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    <title>Ultimi eventi</title>
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      <title>Abolizione delle gabbie parto</title>
      <description><![CDATA[<p>Negli ultimi anni, il sistema di gestione delle scrofe in sala parto &egrave; diventato oggetto di un acceso dibattito in ambito zootecnico, etico e politico. In particolare, l'utilizzo delle gabbie parto. Attualmente, la maggior parte degli allevamenti suinicoli intensivi in Italia impiega gabbie di dimensioni variabili, &nbsp;da 3.5 a 4.5m2, come misura di prevenzione della mortalit&agrave; pre-svezzamento. Si stima che la mortalit&agrave; in lattazione avvenga per il 50% nei primi due giorni successivi al parto, attribuendone la causa allo schiacciamento dei suinetti da parte della madre. Tuttavia, la restrizione prolungata della mobilit&agrave; materna e l&rsquo;impossibilit&agrave; di esprimere comportamenti fisiologici, come la costruzione del nido o l&rsquo;interazione libera con la prole, sollevano rilevanti problematiche etologiche ed etiche. Tali criticit&agrave; sono oggetto di crescente attenzione da parte della comunit&agrave; scientifica, degli organi regolatori europei e dei consumatori. In particolare, la campagna europea &ldquo;<em>End the Cage Age</em>&rdquo; e il successivo impegno della Commissione Europea a valutare una progressiva eliminazione delle gabbie in allevamento pongono le basi per una possibile revisione normativa.</p>
<p>Numerosi studi sperimentali hanno indagato l&rsquo;impatto dei sistemi alternativi al parto in gabbia (come i box parto liberi o <em>free farrowing pens</em> -foto1-, i sistemi ibridi con apertura&nbsp;<em>post-partum</em>, sale parto di gruppo), lavorando sugli indici di benessere della scrofa e della nidiata, nonch&eacute; sulle performance produttive e sanitarie. Tuttavia, i risultati disponibili mostrano una certa eterogeneit&agrave;, condizionata da molteplici variabili quali la genetica, la gestione, la progettazione strutturale e la formazione del personale.</p>
<p><img style="display: block; margin-left: auto; margin-right: auto;" src="https://suivet.it/Data/Sites/1/media/maternita/box-parto-liberi.png" alt="Foto 1: box parto liberi (fonte. internet)" width="526" height="351"></p>
<p style="text-align: center;"><em>Foto 1, box parto liberi o free farrowing pens (da internet)</em></p>
<p>Nel contesto attuale di crescente attenzione al benessere animale e di potenziali modifiche normative in ambito europeo, &egrave; fondamentale individuare strumenti e protocolli operativi che permettano agli allevatori di rispondere efficacemente alle nuove esigenze, senza compromettere la sostenibilit&agrave; economica delle aziende. In particolare, risulta cruciale trovare un equilibrio tra le esigenze etologiche materne, la riduzione del rischio di schiacciamento neonatale e l'efficienza produttiva complessiva.</p>
<p>Sebbene la letteratura scientifica abbia gi&agrave; approfondito le principali cause di mortalit&agrave; sotto-scrofa, incluse quelle per schiacciamento (Vedi figura1), rimane ancora parziale la comprensione delle dinamiche comportamentali e sanitarie associate a tali eventi, soprattutto in contesti caratterizzati dalla presenza di scrofe iper-prolifiche e allevate in sistemi privi di contenzione fissa durante la lattazione.</p>
<p><img style="display: block; margin-left: auto; margin-right: auto;" src="https://suivet.it/Data/Sites/1/media/maternita/eventi-schiacciamento.png" alt="Figura 1: Schema eventi di schiacciamento" width="672" height="341"></p>
<p style="text-align: center;"><em>Figura 1, schema che mostra i numerosi fattori che possono favorire l&rsquo;evento di schiacciamento. Puggioni, A., Menegon, F., Galli, M.C., Di Martino, G., Gan, H., Norton, T., &amp; Scollo, A. (2025). Abolizione della gabbia parto e salute dei suinetti: l&rsquo;aiuto arriva dalla PLF? Atti del 50&deg; Meeting Annuale SIPAS, Lazise (VR), 17&ndash;18 aprile 2025.</em></p>
<p>Considerata la complessit&agrave; multifattoriale degli schiacciamenti neonatali, l'adozione di sistemi di monitoraggio automatici potrebbe rappresentare una strategia efficace per migliorare la capacit&agrave; di intervento tempestivo da parte degli operatori. Nell&rsquo;ambito della zootecnia di precisione (<em>Precision Livestock Farming, PLF</em>), sono gi&agrave; stati sviluppati diversi strumenti con questo scopo. Negli ultimi anni, a queste tecnologie si &egrave; affiancata la<em> computer vision</em>, una metodologia ad alta efficienza e non invasiva, sempre pi&ugrave; impiegata per l&rsquo;analisi automatica del comportamento dei suini. Di tale argomento ne hanno parlato in maniera innovativa ed interessante i colleghi Puggioni, A ed al. al 50&deg; Meeting Annuale SIPAS, Lazise (VR), 17&ndash;18 aprile 2025, con il loro lavoro dal titolo &ldquo;Abolizione della gabbia parto e salute dei suinetti: l&rsquo;aiuto arriva dalla PLF?&rdquo;, con il fine di sviluppare un elenco dettagliato e sistematico dei comportamenti osservabili specifico per scrofa, suinetto schiacciato e intera nidiata, tramite l&rsquo;analisi con software di 77 video documentanti eventi di schiacciamento fatale in box parto liberi; in una fase successiva, attraverso l'utilizzo di un ulteriore software, sono stati estratti e annotati 836 fotogrammi. Tali dati hanno costituito il punto di partenza per &ldquo;addestrare&rdquo; modelli avanzati di <em>computer vision</em>, finalizzati al saper riconoscere in automatico degli eventi di schiacciamento. In questo studio &egrave; stato osservato in assenza di sistemi di contenimento, un cambiamento nelle dinamiche di schiacciamento, con una prevalenza di movimenti di rotolamento da posizione ventrale a laterale e di decubito mediante piegamento degli arti anteriori. Tali risultati suggeriscono che, in condizioni di maggiore libert&agrave; motoria, la scrofa tende ad adottare posture pi&ugrave; naturali e meno vincolate rispetto a quelle osservate in gabbia parto, dove sono pi&ugrave; frequenti transizioni posturali rapide come la discesa tramite il posteriore o lo scivolamento dalla posizione seduta alla posizione di decubito laterale. Per ridurre il rischio di schiacciamento nei sistemi di stabulazione libera, &egrave; necessario quindi identificare strategie strutturali che rallentino i movimenti di decubito, offrendo ai suinetti presenti nella zona di pericolo il tempo sufficiente per allontanarsi, senza per&ograve; compromettere il benessere materno. Inoltre, sono state fatte diverse osservazioni sul comportamento anche dei suinetti; in primo luogo, la maggior parte di quelli schiacciati dormivano in zone differenti dal nido, unica zona &ldquo;sicura&rdquo; lontana dalla madre, aumentando cos le probabilit&agrave; di essere schiacciati. In secondo luogo, l&rsquo;8% dei suinetti schiacciati riportava patologie sottostanti quali problematiche locomotorie o di origine infettiva, che oltre a rendere i suinetti meno rapidi negli spostamenti e pi&ugrave; letargici, influiscono sulle cause di mortalit&agrave; nel periodo di lattazione, motivo per cui non andrebbero trascurate.</p>
<p>I risultati da loro ottenuti evidenziano come diventer&agrave; fondamentale intervenire e progredire in diversi aspetti per ridurre l&rsquo;incidenza degli schiacciamenti neonatali. In particolare, una rivalutazione del ruolo del nido, uno sviluppo di soluzioni strutturali innovative in grado di rallentare i cambiamenti posturali delle scrofe, senza comprometterne il benessere e un'attenzione specifica dovr&agrave; inoltre essere rivolta alla gestione individuale degli animali pi&ugrave; deboli o affetti da patologie, nonch&eacute; alla selezione genetica orientata al miglioramento del comportamento materno. Infine, l&rsquo;impiego di strumenti tecnologici avanzati, rappresentano una prospettiva promettente: grazie alla capacit&agrave; di rilevare automaticamente gli eventi di schiacciamento e con potenziale di evoluzione verso una funzione predittiva, tali sistemi potrebbero consentire un monitoraggio continuo e interventi tempestivi, contribuendo in modo significativo alla prevenzione del rischio.</p><br /><a href='https://suivet.it/abolizione-delle-gabbie-parto'>wm</a><div class='fblikebutton'><iframe src='http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=https%3a%2f%2fsuivet.it%2fabolizione-delle-gabbie-parto&amp;layout=standard&amp;show_faces=false&amp;width=450&amp;height=35&amp;action=like&amp;colorscheme=light' scrolling='no' frameborder='0' allowTransparency='true' style='border:none; overflow:hidden;width:450px; height:35px;'></iframe></div>]]></description>
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      <pubDate>Mon, 07 Jul 2025 00:39:00 GMT</pubDate>
    </item>
    <item>
      <title>Micoplasmosi del suino</title>
      <description><![CDATA[<p>Al cinquantesimo meeting annuale della SIPAS, tenutosi il 17, 18 aprile 2025 a Lazise (VR), &egrave; stato esposto un lavoro molto interessate dal<strong> gruppo dell&rsquo;IZS delle Venezie e di Pordenone</strong> con il titolo: &ldquo;<strong>Micoplasmosi del suino: studio longitudinale per la rilevazione in vivo di <em>Mycoplasma hyopneumoniae </em>e <em>Mycoplasma hyorhinis</em> attraverso un sistema di campionamento non invasivo (easy collection sampling)</strong>&rdquo;.</p>
<p>I micoplasmi sono responsabili di ingenti perdite economiche nell&rsquo;allevamento suino, determinando forme croniche e predisponendo ad infezioni secondarie con conseguente impatto sull&rsquo;uso di antimicrobici e sulla possibile insorgenza di fenomeni di resistenza. In particolare <strong><em>Mycoplasma hyopneumoniae</em> (MHP) &egrave; agente della polmonite enzootica e patogeno primario nella PRDC (<em>Porcine Respiratory Disease Complex</em>), mentre <em>Mycoplasma hyorhinis</em> (MHR), &egrave; causa di polisierosite e artrite nella fase di svezzamento</strong>.&nbsp;</p>
<p>La diagnosi di MHP si basa sul riscontro delle lesioni anatomopatologiche, tipicamente al momento della macellazione e delle positivit&agrave; ottenute attraverso le metodiche biomolecolari e istologiche. La diagnosi in vivo richiede il contenimento degli animali per l&rsquo;esecuzione del tampone o del lavaggio tracheo-bronchiale; l&rsquo;esame sierologico risente della lenta diffusione dell&rsquo;infezione e non permette la differenziazione tra soggetti vaccinati e infetti. Queste modalit&agrave; di campionamento risultano invasive e non permettono di conoscere l&rsquo;andamento epidemiologico della malattia nella mandria.<strong> L&rsquo;obiettivo dello studio &egrave; stato quindi quello di valutare le potenzialit&agrave; e l&rsquo;efficacia del campionamento dei fluidi orali (OF), degli emosieri testicolari (EST) e degli invogli fetali (IF) nelle varie fasi di allevamento (gestazione, sala parto, svezzamento, magronaggio-ingrasso) al fine di fornire uno strumento semplice ed efficace per il monitoraggio delle micoplasmosi in azienda</strong>.</p>
<p>In un anno, sono stati raccolti campioni da 4 allevamenti da riproduzione, 2 in provincia di Pordenone e 2 in provincia di Verona, nei quali era nota un&rsquo;anamnesi remota di patologie sostenute da MHP e/o MHR. Di questi allevamenti, 2 hanno una gestione a ciclo chiuso, 1 &egrave; una azienda multisito ed una a ciclo aperto. Il campionamento delle matrici &egrave; stato effettuato tre volte, secondo modalit&agrave; e tempistiche illustrate in Tabella 1 e la numerosit&agrave; del campione &egrave; stata definita affinch&eacute; si avesse una sensibilit&agrave; del 95%.</p>
<table style="border-collapse: collapse; width: 99.9766%; height: 206.25px;" border="1"><colgroup><col style="width: 19.9812%;"><col style="width: 19.9812%;"><col style="width: 19.9812%;"><col style="width: 19.9812%;"><col style="width: 19.9812%;"></colgroup>
<tbody>
<tr style="height: 18.75px;">
<th style="height: 18.75px;" scope="col">Categoria</th>
<th style="height: 18.75px;" scope="col">Fase</th>
<th style="height: 18.75px;" scope="col">Momento di prelievo</th>
<th style="height: 18.75px;" scope="col">Matrice</th>
<th style="height: 18.75px;" scope="col">Numerosit&agrave; campionaria</th>
</tr>
<tr style="height: 37.5px;">
<th style="height: 37.5px;" scope="row">Scrofe</th>
<td style="height: 37.5px;">Gestazione in box</td>
<td style="height: 37.5px;">Ultimo terzo di gestazione</td>
<td style="height: 37.5px;">OF</td>
<td style="height: 37.5px;">1 campione per box fino a un max di 15 campioni</td>
</tr>
<tr style="height: 37.5px;">
<th style="height: 37.5px;" scope="row">Scofe</th>
<td style="height: 37.5px;">Sala parto</td>
<td style="height: 37.5px;">Al parto</td>
<td style="height: 37.5px;">IF</td>
<td style="height: 37.5px;">1 pool per sala parto fino a un max di 15 campioni</td>
</tr>
<tr style="height: 37.5px;">
<th style="height: 37.5px;" scope="row">Suinetti</th>
<td style="height: 37.5px;">Sottoscrofa</td>
<td style="height: 37.5px;">Alla castrazione</td>
<td style="height: 37.5px;">EST</td>
<td style="height: 37.5px;">1 pool per sala parto fino a un max di 15 campioni</td>
</tr>
<tr style="height: 37.5px;">
<th style="height: 37.5px;" scope="row">Suinetti</th>
<td style="height: 37.5px;">Svezzamento</td>
<td style="height: 37.5px;">Inizio, met&agrave;, fine</td>
<td style="height: 37.5px;">OF</td>
<td style="height: 37.5px;">1 campione per box fino a un max di 15 campioni</td>
</tr>
<tr style="height: 18.75px;">
<th style="height: 18.75px;" scope="row">Suini</th>
<td style="height: 18.75px;">Magronaggio</td>
<td style="height: 18.75px;">Inizio, met&agrave;, fine</td>
<td style="height: 18.75px;">OF</td>
<td style="height: 18.75px;">1 campione per box fino a un max di 15 campioni</td>
</tr>
<tr style="height: 18.75px;">
<th style="height: 18.75px;" scope="row">Suini</th>
<td style="height: 18.75px;">Ingrasso</td>
<td style="height: 18.75px;">Inizio, met&agrave;, fine</td>
<td style="height: 18.75px;">OF</td>
<td style="height: 18.75px;">1 campione per box fino a un max di 15 campioni</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p>Al fine di dimostrare l&rsquo;efficacia delle modalit&agrave; di questo campionamento non invasivo, si &egrave; dovuto procedere con anche la raccolta e l&rsquo;analisi delle matrici tradizionalmente utilizzate, ossia i polmoni delle carcasse di scrofe, di lattonzoli, di lattoni e di grassi.&nbsp; Gli IF, i OF, gli EST e i polmoni sono stati analizzati per la ricerca di MHP e MHR mediante Real Time PCR multiplex che identifica le sequenze che appartengono a geni specifici per MHR e per MHP.</p>
<p>I risultati ottenuti hanno evidenziato un elevato numero di positivit&agrave; per MHR in particolare negli svezzati e nei suini della categoria magronaggio-ingrasso a conferma della sua larga diffusione come commensale nelle alte vie respiratorie del suino. Nonostante una scarsa-moderata circolazione del MHR nel settore &ldquo;scrofe in gestazione&rdquo;, si osserva una positivit&agrave; di circa il 90% nei &ldquo;suinetti in svezzamento&rdquo;, con manifestazioni cliniche pi&ugrave; o meno evidenti. Nel settore magronaggio-ingrasso invece, la diffusione e la patogenicit&agrave; di MHR si riduce significativamente.&nbsp;</p>
<p>Per quanto riguarda MHP, i risultati dimostrano un significativo aumento nel numero di positivi nella fase di magronaggio-ingrasso, ad eccezione dell&rsquo;azienda a ciclo aperto, dove a fronte della positivit&agrave; dell&rsquo;emosiero testicolare, si &egrave; riscontrata una circolazione del batterio minima, probabilmente grazie al vaccino all&rsquo;et&agrave; di 7 e 28 giorni e all&rsquo;uscita dei soggetti a fine svezzamento.</p>
<p>Sono stati confrontati i risultati ottenuti con le due modalit&agrave; di campionamento, calcolando le percentuali medie di positivit&agrave; dei polmoni analizzati nelle diverse categorie produttive e, in seguito, analizzati i cicli soglia (Ct) medi osservati negli OF, negli EST e negli IF risultati positivi nelle diverse categorie produttive. Le percentuali di positivit&agrave; riscontrate con le matrici classiche e i fluidi orali sono correlabili tra loro, invece le positivit&agrave; degli emosieri testicolari sono emerse solo in due aziende, nonostante fossero risultate positive anche le altre due. Non &egrave; attualmente possibile avanzare ipotesi per spiegare tale riscontro, ma &egrave; fondamentale evidenziare che l&rsquo;insieme dei due sistemi di rilevazione in parallelo (OF in gestazione e EST in sala parto) ci ha permesso di ottenere il dato di nostro interesse e cio&egrave; la corretta classificazione dello status sanitario per le micoplasmosi in questa fase di allevamento.&nbsp;</p>
<p>La bibliografia e la positivit&agrave; degli emosieri fanno ipotizzare che la trasmissione dei micoplasmi dalla scrofa ai suinetti non avvenga solo tramite la via respiratoria/orale ma anche attraverso la trasmissione verticale, in utero, nelle ultime fasi della gravidanza e probabilmente in seguito a condizioni di diminuita reattivit&agrave; immunitaria; per la conferma di tale ipotesi sono necessari ulteriori studi con una base campionaria maggiore rispetto a quella del presente lavoro. Nonostante ci&ograve;, gli invogli fetali non rappresentano una matrice idonea per la rilevazione di MHP e MHR.</p>
<p>In conclusione, &egrave; possibile affermare l&rsquo;utilit&agrave; e l&rsquo;efficacia dell&rsquo;easy collection sampling tramite l&rsquo;associazione di emosieri testicolari e fluidi orali per il monitoraggio di <em>Mycoplasma hyopneumoniae </em>e <em>Mycoplasma hyorhinis</em> in allevamento.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>Per ulteriori approfondimenti &egrave; possibile consultare il lavoro originale negli Atti di SIPAS-2025.</em></p>
<p>&nbsp;</p><br /><a href='https://suivet.it/micoplasmosi-del-suino'>wm</a><div class='fblikebutton'><iframe src='http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=https%3a%2f%2fsuivet.it%2fmicoplasmosi-del-suino&amp;layout=standard&amp;show_faces=false&amp;width=450&amp;height=35&amp;action=like&amp;colorscheme=light' scrolling='no' frameborder='0' allowTransparency='true' style='border:none; overflow:hidden;width:450px; height:35px;'></iframe></div>]]></description>
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      <pubDate>Tue, 27 May 2025 01:33:00 GMT</pubDate>
    </item>
    <item>
      <title>Studio sugli effetti dei PAP</title>
      <description><![CDATA[<p>Negli allevamenti suinicoli intensivi, attualmente persistono due fasi critiche per la salute e il benessere degli animali, legate all'organizzazione dei box, che possono risultare in stress e lesioni. In primo luogo, le morsicature alla coda durante le fasi di svezzamento e magronaggio hanno conseguenze non solo sulla salute e il benessere, ma anche sulla qualit&agrave; delle carcasse. Allo stesso modo, l'aggressivit&agrave; tra le scrofe durante il rimescolamento costituisce un rischio per il mantenimento della gravidanza e la sopravvivenza degli animali.</p>
<p>Il sistema olfattivo altamente sviluppato dei suini e l'importanza dei feromoni nel raggiungimento della pubert&agrave; e nell'accettazione dell'accoppiamento sono ben documentati. Durante l'allattamento, i feromoni coordinano l'attaccamento dei neonati alle madri, e in particolare i <strong>feromoni di appagamento</strong> (<strong>AP</strong>), secreti dalla cute dei capezzoli materni, inducono calma e sicurezza nei piccoli.</p>
<p>Lo scopo di questo studio mirava a valutare l'efficacia dell'uso di analoghi dei<strong> feromoni di appagamento materno suini (PAP)</strong> nel migliorare il benessere durante le due fasi critiche sopra descritte (svezzamento e riorganizzazione delle scrofe). L'esperimento &egrave; stato condotto in un allevamento suinicolo intensivo a ciclo aperto convenzionale, composto da 735 scrofe e situato a Brescia.</p>
<p>&Egrave; stata testata l'applicazione di un analogo sintetico del feromone materno suino (PAP), distribuito tramite diffusori e spray alla concentrazione del 2%, per comprendere come potesse influenzare i comportamenti sociali negativi, le lesioni cutanee e le zoppie delle scrofe durante la riorganizzazione dei gruppi; ma anche i comportamenti negativi, la mortalit&agrave; e i morsi alla coda dei suinetti dopo lo svezzamento.</p>
<p>Per quanto riguarda le scrofe, i diffusori contenenti PAP sono stati installati ventiquattro ore prima dell'introduzione del gruppo trattato. Questi sono stati posizionati a 1,5 metri dal suolo, con una distanza di 25 metri quadri l&rsquo;uno dall&rsquo;altro e lontani dalle prese d'aria, per garantire una distribuzione uniforme del trattamento all'interno dell'ambiente. Inoltre, ogni scrofa del gruppo &egrave; stata trattata sei ore prima dell'introduzione con 5 ml di soluzione al 2% di PAP applicata tra le scapole. Dopo cinque giorni, i diffusori sono stati rimossi dal gruppo gestazione, le finestre sono state aperte e la ventilazione &egrave; stata aumentata per garantire la completa rimozione del trattamento. Al settimo giorno, gli animali del gruppo di controllo sono stati inseriti nello stesso ambiente e valutati in modo analogo al gruppo trattato.</p>
<p>I comportamenti sono stati direttamente osservati per 15 minuti nei giorni 0, 1, 3 e 5 e classificati come positivi, negativi e neutri. Le lesioni, sono state osservate solo su un lato dell'animale, e ad ogni scrofa &egrave; stato assegnato un punteggio standardizzando le rilevazioni effettuate. Le zoppie sono state classificate osservando gli animali dopo che questi hanno percorso almeno 20 metri.</p>
<p>Per l'esperimento durante lo svezzamento, sono state utilizzate due stanze identiche, ciascuna con 16 box di 15 metri quadri, dove i suinetti sono stati alloggiati per cinque settimane. Una stanza &egrave; stata destinata al trattamento e l'altra al gruppo di controllo. Nella stanza di trattamento, 24 ore prima dell'introduzione degli animali, sono stati posizionati 10 diffusori contenenti PAP. I suinetti sono stati valutati nei giorni 0, 7, 14, 21 e 28 per quanto riguarda il comportamento sociale, i morsi alla coda e la mortalit&agrave;. I comportamenti sono stati osservati direttamente per 15 minuti, lontano dai pasti, al momento dell'introduzione nel sito di svezzamento, dopo 6 ore e dopo 24 ore. I comportamenti sono stati classificati in positivi, negativi e neutri.</p>
<p>L&rsquo;analisi dei risultati ha rivelato che, per quanto riguarda le scrofe, nel gruppo trattato, si &egrave; osservata una diminuzione dei comportamenti negativi al giorno 1 (P&lt;0,05), delle zoppie e delle lesioni cutanee ai giorni 3 e 5 (P&lt;0,05). Questi risultati sono notevoli, soprattutto se consideriamo che sono stati ottenuti in un sistema di gestazione dinamico, in cui l'introduzione settimanale di nuove scrofe porta a continui rimescolamenti gerarchici e, di conseguenza, ad un aumento dell'aggressivit&agrave;. Nei suinetti invece, l'uso dei PAP ha portato a una riduzione dei comportamenti negativi nelle prime 24 ore post-svezzamento (P&lt;0,05) e dei morsi alla coda ai giorni 21 e 28 (P&lt;0,05). Nel gruppo trattato, inoltre, sono stati osservati animali con necrosi alla coda, ma senza segni evidenti di morsi sanguinanti rispetto al gruppo di controllo. Tuttavia, non si &egrave; riscontrato alcun effetto sulla mortalit&agrave;.</p>
<p>In conclusione, l'uso degli analoghi dei feromoni di appagamento materno suini si &egrave; dimostrato efficace nel ridurre i comportamenti negativi e l&rsquo;aggressivit&agrave; durante lo svezzamento e il rimescolamento delle scrofe. L'applicazione dei PAP tramite diffusore &egrave; risultata utile per gestire lo stress prolungato, come quello post-svezzamento, mentre l'applicazione dei PAP sotto forma di spray &egrave; risultata pi&ugrave; idonea per affrontare momenti di stress pi&ugrave; acuti, come il rimescolamento delle scrofe. Tuttavia, &egrave; importante considerare che le morsicature alla coda e l'aggressivit&agrave; delle scrofe dipendono da vari fattori ambientali, gestionali e sanitari, e i feromoni non rappresentano una soluzione definitiva, ma piuttosto un utile strumento di supporto per migliorare il benessere degli animali.</p>
<p><img style="display: block; margin-left: auto; margin-right: auto;" src="https://suivet.it/Data/Sites/1/media/eventi/sipas/pap.png" alt="Grafico 1: Riduzione percentuale dei comportamenti negativi, lesioni cutanee e zoppie nelle scrofe e dei comportamenti negativi e morsi alla coda nei suinetti dopo il trattamento con analoghi dei feromoni di appagamento materno suini (PAP)." width="500" /><br /><em>Grafico 1: Riduzione percentuale dei comportamenti negativi, lesioni cutanee e zoppie nelle scrofe e dei comportamenti negativi e morsi alla coda nei suinetti dopo il trattamento con analoghi dei feromoni di appagamento materno suini (PAP).</em></p><br /><a href='https://suivet.it/studio-sugli-effetti-dei-pap.aspx'>wm</a><div class='fblikebutton'><iframe src='http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=https%3a%2f%2fsuivet.it%2fstudio-sugli-effetti-dei-pap.aspx&amp;layout=standard&amp;show_faces=false&amp;width=450&amp;height=35&amp;action=like&amp;colorscheme=light' scrolling='no' frameborder='0' allowTransparency='true' style='border:none; overflow:hidden;width:450px; height:35px;'></iframe></div>]]></description>
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      <pubDate>Tue, 21 May 2024 00:24:00 GMT</pubDate>
    </item>
    <item>
      <title>La streptococcosi nel suino</title>
      <description><![CDATA[<p><strong>(dott.ssa Aurora Iotti)</strong></p>
<p>&ldquo;<em>L&rsquo;abbiamo avuta, l&rsquo;abbiamo e l&rsquo;avremo</em>&rdquo; cos&igrave; il <strong>Professor Vittorio Sala</strong>, docente presso il<em> Dipartimento di Patologia Animale, Igiene e Sanit&agrave; Pubblica Veterinaria dell&rsquo;Universit&agrave; di Milano</em>, ha voluto esordire alla giornata di studio della SIPAS tenutasi a Parma il 13 ottobre 2023 dedicata alla &ldquo;Streptococcosi nel suino: esperienze a confronto&rdquo;.</p>
<p><strong><em>Streptococcus suis</em></strong> &egrave; un batterio patogeno opportunista del suino, ormai conosciuto da pi&ugrave; di 70 anni ed in Italia &egrave; stato isolato per la prima volta nel 1984 da casi di meningite. Negli anni sono stati identificati fino a 35 sierotipi, ciascuno dei quali presenta diverse caratteristiche di patogenicit&agrave; e virulenza. Il sierotipo 2 &egrave; quello pi&ugrave; frequentemente associato a patologia e rappresenta il pi&ugrave; importante ceppo zoonotico (ovvero che si pu&ograve; trasmettere all&rsquo;uomo); altri ceppi predominanti sono il 9, l&rsquo;1, il 3 e il 7.</p>
<p>Il batterio pu&ograve; localizzarsi a livello della mucosa vaginale delle scrofe (di scrofe cos&igrave; dette portatrici), per poi trasferirsi nelle tonsille dei suinetti neonati al momento del parto. Altre localizzazioni possono essere le articolazioni e le meningi ma non si devono sottostimare le localizzazioni intestinali piuttosto che respiratorie.</p>
<p>L&rsquo;infezione pu&ograve; avvenire per contatto, per via aerogena o per ingestione, sfociando in infezioni sistemiche che portano a setticemie e polisierositi, con localizzazioni articolari (artriti &ndash; Foto 1), polmonari (polmoniti), cardiache (endocarditi), oppure nelle meningi (meningiti- Foto 2) fino a forme setticemiche acute in grado di provocare morte improvvisa.</p>
<p style="text-align: center;"><img style="display: block; margin-left: auto; margin-right: auto;" src="https://suivet.it/Data/Sites/1/media/eventi/sipas/streptococcosi.jpg" alt="Foto 1 &ndash; Soggetto con cianosi auricolari (setticemia) ed arti gonfi in sala parto" width="300" /><br /><em>Foto 1 &ndash; Soggetto con cianosi auricolari (setticemia) ed arti gonfi in sala parto</em></p>
<p style="text-align: center;"><em><img src="https://suivet.it/Data/Sites/1/media/eventi/sipas/streptococcosi2.jpg" alt="Foto 2 &ndash; Soggetto con clinica da meningite in svezzamento." width="300" /><br />Foto 2 &ndash; Soggetto con clinica da meningite in svezzamento.</em></p>
<p>Frequenti sono anche i casi in cui alcuni soggetti risultano essere portatori senza mai sviluppare la malattia contribuendo per&ograve; alla sua diffusione. Per questo motivo, &egrave; evidente come il controllo di questa patologia negli allevamenti sia da sempre complesso e l&rsquo;eradicazione un&rsquo;utopia.</p>
<p>Negli anni, i principali metodi di prevenzione e controllo sono stati la vaccinazione e l&rsquo;uso sistematico di antimicrobici (prevalentemente di &beta;-lattamici). Entrambe queste pratiche, per&ograve;, al giorno d&rsquo;oggi, presentano delle controindicazioni:</p>
<ul>
<li>L&rsquo;uso preventivo e regolare di antibiotici &egrave; una pratica poco prudente, che non modifica l&rsquo;epidemiologia aziendale e contrasta con le direttive comunitarie riguardanti la riduzione dell&rsquo;uso di questi farmaci negli allevamenti. A detta azione dovrebbe ricorrersi solo in terapia.</li>
<li>L&rsquo;uso di vaccini commerciali, invece, presenta delle limitazioni legate alla scarsa cross-protezione fra i vari sierotipi e all&rsquo;elevato numero di sierotipi che spesso si ritrovano associati nei focolai, peraltro non sempre ben identificabili, e che risulta piuttosto complicato avere &nbsp;presenti nei vaccini stessi (se non attraverso l&rsquo;allestimento di specifici vaccini stabulogeni).</li>
</ul>
<p>Quindi, come si pu&ograve; agire per ridurre l&rsquo;incidenza di questa patologia ormai consolidata negli allevamenti? Possiamo identificare quali sono i fattori predisponenti e fare scelte manageriali consapevoli che aiutino nel controllo della malattia.</p>
<p>Nel corso della giornata studio, i relatori hanno riportato diverse strategie di management per contrastare <em>S. suis</em>, che possono essere riassunte in:</p>
<ul>
<li><strong>Gestione efficiente delle bande</strong> in modo da poter controllare al meglio la pulizia e la disinfezione degli ambienti (in quanto S. suis ha una discreta resistenza ambientale nelle feci e nell&rsquo;acqua).</li>
<li><strong>Gestione separata delle scrofette e dei loro figli</strong>, sia durante i pareggiamenti che durante gli svezzamenti, in quanto &egrave; fondamentale considerare i diversi livelli di immunit&agrave; dei soggetti.</li>
<li><strong>Scelte alimentari consapevoli,</strong> sia per le scrofe sia per i suinetti, che possono modulare l&rsquo;espressione di fattori di patogenicit&agrave;. Questo aspetto non &egrave; da trascurare soprattutto durante la prima settimana post-svezzamento, fase notoriamente riconosciuta come particolarmente stressante per il suinetto, dove, con un&rsquo;alimentazione estremamente curata, &egrave; necessario prevenire disbiosi intestinali che favorirebbero il passaggio di numerosi batteri (non solo <em>S. suis</em> ma basti pensare anche al <em>E. coli</em>) dal lume intestinale al torrente circolatorio, rischiando il manifestarsi della sintomatologia.</li>
</ul>
<p>In questo modo si ritiene che sia possibile ridurre l&rsquo;incidenza di meningiti acute, di scarti e ridurre la necessit&agrave; di terapie d&rsquo;urgenza.</p>
<p>Un aspetto su cui ci si &egrave; soffermati riguarda il rimescolamento dei suinetti, argomento di discussione in tema di diffusione di numerose patologie (es. PRRS). Le scrofette, soprattutto se acquistate e senza un&rsquo;opportuna quarantena in grado di metterle a contatto con i sierotipi di <em>S. suis</em> circolanti in azienda, potrebbero generare suinetti completamente negativi (quindi senza anticorpi) in grado di manifestare gravi quadri clinici, una volta messi in contatto con i figli delle pluripare che, sebbene portatrici (in grado quindi di generare suinetti potenzialmente portatori ed escretori), conferiscono loro anche un adeguato corredo immunitario.</p>
<p>Eseguire i pareggiamenti separati tra scrofe e scrofette, sempre dopo un&rsquo;opportuna colostratura, permette di evitare il rischio di distribuire suinetti potenzialmente portatori in covate con ridotta resistenza immunitaria.</p>
<p>Lo stesso discorso si pu&ograve; fare per i rimescolamenti allo svezzamento: fare gruppi &ldquo;primipare derivati&rdquo; permette di circoscrivere il problema in determinati gruppi/box, riducendo il rischio di diffusione nel resto della banda; evitare eccessivi spostamenti permette anche di ridurre l&rsquo;incidenza di lotte gerarchiche, scongiurando lesioni cutanee che il patogeno potrebbe sfruttare come via d&rsquo;ingresso.</p>
<p>Secondo l&rsquo;esperienza del<strong> Dott. Fausto Vezzoli</strong> dell&rsquo;<em>IZSLER</em>, uno strumento in pi&ugrave; su cui contare all&rsquo;interno delle strategie di controllo sanitario potrebbe essere rappresentato dai vaccini stabulogeni. Questi potrebbero essere usati come parte integrante di un Piano Sanitario Aziendale che, per&ograve;, necessiterebbe di un&rsquo;applicazione corretta (quindi preceduto da una corretta tracciabilit&agrave; epidemiologica preliminare) e di un aggiornamento costante.</p>
<p>Durante la giornata &egrave; intervenuto inoltre il <strong>Dott. Tijs Tobias</strong>, della <em>Royal GD Animal Health</em>, che ha riportato l&rsquo;esperienza olandese, dove gli allevamenti suinicoli hanno registrato anch&rsquo;essi un&rsquo;alta prevalenza di questa patologia. Fino a qualche anno fa, anche in Olanda la prima contromisura adottata per far fronte al patogeno &egrave; stato ricorrere all&rsquo;uso di antimicrobici; l&rsquo;uso eccessivo ha generato problemi di antimicrobico resistenza (AMR) grave, obbligando le autorit&agrave; preposte a disporre affinch&eacute; veterinari ed allevatori riducessero del 50% l&rsquo;uso di antibiotici.</p>
<p>Per conformarsi alle suddette disposizioni, le parti in causa si sono ispirate al <em>Modello Polder</em>, un metodo che prevede la totale collaborazione fra le parti, mediante incontri, discussioni e decisioni condivise per affrontare insieme la diffusione del patogeno; si &egrave; giunti a redigere delle Linee Guida dove sono state riportate diverse possibili strategie da attuare per aumentare l&rsquo;immunit&agrave; dei suinetti e ridurre il rischio di infezione.</p>
<p>Fra le strategie contenute in queste linee guida, durante l&rsquo;intervento &egrave; stata illustrata quella relativa all&rsquo;aumento dell&rsquo;et&agrave; allo svezzamento, che in Olanda era comunemente praticato a 21 gg; attualmente sono riusciti ad aumentarlo a 28-35 gg, riscontrando netti miglioramenti, puntando per il futuro a raggiungere il 42&deg; gg.</p>
<p>In conclusione, non &egrave; ancora stata trovata la &ldquo;soluzione magica&rdquo; per risolvere questa criticit&agrave;, ma durante la giornata di studio sono state illustrate quali misure preventive possono risultare efficaci per combattere <em>S. suis</em>, rappresentate da pratiche gestionali che si ritiene costituiscano un&rsquo;ottima base di partenza per ridurre la sua incidenza, riducendo allo stesso tempo la mortalit&agrave; dei soggetti e la creazione di scarti in un&rsquo;ottica, sempre pi&ugrave; richiesta dal mercato, di uso prudente dell&rsquo;antibiotico</p><br /><a href='https://suivet.it/la-streptococcosi-nel-suino.aspx'>Dott.ssa Aurora Iotti</a><div class='fblikebutton'><iframe src='http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=https%3a%2f%2fsuivet.it%2fla-streptococcosi-nel-suino.aspx&amp;layout=standard&amp;show_faces=false&amp;width=450&amp;height=35&amp;action=like&amp;colorscheme=light' scrolling='no' frameborder='0' allowTransparency='true' style='border:none; overflow:hidden;width:450px; height:35px;'></iframe></div>]]></description>
      <link>https://suivet.it/la-streptococcosi-nel-suino.aspx</link>
      <author>iotti@suivet.it (Dott.ssa Aurora Iotti)</author>
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      <pubDate>Mon, 20 Nov 2023 03:05:00 GMT</pubDate>
    </item>
    <item>
      <title>Una bella emozione alla SIPAS del 10 settembre</title>
      <description><![CDATA[<p>(dott. Claudio Mazzoni)</p>
<p>Si &egrave; concluso da poche settimane il 46&deg; meeting annuale della SIPAS, la societ&agrave; Italiana di Patologia ed Allevamento Suino, che non tenutasi nel 2020 per i ben noti avvenimenti legati all&rsquo;epidemia del Covid-19, ha rischiato di saltare anche la sessione del 2021. Infatti, normalmente l&rsquo;evento si tiene in marzo, anche quest&rsquo;anno chiuso per il lockdown, ma lo straordinario volere del consiglio direttivo ha voluto ad ogni costo recuperare in un inusuale contesto settembrino, stupendamente riuscito in una location di altrettanto livello.</p>
<p>Sebbene ogni anno sia spinto dal desiderio di scrivere due righe su quest&rsquo;evento cos&igrave; importante per il movimento suinicolo nazionale, non riesco mai a farlo, forse per mancanza di tempo se non anche per pigrizia. Tuttavia, quest&rsquo;anno &egrave; successo qualcosa che mi ha profondamente toccato e che mi ha fatto fare un salto indietro nel tempo di almeno 15-20 anni, allorquando da giovane veterinario apprendista muovevo i primi passi in un settore che tanto mi affascinava, ma che tanto mi inquietava, con tutte le sue molteplici complicate sfaccettature. Ed &egrave; per questo che, quando il dott. Mario Gherpelli nel primo pomeriggio del 10 settembre &egrave; stato chiamato dal comitato scientifico della SIPAS, al completo schierato, per consegnare il premio Casimiro Tarocco, mi sono detto: &rdquo;Claudio, quest&rsquo;anno non puoi esimerti dallo scrivere qualcosa!&rdquo;.</p>
<p>Tutti noi abbiamo accolto con grande entusiasmo l&rsquo;istituzione di questo premio, giusto tributo a un grande personaggio del nostro settore, nonch&eacute; uno dei padri fondatori della SIPAS stessa. Il desiderio di scrivere &egrave; stato davvero forte anche perch&eacute; mi sono reso conto che le nuove generazioni di veterinari suiatri, fortunatamente ancora numerosi, non hanno avuto l&rsquo;opportunit&agrave; di conoscere questo collega e, prima di tutto, quest&rsquo;uomo, che tanto bene ha fatto a tutto il movimento oltre che a tanti ragazzi di una volta, oggi uomini e professionisti affermati.</p>
<p>In effetti parlare di grandi personaggi, a chi non ha mai avuto l&rsquo;opportunit&agrave; di conoscerli, non &egrave; affatto semplice. &Egrave; come cercare di parlare di Pel&egrave; e della sua ginga a chi non l&rsquo;ha mai visto giocare. Cosa ha rappresentato per il suo tempo, come atleta, per la sua gente, dopo i disastrosi mondiali del &rsquo;54, per il suo paese, dove il football non &egrave; solo uno sport ma &egrave; motivo di vita e speranza. E spiegare tutto questo a chi non c&rsquo;era &egrave; cosa tutt&rsquo;altro che semplice.</p>
<p>Ho avuto il privilegio di conoscere il professor Casimiro Tarocco, a tutti noto semplicemente come &ldquo;il professore&rdquo;, ad un incontro presso la sua abitazione di Reggio Emilia, con il mio padre putativo, il dott. Mario Gherpelli. Dopo un primo scambio di parole, ci volle poco per capire che mi trovavo al cospetto di una persona straordinaria, appassionata della suinicoltura, ma soprattutto molto consapevole dei propri mezzi e in possesso di un non comune senso dell&rsquo;ironia. Quello che impressionava, per&ograve;, era il garbo e la gentilezza con cui trasferiva le sue conoscenze, senza mai farti pesare quella distanza, certamente misurabile in anni luce, che derivava dalla sua notevole cultura. Nonostante continuasse a darti del lei si capiva benissimo che non era per mantenere le distanze, ma sembrava pi&ugrave; una forma di rispetto, una forma di educazione risalente ad un passato insito nel Professore, che mai sfociava nello stucchevole.</p>
<p>La sua cultura, o meglio la sua conoscenza che, come spesso diceva, derivava dalla lettura e dallo studio, era alla base della sua professionalit&agrave; e gli permetteva di dribblare con grande disinvoltura anche le situazioni pi&ugrave; intrigate. A questo proposito una delle frasi che ricorder&ograve; sempre del professore era: &ldquo;<em>Si ricordi dott. Claudio che chi legge &egrave; un drago, e i draghi sono molto difficili da sconfiggere</em>&rdquo;, frase che pu&ograve; tranquillamente rappresentare un&rsquo;autentica eredit&agrave; per tutte le nuove generazioni.</p>
<p>Strettamente collegati, tanto allo studio quanto alla cultura, c&rsquo;erano i rapporti che il professore teneva con l&rsquo;universit&agrave;, rapporti di lavoro ovviamente, visto il suo ruolo di cattedratico, ma non senza un certo turbamento per le difficolt&agrave; in cui quest&rsquo;istituzione si trovava, ed ahim&egrave; si trova ancora, nei confronti della ricerca in generale e dell&rsquo;industria, almeno nel nostro paese. Da sempre sostenitore dell&rsquo;indipendenza della ricerca dalla fase commerciale, con il suo garbo ed un pizzico di ironia, riteneva che l&rsquo;universit&agrave; si trovasse al rimorchio dell&rsquo;industria anzich&eacute; al traino, come avrebbe dovuto essere per sua natura ed estrazione. Questo modo di pensare l&rsquo;ha voluto sempre trasferire alle generazioni di professionisti pi&ugrave; giovani affinch&eacute; capissero il vero ruolo della ricerca, senza compromessi con la fase commerciale, ma attraverso una sobria equidistanza destinata ad un bene comune.</p>
<p>Il terreno di gioco sul quale per&ograve; il Professore ha disputato la sua partita pi&ugrave; memorabile &egrave; stato quello della lotta contro l&rsquo;ignoranza delle maestranze, da affrontare con la Formazione, davvero con la lettera maiuscola, unica strada per vincere le difficolt&agrave; di un lavoro, come l&rsquo;allevamento del suino, solo apparentemente semplice. Su questo tema &egrave; stato davvero un pioniere, ed oggi tutti gli riconoscono questo merito. &Egrave; infatti grazie a questo suo spettacolare goal che sono nati all&rsquo;interno del nostro gruppo, percorsi formativi dedicati quali: &ldquo;Suivet Training&rdquo;, il &ldquo;Progetto Suivet&rdquo; (per i veterinari) ed il &ldquo;Suiservice Group/Progetto Iliade&rdquo; (per i non veterinari), tutti provenienti dalle vestigia dei suoi precetti.</p>
<p>E cos&igrave; come Pel&egrave; nel &rsquo;58, in una finale storica contro la Svezia, fece ritrovare unit&agrave;, passione ed identit&agrave; ad un intero paese, la passione del professor Casimiro, ha permesso di dare un&rsquo;identit&agrave; e soprattutto uno stile ad intere generazioni di studenti prima e professionisti dopo, che calcano ancora i campi della nostra professione tanto affascinante ma tanto bisognosa di punti di riferimento da seguire.</p>
<p>Grazie professore!</p>
<p>E, inoltre, un sentito ringraziamento da tutto il gruppo Suivet al consiglio della SIPAS, per l&rsquo;istituzione di questo premio.</p>
<p><img style="display: block; margin-left: auto; margin-right: auto;" src="https://suivet.it/Data/Sites/1/media/eventi/sipas/sipas2021.jpeg" alt="della cConsegna del premio &ldquo;Casimiro Tarocco&rdquo; 2021" width="400" /></p>
<p style="text-align: center;"><em>Momento della consegna del premio &ldquo;Casimiro Tarocco&rdquo; da parte del dott Gherpelli alla dott.ssa Dr.ssa Pasqualina Alessia Viscido&nbsp;con un lavoro dal titolo: "<strong>Nuovo indice di valutazione delle partite suine conferite presso il macello sulla base dei parametri qualitativi delle cosce fresche rifilate</strong>" (10 settembre 2021)</em></p><br /><a href='https://suivet.it/una-bella-emozione-alla-sipas-del-10-settembre.aspx'>Dott. Claudio Mazzoni</a><div class='fblikebutton'><iframe src='http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=https%3a%2f%2fsuivet.it%2funa-bella-emozione-alla-sipas-del-10-settembre.aspx&amp;layout=standard&amp;show_faces=false&amp;width=450&amp;height=35&amp;action=like&amp;colorscheme=light' scrolling='no' frameborder='0' allowTransparency='true' style='border:none; overflow:hidden;width:450px; height:35px;'></iframe></div>]]></description>
      <link>https://suivet.it/una-bella-emozione-alla-sipas-del-10-settembre.aspx</link>
      <author>mazzoni@suivet.it (Dott. Claudio Mazzoni)</author>
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      <pubDate>Wed, 17 Nov 2021 07:11:00 GMT</pubDate>
    </item>
    <item>
      <title>SIPAS 2016, un'annata per amanti del settore</title>
      <description><![CDATA[<p>Difficilmente in passato mi sono espresso sul meeting della SIPAS (Societ&agrave; Italiana di Patologia ed Allevamento del Suino), ma quest'anno, ne sento davvero il bisogno. Come molti di voi lettori sapranno, si tratta dell'evento per veterinari, tecnici ed allevatori, di maggior rilievo nel panorama della suinicoltura scientifica nazionale. Anche quest'anno la sede del centro congressi di Montichiari, si &egrave; prestata pi&ugrave; che degnamente per lo svolgimento dell'evento, ma in questa edizione, sono stati sicuramente i contenuti ed i richiami ai grandi personaggi della suinicoltura del nostro passato, a fare la differenza.</p>
<p>L'argomento attorno al quale ha girato tutto l'evento, &egrave; stato quello della scrofetta, e per affrontarlo, si sono succeduti sul palco relatori molto noti nel panorama della nostra suinicoltura e di quella internazionale. &Egrave; stato cos&igrave; dato spazio ad un segmento della filiera, sempre troppo bistrattato ed al quale tutti, dagli allevatori ai veterinari, spesso riservano un ruolo di secondaria importanza. Devo dire che il tutto si &egrave; svolto in un ottimo equilibrio fra gli spazi dedicati alla sanit&agrave;, al management, all'alimentazione ed alla cultura pi&ugrave; in generale dell'argomento. Insomma un evento davvero gradevole, oserei dire fra i pi&ugrave; riusciti degli ultimi anni, tenuto anche conto delle difficolt&agrave; che devono affrontare i consiglieri della societ&agrave; nel reclutamento dei relatori.</p>
<p>A questo punto vi chiederete il motivo di tanta enfasi da parte di chi vi scrive, e credo sia il caso di fare un piccolo passo in dietro, portando la vostra memoria, quella serie consecutiva di rubriche dove ho cercato di sottolineare l'importanza della scrofetta come futuro dell'azienda. Ecco che quindi l'aver visto affrontati argomenti comuni con i relatori e ritenuti da tutti assolutamente fondamentali per il futuro dell'azienda suinicola, mi ha profondamente gratificato, se non altro poich&eacute; oggetto di miei recenti studi.</p>
<p>A mio avviso di grande interesse l'enfatizzazione del rapporto uomo-animale ovvero la necessit&agrave; che abbiamo sin gi&agrave; dalle prime fasi, di dover trattare bene questi animali affinch&eacute; vedano l'uomo, non pi&ugrave; come una fonte di pericolo, ma come un partner di giochi con il quale condividere esperienze comuni. Affascinante l'idea di raggiungere questo obiettivo, anche attraverso la somministrazione di frutta per accattivarsene appieno le grazie. Ridurre quindi lo stress da adattamento all'uomo come primo evento, ma anche alle strutture, soprattutto le gabbie gestazione, per le quali &egrave; raccomandato un periodo di presenza di minimo 16 giorni al loro interno prima dell'inseminazione vera e propria, questo per ridurre l'incidenza di perdite di gravidanza tardive o di riduzione della natalit&agrave; totale. In ogni caso, e su questo tutti i relatori sono stati concordi, bisogna inseminare le scrofette attorno agli otto mesi (220-250 giorni di vita) e ad un peso compreso fra 135 ed i 145 kg. Attenzione quindi alla pubert&agrave;, che si ha con un'et&agrave; giusta, ma anche agli accrescimenti, che si evidenziano attraverso il peso degli animali. Interessante al riguardo, come sia cambiato negli ultimi 10 anni il valore delle misurazioni del lardo che, come sappiamo dalla letteratura contemporanea, presta il fianco a diverse critiche, ma che di fatto rimane l'unico strumento di uso comune, per correlare numericamente condizioni corporee e prospettive riproduttive. Si &egrave; partiti in passato con i 14 mm di lardo dorsale, rilevati nel punto P2, per raggiungere gli attuali 18-20 mm richiesti dai pi&ugrave; recenti profili genetici.</p>
<p>Rimane fondamentale, e questa &egrave; una certezza, l'adeguata stimolazione con il verro, meglio pi&ugrave; di uno, che dovrebbe incominciare a partire dai 200-210 giorni di vita, e non prima, in modo repentino, senza preavvisi, sfruttando cos&igrave; l'effetto sorpresa.</p>
<p>Per completare il quadro sulla scrofetta sono stati affrontati nei dettagli gli aspetti nutrizionali e sanitari. Per quanto concerne il primo punto &egrave; utile sottolineare la vastit&agrave; delle informazioni che sono state date nel corso del meeting, partendo dagli specifici fabbisogni per arrivare alla curva di alimentazione sia in gestazione che in sala parto. La discussione ha messo in evidenza che i livelli di ingestione di questi giovani riproduttori dovrebbero essere pi&ugrave; bassi di quelli che in realt&agrave; assumono nella stragrande maggioranza delle aziende. Questo &egrave; una conseguenza del fatto che devono adattarsi alle stesse curve delle pluripare, a causa della convivenza fra le due popolazioni di animali negli stessi reparti.</p>
<p>Relativamente alla sanit&agrave;, non sono state apportate nuove conoscenze rispetto a quanto gi&agrave; noto da tempo, e come spesso accade, la PRRS, ha avuto un ruolo da protagonista. In effetti si tratta di una malattia davvero affascinante poich&eacute; ad oltre 20 anni dalla sua scoperta, sono ancora molti i lati oscuri legati alla sua epidemiologia. Quello che &egrave; certo &egrave; il ruolo chiave che la scrofetta ha nel controllo della diffusione del virus in azienda, sia esso omologo che eterologo. Molto interessanti sono stati i richiami ad un agente patogeno troppo spesso trascurato, l'Actinobacillus pleuropneumoniae (APP) dove &egrave; stato messo in correlazione ad una serie di disordini riproduttivi davvero inaspettati.</p>
<p>Alla base di tutto rimane il corretto acclimatamento di questi giovani riproduttori verso tutto quello che riguarda l'azienda, personale, strutture, alimentazione, patogeni e quant'altro. Attraverso questa delicatissima quanto difficilissima fase passa il successo oppure il fallimento del risultato produttivo. Anche se questo concetto suona piuttosto famigliare, non dobbiamo mai dimenticarlo e, per enfatizzarlo ulteriormente, sono stati scomodati anche due grandi della suinicoltura italiana a cui tanti, compreso il sottoscritto, sono molto affezionati, mi riferisco al Prof Casimiro Tarocco ed al compianto dottor Iller Campani, entrambi citati in sede congressuale e che quindi, anche se solo con il loro ricordo, hanno impreziosito un meeting certamente fra i pi&ugrave; interessanti......davvero tanta roba.</p><br /><a href='https://suivet.it/sipas-2016-unannata-per-amanti-del-settore.aspx'>Dott. Claudio Mazzoni</a><div class='fblikebutton'><iframe src='http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=https%3a%2f%2fsuivet.it%2fsipas-2016-unannata-per-amanti-del-settore.aspx&amp;layout=standard&amp;show_faces=false&amp;width=450&amp;height=35&amp;action=like&amp;colorscheme=light' scrolling='no' frameborder='0' allowTransparency='true' style='border:none; overflow:hidden;width:450px; height:35px;'></iframe></div>]]></description>
      <link>https://suivet.it/sipas-2016-unannata-per-amanti-del-settore.aspx</link>
      <author>mazzoni@suivet.it (Dott. Claudio Mazzoni)</author>
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      <pubDate>Thu, 31 Mar 2016 16:03:00 GMT</pubDate>
    </item>
    <item>
      <title>Efficienza produttiva e bilancio economico dell’azienda</title>
      <description><![CDATA[<p>Versione pdf di un articolo di <b>Annalisa Scollo</b> apparso su <a target="_blank" href="http://www.pointvet.it/web/index.php?com=periodici&amp;option=index&amp;id=1&amp;latest">La Settimana Veterinaria</a> Nr. 852/2013, riguardante una giornata di&#160; studio organizzata da <a target="_blank" href="http://www.sipas.org/">SIPAS</a> sull'efficienza delle aziende suinicole (come stimare le perdite da patologie, consigli su come rendere costante la produzione, consigli su come sfruttare al meglio la struttura, ecc.)</p>
<p><a href="https://suivet.it/Data/Sites/1/media/eventi/sipas/vi-viii_sv852_sipas_efficienza.pdf">Efficienza produttiva e bilancio economico dell’azienda</a></p><br /><a href='https://suivet.it/efficienza-produttiva-e-bilancio-economico-dell’azienda.aspx'>Admin</a><div class='fblikebutton'><iframe src='http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=https%3a%2f%2fsuivet.it%2fefficienza-produttiva-e-bilancio-economico-dell%e2%80%99azienda.aspx&amp;layout=standard&amp;show_faces=false&amp;width=450&amp;height=35&amp;action=like&amp;colorscheme=light' scrolling='no' frameborder='0' allowTransparency='true' style='border:none; overflow:hidden;width:450px; height:35px;'></iframe></div>]]></description>
      <link>https://suivet.it/efficienza-produttiva-e-bilancio-economico-dell’azienda.aspx</link>
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      <pubDate>Sun, 24 Nov 2013 14:37:00 GMT</pubDate>
    </item>
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