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    <title>Tecniche chirurgiche - Ultimi articoli inseriti</title>
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      <title>Tecniche chirurgiche per verri interi e sterili</title>
      <description><![CDATA[<p><strong>(dott. Giulia Bini)</strong></p>
<p>Una delle sfide pi&ugrave; difficili per chi possiede una scrofaia &egrave; evidenziare correttamente il calore e quindi fecondare le scrofe nel momento pi&ugrave; opportuno. Queste difficolt&agrave; possono tradursi in tassi elevati di ritorni in calore, ridotta portata al parto e basso numero di nati vivi.</p>
<p>Un&rsquo;altra difficolt&agrave; nasce dal dover andare incontro a richieste sempre pi&ugrave; importanti dal punto di vista del benessere animale. Ci si sta muovendo verso una direzione dove le scrofe saranno sempre pi&ugrave; libere, sia al parto che durante il periodo di gestazione. Non pi&ugrave; scrofe allevate in gabbie singole ma gruppi dinamici dove animali a diverse et&agrave; gestazionali vengono stabulati assieme permettendo l&rsquo;espletamento del proprio comportamento naturale, l&rsquo;interazione reciproca e riducendo anche problemi metabolici o locomotori che potevano verificarsi con la stabulazione in gabbia. Una gestione di questo tipo pu&ograve; per&ograve; rendere ancora pi&ugrave; difficoltosa l&rsquo;individuazione del calore.</p>
<p>Nella scrofa il calore pu&ograve; durare dalle 48-64 ore ma la sua espressione e durata dipendono da innumerevoli fattori fra cui: et&agrave;, ordine di parto, stagione, temperatura, genetica, condizione corporea, nutrizione e precedenti esposizioni al verro.</p>
<p>La scrofa possiede numerosi recettori olfattivi che, una volta stimolati, possono modificare la fisiologia e il comportamento delle scrofe. La stimolazione ideale da parte del verro dovrebbe comprendere anche un contatto fisico fra quest&rsquo;ultimo e la scrofa. L&rsquo;esposizione delle femmine al verro ha il doppio scopo di completare la maturazione sessuale delle scrofette e, appunto, individuare al meglio il calore e il momento idoneo alla fecondazione.</p>
<p>Dove le scrofe sono stabulate e fecondate in gabbia il verro cammina davanti alle femmine mentre l&rsquo;operatore rileva e segna gli animali in calore. In una situazione ideale la ricerca calori dovrebbe essere effettuata due volte al giorno a distanza di circa 8-12 in modo da individuare con precisione l&rsquo;inizio del calore.</p>
<p>Tutto questo &egrave; reso pi&ugrave; difficile dai cambiamenti nel tipo di stabulazione che si stanno attuando per questioni di benessere. Infatti, rilevare il calore con verri interi in scrofe stabulate in box &egrave; molto pi&ugrave; pericoloso rispetto alla condizione nella quale le scrofe sono poste ferme in gabbie singole e il maschio cammina semplicemente nel corridoio.</p>
<p>Per venire incontro a questa necessit&agrave; sono state sviluppate diverse strategie, fra le quali l&rsquo;uso di verri ruffiani, ovvero maschi interi ma sterili. Sono animali che hanno subito un intervento chirurgico con lo scopo di preservare la libido e la produzione di testosterone ma che, con una piccola modifica al loro apparato riproduttore, non presentano pi&ugrave; spermatozoi nel loro liquido seminale. Questa strategia viene utilizzata anche in altre specie (es. tori). Gli animali che hanno subito questo intervento mantengono un fisiologico comportamento sessuale pur risultando pi&ugrave; docili.</p>
<p>Si ricorda, inoltre, che stanno divenendo sempre pi&ugrave; frequenti i controlli da parte degli enti certificatori delle DOP al fine di verificare la presenza di verri ruffiani in allevamento (&egrave; possibile detenere maschi interi solo se correttamente registrati).</p>
<p>Per ottenere maschi interi sterili vi sono diverse tecniche, le pi&ugrave; utilizzate sono:</p>
<p style="padding-left: 30px;">&middot;&nbsp; <strong>Epididectomia con rimozione della coda dell&rsquo;epididimo</strong>;</p>
<p style="padding-left: 30px;">&middot;&nbsp; <strong>Vasectomia con accesso scrotale</strong>;</p>
<p style="padding-left: 30px;">&middot;&nbsp; <strong>Vasectomia con accesso inguinale</strong></p>
<p>Tutte e tre queste tecniche vanno ad agire sullo stoccaggio/maturazione o trasporto degli spermatozoi. In particolare, nel primo tipo di intervento si va a rimuovere la coda dell&rsquo;epididimo che &egrave; la struttura che avvolge il testicolo e dove gli spermatozoi sono immagazzinati e maturano.</p>
<p>La vasectomia lavora invece sul dotto deferente che &egrave; la struttura che veicola gli spermatozoi permettendone la presenza nell&rsquo;eiaculato. In entrambe le procedure viene asportato un tratto del dotto deferente (sai destro che sinistro) accedendo alla struttura o dall&rsquo;inguine o direttamente dallo scroto.</p>
<p>Uno studio ha cercato di stabilire quale delle tecniche sia la pi&ugrave; facile ed efficace per ottenere verri ruffiani. Oltre alla procedura chirurgica in s&eacute; sono stati valutati anche altri parametri fra cui: parametri ematici, livelli di cortisolo, lattato e testosterone nel sangue, temperatura corporea ed esame andrologico. Gli animali sono stati operati a circa 70 giorni di vita e seguiti fino a 7 mesi, all&rsquo;incirca fino al raggiungimento della pubert&agrave; e maturit&agrave; sessuale.</p>
<p>Tutte e tre le tecniche chirurgiche sono risultate efficaci nel produrre maschi interi sterili; all&rsquo;esame microscopico eseguito a 7 mesi sull&rsquo;eiaculato, infatti, non vi era traccia di spermatozoi mentre la libido era perfettamente conservata cos&igrave; come i livelli di testosterone e l&rsquo;interesse per l&rsquo;accoppiamento.</p>
<p>Alla valutazione dei parametri ematici sono state rilevate pochissime differenze fra le tre tecniche. La concentrazione di lattato, usata come marker di danno tissutale era innalzata in tutti e tre i gruppi a causa della chirurgia e del successivo processo di guarigione. La tecnica che ha registrato un minor aumento della concentrazione di lattato &egrave; stata l&rsquo;epididectomia in quanto &egrave; quella che richiede una minor manipolazione e quindi un minor danno tissutale.</p>
<p>Il cortisolo, marker di stress per l&rsquo;animale, era innalzato il giorno della chirurgia per tutti e tre i gruppi.</p>
<p>La tecnica pi&ugrave; veloce e meno invasiva &egrave; risultata l&rsquo;epididectomia, tuttavia, tutte e tre le tecniche sono facilmente praticabili ed efficaci in ugual misura. La vasectomia con accesso inguinale dovrebbe essere scelta quando si trattano animali con pesi ridotti in quanto ancora non vi &egrave; uno strato lipidico eccessivamente spesso a livello di inguine e si riesce a lavorare manipolando poco i tessuti.</p>
<p>Infine, come per ogni intervento chirurgico sono possibili delle complicazioni come infezioni (importante la gestione post-operatoria dell&rsquo;animale che va mantenuto in un luogo il pi&ugrave; pulito possibile e con la ferita disinfettata), riconnessione delle strutture asportate, rimozione o parziale legatura dell&rsquo;arteria che segue le strutture.</p>
<p>In conclusione, l&rsquo;utilizzo di verri ruffiani sar&agrave; sempre pi&ugrave; frequente e si dovr&agrave; ricorrere sempre di pi&ugrave; a queste tecniche per andare incontro al miglioramento del benessere animale e alle restrizioni imposte dalle DOP.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>Tradotto e modificato da: Superti, Bruna FV, et al. "Development of effective and minimally invasive surgical techniques for the preparation of intact, sterile boars."&nbsp;Journal of Swine Health and Production&nbsp;29.5 (2021): 253-260.</em></p><div class='fblikebutton'><iframe src='http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=https%3a%2f%2fsuivet.it%2ftecniche-chirurgiche-per-verri-interi-e-sterili.aspx&amp;layout=standard&amp;show_faces=false&amp;width=450&amp;height=35&amp;action=like&amp;colorscheme=light' scrolling='no' frameborder='0' allowTransparency='true' style='border:none; overflow:hidden;width:450px; height:35px;'></iframe></div>]]></description>
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      <author>giuliabini@aaa.ss (Dott. Giulia Bini)</author>
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      <pubDate>Thu, 24 Mar 2022 09:49:00 GMT</pubDate>
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