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    <title>Tecniche chirurgiche - Ultimi articoli inseriti</title>
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      <title>Prolasso dei retto (parte 2/2): perché si manifesta e come prevenirlo</title>
      <description><![CDATA[<p><strong>(Dott. Giusy Romano)</strong></p>
<p style="text-align: center;">Come gi&agrave; accennato nell&rsquo;<a href="prolasso-dei-retto-parte-12-quali-soluzioni-adottare.aspx" target="_blank">articolo precedente</a>, il prolasso del retto (figura 1) rappresenta una delle principali problematiche all&rsquo;interno dell&rsquo;allevamento suinicolo, sia a livello sanitario che a livello economico. Solitamente, il prolasso del retto si manifesta nelle scrofe e nei suini di peso compreso tra i 20 e i 70-80 kg, e pu&ograve; essere contenuto (&lt; 2-10 cm) oppure esteso ed edematoso. Sono diversi i fattori che possono contribuire all&rsquo;insorgenza di questa problematica e sono di seguito elencati.<br /><img style="display: block; margin-left: auto; margin-right: auto;" src="https://suivet.it/Data/Sites/1/media/chirurgia/prolassi/prolassoretto1.jpg" alt="" width="400" /><br /><em>Foto 1: Esempio di prolasso del retto</em></p>
<ul>
<li><strong>Alimentazione</strong>: foraggi di scarsa qualit&agrave;, elevati livelli di concentrato, mangimi ad alto contenuto di estrogeni e una carenza di calcio, sono tutti elementi che possono scatenare il prolasso del retto. Bisogna fare attenzione anche alla presenza di micotossine nel mangime, in particolare lo <em>Zeralenone</em> e i suoi metaboliti, in quanto sono in grado di simulare un eccesso di estrogeni.</li>
<li><strong>Fisiologia</strong>: il retto &egrave; tenuto nella sua posizione corretta da un insieme di tessuti (muscoli, legamenti, fibre collagene), il cui indebolimento pu&ograve; causare la perdita della sua normale posizione, con conseguente fuoriuscita. Ci&ograve; accade negli animali che compiono un eccessivo sforzo addominale (es: defecazione difficoltosa) o nelle scrofe in seguito al parto, in cui il tessuto connettivo perianale &egrave; molto pi&ugrave; flessibile ed edematoso.</li>
<li><strong>Ormoni</strong>: sembrerebbe che gli estrogeni, il progesterone e la relaxina, gli stessi ormoni che intervengono normalmente durante il parto, giochino un ruolo attivo nella fuoriuscita del retto dalla sua posizione fisiologica.</li>
<li><strong>Genetica</strong>: secondo alcuni autori esisterebbe un fattore di rischio nelle linee genetiche o razze pure, tuttavia ad oggi non vi &egrave; alcuna documentazione che attesti con certezza questa ipotesi.</li>
<li><strong>Ambiente</strong>: le sbarre orizzontali presenti in allevamento, come le recinzioni dei box o delle gabbie parto, possono incentivare l&rsquo;animale a riposare appoggiando la coda sopra di esse, con conseguente rilassamento dei muscoli dello sfintere anale e successiva fuoriuscita del retto. Inoltre, una pavimentazione troppo inclinata pu&ograve; generare, per gravit&agrave;, una pressione intra-addominale che supera la resistenza dello sfintere anale (soprattutto nelle scrofe gravide), con conseguente fuoriuscita del retto.</li>
<li><strong>Altri disordini</strong>: la <span style="text-decoration: underline;">diarrea cronica</span>, causata da eccessivi sforzi di emissione, e la <span style="text-decoration: underline;">tosse persistente</span>, dovuta ad infezioni respiratorie, possono anch&rsquo;esse causare un indebolimento dei tessuti di supporto del retto, con conseguente difficolt&agrave; a ritirarlo naturalmente.</li>
</ul>
<p>Essendo adesso a conoscenza dei possibili fattori predisponenti il prolasso del retto, diventa pi&ugrave; facile capire quale strategia di prevenzione adottare nel proprio allevamento. Se si tratta, per esempio, di un problema alimentare, potrebbe essere interessante rivalutare e modificare i vari componenti del mangime o anche eseguire delle analisi su di esso per verificare l&rsquo;eventuale presenza di micotossine (soprattutto lo <em>Zeralenone</em>). Se, invece, la pavimentazione in alcune aree dell&rsquo;allevamento risulta essere troppo inclinata, potrebbe essere saggio livellarle, in particolare in sala parto, dove sono presenti le scrofe gravide. Se, infine, il prolasso del retto si verifica in seguito a diarrea cronica o tosse persistente, l&rsquo;ideale sarebbe trattare tempestivamente gli animali colpiti, in modo da non indebolire eccessivamente i tessuti di supporto del retto.</p><div class='fblikebutton'><iframe src='http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=https%3a%2f%2fsuivet.it%2fprolasso-dei-retto-parte-22-perch%c3%a9-si-manifesta-e-come-prevenirlo.aspx&amp;layout=standard&amp;show_faces=false&amp;width=450&amp;height=35&amp;action=like&amp;colorscheme=light' scrolling='no' frameborder='0' allowTransparency='true' style='border:none; overflow:hidden;width:450px; height:35px;'></iframe></div>]]></description>
      <link>https://suivet.it/prolasso-dei-retto-parte-22-perché-si-manifesta-e-come-prevenirlo.aspx</link>
      <author>romano@suivet.it (Dott.ssa Giusy Romano)</author>
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      <pubDate>Sat, 21 Mar 2020 08:24:00 GMT</pubDate>
    </item>
    <item>
      <title>Prolasso dei retto (parte 1/2): quali soluzioni adottare</title>
      <description><![CDATA[<p><strong>(Dott. Giusy Romano)</strong></p>
<p>Poich&eacute;, nell&rsquo;industria suinicola, il prolasso del retto (figura 1) rappresenta un importante problema di tipo sanitario ed economico, risulta fondamentale essere a conoscenza delle possibili tecniche da utilizzare per la sua risoluzione. Sicuramente l&rsquo;isolamento immediato del soggetto con il retto prolassato &egrave; la prima e pi&ugrave; urgente azione da compiere, in modo che i compagni di box non vadano a peggiorare la situazione del fratello andando a lesionare la porzione di retto fuoriuscita.</p>
<p style="text-align: center;"><img src="https://suivet.it/Data/Sites/1/media/chirurgia/prolassi/prolassoretto-1a.jpg" alt="Prolasso del retto" width="500" /></p>
<p style="text-align: center;"><img src="https://suivet.it/Data/Sites/1/media/chirurgia/prolassi/prolassoretto-1b.jpg" alt="Prolasso del retto" width="500" /></p>
<p style="text-align: center;"><em>Fig. 1 a/b: Esempi di prolasso del retto</em></p>
<p>In allevamento esistono due principali tecniche applicabili, che consentirebbero il completo riposizionamento del retto all&rsquo;interno dell&rsquo;animale con un recupero completo dello stesso. Entrambe prevedono la sedazione, almeno parziale, dell&rsquo;animale (es: azaperone intramuscolo nel collo), anche se l&rsquo;ideale sarebbe eseguire una sedazione completa (es: tiopentale sodico endovena) oppure rendere insensibile la parte interessata dall&rsquo;operazione (es: lidocaina locale).</p>
<p>La prima tecnica prevede l&rsquo;utilizzo di una <strong>sutura a borsa di tabacco</strong>, dopo aver riposizionato il retto all&rsquo;interno dell&rsquo;aperura anale, dando i punti in maniera circolare rispetto all&rsquo;apertura e con l&rsquo;accortezza, al momento della chiusura, di lasciare un minimo di apertura che consenta la defecazione successiva dell&rsquo;animale. Se il prolasso &egrave; avvenuto da poco tempo, la mucosa rettale sar&agrave; ancora fresca ed integra, quindi sar&agrave; sufficiente disinfettarla e, se necessario, bagnarla con acqua zuccherata per facilitarne la riduzione, in quanto dotata di propriet&agrave; astringenti. Se il prolasso &egrave; avvenuto gi&agrave; da un po&rsquo; di tempo, potrebbe anche essere presente del tessuto necrotico a livello della mucosa rettale, e, in questo caso, sarebbe necessario asportare la parte necrotica prima del riposizionamento del retto all&rsquo;interno dell&rsquo;apertura anale.</p>
<p>La seconda tecnica si presenta come una soluzione pi&ugrave; economica, ma, al contempo, molto efficace, richiedendo l&rsquo;utilizzo solo di un tubo corrugato elicoidale (es: tubo da elettricista), lungo circa 18-20 cm, e di diametro variabile per i suini in accrescimento (1-1,5 cm) e per le scrofe (2-3 cm), oltre a due elastici resistenti o ad una fascetta in plastica (es: fascette per il cablaggio). Il tubo deve essere inserito delicatamente all&rsquo;interno dell&rsquo;orifizio del retto prolassato, lasciandone una parte all&rsquo;esterno dell&rsquo;animale (circa 2 cm). Gli elastici (uno sopra l&rsquo;altro), o la fascetta, devono essere posizionati intorno al retto prolassato, il pi&ugrave; vicino possibile all&rsquo;apertura anale, stringendo con molta forza al fine di bloccare l&rsquo;afflusso di sangue al prolasso, conducendo cos&igrave; alla necrosi della parte fuoriuscita nel giro di 5-7 giorni (Figura 2). In questo caso il soggetto sar&agrave; in grado di defecare tranquillamente attraverso il tubo e, se questo dovesse intasarsi, non ci sarebbe comunque alcun problema, dal momento in cui, a necrosi avvenuta, il pezzo di retto prolassato cadr&agrave; autonomamente insieme al tubo e l&rsquo;animale tornerebbe a defecare senza problemi.</p>
<p><img style="display: block; margin-left: auto; margin-right: auto;" src="https://suivet.it/Data/Sites/1/media/chirurgia/prolassi/prolassoretto-2a.jpg" alt="" width="500" /></p>
<p style="text-align: center;"><img src="https://suivet.it/Data/Sites/1/media/chirurgia/prolassi/prolassoretto-2b.jpg" alt="" width="500" /><br /><em>Fig. 2 a/b: Risoluzione del prolasso con tubo</em></p>
<p>Ad operazione conclusa &egrave; sempre buona prassi somministrare all&rsquo;animale un analgesico e un antibiotico ad ampio spettro, in modo da diminuire il dolore del soggetto e ridurre il rischio di infezioni batteriche secondarie. La riforma dell&rsquo;animale si rende necessaria solo qualcosa il prolasso rettale fosse stato molto grave prima dell&rsquo;intervento umano, poich&eacute; l&rsquo;animale avrebbe dei tempi di recupero molto lunghi e rischierebbe di incorrere nuovamente nello stesso tipo di problema.</p><div class='fblikebutton'><iframe src='http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=https%3a%2f%2fsuivet.it%2fprolasso-dei-retto-parte-12-quali-soluzioni-adottare.aspx&amp;layout=standard&amp;show_faces=false&amp;width=450&amp;height=35&amp;action=like&amp;colorscheme=light' scrolling='no' frameborder='0' allowTransparency='true' style='border:none; overflow:hidden;width:450px; height:35px;'></iframe></div>]]></description>
      <link>https://suivet.it/prolasso-dei-retto-parte-12-quali-soluzioni-adottare.aspx</link>
      <author>romano@suivet.it (Dott.ssa Giusy Romano)</author>
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      <guid isPermaLink="true">https://suivet.it/prolasso-dei-retto-parte-12-quali-soluzioni-adottare.aspx</guid>
      <pubDate>Tue, 25 Feb 2020 09:45:00 GMT</pubDate>
    </item>
    <item>
      <title>Risoluzione del Prolasso parziale</title>
      <description><![CDATA[<table border="0" cellspacing="1" cellpadding="1">
    <tbody>
        <tr>
            <td colspan="2"><span style="font-family: Arial; font-size: 12pt; mso-fareast-font-family: 'Times New Roman'; mso-ansi-language: IT; mso-fareast-language: IT; mso-bidi-language: AR-SA"><font color="#000000">Decisamente meno frequente del prolasso totale del retto, il prolasso parziale (foto in basso a sinistra) si presenta maggiormente in sala parto, ed è più frequente alcuni giorni dopo lo stesso. <span style="font-family: Arial; font-size: 12pt; mso-fareast-font-family: 'Times New Roman'; mso-ansi-language: IT; mso-fareast-language: IT; mso-bidi-language: AR-SA">La sua risoluzione risulta certamente più agevole della versione totale ed i margini di recupero, soprattutto se curato per tempo, sono veramente elevati. <span style="font-family: Arial; font-size: 12pt; mso-fareast-font-family: 'Times New Roman'; mso-ansi-language: IT; mso-fareast-language: IT; mso-bidi-language: AR-SA">Si presenta come un’estrusione rossastra ben contenuta ed elastica al tatto (foto in basso a destra) dell’ano. Si tratta però di una porzione laterale della struttura che lascia comunque abbastanza pervio lo sfintere.</span></span></font></span></td>
        </tr>
        <tr>
            <td width="240"><a href="https://suivet.it/Data/Sites/1/media/chirurgia/prolassi/1-prolassoparziale.jpg"><img alt="" width="345" height="258" src="https://suivet.it/Data/Sites/1/media/chirurgia/prolassi/1-prolassoparziale.jpg" /></a></td>
            <td><a href="https://suivet.it/Data/Sites/1/media/chirurgia/prolassi/2-prolassoparziale_manipolazione.jpg"><img alt="" width="345" height="258" src="https://suivet.it/Data/Sites/1/media/chirurgia/prolassi/2-prolassoparziale_manipolazione.jpg" /></a></td>
        </tr>
        <tr>
            <td colspan="2"><span style="font-family: Arial; font-size: 12pt; mso-fareast-font-family: 'Times New Roman'; mso-ansi-language: IT; mso-fareast-language: IT; mso-bidi-language: AR-SA"><font color="#000000">La sua risoluzione, dopo aver posto l’animale in stato di neurolessia, consiste nell’isolamento della porzione protundente tramite&#160;uno spago, ben stretto alla base della lesione, così da impedire l’afflusso di sangue alla porzione esterna (foto in basso). <span style="font-family: Arial; font-size: 12pt; mso-fareast-font-family: 'Times New Roman'; mso-ansi-language: IT; mso-fareast-language: IT; mso-bidi-language: AR-SA">Dopo aver eseguito alcuni nodi chiusi con molta forza, si osserverà una progressiva necrosi del prolasso parziale e nel giro di 3-5 giorni sarà rinvenibile sul pavimento della gabbia. </span></font></span></td>
        </tr>
        <tr>
            <td><a href="https://suivet.it/Data/Sites/1/media/chirurgia/prolassi/3-prolassoparziale_legatura.jpg"><img alt="" width="345" height="258" src="https://suivet.it/Data/Sites/1/media/chirurgia/prolassi/3-prolassoparziale_legatura.jpg" /></a></td>
            <td><a href="https://suivet.it/Data/Sites/1/media/chirurgia/prolassi/4-prolassoparziale_dopodiverselegature.jpg"><img alt="" width="345" height="258" src="https://suivet.it/Data/Sites/1/media/chirurgia/prolassi/4-prolassoparziale_dopodiverselegature.jpg" /></a></td>
        </tr>
        <tr>
            <td><span style="font-family: Arial; font-size: 12pt; mso-fareast-font-family: 'Times New Roman'; mso-ansi-language: IT; mso-fareast-language: IT; mso-bidi-language: AR-SA"><font color="#000000">Data la vicinanza con il materiale fecale, e vista la probabile fuoriuscita di sangue conseguente all’intervento, si cosiglia caldamente una copertura antibiotica, meglio con cefalosporine o associazioni di amoxicillina+clavulanico, per 5-7 giorni. <span style="font-family: Arial; font-size: 12pt; mso-fareast-font-family: 'Times New Roman'; mso-ansi-language: IT; mso-fareast-language: IT; mso-bidi-language: AR-SA">Nel giro di un paio di settimane l’anatomia della regione si presenta perfettamente ristabilita e l’animale può tranquillamente essere reintegrato nella mandria.</span></font></span></td>
            <td><a href="https://suivet.it/Data/Sites/1/media/chirurgia/prolassi/5-prolassoparzialedopo2settimane.jpg"><img alt="" width="290" height="217" src="https://suivet.it/Data/Sites/1/media/chirurgia/prolassi/5-prolassoparzialedopo2settimane.jpg" /></a></td>
        </tr>
    </tbody>
</table>
<p>&#160;</p>
<p>&#160;</p><div class='fblikebutton'><iframe src='http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=https%3a%2f%2fsuivet.it%2frisoluzione-del-prolasso-parziale.aspx&amp;layout=standard&amp;show_faces=false&amp;width=450&amp;height=35&amp;action=like&amp;colorscheme=light' scrolling='no' frameborder='0' allowTransparency='true' style='border:none; overflow:hidden;width:450px; height:35px;'></iframe></div>]]></description>
      <link>https://suivet.it/risoluzione-del-prolasso-parziale.aspx</link>
      <author>mazzoni@suivet.it (Dott. Claudio Mazzoni)</author>
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      <pubDate>Fri, 08 Apr 2011 04:56:00 GMT</pubDate>
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