurgia/canini/04-amputazionedeldente.jpg" /></a></td>
        </tr>
        <tr>
            <td>Come si vede dal dettaglio (foto 5), l’amputazione risulta netta e lo sforzo fisico per l’intervento, decisamente modesto.</td>
            <td>&#160;<a target="_blank" href="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/chirurgia/canini/05-amputazionedeldente-particolare-.jpg"><img width="120" height="90" alt="Amputazione del dente" src="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/chirurgia/canini/05-amputazionedeldente-particolare-.jpg" /></a></td>
        </tr>
        <tr>
            <td>A questo punto risulta necessario limare le asperità, frequentemente affilate, del moncone rimasto nella mandibola per evitare che, anche solo accidentalmente, il verro possa ferire gli operatori che gli lavoreranno attorno. Per tale operazione conviene usare una lima da legno ben affilata (foto 6) accertandosi, di tanto in tanto, del risultato in via di ottenimento.</td>
            <td>&#160;<a target="_blank" href="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/chirurgia/canini/06-pareggiamentoconlima.jpg"><img width="120" height="90" alt="Pareggiamento con lima" src="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/chirurgia/canini/06-pareggiamentoconlima.jpg" /></a></td>
        </tr>
        <tr>
            <td>Sicuramente igienica risulta la pratica della rasatura, ottenuta mediante rasoio da barba opportunamente privato della protezione in plastica sotto la lama, che consente inoltre di mettere ben in evidenza il campo operatorio (foto 7).</td>
            <td>&#160;<a target="_blank" href="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/chirurgia/canini/07-depilazionelesione.jpg"><img width="120" height="90" alt="Depilazione area lesionata" src="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/chirurgia/canini/07-depilazionelesione.jpg" /></a></td>
        </tr>
        <tr>
            <td>Per facilitare poi la sanificazione e la cicatrizzazione della lesione cutanea, è utile eseguire una sua cruentazione mediante Cucchiaio di Volkmann (foto 8).</td>
            <td>&#160;<a target="_blank" href="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/chirurgia/canini/08-curettagedellaferita.jpg"><img width="120" height="90" alt="Curettage della ferita" src="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/chirurgia/canini/08-curettagedellaferita.jpg" /></a></td>
        </tr>
        <tr>
            <td>Quindi procedere alla sutura della ferita con punti staccati avendo cura di accostare il più possibile i lembi della stessa. Consigliabile l’impiego di un filo riassorbibile dell’EP3 od EP4 (foto 9).</td>
            <td>&#160;<a target="_blank" href="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/chirurgia/canini/09-sutura.jpg"><img width="120" height="90" alt="Sutura" src="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/chirurgia/canini/09-sutura.jpg" /></a></td>
        </tr>
        <tr>
            <td>L’intervento, proprio per la sua brevità e la scarsa invasività, non richiede una copertura antibiotica che, qualora si desiderasse comunque effettuare, consigliamo eseguire con l’associazione amoxicillina+acido clavulanico per 5 giorni. Sempre apprezzabile è, viceversa, l’intervento antidolorifico a base di flunixin meglumina.
            <p>A distanza di 7 giorni dall’intervento è possibile osservare una quasi completa cicatrizzazione della lesione originale (foto 10) oltre che un recupero completo dell’animale per l’attività zootecnica.<br />
            &#160;</p>
            </td>
            <td>&#160;<a target="_blank" href="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/chirurgia/canini/10-verro7giornidopo.jpg"><img width="120" height="90" alt="Verro 7 giorni dopo" src="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/chirurgia/canini/10-verro7giornidopo.jpg" /></a></td>
        </tr>
    </tbody>
</table>
<p><br />
&#160;</p><div class='fblikebutton'><iframe src='http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http%3a%2f%2fsuivet.it%2famputazione-dei-canini-nel-verro-adulto.aspx&amp;layout=standard&amp;show_faces=false&amp;width=450&amp;height=35&amp;action=like&amp;colorscheme=light' scrolling='no' frameborder='0' allowTransparency='true' style='border:none; overflow:hidden;width:450px; height:35px;'></iframe></div>]]></description>
      <link>http://suivet.it/amputazione-dei-canini-nel-verro-adulto.aspx</link>
      <author>mazzoni@suivet.it (Dott. Claudio Mazzoni)</author>
      <comments>http://suivet.it/amputazione-dei-canini-nel-verro-adulto.aspx</comments>
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      <pubDate>Thu, 04 Apr 2013 11:15:00 GMT</pubDate>
    </item>
    <item>
      <title>Sequele della castrazione dell'ernia inguinale</title>
      <description><![CDATA[<table border="0" cellspacing="1" cellpadding="1" width="98%">
    <tbody>
        <tr>
            <td><a href="http://www.suivet.it/Blog/ViewCategory.aspx?cat=29&amp;mid=9&amp;pageid=7">L’ernia inguinale</a> è una paratopia che, nella quasi totalità dei casi, interessa i maschi ed è già presente alla nascita. Tuttavia sia a seguito di manualità di castrazioni non sempre appropriate (foto 1), piuttosto che per una oggettiva difficoltà nella sua diagnosi, oltre che per una scelta precisa della proprietà, è abbastanza frequente che venga castrata più o meno consapevolmente.</td>
            <td align="center"><img alt="Castrazione" width="200" height="150" src="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/chirurgia/sequeleernia/foto1_castrazioneerrata.jpg" /><br />
            Foto 1: Castrazione&#160;</td>
        </tr>
    </tbody>
</table>
<p>La prima conseguenza della castrazione, tanto in presenza quanto in assenza di ernia, è l’apertura all’esterno del canale inguinale che, come sappiamo essere nel suino, è a diretto contatto con la cavità addominale a causa di un anello inguinale interno praticamente virtuale. <br />
La seconda conseguenza è il gemizio di sangue che, dai vasi sanguigni del funicolo spermatico oltre che della cute, inonda in maniera più o meno abbondante (fino all’emorragia) l’interno del canale inguinale e tutto ciò che in esso è contenuto. <br />
Nel primo caso, viene abbastanza intuitivo comprendere la gravità delle conseguenza della castrazione di un’ernia. In effetti la fuoriuscita a cielo aperto del contenuto dell’ernia, spesso il piccolo intestino, attraverso la breccia operatoria è evento abbastanza frequente e certamente incompatibile con la sopravvivenza del suinetto. Ancora più frequenti sono le complicazioni del secondo caso, ovvero ciò che succede con l’organizzazione della fibrina dopo il riassorbimento della sopraccitata emorragia.</p>
<table border="0" cellspacing="1" cellpadding="1" width="98%">
    <tbody>
        <tr>
            <td>Effettivamente dopo la castrazione, il sangue permea l’intestino contenuto nell’ernia e, mano a mano che viene riassorbito, lascia sulla sierosa del viscere la fibrina. Questa si organizza indipendentemente dal fatto che l’intestino non dovrebbe trovarsi lì, e molto spesso ingloba sue porzioni nel processo di cicatrizzazione della cute dello scroto, più nello specifico, in prossimità della sede di incisione dello stesso (foto 2).</td>
            <td align="center">&#160;<a target="_blank" href="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/chirurgia/sequeleernia/foto2_cicatrice.jpg"><img alt="Cicatrice" width="200" height="150" src="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/chirurgia/sequeleernia/foto2_cicatrice.jpg" /></a><br />
            Foto 2: Cicatrice</td>
        </tr>
    </tbody>
</table>
<p><br />
La lesione che ne consegue ha diversi livelli di gravità sia in rapporto alla limitazione dello sviluppo del viscere che ne consegue (foto 3 e 4), e sia a seconda che si sviluppi o meno un’infezione nell’area operatoria.</p>
<table border="0" cellspacing="1" cellpadding="1" width="98%">
    <tbody>
        <tr>
            <td align="center">
            <p>&#160;<a target="_blank" href="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/chirurgia/sequeleernia/foto3_diametrointestinoerniaincarcerata.jpg"><img alt="Ernia incarcerata" width="250" height="187" src="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/chirurgia/sequeleernia/foto3_diametrointestinoerniaincarcerata.jpg" /></a><br />
            Foto 3: ernia incarcerata</p>
            </td>
            <td valign="top" align="center">&#160;<a target="_blank" href="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/chirurgia/sequeleernia/foto4_ernieincarcerata-lesioni.jpg"><img alt="Ernia incarcerata: lesioni" width="250" height="187" src="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/chirurgia/sequeleernia/foto4_ernieincarcerata-lesioni.jpg" /></a><br />
            Foto 4: Ernia incarcerata, lesioni</td>
        </tr>
    </tbody>
</table>
<p><br />
Quando la fibrina si organizza, forma delle vere e proprie lacinie (foto 5) che richiedono molto tempo per poter essere rimodellate, quindi riassorbite. Molto spesso lo sviluppo repentino del suinetto non concede tutto il tempo necessario per questa operazione e accade che si sviluppino dei meccanismi fisici tali per cui l’intestino non riesce più a recuperare la sua collocazione originale all’interno dell’addome.</p>
<table border="0" cellspacing="1" cellpadding="1" width="98%">
    <tbody>
        <tr>
            <td>
            <p>L’esito finale può essere la rottura del sacco erniario o lo strozzamento del viscere ad opera dell’anello inguinale esterno che non permette più il passaggio dell’organo dall’ernia all’addome con conseguente peritonite acuta fatale.<br />
            Viene da sé che la riduzione chirurgica di questi quadri sia spesso necessaria, anzi molte volte salvavita, al fine di evitare gravi sofferenze all’animale oltre che la sua perdita economica.<br />
            &#160;</p>
            </td>
            <td align="center">&#160;<a target="_blank" href="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/chirurgia/sequeleernia/foto5_aderenzetenci.jpg"><img alt="Aderenze" width="200" height="150" src="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/chirurgia/sequeleernia/foto5_aderenzetenci.jpg" /></a><br />
            Foto 5: Aderenze</td>
        </tr>
    </tbody>
</table>
<p><br />
&#160;</p><div class='fblikebutton'><iframe src='http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http%3a%2f%2fsuivet.it%2fsequele-della-castrazione-dellernia-inguinale.aspx&amp;layout=standard&amp;show_faces=false&amp;width=450&amp;height=35&amp;action=like&amp;colorscheme=light' scrolling='no' frameborder='0' allowTransparency='true' style='border:none; overflow:hidden;width:450px; height:35px;'></iframe></div>]]></description>
      <link>http://suivet.it/sequele-della-castrazione-dellernia-inguinale.aspx</link>
      <author>mazzoni@suivet.it (Dott. Claudio Mazzoni)</author>
      <comments>http://suivet.it/sequele-della-castrazione-dellernia-inguinale.aspx</comments>
      <guid isPermaLink="true">http://suivet.it/sequele-della-castrazione-dellernia-inguinale.aspx</guid>
      <pubDate>Thu, 16 Aug 2012 06:51:00 GMT</pubDate>
    </item>
    <item>
      <title>Ovario-isterectomia</title>
      <description><![CDATA[<table cellspacing="1" cellpadding="1" width="100%">
    <tbody>
        <tr>
            <td style="text-align: justify;" colspan="3">E' nella tradizione contadina italiana l’usanza di allevare i suini per autoconsumo: vengono acquistati in primavera/estate ad un peso adeguato per poterli ingrassare e portare ad un peso di macellazione di almeno 200 kgpv (10-12 mesi di vita). I suini così prodotti vengono macellati nel periodo invernale ed utilizzati per la produzione di insaccati da consumarsi durante l’anno.<br />
            L’usanza vuole che, per produrre e stagionare degli ottimi insaccati, non si possano macellare le femmine in calore, in quanto gli ormoni prodotti nel periodo estrale possono compromettere la stagionatura rendendo non edibile il prodotto finale.<br />
            &#160;             Per questo motivo, le femmine vengono acquistate <b>solo</b> se sono state <b>castrate</b> come i maschi (viene praticata l’ovario-isterectomia).<br />
            Questa pratica, un tempo veniva effettuata dai “castrini” a "vivo” senza anestesia, mentre oggi viene eseguita dal veterinario, previa anestesia/analgesia.</td>
        </tr>
        <tr>
            <td><a href="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/chirurgia/isterectomia/CastFem01.JPG" target="_blank"><img height="127" width="170" src="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/chirurgia/isterectomia/CastFem01.JPG" alt="castrazione delle femmine" /></a></td>
            <td style="text-align: justify;" colspan="2">Dopo aver anestetizzato l’animale (possibilmente a digiuno), viene posizionato sul tavolo operatorio, che di solito è costituito da un piano di appoggio reperito in loco.<br />
            &#160;</td>
        </tr>
        <tr>
            <td><a href="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/chirurgia/isterectomia/CastFem02.JPG" target="_blank"><img height="127" width="170" src="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/chirurgia/isterectomia/CastFem02.JPG" alt="castrazione delle femmine" /></a></td>
            <td colspan="2">La prima operazione da fare è la rasatura del pelo, effettuata con un bisturi utilizzato unicamente per questo scopo; segue la disinfezione.<br />
            &#160;</td>
        </tr>
        <tr>
            <td><a href="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/chirurgia/isterectomia/CastFem03.JPG" target="_blank"><img height="127" width="170" src="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/chirurgia/isterectomia/CastFem03.JPG" alt="castrazione delle femmine" /></a></td>
            <td><a href="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/chirurgia/isterectomia/CastFem04.JPG" target="_blank"><img height="127" width="170" src="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/chirurgia/isterectomia/CastFem04.JPG" alt="castrazione delle femmine" /></a></td>
            <td>&#160;</td>
        </tr>
        <tr>
            <td><a href="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/chirurgia/isterectomia/CastFem05.JPG" target="_blank"><img height="127" width="170" src="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/chirurgia/isterectomia/CastFem05.JPG" alt="castrazione delle femmine" /></a></td>
            <td style="text-align: justify;" colspan="2" rowspan="2">Individuato il punto di incisione, sul fianco sinistro dell’animale, davanti al margine anteriore della coscia, si incide cute e sottocute, fino ad arrivare alle fasce muscolari, che sono scollate utilizzando il dito indice. <br />
            &#160;</td>
        </tr>
        <tr>
            <td><a href="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/chirurgia/isterectomia/CastFem06.JPG" target="_blank"><img height="127" width="170" src="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/chirurgia/isterectomia/CastFem06.JPG" alt="castrazione delle femmine" /></a></td>
        </tr>
        <tr>
            <td><a href="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/chirurgia/isterectomia/CastFem07.JPG" target="_blank"><img height="127" width="170" src="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/chirurgia/isterectomia/CastFem07.JPG" alt="castrazione delle femmine" /></a></td>
            <td colspan="2">Per entrare in cavità addominale è indispensabile lacerare il peritoneo parietale, premendo a fondo con il dito.</td>
        </tr>
        <tr>
            <td><a href="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/chirurgia/isterectomia/CastFem08.JPG" target="_blank"><img height="127" width="170" src="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/chirurgia/isterectomia/CastFem08.JPG" alt="castrazione delle femmine" /></a></td>
            <td style="text-align: justify;" colspan="2">Nel caso di animali con un peso superiore a 25-30 kg, questo può risultare difficoltoso. In alternativa è possibile utilizzare una forbice o una pinza a punta arrotondata. Inserita nella breccia operatoria, si preme perpendicolarmente in maniera graduale, per riuscire a percepire l’improvvisa rottura del peritoneo (un piccolo cedimento, unito ad un piccolo “scatto” della pinza).</td>
        </tr>
        <tr>
            <td><a href="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/chirurgia/isterectomia/CastFem09.JPG" target="_blank"><img height="127" width="170" src="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/chirurgia/isterectomia/CastFem09.JPG" alt="castrazione delle femmine" /></a></td>
            <td><a href="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/chirurgia/isterectomia/CastFem10.JPG" target="_blank"><img height="127" width="170" src="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/chirurgia/isterectomia/CastFem10.JPG" alt="castrazione delle femmine" /></a></td>
            <td style="text-align: justify;">Giunti all’interno della cavità addominale, si allarga la pinza e si trascina il peritoneo verso l’esterno, allargando al contempo l’apertura.</td>
        </tr>
        <tr>
            <td><a href="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/chirurgia/isterectomia/CastFem11.JPG" target="_blank"><img height="127" width="170" src="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/chirurgia/isterectomia/CastFem11.JPG" alt="castrazione delle femmine" /></a></td>
            <td colspan="2" rowspan="2">A questo punto, con il dito si entra in cavità addominale e si cerca l’ovaio sinistro.<br />
            <br />
            <br />
            <br />
            Quando individuato, premendolo sulla parete addominale, si trascina verso la breccia operatoria.<br />
            &#160;&#160;</td>
        </tr>
        <tr>
            <td><a href="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/chirurgia/isterectomia/CastFem12.JPG" target="_blank"><img height="127" width="170" src="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/chirurgia/isterectomia/CastFem12.JPG" alt="castrazione delle femmine" /></a></td>
        </tr>
        <tr>
            <td><a href="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/chirurgia/isterectomia/CastFem13.JPG" target="_blank"><img height="127" width="170" src="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/chirurgia/isterectomia/CastFem13.JPG" alt="castrazione delle femmine" /></a></td>
            <td><a href="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/chirurgia/isterectomia/CastFem14.JPG" target="_blank"><img height="127" width="170" src="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/chirurgia/isterectomia/CastFem14.JPG" alt="castrazione delle femmine" /></a></td>
            <td><a href="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/chirurgia/isterectomia/CastFem15.JPG" target="_blank"><img height="127" width="170" src="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/chirurgia/isterectomia/CastFem15.JPG" alt="castrazione delle femmine" /></a></td>
        </tr>
        <tr>
            <td><a href="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/chirurgia/isterectomia/CastFem16.JPG" target="_blank"><img height="127" width="170" src="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/chirurgia/isterectomia/CastFem16.JPG" alt="castrazione delle femmine" /></a></td>
            <td><a href="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/chirurgia/isterectomia/CastFem17.JPG" target="_blank"><img height="127" width="170" src="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/chirurgia/isterectomia/CastFem17.JPG" alt="castrazione delle femmine" /></a></td>
            <td>Una volta estratto, si continua trascinando il relativo corno uterino fino alla biforcazione con il corpo dell’utero.</td>
        </tr>
        <tr>
            <td><a href="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/chirurgia/isterectomia/CastFem18.JPG" target="_blank"><img height="127" width="170" src="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/chirurgia/isterectomia/CastFem18.JPG" alt="castrazione delle femmine" /></a></td>
            <td colspan="2">Si afferra il corno controlaterale e si estrae completamente, fino all’esteriorizzazione dell’ovaio destro. Estratta tutta la struttura, si recide a livello del corpo dell’utero utilizzando un emasculatore.</td>
        </tr>
        <tr>
            <td><a href="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/chirurgia/isterectomia/CastFem19.JPG" target="_blank"><img height="127" width="170" src="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/chirurgia/isterectomia/CastFem19.JPG" alt="castrazione delle femmine" /></a></td>
            <td><a href="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/chirurgia/isterectomia/CastFem20.JPG" target="_blank"><img height="127" width="170" src="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/chirurgia/isterectomia/CastFem20.JPG" alt="castrazione delle femmine" /></a></td>
            <td><a href="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/chirurgia/isterectomia/CastFem21.JPG" target="_blank"><img height="127" width="170" src="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/chirurgia/isterectomia/CastFem21.JPG" alt="castrazione delle femmine" /></a></td>
        </tr>
        <tr>
            <td colspan="3">&#160;<br />
            Una sutura continua finale della sola cute termina l’intervento.<br />
            &#160;</td>
        </tr>
        <tr>
            <td><a href="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/chirurgia/isterectomia/CastFem22.JPG" target="_blank"><img height="127" width="170" src="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/chirurgia/isterectomia/CastFem22.JPG" alt="castrazione delle femmine" /></a></td>
            <td><a href="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/chirurgia/isterectomia/CastFem23.JPG" target="_blank"><img height="127" width="170" src="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/chirurgia/isterectomia/CastFem23.JPG" alt="castrazione delle femmine" /></a></td>
            <td><a href="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/chirurgia/isterectomia/CastFem24.JPG" target="_blank"><img height="127" width="170" src="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/chirurgia/isterectomia/CastFem24.JPG" alt="castrazione delle femmine" /></a></td>
        </tr>
        <tr>
            <td><a href="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/chirurgia/isterectomia/CastFem25.JPG" target="_blank"><img height="127" width="170" src="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/chirurgia/isterectomia/CastFem25.JPG" alt="castrazione delle femmine" /></a></td>
            <td><a href="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/chirurgia/isterectomia/CastFem26.JPG" target="_blank"><img height="127" width="170" src="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/chirurgia/isterectomia/CastFem26.JPG" alt="castrazione delle femmine" /></a></td>
            <td>Indispensabile una terapia antinfiammatoria, antidolorifica ed antibiotica post-operatoria.</td>
        </tr>
        <tr>
            <td>&#160;</td>
            <td>&#160;</td>
            <td>&#160;</td>
        </tr>
    </tbody>
</table>
<p>&#160;</p>
<p><!-- For Internet Explorer * Windows Media Player --><object height="305" width="320" type="application/x-oleobject" codebase="http://activex.microsoft.com/activex/controls/mplayer/en/nsmp2inf.cab#Version=6,4,5,715" standby="Loading Microsoft Windows Media Player components..." classid="CLSID:6BF52A52-394A-11D3-B153-00C04F79FAA6">
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<param value="1" name="autostart" /></object></object></p><div class='fblikebutton'><iframe src='http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http%3a%2f%2fsuivet.it%2fovario-isterectomia.aspx&amp;layout=standard&amp;show_faces=false&amp;width=450&amp;height=35&amp;action=like&amp;colorscheme=light' scrolling='no' frameborder='0' allowTransparency='true' style='border:none; overflow:hidden;width:450px; height:35px;'></iframe></div>]]></description>
      <link>http://suivet.it/ovario-isterectomia.aspx</link>
      <author>tonon@suivet.it (Dott. Francesco Tonon)</author>
      <comments>http://suivet.it/ovario-isterectomia.aspx</comments>
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      <pubDate>Fri, 09 Mar 2012 23:00:00 GMT</pubDate>
    </item>
    <item>
      <title>Intervento di pareggiamento degli unghielli</title>
      <description><![CDATA[<p>Gli interventi di pareggiamento degli unghielli, e la mascalcia più in generale, sono un settore ancora troppo poco esplorato nella nostra filiera. I pochi lavori che sinora abbiamo affrontato hanno interessato i verri.</p>
<table border="0" cellspacing="1" cellpadding="5" width="100%">
    <tbody>
        <tr>
            <td>Il caso che vi sottoponiamo infatti interessa un riproduttore adulto che presentava una singolare quanto anomala crescita degli unghielli laterali posteriori (V dito) degli arti anteriori. <br />
            Come conseguenza di un problema posturale dell’arto, si verificava un mancato corretto appoggio del piede, con conseguente mancata usura dell’unghia. Ne conseguiva una sua abnorme crescita con direzione latero-mediale, in grado di portarsi sotto il tallone.<br />
            &#160;</td>
            <td><a target="_blank" href="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/chirurgia/unghiello/01_iduearti.jpg"><img alt="I due arti a confronto: situazione iniziale" width="200" height="267" src="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/chirurgia/unghiello/01_iduearti.jpg" /></a></td>
        </tr>
        <tr>
            <td><a target="_blank" href="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/chirurgia/unghiello/02_particolare.jpg"><img alt="Particole dell'arto interessato" width="230" height="172" src="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/chirurgia/unghiello/02_particolare.jpg" /></a></td>
            <td>Il primo effetto negativo sull’attività del verro in oggetto era la difficoltà di poggiare il piede in modo corretto, visto l’impedimento fisico esercitato dall’unghiello super sviluppato. In definitiva il suino poggiava il piede “sulle punte”, compromettendo così la deambulazione. Difficile era attribuire una componente algica alla situazione, ma certamente già compromessa risultava la produzione di seme al momento dell’intervento.</td>
        </tr>
        <tr>
            <td><b>Intervento</b>: dopo aver sottoposto il soggetto ad un convenzionale ed autorizzato protocollo anestesiologico, si è proceduto ad una pulizia della parte e ad una valutazione della linea di taglio da effettuare sull’unghiello al fine di ottenerne un corretto pareggiamento. <br />
            La scelta dello strumento per eseguire la rimozione dell’unghia eccedente si è rivolta necessariamente, data la durezza della stessa, verso un flessibile del 115.<br />
            &#160;</td>
            <td><a target="_blank" href="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/chirurgia/unghiello/03_rimozionedellaunghiaeccedente.jpg"><img alt="Rimozione dell'unghia eccedente" width="230" height="172" src="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/chirurgia/unghiello/03_rimozionedellaunghiaeccedente.jpg" /></a></td>
        </tr>
        <tr>
            <td>I vantaggi legati all’impiego di uno strumento come questo sono stati molteplici:
            <ol>
                <li>maggiore velocità d’esecuzione dell’intervento, con conseguente meno fatica per l’operatore</li>
                <li>maggiore precisione di taglio rispetto ad un seghetto da legno o da ferro</li>
                <li>possibilità di usare la superficie piatta della rondella per rifinire il pareggiamento, conferendo così alla porzione d’appoggio neoformata dell’unghia un certo allineamento con il IV dito</li>
            </ol>
            </td>
            <td><a target="_blank" href="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/chirurgia/unghiello/04_fasedirifinitura.jpg"><img alt="Rifinitura" width="230" height="172" src="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/chirurgia/unghiello/04_fasedirifinitura.jpg" /></a></td>
        </tr>
        <tr>
            <td>A chiusura dell’intervento, si è proceduto alla somministrazione di Flunixin meglumina a scopo antidolorifico. <br />
            Già a distanza di poche ore dall’intervento, il verro presentava una migliorata stazione e conseguente deambulazione, mentre a circa 21 giorni la cinetica locomotoria era tornata praticamente nella norma, così come anche la produzione di seme. <br />
            &#160;</td>
            <td><a target="_blank" href="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/chirurgia/unghiello/05_appoggiodelpiededopo3sett.jpg"><img alt="Appoggio del piede dopo 3 settimane" width="230" height="172" src="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/chirurgia/unghiello/05_appoggiodelpiededopo3sett.jpg" /></a></td>
        </tr>
    </tbody>
</table>
<p>&#160;</p><div class='fblikebutton'><iframe src='http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http%3a%2f%2fsuivet.it%2fintervento-di-pareggiamento-degli-unghielli-.aspx&amp;layout=standard&amp;show_faces=false&amp;width=450&amp;height=35&amp;action=like&amp;colorscheme=light' scrolling='no' frameborder='0' allowTransparency='true' style='border:none; overflow:hidden;width:450px; height:35px;'></iframe></div>]]></description>
      <link>http://suivet.it/intervento-di-pareggiamento-degli-unghielli-.aspx</link>
      <author>mazzoni@suivet.it (Dott. Claudio Mazzoni)</author>
      <comments>http://suivet.it/intervento-di-pareggiamento-degli-unghielli-.aspx</comments>
      <guid isPermaLink="true">http://suivet.it/intervento-di-pareggiamento-degli-unghielli-.aspx</guid>
      <pubDate>Wed, 15 Feb 2012 18:38:00 GMT</pubDate>
    </item>
    <item>
      <title>Classificazioni dell'ernia inguinale</title>
      <description><![CDATA[<p>L’ernia inguinale del suino può essere classificata in tre gruppi: riducibile, irriducibile ed incarcerata.</p>
<h4>1) Ernia inguinale Riducibile</h4>
<p>L’ernia inguinale si dice riducibile quando il suo contenuto può essere riposizionato per intero all’interno della cavità addominale senza alcun impedimento. È l’ernia che più classicamente risulta visibile già alla nascita o nelle ore immediatamente successiva ad essa. Presente nella femmina/ermafrodita, risulta maggiormente apprezzabile nel maschio ed è pertanto accompagnata dalla presenza di almeno un testicolo, quello del lato dell’ernia stessa per l'appunto. È possibile che anche alcune ernie castrate siano riducibili, ma si tratta di un’evenienza abbastanza rara che spesso interessa pesi più elevati (15-20kg).</p>
<table border="0" cellspacing="1" cellpadding="1" width="100%">
    <thead>
        <tr>
            <th scope="col" align="center">Ernia riducibile</th>
            <th scope="col" align="center">Ernia riducibile ridotta</th>
        </tr>
    </thead>
    <tbody>
        <tr>
            <td align="center"><a href="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/chirurgia/ernieclassificazione/erniariducibile1.jpg"><img alt="Esempio di ernia riducibile" width="230" height="173" src="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/chirurgia/ernieclassificazione/erniariducibile1.jpg" /></a></td>
            <td align="center"><a href="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/chirurgia/ernieclassificazione/erniariducibileridotta.jpg"><img alt="Esempio di ernia riducibile ridotta" width="230" height="173" src="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/chirurgia/ernieclassificazione/erniariducibileridotta.jpg" /></a></td>
        </tr>
    </tbody>
</table>
<p>&#160;</p>
<h4>2) Ernia inguinale Irriducibile</h4>
<p>Si tratta di una paratopia seguente ad un processo infiammatorio, o alla castrazione. In questo caso diversi elementi della regione partecipano attivamente ad impedire il ritorno del viscere erniato all’interno della cavità addominale. Tali elementi sono principalmente rappresentati dal funicolo spermatico e dagli anelli inguinali.<br />
Il funicolo spermatico può, in alcune situazioni soprattutto seguenti alla castrazione, formare un laccio attorno al viscere erniato che e, di fatto, limitarne l’escursione nella cavità erniaria impedendone così un ritorno in addome. Ancora più grave è il restringimento dell’anello inguinale esterno o addirittura dell’anello in guidale interno che, pur essendo solo virtuale nel suino, talvolta viene ad essere ben rappresentato tanto da formare uno spazio assolutamente insuperable per il ritorno dell’ernia nella cavità addominale. La gravità delle ernie irriducibili risiede nella possibilità di generare delle strozzature fatali del viscere erniato.</p>
<table border="0" cellspacing="1" cellpadding="1" width="100%">
    <thead>
        <tr>
            <th scope="col" align="center">Ernia irriducibile</th>
        </tr>
    </thead>
    <tbody>
        <tr>
            <td align="center"><a href="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/chirurgia/ernieclassificazione/erniairriducibile.jpg"><img alt="Esempio di ernia irriducibile" width="300" height="225" src="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/chirurgia/ernieclassificazione/erniairriducibile.jpg" /></a></td>
        </tr>
    </tbody>
</table>
<p>&#160;</p>
<h4>3) Ernie Incarcerate</h4>
<p>Queste ernie sono conseguenti quasi esclusivamente alla castrazione del soggetto in sala parto. Si tratta, nella maggioranza dei casi, di ernie non diagnosticate alla nascita. A seguito dell’emorragia post castrazione il peritoneo viscerale, si fonde con il processo cicatriziale della fascia spermatica interna a livello della breccia operatoria dello scroto, visibile anche a livello transcutaneo. Il legame così formato, tenacissimo, impedisce qualsiasi spostamento del viscere che così può andare in contro a strozzamenti o peritonite, entrambi fatali, e risolvibili solo per via chirurgica. Nella migliore delle ipotesi il rimaneggiamento post cicatriziale della fibrina permette il distacco del viscere dalla cicatrice, ma spesso rimangono importanti variazioni di diametro dell’organo coinvolto molto preoccupanti.<br />
Probabilmente per la scarsa formazione del personale di sala parto, o per incroci genetici non appropriati, quest’ultimo tipo di ernia risulta, almeno nella nostra esperienza, il più frequente.</p>
<table border="0" cellspacing="1" cellpadding="1" width="100%">
    <thead>
        <tr>
            <th scope="col" align="center">Ernia incarcerata<br />
            sottocutanea</th>
            <th scope="col" align="center">Ernia incarcerata<br />
            con aderenze</th>
            <th scope="col" align="center">Ernia incarcerata<br />
            Riduzione diametro</th>
        </tr>
    </thead>
    <tbody>
        <tr>
            <td align="center"><a href="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/chirurgia/ernieclassificazione/erniaincarceratatranscutanea.jpg"><img alt="Ernia incarcerata transcutanea" width="150" height="113" src="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/chirurgia/ernieclassificazione/erniaincarceratatranscutanea.jpg" /></a></td>
            <td align="center"><a href="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/chirurgia/ernieclassificazione/erniaincarcerataaderenze.jpg"><img alt="Ernia incarcerata con adrenze" width="150" height="112" src="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/chirurgia/ernieclassificazione/erniaincarcerataaderenze.jpg" /></a></td>
            <td align="center"><a href="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/chirurgia/ernieclassificazione/erniaincarceratariduzdiametro.jpg"><img alt="Ernia incarcerata - riduzione diametro" width="150" height="113" src="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/chirurgia/ernieclassificazione/erniaincarceratariduzdiametro.jpg" /></a></td>
        </tr>
    </tbody>
</table>
<p><br />
&#160;</p><div class='fblikebutton'><iframe src='http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http%3a%2f%2fsuivet.it%2fclassificazioni-dellernia-inguinale.aspx&amp;layout=standard&amp;show_faces=false&amp;width=450&amp;height=35&amp;action=like&amp;colorscheme=light' scrolling='no' frameborder='0' allowTransparency='true' style='border:none; overflow:hidden;width:450px; height:35px;'></iframe></div>]]></description>
      <link>http://suivet.it/classificazioni-dellernia-inguinale.aspx</link>
      <author>mazzoni@suivet.it (Dott. Claudio Mazzoni)</author>
      <comments>http://suivet.it/classificazioni-dellernia-inguinale.aspx</comments>
      <guid isPermaLink="true">http://suivet.it/classificazioni-dellernia-inguinale.aspx</guid>
      <pubDate>Mon, 05 Dec 2011 09:54:00 GMT</pubDate>
    </item>
    <item>
      <title>Fattori predisponenti dell’ernia</title>
      <description><![CDATA[<p>L’ernia, inguinale od ombelicale, è una paratopia che interessa, in condizioni di normalità, mediamente da uno 0,5 ad un 2% dei suinetti svezzati. <br />
Fra i fattori predisponesti, occupano certamente un ruolo di rilievo, l’ereditarietà e le cause scatenanti.</p>
<p>Per ereditarietà si deve intendere la trasmissione di una predisposizione alla variazione anatomica degli strati parietali che sostengono la regione anatomica. Questa si traduce in una modificazione della forma o del diametro degli anelli inguinale (così come per l’ernia ombelicale). Importante è da osservare che non è solo colpa del maschio. Ma è un evento che coinvolge entrambi i genitori. Viene da sé che sia comunque più facile riformare il solo verro piuttosto che l’intera mandria delle scrofe.</p>
<p>Perché si verifichi l’ernia è spesso necessario che si verifichi anche una causa scatenante. Ne sono un esempio tutte quelle situazioni in grado di aumentare considerevolmente la pressione endoaddominale. Riconosciamo al riguardo delle cause esterne all’animale: cadute, schiacciamenti, affollamento e cause interne all’animale: meteorismo, coliche, accessi di tosse.</p>
<p>Nel caso dell’ernia nel maschio, risulta abbastanza controverso il ruolo della castrazione. Effettivamente non sembra che l’atto della castrazione in sé possa essere un fattore predisponente, ma piuttosto sono le modalità eseguite dall’operatore che predispongono la paratopia. Ad esempio nel caso della castrazione a strappo o ancora più importante sembra la posizione con cui viene contenuto il suinetto all’atto dell’intervento. Nel primo caso risulta certamente importante la delicatezza della mano che esegue lo strappo. In effetti se venisse eseguito con irruenza si potrebbero lesionare gli anelli inguinali che, già geneticamente predisposti, andrebbero a favorire la protusione dell’ernia. Per un motivo analogo, anche la posizione in cui viene tenuto il suinetto all’atto dell’intervento, ricopre un ruolo importante. Dovrebbe essere abbastanza chiaro al riguardo che, qualsiasi pressione esercitata dall’esterno verso l’interno per contenere la vitalità del suinetto (img. 1) è in grado di favorire la fuoriuscita dell’ernia anche a causa della pressione opposta (interno verso l’esterno) che viene esercitata dall’opposizione del suinetto stesso all’operazione.</p>
<table border="0" cellspacing="1" summary="Img. 1: Castrazione con contenimento non corretto" cellpadding="1" width="49%" style="float: left">
    <caption>Img. 1: Contenimento non corretto</caption>
    <tbody>
        <tr>
            <td style="text-align: center"><img alt="Img. 1: Contenimento non corretto" width="200" height="150" src="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/chirurgia/fattoripredisponentiernia/castrazioniconcontenimentononcorretto-1.jpg" /></td>
        </tr>
    </tbody>
</table>
<table border="0" cellspacing="1" summary="Img. 2: Diagnosi di ernia" cellpadding="1" width="49%" style="float: right">
    <caption>Img. 2: Diagnosi di ernia</caption>
    <tbody>
        <tr>
            <td style="text-align: center"><img alt="Img. 2: Diagnosi di ernia" width="200" height="150" src="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/chirurgia/fattoripredisponentiernia/diagnosidierniainsp-2.jpg" /></td>
        </tr>
    </tbody>
</table>
<p><br />
Quello che comunque è veramente importante al momento della castrazione è la diagnosi di ernia inguinale (img. 2). È necessario infatti accertarsi della presenza della paratopia in questa sede così da evitare di procedere all’intervento. L’ernia inguinale è solitamente già ben presente alla nascita, ma alcune volte può sfuggire sia per mancanza di conoscenza che per distrazione, essendo la castrazione una procedura ripetuta per diverse ore consecutive. La castrazione di un’ernia inguinale può portare alla morte del suinetto per sventramento, con successivo calpestamento dei visceri erniati, fino alla formazione di ernie irriducibili ma soprattutto incarcerate, spesso poco compatibili con la vita ai pesi superiori. <br />
Queste osservazioni sono da tenere ancora più in considerazione dal momento che, la normativa già vigente da alcuni anni, impone la castrazione entro i 7 giorni di vita. È pertanto chiaro che nel corso della formazione del personale delle sale parto, questi concetti debbano essere diffusi e sottolineati. <br />
&#160;</p><div class='fblikebutton'><iframe src='http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http%3a%2f%2fsuivet.it%2ffattori-predisponenti-dell%e2%80%99ernia.aspx&amp;layout=standard&amp;show_faces=false&amp;width=450&amp;height=35&amp;action=like&amp;colorscheme=light' scrolling='no' frameborder='0' allowTransparency='true' style='border:none; overflow:hidden;width:450px; height:35px;'></iframe></div>]]></description>
      <link>http://suivet.it/fattori-predisponenti-dell’ernia.aspx</link>
      <author>mazzoni@suivet.it (Dott. Claudio Mazzoni)</author>
      <comments>http://suivet.it/fattori-predisponenti-dell’ernia.aspx</comments>
      <guid isPermaLink="true">http://suivet.it/fattori-predisponenti-dell’ernia.aspx</guid>
      <pubDate>Sun, 20 Nov 2011 17:58:00 GMT</pubDate>
    </item>
    <item>
      <title>Chirurgia del criptorchidismo</title>
      <description><![CDATA[<table cellspacing="1" cellpadding="1" width="500">
    <tbody>
        <tr>
            <td colspan="7" style="text-align: justify">La diagnosi di criptorchidismo si effettua con il soggetto posizionato sul piano operatorio ed in completo stato di neuro-lepto-analgesia.</td>
        </tr>
        <tr>
            <td><a target="_blank" href="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/chirurgia/criptorchide01/cripto01.JPG"><img alt="criptorchidismo" width="100" height="73" src="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/chirurgia/criptorchide01/cripto01.JPG" /></a></td>
            <td colspan="6" style="text-align: justify">Identificata la regione dell’inguine in cui è presente il testicolo tramite una leggera pressione con il pollice si procede all’isolamento dell’organo che si presenta globoso e liscio al tatto.</td>
        </tr>
        <tr>
            <td><a target="_blank" href="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/chirurgia/criptorchide01/cripto02.JPG"><img alt="criptorchidismo" width="100" height="73" src="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/chirurgia/criptorchide01/cripto02.JPG" /></a></td>
            <td colspan="6" style="text-align: justify">Dopo disinfezione con soluzione iodata si incide la cute parallelamente alla line amediana, circa due centimetri a lato del capezzolo.</td>
        </tr>
        <tr>
            <td><a target="_blank" href="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/chirurgia/criptorchide01/cripto03.JPG"><img alt="criptorchidismo" width="100" height="73" src="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/chirurgia/criptorchide01/cripto03.JPG" /></a></td>
            <td colspan="6" style="text-align: justify">Quindi si individua il canale inguinale, meglio per via smussa, aiutandosi con le dita per evitare il gemizio di sangue.</td>
        </tr>
        <tr>
            <td><a target="_blank" href="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/chirurgia/criptorchide01/cripto04.JPG"><img alt="criptorchidismo" width="100" height="73" src="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/chirurgia/criptorchide01/cripto04.JPG" /></a></td>
            <td colspan="6" style="text-align: justify">Avvalendosi di pinza e forbici chirurgiche è possibile farsi largo fra i tessuti e quindi aprire il canale inguinale per raggiungere l’anello inguinale esterno.</td>
        </tr>
        <tr>
            <td><a target="_blank" href="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/chirurgia/criptorchide01/cripto05.JPG"><img alt="criptorchidismo" width="100" height="73" src="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/chirurgia/criptorchide01/cripto05.JPG" /></a></td>
            <td><a target="_blank" href="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/chirurgia/criptorchide01/cripto06.JPG"><img alt="criptorchidismo" width="100" height="73" src="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/chirurgia/criptorchide01/cripto06.JPG" /></a></td>
            <td rowspan="2" colspan="5" style="text-align: justify">Dopo aver delimitato il canale ed i margini dell’anello inguinale, si identifica la coda dell’epididimo, posta cranio-medialmente sul margine dell’anello inguinale esterno. Esercitando una leggera ma decisa trazione dorso-ventrale si scolla l’epididimo dai piani sottostanti.</td>
        </tr>
        <tr>
            <td><a target="_blank" href="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/chirurgia/criptorchide01/cripto07.JPG"><img alt="criptorchidismo" width="100" height="73" src="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/chirurgia/criptorchide01/cripto07.JPG" /></a></td>
            <td><a target="_blank" href="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/chirurgia/criptorchide01/cripto08.JPG"><img alt="criptorchidismo" width="100" height="73" src="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/chirurgia/criptorchide01/cripto08.JPG" /></a></td>
        </tr>
        <tr>
            <td><a target="_blank" href="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/chirurgia/criptorchide01/cripto09.JPG"><img alt="criptorchidismo" width="100" height="73" src="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/chirurgia/criptorchide01/cripto09.JPG" /></a></td>
            <td><a target="_blank" href="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/chirurgia/criptorchide01/cripto10.JPG"><img alt="criptorchidismo" width="100" height="73" src="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/chirurgia/criptorchide01/cripto10.JPG" /></a></td>
            <td colspan="5" style="text-align: justify">Con una pinza emostatica si fissa l’epididimo, che da questo momento in avanti è bene non perdere mai.</td>
        </tr>
        <tr>
            <td><a target="_blank" href="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/chirurgia/criptorchide01/cripto11.JPG"><img alt="criptorchidismo" width="100" height="73" src="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/chirurgia/criptorchide01/cripto11.JPG" /></a></td>
            <td colspan="6" style="text-align: justify">Le pinze chirurgiche e le dita della mano libera, devono a questo punto favorire lo scivolamento del testicolo ritenuto verso l’anello inguinale, scollandolo delicatamente dai tessuti che lo circondano.</td>
        </tr>
        <tr>
            <td><a target="_blank" href="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/chirurgia/criptorchide01/cripto12.JPG"><img alt="criptorchidismo" width="100" height="73" src="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/chirurgia/criptorchide01/cripto12.JPG" /></a></td>
            <td colspan="6" style="text-align: justify">La prima struttura ad uscire dall’anello inguinale è solitamente la testa dell’epididimo che va&#160; fissata con la pinza emostatica.</td>
        </tr>
        <tr>
            <td><a target="_blank" href="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/chirurgia/criptorchide01/cripto13.JPG"><img alt="criptorchidismo" width="100" height="73" src="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/chirurgia/criptorchide01/cripto13.JPG" /></a></td>
            <td><a target="_blank" href="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/chirurgia/criptorchide01/cripto14.JPG"><img alt="criptorchidismo" width="100" height="73" src="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/chirurgia/criptorchide01/cripto14.JPG" /></a></td>
            <td rowspan="2" colspan="4" style="text-align: justify">Quindi operando una trazione, ancora una volta dorso-ventrale, è possibile dislocare il testicolo ritenuto dalla cavità addominale.</td>
        </tr>
        <tr>
            <td><a target="_blank" href="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/chirurgia/criptorchide01/cripto15.JPG"><img alt="criptorchidismo" width="100" height="73" src="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/chirurgia/criptorchide01/cripto15.JPG" /></a></td>
            <td><a target="_blank" href="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/chirurgia/criptorchide01/cripto16.JPG"><img alt="criptorchidismo" width="100" height="73" src="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/chirurgia/criptorchide01/cripto16.JPG" /></a></td>
        </tr>
        <tr>
            <td><a target="_blank" href="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/chirurgia/criptorchide01/cripto17.JPG"><img alt="criptorchidismo" width="100" height="73" src="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/chirurgia/criptorchide01/cripto17.JPG" /></a></td>
            <td><a target="_blank" href="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/chirurgia/criptorchide01/cripto18.JPG"><img alt="criptorchidismo" width="100" height="73" src="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/chirurgia/criptorchide01/cripto18.JPG" /></a></td>
            <td colspan="3">Segue la rimozione dell’organo.</td>
        </tr>
        <tr>
            <td><a target="_blank" href="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/chirurgia/criptorchide01/cripto19.JPG"><img alt="criptorchidismo" width="100" height="73" src="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/chirurgia/criptorchide01/cripto19.JPG" /></a></td>
            <td colspan="6" style="text-align: justify">L’apertura (dimostrativa) dell’anello inguinale permette di evidenziare l’assenza di gravi soluzioni di continuità del peritoneo con tutti i vantaggi sanitari che ne derivano.</td>
        </tr>
        <tr>
            <td><a target="_blank" href="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/chirurgia/criptorchide01/cripto20.JPG"><img alt="criptorchidismo" width="100" height="73" src="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/chirurgia/criptorchide01/cripto20.JPG" /></a></td>
            <td colspan="6" style="text-align: justify">Tuttavia è buona norma procedere ad una sutura dell’anello inguinale con uno o due punti staccati con filo riassorbibile EP3, per evitare che si possano formare ernie post-operatorie, conseguenti alle manipolazioni intraoperatorie.</td>
        </tr>
        <tr>
            <td colspan="7" style="text-align: justify">Nei casi ove la manipolazione è stata più decisa, è preferibile l’impiego di fili da sutura sempre EP3, ma non riassorbibili.</td>
        </tr>
        <tr>
            <td><a target="_blank" href="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/chirurgia/criptorchide01/cripto21.JPG"><img alt="criptorchidismo" width="100" height="73" src="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/chirurgia/criptorchide01/cripto21.JPG" /></a></td>
            <td colspan="6" style="text-align: justify">La rimozione del testicolo controlaterale a quello ritenuto, può essere fatta attraverso la stessa breccia operatoria...</td>
        </tr>
        <tr>
            <td><a target="_blank" href="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/chirurgia/criptorchide01/cripto22.JPG"><img alt="criptorchidismo" width="100" height="73" src="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/chirurgia/criptorchide01/cripto22.JPG" /></a></td>
            <td colspan="6" style="text-align: justify">...previa incisione di dartos e fascia spermatica esterna, avendo cura di preservare la fascia spermatica interna.</td>
        </tr>
        <tr>
            <td><a target="_blank" href="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/chirurgia/criptorchide01/cripto23.JPG"><img alt="criptorchidismo" width="100" height="73" src="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/chirurgia/criptorchide01/cripto23.JPG" /></a></td>
            <td><a target="_blank" href="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/chirurgia/criptorchide01/cripto4.JPG"><img alt="criptorchidismo" width="100" height="73" src="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/chirurgia/criptorchide01/cripto24.JPG" /></a></td>
            <td><a target="_blank" href="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/chirurgia/criptorchide01/cripto25.JPG"><img alt="criptorchidismo" width="100" height="73" src="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/chirurgia/criptorchide01/cripto25.JPG" /></a></td>
            <td><a target="_blank" href="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/chirurgia/criptorchide01/cripto26.JPG"><img alt="criptorchidismo" width="100" height="73" src="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/chirurgia/criptorchide01/cripto26.JPG" /></a></td>
            <td><a target="_blank" href="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/chirurgia/criptorchide01/cripto27.JPG"><img alt="criptorchidismo" width="100" height="73" src="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/chirurgia/criptorchide01/cripto27.JPG" /></a></td>
        </tr>
        <tr>
            <td colspan="7">Il distacco del legamento scrotale predispone il testicolo alla sua rimozione mediante emasculatore di hausmann curvo per piccoli animali. Utile è l’attorcigliamento del funicolo spermatico per dare maggiore forza all’azione anastomizzante dell’emasculatore.</td>
        </tr>
        <tr>
            <td><a target="_blank" href="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/chirurgia/criptorchide01/cripto28.JPG"><img alt="criptorchidismo" width="100" height="73" src="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/chirurgia/criptorchide01/cripto28.JPG" /></a></td>
            <td colspan="4" style="text-align: justify">La sutura con punto a “U” staccato in filo EP4 non riassorbibile sancisce la fine dell’intervento.</td>
        </tr>
        <tr>
            <td><a target="_blank" href="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/chirurgia/criptorchide01/cripto29.JPG"><img alt="criptorchidismo" width="100" height="73" src="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/chirurgia/criptorchide01/cripto29.JPG" /></a></td>
            <td><a target="_blank" href="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/chirurgia/criptorchide01/cripto30.JPG"><img alt="criptorchidismo" width="100" height="73" src="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/chirurgia/criptorchide01/cripto30.JPG" /></a></td>
            <td colspan="3" style="text-align: justify">L’unica raccomandazione al riguardo è quella di includervi più piani delle strutture sottostanti durante l’esecuzione del punto.</td>
        </tr>
    </tbody>
</table>
<p>&#160;</p>
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      <link>http://suivet.it/chirurgia-del-criptorchidismo.aspx</link>
      <author>mazzoni@suivet.it (Dott. Claudio Mazzoni)</author>
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      <pubDate>Sun, 30 Oct 2011 12:00:00 GMT</pubDate>
    </item>
    <item>
      <title>Tipi di ernie inguinali nel suino</title>
      <description><![CDATA[<table cellspacing="1" cellpadding="1" border="0">
    <tbody>
        <tr>
            <td colspan="2">Le ernie inguinali esterne del suino si dividono abitualmente in due tipi: il <i>Bubonocele</i> e l’<i>Oscheocele</i>. Sono facilmente distinguibili, ma alcune volte si fondono l’una nell’altra complicando la diagnosi. La patogenesi di queste ernie va principalmente ricercata nel restringimento dell’anello inguinale esterno, oppure alla comparsa di un anello inguinale interno. Quest’ultimo, in condizioni normali, è sostanzialmente virtuale, ma in alcuni casi può assumere una forma ben delimitata e consistenza fibrosa. Il viscere erniato fatica così a rientrare nella sede addominale e l’apertura chirurgica di questi anelli consente la rapida risoluzione della paratopia. La successiva sutura dell’anello inguinale esterno evita, solitamente, la recidiva dell’ernia. Il viscere addominale che prevalentemente si ritrova nel sacco erniario, risulta essere il piccolo intestino. Molto raramente abbiamo rinvenuto la vescica e l’utero.</td>
        </tr>
        <tr>
            <td><b>Bubonocele</b><br />
            Si tratta della tipologia di ernia più rara e comporta la spostamento di visceri che si fermano nella cavità vaginale, a livello di inguine. Rare sono le complicazioni in sede operatoria derivanti dalle aderenze fra gli elementi del canale inguinale e la sierosa viscerale dell’organo erniato.<br />
            &#160;</td>
            <td><a href="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/chirurgia/tipidiernie/bubonocele.jpg"><img width="220" height="205" alt="" src="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/chirurgia/tipidiernie/bubonocele.jpg" /></a></td>
        </tr>
        <tr>
            <td><a href="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/chirurgia/tipidiernie/oscheocele.jpg"><img width="220" height="213" alt="" src="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/chirurgia/tipidiernie/oscheocele.jpg" /></a></td>
            <td><b>Oscheocele</b><br />
            Questa tipologia di ernia esterna, assai più frequente della precedente, prevede lo spostamento dei visceri addominali che, impegnando la cavità vaginale, raggiungono il testicolo all’interno della loggia scrotale. La maggiore incidenza di questa paratopia deriva, con tutta probabilità, dall’assenza di impedimenti anatomici all’interno della vaginale in grado di ridurre o limitare l’escursione del viscere erniario che, conseguentemente&#160;raggiunge con facilità il fondo della vaginale stessa in prossimità del testicolo.&#160;</td>
        </tr>
        <tr>
            <td colspan="2">Più frequente di quanto non accada nel primo caso è l’insorgenza di aderenze fra gli elementi del canale inguinale e la sierosa viscerale dell’organo erniato che possono complicare così decorso dell’intervento e prognosi.</td>
        </tr>
    </tbody>
</table>
<p>&#160;</p><div class='fblikebutton'><iframe src='http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http%3a%2f%2fsuivet.it%2ftipi-di-ernie-inguinali-nel-suino.aspx&amp;layout=standard&amp;show_faces=false&amp;width=450&amp;height=35&amp;action=like&amp;colorscheme=light' scrolling='no' frameborder='0' allowTransparency='true' style='border:none; overflow:hidden;width:450px; height:35px;'></iframe></div>]]></description>
      <link>http://suivet.it/tipi-di-ernie-inguinali-nel-suino.aspx</link>
      <author>mazzoni@suivet.it (Dott. Claudio Mazzoni)</author>
      <comments>http://suivet.it/tipi-di-ernie-inguinali-nel-suino.aspx</comments>
      <guid isPermaLink="true">http://suivet.it/tipi-di-ernie-inguinali-nel-suino.aspx</guid>
      <pubDate>Sat, 03 Sep 2011 21:15:00 GMT</pubDate>
    </item>
    <item>
      <title>Risoluzione del Prolasso parziale</title>
      <description><![CDATA[<table border="0" cellspacing="1" cellpadding="1">
    <tbody>
        <tr>
            <td colspan="2"><span style="font-family: Arial; font-size: 12pt; mso-fareast-font-family: 'Times New Roman'; mso-ansi-language: IT; mso-fareast-language: IT; mso-bidi-language: AR-SA"><font color="#000000">Decisamente meno frequente del prolasso totale del retto, il prolasso parziale (foto in basso a sinistra) si presenta maggiormente in sala parto, ed è più frequente alcuni giorni dopo lo stesso. <span style="font-family: Arial; font-size: 12pt; mso-fareast-font-family: 'Times New Roman'; mso-ansi-language: IT; mso-fareast-language: IT; mso-bidi-language: AR-SA">La sua risoluzione risulta certamente più agevole della versione totale ed i margini di recupero, soprattutto se curato per tempo, sono veramente elevati. <span style="font-family: Arial; font-size: 12pt; mso-fareast-font-family: 'Times New Roman'; mso-ansi-language: IT; mso-fareast-language: IT; mso-bidi-language: AR-SA">Si presenta come un’estrusione rossastra ben contenuta ed elastica al tatto (foto in basso a destra) dell’ano. Si tratta però di una porzione laterale della struttura che lascia comunque abbastanza pervio lo sfintere.</span></span></font></span></td>
        </tr>
        <tr>
            <td width="240"><a href="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/chirurgia/prolassi/1-prolassoparziale.jpg"><img alt="" width="345" height="258" src="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/chirurgia/prolassi/1-prolassoparziale.jpg" /></a></td>
            <td><a href="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/chirurgia/prolassi/2-prolassoparziale_manipolazione.jpg"><img alt="" width="345" height="258" src="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/chirurgia/prolassi/2-prolassoparziale_manipolazione.jpg" /></a></td>
        </tr>
        <tr>
            <td colspan="2"><span style="font-family: Arial; font-size: 12pt; mso-fareast-font-family: 'Times New Roman'; mso-ansi-language: IT; mso-fareast-language: IT; mso-bidi-language: AR-SA"><font color="#000000">La sua risoluzione, dopo aver posto l’animale in stato di neurolessia, consiste nell’isolamento della porzione protundente tramite&#160;uno spago, ben stretto alla base della lesione, così da impedire l’afflusso di sangue alla porzione esterna (foto in basso). <span style="font-family: Arial; font-size: 12pt; mso-fareast-font-family: 'Times New Roman'; mso-ansi-language: IT; mso-fareast-language: IT; mso-bidi-language: AR-SA">Dopo aver eseguito alcuni nodi chiusi con molta forza, si osserverà una progressiva necrosi del prolasso parziale e nel giro di 3-5 giorni sarà rinvenibile sul pavimento della gabbia. </span></font></span></td>
        </tr>
        <tr>
            <td><a href="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/chirurgia/prolassi/3-prolassoparziale_legatura.jpg"><img alt="" width="345" height="258" src="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/chirurgia/prolassi/3-prolassoparziale_legatura.jpg" /></a></td>
            <td><a href="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/chirurgia/prolassi/4-prolassoparziale_dopodiverselegature.jpg"><img alt="" width="345" height="258" src="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/chirurgia/prolassi/4-prolassoparziale_dopodiverselegature.jpg" /></a></td>
        </tr>
        <tr>
            <td><span style="font-family: Arial; font-size: 12pt; mso-fareast-font-family: 'Times New Roman'; mso-ansi-language: IT; mso-fareast-language: IT; mso-bidi-language: AR-SA"><font color="#000000">Data la vicinanza con il materiale fecale, e vista la probabile fuoriuscita di sangue conseguente all’intervento, si cosiglia caldamente una copertura antibiotica, meglio con cefalosporine o associazioni di amoxicillina+clavulanico, per 5-7 giorni. <span style="font-family: Arial; font-size: 12pt; mso-fareast-font-family: 'Times New Roman'; mso-ansi-language: IT; mso-fareast-language: IT; mso-bidi-language: AR-SA">Nel giro di un paio di settimane l’anatomia della regione si presenta perfettamente ristabilita e l’animale può tranquillamente essere reintegrato nella mandria.</span></font></span></td>
            <td><a href="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/chirurgia/prolassi/5-prolassoparzialedopo2settimane.jpg"><img alt="" width="290" height="217" src="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/chirurgia/prolassi/5-prolassoparzialedopo2settimane.jpg" /></a></td>
        </tr>
    </tbody>
</table>
<p>&#160;</p>
<p>&#160;</p><div class='fblikebutton'><iframe src='http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http%3a%2f%2fsuivet.it%2frisoluzione-del-prolasso-parziale.aspx&amp;layout=standard&amp;show_faces=false&amp;width=450&amp;height=35&amp;action=like&amp;colorscheme=light' scrolling='no' frameborder='0' allowTransparency='true' style='border:none; overflow:hidden;width:450px; height:35px;'></iframe></div>]]></description>
      <link>http://suivet.it/risoluzione-del-prolasso-parziale.aspx</link>
      <author>mazzoni@suivet.it (Dott. Claudio Mazzoni)</author>
      <comments>http://suivet.it/risoluzione-del-prolasso-parziale.aspx</comments>
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      <pubDate>Fri, 08 Apr 2011 04:56:00 GMT</pubDate>
    </item>
    <item>
      <title>Anatomia dell'ernia inguinale</title>
      <description><![CDATA[<p><img alt="" width="550" height="412" src="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/anatomiaerniecastrazetc/anatomiaerniainguinale-2.jpg" /></p>
<table border="0" cellspacing="1" cellpadding="1"  height="80">
    <tbody>
        <tr>
            <td>Di particolare rilievo è l'enorme spazio lasciato dalla cavità vaginale che, in condizioni normali, dovrebbe essere appena accennato consentendo un'intima connessione fra fascia spermatica interna e funicolo spermatico.</td>
        </tr>
    </tbody>
</table>
<p>&#160;</p><div class='fblikebutton'><iframe src='http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http%3a%2f%2fsuivet.it%2fanatomia-dellernia-inguinale.aspx&amp;layout=standard&amp;show_faces=false&amp;width=450&amp;height=35&amp;action=like&amp;colorscheme=light' scrolling='no' frameborder='0' allowTransparency='true' style='border:none; overflow:hidden;width:450px; height:35px;'></iframe></div>]]></description>
      <link>http://suivet.it/anatomia-dellernia-inguinale.aspx</link>
      <author>mazzoni@suivet.it (Dott. Claudio Mazzoni)</author>
      <comments>http://suivet.it/anatomia-dellernia-inguinale.aspx</comments>
      <guid isPermaLink="true">http://suivet.it/anatomia-dellernia-inguinale.aspx</guid>
      <pubDate>Mon, 21 Feb 2011 07:00:00 GMT</pubDate>
    </item>
    <item>
      <title>Rarissimo caso di criptorchidismo associato a bubonocele</title>
      <description><![CDATA[<table border="0" cellspacing="1" cellpadding="1" >
    <tbody>
        <tr>
            <td width="300">La paratopia in oggetto è di assoluta rarità, unico caso repertato in anni di attività chirurgica.<br />
            Il soggetto presentava una classica ernia inguinale (Bubonocele) con sacco erniario alquanto ispessito, (evidenziato dalla pinza di Durante). Dopo la riduzione dell’ernia, è stato possibile osservare un anello inguinale esterno di notevoli dimensioni che celava al suo interno, legato&#160;alla sua porzione mediale,&#160;l’epididimo con il testicolo annesso.&#160;Questo si presentava con una struttura particolarmente disorganizzata, certamente anomala, soprattutto relativamente al plesso pampiniforme. Anche l’epididimo aveva perso gran parte della sua originale organizzazione ed il muscolo cremastere sembrava solo accennato.</td>
            <td><a href="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/chirurgia/casichirurgici/criptorchidismoconbubonocele3[1600x1200].jpg"><img alt="" width="360" height="270" src="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/chirurgia/casichirurgici/criptorchidismoconbubonocele3[1600x1200].jpg" /></a></td>
        </tr>
    </tbody>
</table>
<p><a href="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/chirurgia/casichirurgici/criptorchidismoconbubonocele3[1600x1200].jpg">Data/Sites/1/media/chirurgia/casichirurgici/criptorchidismoconbubonocele3[1600x1200].jpg</a>&#160;</p><div class='fblikebutton'><iframe src='http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http%3a%2f%2fsuivet.it%2frarissimo-caso-di-criptorchidismo-associato-a-bubonocele.aspx&amp;layout=standard&amp;show_faces=false&amp;width=450&amp;height=35&amp;action=like&amp;colorscheme=light' scrolling='no' frameborder='0' allowTransparency='true' style='border:none; overflow:hidden;width:450px; height:35px;'></iframe></div>]]></description>
      <link>http://suivet.it/rarissimo-caso-di-criptorchidismo-associato-a-bubonocele.aspx</link>
      <author>mazzoni@suivet.it (Dott. Claudio Mazzoni)</author>
      <comments>http://suivet.it/rarissimo-caso-di-criptorchidismo-associato-a-bubonocele.aspx</comments>
      <guid isPermaLink="true">http://suivet.it/rarissimo-caso-di-criptorchidismo-associato-a-bubonocele.aspx</guid>
      <pubDate>Sun, 13 Feb 2011 08:41:00 GMT</pubDate>
    </item>
    <item>
      <title>L'emasculatore: uno strumento chirurgico indispensabile</title>
      <description><![CDATA[<table border="0" cellspacing="1" cellpadding="1" height="500">
    <tbody>
        <tr>
            <td height="100" width="200">
            <div style="line-height: 150%">Definire l’emasculatore di Hausmann o di Lille curvo (16cm), uno strumento indispensabile per la chirurgia contemporanea del suino è davvero inevitabile.</div>
            Trova nella castrazione la sua naturale sfera di applicazione, ma è bene non dimenticarlo anche nel caso della romozione del canale inguinale dell'ernia incarcerata.</td>
            <td height="100"><a target="_blank" href="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/attrezzaturachirurgica/emasculatore/emasculatore[1600x1200].jpg"><img alt="Emasculatore" width="230" height="172" src="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/attrezzaturachirurgica/emasculatore/emasculatore[1600x1200].jpg" /></a></td>
        </tr>
        <tr>
            <td height="50" width="50" align="left"><a target="_blank" href="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/attrezzaturachirurgica/emasculatore/emasculatore1[1600x1200].jpg"><img alt="Emasculatore durante un'azione anastomotica" align="middle" width="230" height="172" src="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/attrezzaturachirurgica/emasculatore/emasculatore1[1600x1200].jpg" /></a></td>
            <td height="50" width="200">
            <div style="line-height: 150%">Certamente efficace nella castrazione, tanto del suinetto appena svezzato, quanto del magrone di 50 kg, permette un notevole risparmio di tempo se confrontato con le altre tecniche che prevedano un'azione anastomotica(legatura o torcente). Presenta una porzione posteriore in grado</div>
            </td>
        </tr>
        <tr>
            <td height="100" width="200">di tranciare il funicolo spermatico ed una anteriore in grado di tagliarlo. L'abbinamento delle due funzioni, oltre a permettere una rapida castrazione, riduce al minimo (praticamente nullo) il gemizio di sangue.</td>
            <td height="100"><a target="_blank" href="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/attrezzaturachirurgica/emasculatore/emasculatore3[1600x1200].jpg"><img alt="Emasculatore - trancio del funiculo spermatico" width="230" height="172" src="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/attrezzaturachirurgica/emasculatore/emasculatore3[1600x1200].jpg" /></a></td>
        </tr>
    </tbody>
</table>
<p>&#160;</p><div class='fblikebutton'><iframe src='http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http%3a%2f%2fsuivet.it%2flemasculatore-uno-strumento-chirurgico-indispensabile.aspx&amp;layout=standard&amp;show_faces=false&amp;width=450&amp;height=35&amp;action=like&amp;colorscheme=light' scrolling='no' frameborder='0' allowTransparency='true' style='border:none; overflow:hidden;width:450px; height:35px;'></iframe></div>]]></description>
      <link>http://suivet.it/lemasculatore-uno-strumento-chirurgico-indispensabile.aspx</link>
      <author>mazzoni@suivet.it (Dott. Claudio Mazzoni)</author>
      <comments>http://suivet.it/lemasculatore-uno-strumento-chirurgico-indispensabile.aspx</comments>
      <guid isPermaLink="true">http://suivet.it/lemasculatore-uno-strumento-chirurgico-indispensabile.aspx</guid>
      <pubDate>Mon, 10 May 2010 20:09:00 GMT</pubDate>
    </item>
    <item>
      <title>Attrezzatura necessaria per la chirurgia di ernie e criptorchidi......e altro.</title>
      <description><![CDATA[<p><a href="#generica">Attrezzatura generica</a><br />
<a href="#anestesia">Anestesia</a><br />
<a href="#ernie">Attrezzatura chirurgica per ernie</a><br />
<a href="#criptorchidi">Attrezzatura chirurgica per criptorchidi</a><br />
<a href="#immagini">Immagini</a></p>
<p><b>Attrezzatura generica</b></p>
<ul>
    <li>Sistema di ancoraggio (tipo scala)</li>
    <li>corde (50cm cd)</li>
    <li>carta</li>
    <li>guanti in lattice usa e getta</li>
    <li>ripiano su cui appoggiare l’attrezzatura chirurgica</li>
    <li>secchiello per i rifiuti</li>
</ul>
<p><b>Anestesia</b></p>
<ul>
    <li>Azaperone intramuscolo (come preanestetico) seguita dopo qualche minuto da un’associazione di Zolazepam+Tiletamina sempre intramuscolo (come anestetico)</li>
    <li>Antibiotico LA</li>
    <li>Antinfiammatorio antidolorifico, meglio se LA</li>
</ul>
<p><b>Attrezzatura chirurgica: ernie<br />
</b></p>
<ul>
    <li>Pinza di Durante</li>
    <li>porta aghi di Mathieu (17cm)</li>
    <li>pinza Klemmer retta (16cm)</li>
    <li>forbice chirurgica meglio se di Mayo curva (17cm)</li>
    <li>pinza Halstead-Mosquito curva (12.5cm)</li>
    <li>emasculatore di Hausmann o Lille curvo (16cm)</li>
    <li>manico da bisturi e bisturi (del 22)</li>
    <li>aghi da sutura semicurvi a punta triangolare G10 (36mm) e G11 (23mm)</li>
    <li>filo riassorbibile EP4, filo non riassorbibile EP4 ed EP3</li>
    <li>bacinella reniforme/vassoio rettangolare</li>
    <li>siringhe sterili monouso 2.5, 5.0 e 10 ml (circa 5 per tipo)</li>
    <li>disinfettante per ferri e fili (tipo Barricidal)</li>
    <li>soluzione iodata per la disinfezione dei tessuti (tipo Betadine).</li>
</ul>
<p><b>Attrezzatura chirurgica: criptorchidi</b><br />
&#160;</p>
<ul>
    <li>Pinza di Durante,</li>
    <li>porta aghi di Mathieu (17cm)</li>
    <li>pinza Klemmer curva (16cm)</li>
    <li>Emasculatore di Hausmann o Lille curvo (16cm)</li>
    <li>forbice di Mayo curva (17cm)</li>
    <li>pinza Halstead-Mosquito curva (12.5cm)</li>
    <li>manico da bisturi e bisturi</li>
    <li>aghi da sutura semicurvi a punta triangolare G10 (36mm) e G11 (23mm)filo</li>
    <li>riassorbibile EP4</li>
    <li>filo non riassorbibile EP4</li>
    <li>bacinella reniforme/vassoio rettangolare,</li>
    <li>2 siringhe sterili 2.5ml</li>
    <li>1 siringa sterile 5.0ml</li>
    <li>disinfettante per ferri e fili</li>
    <li>soluzione iodata per la disinfezione dei tessuti</li>
</ul>
<p style="text-align: center"><a target="_blank" href="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/attrezzaturachirurgica/ernie-criptorchidi/attrezzatura1.jpg" name="immagini"><img alt="Attrezzatura chirurgica per ernie (clicca per ingrandire)" width="200" height="150" src="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/attrezzaturachirurgica/ernie-criptorchidi/attrezzatura1.jpg" /></a>&#160;<a target="_blank" href="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/attrezzaturachirurgica/ernie-criptorchidi/attrezzatura2.jpg"><img alt="Attrezzatura chiurigica per criptorchidi (clicca per ingrandire)" width="200" height="150" src="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/attrezzaturachirurgica/ernie-criptorchidi/attrezzatura2.jpg" /></a></p><div class='fblikebutton'><iframe src='http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http%3a%2f%2fsuivet.it%2fattrezzatura-necessaria-per-la-chirurgia-di-ernie-e-criptorchidie-altro.aspx&amp;layout=standard&amp;show_faces=false&amp;width=450&amp;height=35&amp;action=like&amp;colorscheme=light' scrolling='no' frameborder='0' allowTransparency='true' style='border:none; overflow:hidden;width:450px; height:35px;'></iframe></div>]]></description>
      <link>http://suivet.it/attrezzatura-necessaria-per-la-chirurgia-di-ernie-e-criptorchidie-altro.aspx</link>
      <author>mazzoni@suivet.it (Dott. Claudio Mazzoni)</author>
      <comments>http://suivet.it/attrezzatura-necessaria-per-la-chirurgia-di-ernie-e-criptorchidie-altro.aspx</comments>
      <guid isPermaLink="true">http://suivet.it/attrezzatura-necessaria-per-la-chirurgia-di-ernie-e-criptorchidie-altro.aspx</guid>
      <pubDate>Sat, 17 Apr 2010 18:49:00 GMT</pubDate>
    </item>
    <item>
      <title>Ernia inguinale riducibile</title>
      <description><![CDATA[<table cellspacing="1" cellpadding="1" width="500" align="left">
    <tbody>
        <tr>
            <td colspan="5">L'ernia inguinale è riscontrabile con una certa frequenza negli allevamenti suinicoli, e varia dallo 0,5% fino ad un 4-4,5% secondo la linea genetica implicata.</td>
        </tr>
        <tr>
            <td><a target="_blank" href="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/chirurgia/ernia_ridu_mvi/ernia_ridu_01.jpg"><img alt="ernia riducibile" width="100" height="73" src="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/chirurgia/ernia_ridu_mvi/ernia_ridu_01.jpg" /></a></td>
            <td><a target="_blank" href="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/chirurgia/ernia_ridu_mvi/ernia_ridu_02.jpg"><img alt="ernia riducibile" width="100" height="73" src="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/chirurgia/ernia_ridu_mvi/ernia_ridu_02.jpg" /></a></td>
            <td><a target="_blank" href="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/chirurgia/ernia_ridu_mvi/ernia_ridu_03.jpg"><img alt="ernia riducibile" width="100" height="73" src="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/chirurgia/ernia_ridu_mvi/ernia_ridu_03.jpg" /></a></td>
            <td colspan="2" style="text-align: justify">Dopo aver sottoposto il suinetto ad adeguato protocollo anestesiologico, si procede al suo posizionamento sul tavolo operatorio, in questo caso una scala.</td>
        </tr>
        <tr>
            <td colspan="5" style="text-align: justify">Viene fissato per gli arti posteriori tramite due nastri in velcro, decisamente poco invasivi, o meglio tramite due piccole funi da scalata, certamente più pratiche nella loro applicazione</td>
        </tr>
        <tr>
            <td><a target="_blank" href="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/chirurgia/ernia_ridu_mvi/ernia_ridu_04.jpg"><img alt="ernia riducibile" width="100" height="73" src="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/chirurgia/ernia_ridu_mvi/ernia_ridu_04.jpg" /></a></td>
            <td><a target="_blank" href="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/chirurgia/ernia_ridu_mvi/ernia_ridu_05.jpg"><img alt="ernia riducibile" width="100" height="73" src="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/chirurgia/ernia_ridu_mvi/ernia_ridu_05.jpg" /></a></td>
            <td><a target="_blank" href="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/chirurgia/ernia_ridu_mvi/ernia_ridu_06.jpg"><img alt="ernia riducibile" width="100" height="73" src="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/chirurgia/ernia_ridu_mvi/ernia_ridu_06.jpg" /></a></td>
            <td colspan="2" style="text-align: justify">Il primo passo è la diagnosi di certezza di ernia riducibile, e del suo preciso lato di dislocazione</td>
        </tr>
        <tr>
            <td><a target="_blank" href="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/chirurgia/ernia_ridu_mvi/ernia_ridu_07.jpg"><img alt="ernia riducibile" width="100" height="73" src="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/chirurgia/ernia_ridu_mvi/ernia_ridu_07.jpg" /></a></td>
            <td><a target="_blank" href="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/chirurgia/ernia_ridu_mvi/ernia_ridu_08.jpg"><img alt="ernia riducibile" width="100" height="73" src="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/chirurgia/ernia_ridu_mvi/ernia_ridu_08.jpg" /></a></td>
            <td colspan="3" style="text-align: justify">Dopo disinfezione con soluzione iodata, si incide la cute parallelamente alla linea mediana a circa due cm a lato dell’ultimo capezzolo: questa è l’area di proiezione cutanea dell’anello inguinale esterno</td>
        </tr>
        <tr>
            <td><a target="_blank" href="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/chirurgia/ernia_ridu_mvi/ernia_ridu_09.jpg"><img alt="ernia riducibile" width="100" height="73" src="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/chirurgia/ernia_ridu_mvi/ernia_ridu_09.jpg" /></a></td>
            <td><a target="_blank" href="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/chirurgia/ernia_ridu_mvi/ernia_ridu_10.jpg"><img alt="ernia riducibile" width="100" height="73" src="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/chirurgia/ernia_ridu_mvi/ernia_ridu_10.jpg" /></a></td>
            <td colspan="3" style="text-align: justify">Si raggiunge per via smussa il canale inguinale e si fa scivolare il testicolo lungo lo stesso fino alla breccia operatoria</td>
        </tr>
        <tr>
            <td><a target="_blank" href="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/chirurgia/ernia_ridu_mvi/ernia_ridu_11.jpg"><img alt="ernia riducibile" width="100" height="73" src="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/chirurgia/ernia_ridu_mvi/ernia_ridu_11.jpg" /></a></td>
            <td><a target="_blank" href="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/chirurgia/ernia_ridu_mvi/ernia_ridu_12.jpg"><img alt="ernia riducibile" width="100" height="73" src="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/chirurgia/ernia_ridu_mvi/ernia_ridu_12.jpg" /></a></td>
            <td><a target="_blank" href="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/chirurgia/ernia_ridu_mvi/ernia_ridu_13.jpg"><img alt="ernia riducibile" width="100" height="73" src="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/chirurgia/ernia_ridu_mvi/ernia_ridu_13.jpg" /></a></td>
            <td><a target="_blank" href="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/chirurgia/ernia_ridu_mvi/ernia_ridu_14.jpg"><img alt="ernia riducibile" width="100" height="73" src="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/chirurgia/ernia_ridu_mvi/ernia_ridu_14.jpg" /></a></td>
            <td><a target="_blank" href="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/chirurgia/ernia_ridu_mvi/ernia_ridu_15.jpg"><img alt="ernia riducibile" width="100" height="73" src="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/chirurgia/ernia_ridu_mvi/ernia_ridu_15.jpg" /></a></td>
        </tr>
        <tr>
            <td><a target="_blank" href="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/chirurgia/ernia_ridu_mvi/ernia_ridu_16.jpg"><img alt="ernia riducibile" width="100" height="73" src="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/chirurgia/ernia_ridu_mvi/ernia_ridu_16.jpg" /></a></td>
            <td><a target="_blank" href="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/chirurgia/ernia_ridu_mvi/ernia_ridu_17.jpg"><img alt="ernia riducibile" width="100" height="73" src="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/chirurgia/ernia_ridu_mvi/ernia_ridu_17.jpg" /></a></td>
            <td colspan="3" style="text-align: justify">Incidere il dartos e la fascia spermatica esterna avendo cura di preservare l’integrità della fascia spermatica interna, quindi si lacera il legamento scrotale e si esteriorizza il testicolo</td>
        </tr>
        <tr>
            <td><a target="_blank" href="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/chirurgia/ernia_ridu_mvi/ernia_ridu_18.jpg"><img alt="ernia riducibile" width="100" height="73" src="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/chirurgia/ernia_ridu_mvi/ernia_ridu_18.jpg" /></a></td>
            <td><a target="_blank" href="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/chirurgia/ernia_ridu_mvi/ernia_ridu_19.jpg"><img alt="ernia riducibile" width="100" height="73" src="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/chirurgia/ernia_ridu_mvi/ernia_ridu_19.jpg" /></a></td>
            <td colspan="3">Un’ulteriore test di pressione addominale confermerà il nostro operato</td>
        </tr>
        <tr>
            <td><a target="_blank" href="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/chirurgia/ernia_ridu_mvi/ernia_ridu_20.jpg"><img alt="ernia riducibile" width="100" height="73" src="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/chirurgia/ernia_ridu_mvi/ernia_ridu_20.jpg" /></a></td>
            <td><a target="_blank" href="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/chirurgia/ernia_ridu_mvi/ernia_ridu_21.jpg"><img alt="ernia riducibile" width="100" height="73" src="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/chirurgia/ernia_ridu_mvi/ernia_ridu_21.jpg" /></a></td>
            <td><a target="_blank" href="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/chirurgia/ernia_ridu_mvi/ernia_ridu_22.jpg"><img alt="ernia riducibile" width="100" height="73" src="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/chirurgia/ernia_ridu_mvi/ernia_ridu_22.jpg" /></a></td>
            <td rowspan="2" colspan="2" style="text-align: justify">L’attorcigliamento del funicolo spermatico permette di agevolare la sutura cerchiante con filo riassorbibile EP4. <br />
            Questa ha lo scopo di permettere una sensibile riduzione della cavità erniaria in cui si dislocano i visceri addominali, ed una importante azione emostatica sui vasi.<br />
            &#160;&#160;</td>
        </tr>
        <tr>
            <td><a target="_blank" href="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/chirurgia/ernia_ridu_mvi/ernia_ridu_23.jpg"><img alt="ernia riducibile" width="100" height="73" src="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/chirurgia/ernia_ridu_mvi/ernia_ridu_23.jpg" /></a></td>
            <td><a target="_blank" href="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/chirurgia/ernia_ridu_mvi/ernia_ridu_24.jpg"><img alt="ernia riducibile" width="100" height="73" src="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/chirurgia/ernia_ridu_mvi/ernia_ridu_24.jpg" /></a></td>
            <td><a target="_blank" href="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/chirurgia/ernia_ridu_mvi/ernia_ridu_25.jpg"><img alt="ernia riducibile" width="100" height="73" src="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/chirurgia/ernia_ridu_mvi/ernia_ridu_25.jpg" /></a></td>
        </tr>
        <tr>
            <td><a target="_blank" href="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/chirurgia/ernia_ridu_mvi/ernia_ridu_26.jpg"><img alt="ernia riducibile" width="100" height="73" src="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/chirurgia/ernia_ridu_mvi/ernia_ridu_26.jpg" /></a></td>
            <td><a target="_blank" href="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/chirurgia/ernia_ridu_mvi/ernia_ridu_27.jpg"><img alt="ernia riducibile" width="100" height="73" src="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/chirurgia/ernia_ridu_mvi/ernia_ridu_27.jpg" /></a></td>
            <td><a target="_blank" href="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/chirurgia/ernia_ridu_mvi/ernia_ridu_28.jpg"><img alt="ernia riducibile" width="100" height="73" src="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/chirurgia/ernia_ridu_mvi/ernia_ridu_28.jpg" /></a></td>
            <td><a target="_blank" href="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/chirurgia/ernia_ridu_mvi/ernia_ridu_29.jpg"><img alt="ernia riducibile" width="100" height="73" src="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/chirurgia/ernia_ridu_mvi/ernia_ridu_29.jpg" /></a></td>
            <td><a target="_blank" href="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/chirurgia/ernia_ridu_mvi/ernia_ridu_30.jpg"><img alt="ernia riducibile" width="100" height="73" src="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/chirurgia/ernia_ridu_mvi/ernia_ridu_30.jpg" /></a></td>
        </tr>
        <tr>
            <td colspan="5">Prima di recidere il funicolo spermatico a valle del punto di sutura, mantenere un capo di ancoraggio per accertarsi che non vi siano pericolose perdite di sangue</td>
        </tr>
        <tr>
            <td><a target="_blank" href="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/chirurgia/ernia_ridu_mvi/ernia_ridu_31.jpg"><img alt="ernia riducibile" width="100" height="73" src="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/chirurgia/ernia_ridu_mvi/ernia_ridu_31.jpg" /></a></td>
            <td colspan="4">E' facile, a questo punto, evidenziare l’anello inguinale esterno. Un test di pressione verificherè la tenuta della fasciaperitoneale</td>
        </tr>
        <tr>
            <td><a target="_blank" href="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/chirurgia/ernia_ridu_mvi/ernia_ridu_32.jpg"><img alt="ernia riducibile" width="100" height="73" src="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/chirurgia/ernia_ridu_mvi/ernia_ridu_32.jpg" /></a></td>
            <td><a target="_blank" href="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/chirurgia/ernia_ridu_mvi/ernia_ridu_33.jpg"><img alt="ernia riducibile" width="100" height="73" src="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/chirurgia/ernia_ridu_mvi/ernia_ridu_33.jpg" /></a></td>
            <td><a target="_blank" href="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/chirurgia/ernia_ridu_mvi/ernia_ridu_34.jpg"><img alt="ernia riducibile" width="100" height="73" src="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/chirurgia/ernia_ridu_mvi/ernia_ridu_34.jpg" /></a></td>
            <td><a target="_blank" href="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/chirurgia/ernia_ridu_mvi/ernia_ridu_35.jpg"><img alt="ernia riducibile" width="100" height="73" src="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/chirurgia/ernia_ridu_mvi/ernia_ridu_35.jpg" /></a></td>
            <td><a target="_blank" href="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/chirurgia/ernia_ridu_mvi/ernia_ridu_36.jpg"><img alt="ernia riducibile" width="100" height="73" src="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/chirurgia/ernia_ridu_mvi/ernia_ridu_36.jpg" /></a></td>
        </tr>
        <tr>
            <td><a target="_blank" href="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/chirurgia/ernia_ridu_mvi/ernia_ridu_37.jpg"><img alt="ernia riducibile" width="100" height="73" src="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/chirurgia/ernia_ridu_mvi/ernia_ridu_37.jpg" /></a></td>
            <td><a target="_blank" href="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/chirurgia/ernia_ridu_mvi/ernia_ridu_38.jpg"><img alt="ernia riducibile" width="100" height="73" src="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/chirurgia/ernia_ridu_mvi/ernia_ridu_38.jpg" /></a></td>
            <td><a target="_blank" href="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/chirurgia/ernia_ridu_mvi/ernia_ridu_39.jpg"><img alt="ernia riducibile" width="100" height="73" src="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/chirurgia/ernia_ridu_mvi/ernia_ridu_39.jpg" /></a></td>
            <td colspan="2" style="text-align: justify">&#160;La sutura dell’anello inguinale a punti staccati con filo riassorbibile EP3 se il suinetto è piccolo o non riassorbibile EP3 se più grande, è il momento chiave dell’intervento</td>
        </tr>
        <tr>
            <td colspan="5" style="text-align: justify">Un’altro test di pressione dell’addome confermerà la perfetta tenuta della cavità addominale</td>
        </tr>
        <tr>
            <td><a target="_blank" href="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/chirurgia/ernia_ridu_mvi/ernia_ridu_40.jpg"><img alt="ernia riducibile" width="100" height="73" src="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/chirurgia/ernia_ridu_mvi/ernia_ridu_40.jpg" /></a></td>
            <td><a target="_blank" href="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/chirurgia/ernia_ridu_mvi/ernia_ridu_41.jpg"><img alt="ernia riducibile" width="100" height="73" src="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/chirurgia/ernia_ridu_mvi/ernia_ridu_41.jpg" /></a></td>
            <td><a target="_blank" href="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/chirurgia/ernia_ridu_mvi/ernia_ridu_42.jpg"><img alt="ernia riducibile" width="100" height="73" src="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/chirurgia/ernia_ridu_mvi/ernia_ridu_42.jpg" /></a></td>
            <td><a target="_blank" href="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/chirurgia/ernia_ridu_mvi/ernia_ridu_43.jpg"><img alt="ernia riducibile" width="100" height="73" src="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/chirurgia/ernia_ridu_mvi/ernia_ridu_43.jpg" /></a></td>
            <td><a target="_blank" href="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/chirurgia/ernia_ridu_mvi/ernia_ridu_44.jpg"><img alt="ernia riducibile" width="100" height="73" src="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/chirurgia/ernia_ridu_mvi/ernia_ridu_44.jpg" /></a></td>
        </tr>
        <tr>
            <td colspan="5">
            <p style="text-align: justify">La sutura della cute può essere fatta con punti ad “U” oppure singoli, comunque staccati, in filo non riassorbibile EP4. Se possibile, meglio comprendere nei punti anche i piani più profondi rispetto alla cute così da limitare la cavità precedentemente occupata dall’ernia</p>
            <p>Durata dell’ntervento: 8-10 minuti.<a href="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/chirurgia/ernia_ridu_mvi/ErniaRiducibileWeb.wmv"><span style="font-size: 130%"><span style="color: red"><br />
            </span></span></a></p>
            <hr />
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            </td>
        </tr>
    </tbody>
</table>
<p>&#160;</p><div class='fblikebutton'><iframe src='http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http%3a%2f%2fsuivet.it%2fernia-inguinale-riducibile.aspx&amp;layout=standard&amp;show_faces=false&amp;width=450&amp;height=35&amp;action=like&amp;colorscheme=light' scrolling='no' frameborder='0' allowTransparency='true' style='border:none; overflow:hidden;width:450px; height:35px;'></iframe></div>]]></description>
      <link>http://suivet.it/ernia-inguinale-riducibile.aspx</link>
      <author>mazzoni@suivet.it (Dott. Claudio Mazzoni)</author>
      <comments>http://suivet.it/ernia-inguinale-riducibile.aspx</comments>
      <guid isPermaLink="true">http://suivet.it/ernia-inguinale-riducibile.aspx</guid>
      <pubDate>Sun, 28 Mar 2010 06:38:00 GMT</pubDate>
    </item>
    <item>
      <title>Castrazione suino adulto</title>
      <description><![CDATA[<table cellspacing="1" cellpadding="1" width="100%">
    <tbody>
        <tr>
            <td colspan="5" style="text-align: justify">Nel lavoro di un veterinario suiatra, non è infrequente la richiesta di castrare un suino adulto. La normativa sul benessere animale consente all'allevatore di castrare i suinetti nella prima settimana di vita senza anestesia, riservando al veterinario la castrazione di animali con più di 7 giorni di vita, previa anestesia.<br />
            Quali sono i casi in cui un suinetto non viene castrato nei primi giorni di vita?<br />
            - soggetti "sfuggiti" all'allevatore, che si accorge successivamente, con la crescita dei testicoli;<br />
            - assenza di uno o entrambe i testicoli, alla nascita, perché non ancora scesi in cavità scrotale;<br />
            - presenza di ernia inguinale, che sconsiglia la castrazione precoce, a favore di quella tardiva;<br />
            - criptorchidi.<br />
            In tutti questi casi il veterinario è chiamato alla castrazione dei soggetti adulti.<br />
            In questa scheda presentiamo la castrazionme di un verretto di 130 kg di peso vivo, sottoposto ad anestesia generale (protocollo Mazzoni) mediante iniezione intramuscolare di azaperone (preanestetico) e una miscela di tiletamina + zolazepam (anestesia profonda)</td>
        </tr>
        <tr>
            <td width="100"><img height="114" alt="castrazione verretto" width="100" src="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/chirurgia/castraz_verretto/cast_ver_01.jpg" /></td>
            <td colspan="4">L'animale anestetizzato viene sistemato in decubito laterale sinistro, per avere il testicolo sinistro (più grande) sotto il destro. Risulta comodo e pratico sedersi sull’animale.<br />
            Pulire la cute e disinfettare l’area chirurgica.</td>
        </tr>
        <tr>
            <td><a target="_blank" href="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/chirurgia/castraz_verretto/cast_ver_02.jpg"><img height="114" alt="castrazione verretto" width="100" src="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/chirurgia/castraz_verretto/cast_ver_02.jpg" /></a></td>
            <td width="100">&#160;Col testicolo sinistro in mano, si esercita una discreta pressione per distendere lo scroto ed evidenziare l’area di incisione.</td>
            <td width="100"><a target="_blank" href="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/chirurgia/castraz_verretto/cast_ver_03.jpg"><img height="114" alt="castrazione verretto" width="100" src="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/chirurgia/castraz_verretto/cast_ver_03.jpg" /></a></td>
            <td colspan="2" style="text-align: justify">Si pratica un’incisione di alcuni centimetri (in funzione delle dimensioni del testicolo) che interessa tutti i tessuti fino al testicolo vero e proprio</td>
        </tr>
        <tr>
            <td><a target="_blank" href="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/chirurgia/castraz_verretto/cast_ver_04.jpg"><img height="114" alt="castrazione verretto" width="100" src="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/chirurgia/castraz_verretto/cast_ver_04.jpg" /></a></td>
            <td><a target="_blank" href="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/chirurgia/castraz_verretto/cast_ver_05.jpg"><img height="114" alt="castrazione verretto" width="100" src="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/chirurgia/castraz_verretto/cast_ver_05.jpg" /></a></td>
            <td colspan="3" style="text-align: justify">&#160;Esercitare un’energica pressione sul testicolo per spingerlo attraverso la breccia operatoria. La pressione necessaria sarà maggiore quanto più piccola è stata l’incisione. A volte è necessario ampliare l’incisione. Se il testicolo viene “presentato” alla breccia operatoria con la punta (in posizione longitudinale) è più facile spingerlo all’esterno</td>
        </tr>
        <tr>
            <td><a target="_blank" href="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/chirurgia/castraz_verretto/cast_ver_06.jpg"><img height="114" alt="castrazione verretto" width="100" src="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/chirurgia/castraz_verretto/cast_ver_06.jpg" /></a></td>
            <td><a target="_blank" href="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/chirurgia/castraz_verretto/cast_ver_07.jpg"><img height="114" alt="castrazione verretto" width="100" src="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/chirurgia/castraz_verretto/cast_ver_07.jpg" /></a></td>
            <td colspan="3" style="text-align: justify">Un’ultima energica pressione fa uscire il testicolo dalla breccia operatoria, e afferrato saldamente, si esercita una adeguata trazione e si incide il legamento che tiene il testicolo ancora adeso alle strutture interne.</td>
        </tr>
        <tr>
            <td><a target="_blank" href="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/chirurgia/castraz_verretto/cast_ver_08.jpg"><img height="114" alt="castrazione verretto" width="100" src="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/chirurgia/castraz_verretto/cast_ver_08.jpg" /></a></td>
            <td><a target="_blank" href="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/chirurgia/castraz_verretto/cast_ver_09.jpg"><img height="114" alt="castrazione verretto" width="100" src="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/chirurgia/castraz_verretto/cast_ver_09.jpg" /></a></td>
            <td colspan="3">Una leggera trazione permette di staccare il testicolo, ad eccezione della parte che contiene l’epididimo e le strutture vascolari.</td>
        </tr>
        <tr>
            <td><a target="_blank" href="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/chirurgia/castraz_verretto/cast_ver_10.jpg"><img height="114" alt="castrazione verretto" width="100" src="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/chirurgia/castraz_verretto/cast_ver_10.jpg" /></a></td>
            <td><a target="_blank" href="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/chirurgia/castraz_verretto/cast_ver_11.jpg"><img height="114" alt="castrazione verretto" width="100" src="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/chirurgia/castraz_verretto/cast_ver_11.jpg" /></a></td>
            <td><a target="_blank" href="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/chirurgia/castraz_verretto/cast_ver_12.jpg"><img height="114" alt="castrazione verretto" width="100" src="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/chirurgia/castraz_verretto/cast_ver_12.jpg" /></a></td>
            <td colspan="2" style="text-align: justify">&#160;Con la mano destra si incomincia la rotazione attorno alle strutture vascolari, utilizzando la mano sinistra per compiere correttamente le rotazioni</td>
        </tr>
        <tr>
            <td colspan="5" style="text-align: justify">Il movimento rotatorio provoca distensione e stiramento delle strutture vascolari, che garantiscono (nella maggior parte dei casi) l’assenza di emorragia post-operatoria. Durante la rotazione (sono necessarie anche 8-12 rotazioni complete) si pratica una leggera trazione, che porta, lentamente, al distacco del testicolo</td>
        </tr>
        <tr>
            <td><a target="_blank" href="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/chirurgia/castraz_verretto/cast_ver_13.jpg"><img height="114" alt="castrazione verretto" width="100" src="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/chirurgia/castraz_verretto/cast_ver_13.jpg" /></a></td>
            <td><a target="_blank" href="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/chirurgia/castraz_verretto/cast_ver_14.jpg"><img height="114" alt="castrazione verretto" width="100" src="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/chirurgia/castraz_verretto/cast_ver_14.jpg" /></a></td>
            <td><a target="_blank" href="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/chirurgia/castraz_verretto/cast_ver_15.jpg"><img height="114" alt="castrazione verretto" width="100" src="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/chirurgia/castraz_verretto/cast_ver_15.jpg" /></a></td>
            <td colspan="2" style="text-align: justify">&#160;Si procede quindi all’estrazione del destro, utilizzando la stessa breccia operatoria</td>
        </tr>
        <tr>
            <td colspan="5">Si spinge per “presentarlo” alla breccia operatoria e si pratica l’incisione del setto intratesticolare, mantenendo sempre un’adeguata pressione</td>
        </tr>
        <tr>
            <td><a target="_blank" href="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/chirurgia/castraz_verretto/cast_ver_16.jpg"><img height="114" alt="castrazione verretto" width="100" src="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/chirurgia/castraz_verretto/cast_ver_16.jpg" /></a></td>
            <td><a target="_blank" href="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/chirurgia/castraz_verretto/cast_ver_17.jpg"><img height="114" alt="castrazione verretto" width="100" src="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/chirurgia/castraz_verretto/cast_ver_17.jpg" /></a></td>
            <td><a target="_blank" href="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/chirurgia/castraz_verretto/cast_ver_18.jpg"><img height="114" alt="castrazione verretto" width="100" src="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/chirurgia/castraz_verretto/cast_ver_18.jpg" /></a></td>
            <td colspan="2" style="text-align: justify">Come per il sinistro, un'energica spinta finale lo fa uscire, (essendo più piccolo, necessita di minor pressione)</td>
        </tr>
        <tr>
            <td><a target="_blank" href="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/chirurgia/castraz_verretto/cast_ver_19.jpg"><img height="114" alt="castrazione verretto" width="100" src="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/chirurgia/castraz_verretto/cast_ver_19.jpg" /></a></td>
            <td><a target="_blank" href="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/chirurgia/castraz_verretto/cast_ver_20.jpg"><img height="114" alt="castrazione verretto" width="100" src="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/chirurgia/castraz_verretto/cast_ver_20.jpg" /></a></td>
            <td colspan="3" style="text-align: justify">Una volta all'esterno, si procede come per il sinistro: rotazione e trazione fino al distacco.</td>
        </tr>
        <tr>
            <td><a target="_blank" href="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/chirurgia/castraz_verretto/cast_ver_21.jpg"><img height="114" alt="castrazione verretto" width="100" src="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/chirurgia/castraz_verretto/cast_ver_21.jpg" /></a></td>
            <td><a target="_blank" href="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/chirurgia/castraz_verretto/cast_ver_22.jpg"><img height="114" alt="castrazione verretto" width="100" src="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/chirurgia/castraz_verretto/cast_ver_22.jpg" /></a></td>
            <td colspan="3" style="text-align: justify">Staccato anche il destro, si procede ad adeguata disinfezione della breccia operatoria, con qualche punto di sutura, per mantenere accostati i lembi</td>
        </tr>
        <tr>
            <td><a target="_blank" href="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/chirurgia/castraz_verretto/cast_ver_23.jpg"><img height="114" alt="castrazione verretto" width="100" src="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/chirurgia/castraz_verretto/cast_ver_23.jpg" /></a></td>
            <td colspan="2">&#160;&#160;Durata dell'intervento: 2' 45"<br />
            &#160;</td>
            <td>&#160;</td>
            <td>&#160;</td>
        </tr>
    </tbody>
</table>
<p>&#160;</p><div class='fblikebutton'><iframe src='http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http%3a%2f%2fsuivet.it%2fcastrazione-suino-adulto.aspx&amp;layout=standard&amp;show_faces=false&amp;width=450&amp;height=35&amp;action=like&amp;colorscheme=light' scrolling='no' frameborder='0' allowTransparency='true' style='border:none; overflow:hidden;width:450px; height:35px;'></iframe></div>]]></description>
      <link>http://suivet.it/castrazione-suino-adulto.aspx</link>
      <author>tonon@suivet.it (Dott. Francesco Tonon)</author>
      <comments>http://suivet.it/castrazione-suino-adulto.aspx</comments>
      <guid isPermaLink="true">http://suivet.it/castrazione-suino-adulto.aspx</guid>
      <pubDate>Sat, 27 Mar 2010 22:09:16 GMT</pubDate>
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