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    <title>I trucchi in allevamento - Ultimi articoli inseriti</title>
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    <item>
      <title>Gabbie in gestazione</title>
      <description><![CDATA[<p><strong>La normativa sul benessere animale del suino (122/2011) detta alcune regole sulla densit&agrave;, sulle pavimentazioni, sugli arricchimenti, &nbsp;ed altri aspetti, ma in nessun punto prende in considerazione la gabbia gestazione, nella quale la scrofa pu&ograve; rimanere fino al 28&deg; giorno di gravidanza e successivamente essere trasferita in box collettivi</strong>.</p>
<p>Tradizionalmente le gabbie gestazione venivano costruite con un interasse di 60 cm, lasciando quindi a disposizione della scrofa uno spazio di 56-57 cm in funzione della spessore della parete metallica della gabbia: un po&rsquo; poco, considerando le dimensioni di una scrofa pluripara. Oggigiorno si preferisce installare una gabbia con interasse di 65 o addirittura 70 cm affinch&eacute; la scrofa possa diminuire la sofferenza nel contenimento individuale. Infatti le gabbie larghe consentono alla scrofa di riposare ben distesa su un fianco, in posizione naturale, come avviene quando &egrave; libera.<br>Ricordiamoci che una scrofa stressata &egrave; meno produttiva, e come dimostrato da molte ricerche sulla SINS (Sindrome Infiammatoria e Necrotica del Suino) lo stato di malessere pu&ograve; causare produzione di tossine che passano al feto, e dopo la nascita possono provocare necrosi della coda, della punta delle orecchie, del cercine coronario ecc&hellip;<br>Lo stesso discorso vale per la lunghezza della gabbia: gli ibridi attuali sono pi&ugrave; lunghi rispetto a quelli di qualche decennio scorso, e non &egrave; raro vedere scrofe lunghe alloggiate in gabbie troppo corte, con la scrofa che &egrave; costretta ad un decubito con la testa appoggiata alla mangiatoia, in posizione innaturale.</p>
<p>E&rsquo; interessante vedere come questo allevatore abbia escogitato un sistema per &ldquo;allungare&rdquo; la gabbia troppo corta.<br>Ha tagliato la parte bassa del cancello posteriore per consentire alla scrofa di &rdquo;utilizzare&rdquo; anche una parte del corridoio: quando &egrave; distesa o seduta, il treno posteriore sporge dalla gabbia ed impegna una parte del corridoio. L&rsquo;apertura &egrave; limitata, e &ldquo;utilizzabile&rdquo; solamente quando &egrave; coricata, mentre quando &egrave; in piedi, la parte alta del cancello impedisce l&rsquo;uscita dell&rsquo;animale (foto 1, 2).</p>
<p><img style="display: block; margin-left: auto; margin-right: auto;" src="https://suivet.it/Data/Sites/1/media/trucchi/GabbiaTagliata/gabbiagestazione1.jpg" alt="Gabbia gestazione" width="400" height="300"></p>
<p><img style="display: block; margin-left: auto; margin-right: auto;" src="https://suivet.it/Data/Sites/1/media/trucchi/GabbiaTagliata/gabbiagestazione2.png" alt="" width="400" height="607"></p>
<p>In un altro reparto, dove il corridoio &egrave; pi&ugrave; stretto, l&rsquo;allevatore ha eliminato completamente il cancello posteriore in quanto le scrofe, anche se in piedi, difficilmente riescono ad uscire in retromarcia in quanto ostacolate dal retro delle scrofe nella fila di gabbie opposta (foto 3).&nbsp;</p>
<p><img style="display: block; margin-left: auto; margin-right: auto;" src="https://suivet.it/Data/Sites/1/media/trucchi/GabbiaTagliata/gabbiagestazione3.jpg" alt="" width="400" height="300"></p>
<p><br>Ecco come migliorare il benessere delle scrofe senza spendere un euro!</p><br /><a href='https://suivet.it/gabbie-in-gestazione'>Dott. Francesco Tonon</a><div class='fblikebutton'><iframe src='http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=https%3a%2f%2fsuivet.it%2fgabbie-in-gestazione&amp;layout=standard&amp;show_faces=false&amp;width=450&amp;height=35&amp;action=like&amp;colorscheme=light' scrolling='no' frameborder='0' allowTransparency='true' style='border:none; overflow:hidden;width:450px; height:35px;'></iframe></div>]]></description>
      <link>https://suivet.it/gabbie-in-gestazione</link>
      <author>tonon@suivet.it (Dott. Francesco Tonon)</author>
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      <pubDate>Tue, 03 Feb 2026 02:45:00 GMT</pubDate>
    </item>
    <item>
      <title>Con quel vecchio tanicone, di fare il nido è l’occasione</title>
      <description><![CDATA[<p>Ogni allevatore &egrave; consapevole che la sala parto &egrave; un locale che dal punto di vista climatico deve soddisfare due diverse esigenze: per la scrofa e per i suinetti.</p>
<p>La scrofa necessita di una temperatura non elevata: l&rsquo;ideale sarebbero 18-20 &deg;C.</p>
<p>I suinetti hanno la necessit&agrave; di avere a disposizione un&rsquo;area riscaldata (cd nido) che al momento del parto dovrebbe avere una temperatura superiore ai 30&deg;C.</p>
<p>Queste due differenti esigenze vengono risolte mettendo a disposizione dei suinetti in un angolo della gabbia parto una lampada riscaldante a infrarossi: in questo modo i suinetti sono al caldo e le scrofe al fresco.</p>
<p>Erroneamente alcuni allevatori aumentano la temperatura della sala anche a 25 &deg;C a cavallo del parto e per qualche altro giorno, con la convinzione di favorire i suinetti neonati, ma &egrave; una soluzione che potrebbe avere qualche conseguenza negativa.</p>
<p>Innanzitutto la scrofe soffre il caldo, soprattutto durante il parto, e nei giorni successivi potrebbe non avere un&rsquo;adeguata ingestione alimentare.</p>
<p>Se nella sala la temperatura &egrave; elevata, i suinetti sono meno attirati al nido e quindi pi&ugrave; facilmente soggetti agli schiacciamenti.</p>
<p>Da tempo si stanno diffondendo i nidi parzialmente chiusi, anche con copertura con il foro per la lampada, tali da creare un ambiente confortevole per i suinetti.</p>
<p>Questo consente di diminuire l&rsquo;utilizzo delle lampade (risparmio energetico) e di abbassare la temperatura della sala parto con un aumento dei ricambi di ventilazione. La scrofa ne beneficia, e i suinetti si rifugiano sotto il nido per non essere esposti alla velocit&agrave; dell&rsquo;aria ambientale.</p>
<p>Nelle moderne gabbie che si stanno adottando a &ldquo;parto libero&rdquo; o &ldquo;temporaneamente confinato&rdquo; il concetto del &ldquo;nido chiuso&rdquo; e del suo posizionamento all&rsquo;interno della gabbia &egrave; considerato particolarmente importante: quando la scrofa &egrave; libera il rischio di schiacciamento aumenta, ed &egrave; fondamentale attrarre i suinetti in un ambiente confortevole.</p>
<p>Questo allevatore aveva a disposizione qualche contenitore di olio utilizzato per l&rsquo;alimentazione dei suini. Ha pensato quindi di tagliarlo e di realizzare una &ldquo;copertura&rdquo; del nido posizionato nell&rsquo;angolo della gabbia parto, a lato della mangiatoia e della testa della scrofe.</p>
<p>E&rsquo; stato tagliato la parte alta del tanicone, quella provvista dell&rsquo;imboccatura, mantenendo una cornice di 7-8 centimetri.</p>
<p>Il pezzo cos&igrave; ricavato &egrave; stato diviso a met&agrave; per formare due coperchi ognuno dei quali utilizzato in 2 gabbie adiacenti.</p>
<p><img src="https://suivet.it/Data/Sites/1/media/trucchi/nido/nido_tanica_01.jpg" alt="Tanica tagliata" width="300" /> <img src="https://suivet.it/Data/Sites/1/media/trucchi/nido/nido_tanica_02.jpg" alt="Dettagli del taglio" width="300" /></p>
<p>Un&rsquo;incisione praticata nella cornice, ha lo scopo di incastrare il coperchio sulla parete divisoria di due gabbie adiacenti.</p>
<p>Infine vengono ricavati due fori per il passaggio delle lampade.</p>
<p><img src="https://suivet.it/Data/Sites/1/media/trucchi/nido/nido_tanica_04.jpg" alt="Posizionamento della tanica" width="300" /> <img src="https://suivet.it/Data/Sites/1/media/trucchi/nido/nido_tanica_03.jpg" alt="Risultato finale" width="300" /></p><br /><a href='https://suivet.it/con-quel-vecchio-tanicone-di-fare-il-nido-è-l’occasione.aspx'>Dott. Francesco Tonon</a><div class='fblikebutton'><iframe src='http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=https%3a%2f%2fsuivet.it%2fcon-quel-vecchio-tanicone-di-fare-il-nido-%c3%a8-l%e2%80%99occasione.aspx&amp;layout=standard&amp;show_faces=false&amp;width=450&amp;height=35&amp;action=like&amp;colorscheme=light' scrolling='no' frameborder='0' allowTransparency='true' style='border:none; overflow:hidden;width:450px; height:35px;'></iframe></div>]]></description>
      <link>https://suivet.it/con-quel-vecchio-tanicone-di-fare-il-nido-è-l’occasione.aspx</link>
      <author>tonon@suivet.it (Dott. Francesco Tonon)</author>
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      <pubDate>Wed, 10 Aug 2022 07:14:00 GMT</pubDate>
    </item>
    <item>
      <title>Una transenna a mezzavia… può formar l’infermeria!</title>
      <description><![CDATA[<table width="100%" cellspacing="1" cellpadding="1">
<tbody>
<tr>
<td colspan="5">Durante la fase di ingrasso, &egrave; frequente dover isolare degli animali.<br /> <br /> Forse la prima causa &egrave; dovuta alla situazione sanitaria di qualche soggetto: il bravo allevatore, una volta individuati i soggetti malati, li toglie dal box e li porta in un &ldquo;box infermeria&rdquo; appositamente programmato, nel quale sar&agrave; pi&ugrave; facile effettuare le adeguate terapie.<br /> <br /> Un&rsquo;altra causa di rimozione (spesso non effettuata) &egrave; relativa allo spareggiamento all&rsquo;interno del box, nel quale, col procedere della fase di ingrasso, si evidenziano soggetti a velocit&agrave; di crescita differente.<br /> <br /> Infine, anche durante il carico dei suini per il macello alcuni rimangono in stalla perch&eacute; sottopeso, e devono essere raggruppati, con le relative conseguenze.<br /> <br /> Infatti, molti allevatori, quando iniziano la fase di ingrasso, formano il box con un numero di capi superiore alla corretta densit&agrave;, e col procedere della crescita degli animali, tolgono progressivamente qualche soggetto, solitamente i pi&ugrave; piccoli, allo scopo di raggiungere il peso di macellazione con un gruppo omogeneo.<br /> <br /> Tutto semplice&hellip; tranne la gestione degli spazi e del benessere.<br /> <br /> Tenere dei box vuoti significa non &ldquo;sfruttare&rdquo; quello spazio, che ha un costo di gestione fisso.<br /> <br /> Inoltre, mescolare suini significa scatenare lotte per la gerarchia, con inevitabili perdite.</td>
</tr>
<tr>
<td><a href="https://suivet.it/Data/Sites/1/media/trucchi/Transenna_Ingrasso/Transenna_ingrasso_03.jpg"><img src="https://suivet.it/Data/Sites/1/media/trucchi/Transenna_Ingrasso/Transenna_ingrasso_03.jpg" alt="transenna ingrasso" width="100" height="75" /></a></td>
<td><a href="https://suivet.it/Data/Sites/1/media/trucchi/Transenna_Ingrasso/Transenna_ingrasso_02.jpg"><img src="https://suivet.it/Data/Sites/1/media/trucchi/Transenna_Ingrasso/Transenna_ingrasso_02.jpg" alt="transenna ingrasso" width="100" height="75" /></a></td>
<td colspan="3" rowspan="2">L&rsquo;aspetto interessante dell&rsquo;utilizzo di questa transenna, &egrave; la facilit&agrave; di utilizzo e la modularit&agrave;.<br /> E&rsquo; stata realizzata per i box in cui le pareti divisorie non sono piene, sfruttando un semplice sistema ad incastro di tre pezzi (pi&ugrave; due aste di unione).&nbsp;&nbsp;</td>
</tr>
<tr>
<td><a href="https://suivet.it/Data/Sites/1/media/trucchi/Transenna_Ingrasso/Transenna_ingrasso_01.jpg"><img src="https://suivet.it/Data/Sites/1/media/trucchi/Transenna_Ingrasso/Transenna_ingrasso_01.jpg" alt="transenna ingrasso" width="100" height="150" /></a></td>
<td><a href="https://suivet.it/Data/Sites/1/media/trucchi/Transenna_Ingrasso/Transenna_ingrasso_07.jpg"><img src="https://suivet.it/Data/Sites/1/media/trucchi/Transenna_Ingrasso/Transenna_ingrasso_07.jpg" alt="transenna ingrasso" width="100" height="150" /></a></td>
</tr>
<tr>
<td colspan="5"><br /> La transenna centrale, che divide il box in due parti, &egrave; ancorata, tramite un tubo/asta di unione ad incastro, a due staffe laterali, che si inseriscono nelle fessure verticali delle pareti del box.<br /> &nbsp;</td>
</tr>
<tr>
<td><a href="https://suivet.it/Data/Sites/1/media/trucchi/Transenna_Ingrasso/Transenna_ingrasso_05.jpg"><img src="https://suivet.it/Data/Sites/1/media/trucchi/Transenna_Ingrasso/Transenna_ingrasso_05.jpg" alt="transenna ingrasso" width="100" height="75" /></a></td>
<td><a href="https://suivet.it/Data/Sites/1/media/trucchi/Transenna_Ingrasso/Transenna_ingrasso_06.jpg"><img src="https://suivet.it/Data/Sites/1/media/trucchi/Transenna_Ingrasso/Transenna_ingrasso_06.jpg" alt="transenna ingrasso" width="100" height="75" /></a></td>
<td><a href="https://suivet.it/Data/Sites/1/media/trucchi/Transenna_Ingrasso/Transenna_ingrasso_04.jpg"><img src="https://suivet.it/Data/Sites/1/media/trucchi/Transenna_Ingrasso/Transenna_ingrasso_04.jpg" alt="transenna ingrasso" width="100" height="75" /></a></td>
<td>&nbsp;</td>
<td>&nbsp;</td>
</tr>
<tr>
<td colspan="5"><br /> In questo modo, la transenna pu&ograve; essere posizionata in qualsiasi parte del box, permettendo di isolare un numero di soggetti variabile, secondo le esigenze del momento, all&rsquo;interno di un box si possono realizzare due o pi&ugrave; aree (anche con pi&ugrave; transenne) che consentono di allevare suini a diversi pesi: penso, ad esempio, ad un box-infermeria, che consente di isolare animali di diversa et&agrave;, riducendo al minimo le lotte gerarchiche.</td>
</tr>
<tr>
<td><a href="https://suivet.it/Data/Sites/1/media/trucchi/Transenna_Ingrasso/Transenna_ingrasso_08.jpg"><img src="https://suivet.it/Data/Sites/1/media/trucchi/Transenna_Ingrasso/Transenna_ingrasso_08.jpg" alt="transenna ingrasso" width="100" height="150" /></a></td>
<td><a href="https://suivet.it/Data/Sites/1/media/trucchi/Transenna_Ingrasso/Transenna_ingrasso_09.jpg"><img src="https://suivet.it/Data/Sites/1/media/trucchi/Transenna_Ingrasso/Transenna_ingrasso_09.jpg" alt="transenna ingrasso" width="100" height="150" /></a></td>
<td><a href="https://suivet.it/Data/Sites/1/media/trucchi/Transenna_Ingrasso/Transenna_ingrasso_10.jpg"><img src="https://suivet.it/Data/Sites/1/media/trucchi/Transenna_Ingrasso/Transenna_ingrasso_10.jpg" alt="transenna ingrasso" width="100" height="150" /></a></td>
<td>&nbsp;</td>
<td>&nbsp;</td>
</tr>
<tr>
<td colspan="5"><br /> Lo stesso pu&ograve; valere per i box delle scrofe nella fase di gravidanza&hellip;<br /> Ma l&rsquo;utilizzo pu&ograve; essere molteplice, secondo la spiccata fantasia degli allevatori di suini.<br /> <br /> Chi vincer&agrave; il premio-fantasia?</td>
</tr>
</tbody>
</table><br /><a href='https://suivet.it/una-transenna-a-mezzavia…-può-formar-l’infermeria.aspx'>Dott. Francesco Tonon</a><div class='fblikebutton'><iframe src='http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=https%3a%2f%2fsuivet.it%2funa-transenna-a-mezzavia%e2%80%a6-pu%c3%b2-formar-l%e2%80%99infermeria.aspx&amp;layout=standard&amp;show_faces=false&amp;width=450&amp;height=35&amp;action=like&amp;colorscheme=light' scrolling='no' frameborder='0' allowTransparency='true' style='border:none; overflow:hidden;width:450px; height:35px;'></iframe></div>]]></description>
      <link>https://suivet.it/una-transenna-a-mezzavia…-può-formar-l’infermeria.aspx</link>
      <author>tonon@suivet.it (Dott. Francesco Tonon)</author>
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      <pubDate>Wed, 29 Jul 2015 08:04:00 GMT</pubDate>
    </item>
    <item>
      <title>Per la scrofa da spostare… questo tunnel ti può aiutare!</title>
      <description><![CDATA[<table width="100%" cellspacing="1" cellpadding="1">
    <tbody>
        <tr>
            <td colspan="5"><br />
            Allevamento che vai… usanza che trovi!<br />
            <br />
            Nella scrofaia c’è la necessità di movimentare le scrofe da un settore all’altro: a fine lattazione dalla sala parto al locale fecondazione, dalle gabbie alla formazione dei gruppi in box, e poi a fine gravidanza dai box di nuovo in sala parto!<br />
            &#160;</td>
        </tr>
        <tr>
            <td><a target="_blank" href="https://suivet.it/Data/Sites/1/media/trucchi/TunnelScrofe/TunnelScrofe06.jpg"><img width="100" height="75" alt="tunnel scrofe" src="https://suivet.it/Data/Sites/1/media/trucchi/TunnelScrofe/TunnelScrofe06.jpg" /></a></td>
            <td colspan="4" rowspan="3">Quando i vari settori sono compresi all’interno dello stesso tetto,  oppure tra due stabili collegati, gli animali si muovono attraverso gli  stessi corridoi di comunicazione utilizzati dall’uomo.<br />
            <br />
            Ma quando,  soprattutto nelle aziende di grandi dimensioni, i settori di allevamento  sono localizzati in capannoni diversi, spesso distanti anche qualche  decina di metri uno dall’altro, lo spostamento delle scrofe viene  effettuato facendole transitare libere, con l’intervento di più  operatori, per evitare “deviazioni” indesiderate.</td>
        </tr>
        <tr>
            <td><a target="_blank" href="https://suivet.it/Data/Sites/1/media/trucchi/TunnelScrofe/TunnelScrofe07.jpg"><img width="100" height="75" alt="tunnel scrofe" src="https://suivet.it/Data/Sites/1/media/trucchi/TunnelScrofe/TunnelScrofe07.jpg" /></a></td>
        </tr>
        <tr>
            <td><a target="_blank" href="https://suivet.it/Data/Sites/1/media/trucchi/TunnelScrofe/TunnelScrofe11.jpg"><img width="100" height="75" alt="tunnel scrofe" src="https://suivet.it/Data/Sites/1/media/trucchi/TunnelScrofe/TunnelScrofe11.jpg" /></a></td>
        </tr>
        <tr>
            <td>&#160;</td>
            <td>&#160;</td>
            <td>&#160;</td>
            <td>&#160;</td>
            <td>&#160;</td>
        </tr>
        <tr>
            <td><a target="_blank" href="https://suivet.it/Data/Sites/1/media/trucchi/TunnelScrofe/TunnelScrofe04.jpg"><img width="100" height="133" alt="tunnel scrofe" src="https://suivet.it/Data/Sites/1/media/trucchi/TunnelScrofe/TunnelScrofe04.jpg" /></a></td>
            <td colspan="4">Se la distanza non è eccessiva, è però possibile attrezzare un  “corridoio” che&#160; indirizza le scrofe e facilita lo spostamento, con  l’intervento minimo del personale.</td>
        </tr>
        <tr>
            <td colspan="5"><br />
            Ed è proprio quello che ha realizzato questo allevatore, che utilizzando  vecchie transenne, unite da barre trasversali, ha realizzato un  corridoio a moduli, mobile, che svolge egregiamente la funzione di  indirizzare gli animali a destinazione.<br />
            &#160;</td>
        </tr>
        <tr>
            <td colspan="2"><a target="_blank" href="https://suivet.it/Data/Sites/1/media/trucchi/TunnelScrofe/TunnelScrofe01.jpg"><img width="200" height="266" alt="tunnel scrofe" src="https://suivet.it/Data/Sites/1/media/trucchi/TunnelScrofe/TunnelScrofe01.jpg" /></a></td>
            <td>&#160;</td>
            <td colspan="2"><a target="_blank" href="https://suivet.it/Data/Sites/1/media/trucchi/TunnelScrofe/TunnelScrofe05.jpg"><img width="200" height="266" alt="tunnel scrofe" src="https://suivet.it/Data/Sites/1/media/trucchi/TunnelScrofe/TunnelScrofe05.jpg" /></a></td>
        </tr>
        <tr>
            <td><a target="_blank" href="https://suivet.it/Data/Sites/1/media/trucchi/TunnelScrofe/TunnelScrofe02.jpg"><img width="100" height="133" alt="tunnel scrofe" src="https://suivet.it/Data/Sites/1/media/trucchi/TunnelScrofe/TunnelScrofe02.jpg" />             </a></td>
            <td><a target="_blank" href="https://suivet.it/Data/Sites/1/media/trucchi/TunnelScrofe/TunnelScrofe10.jpg"><img width="100" height="133" alt="tunnel scrofe" src="https://suivet.it/Data/Sites/1/media/trucchi/TunnelScrofe/TunnelScrofe10.jpg" />             </a></td>
            <td>&#160;</td>
            <td colspan="2" rowspan="2">&#160;&#160;<br />
            Se il tunnel è posizionato in un'area in cui devono transitare mezzi, i moduli di cui è composto possono essere facilmente spostati nel momento del bisogno, e riallineati per lo spostamento degli animali...</td>
        </tr>
        <tr>
            <td><a target="_blank" href="https://suivet.it/Data/Sites/1/media/trucchi/TunnelScrofe/TunnelScrofe03.jpg"><img width="100" height="75" alt="tunnel scrofe" src="https://suivet.it/Data/Sites/1/media/trucchi/TunnelScrofe/TunnelScrofe03.jpg" /></a></td>
            <td><a target="_blank" href="https://suivet.it/Data/Sites/1/media/trucchi/TunnelScrofe/TunnelScrofe09.jpg"><img width="100" height="75" alt="tunnel scrofe" src="https://suivet.it/Data/Sites/1/media/trucchi/TunnelScrofe/TunnelScrofe09.jpg" /></a></td>
            <td>&#160;</td>
        </tr>
    </tbody>
</table><br /><a href='https://suivet.it/per-la-scrofa-da-spostare…-questo-tunnel-ti-può-aiutare.aspx'>Dott. Francesco Tonon</a><div class='fblikebutton'><iframe src='http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=https%3a%2f%2fsuivet.it%2fper-la-scrofa-da-spostare%e2%80%a6-questo-tunnel-ti-pu%c3%b2-aiutare.aspx&amp;layout=standard&amp;show_faces=false&amp;width=450&amp;height=35&amp;action=like&amp;colorscheme=light' scrolling='no' frameborder='0' allowTransparency='true' style='border:none; overflow:hidden;width:450px; height:35px;'></iframe></div>]]></description>
      <link>https://suivet.it/per-la-scrofa-da-spostare…-questo-tunnel-ti-può-aiutare.aspx</link>
      <author>tonon@suivet.it (Dott. Francesco Tonon)</author>
      <comments>https://suivet.it/per-la-scrofa-da-spostare…-questo-tunnel-ti-può-aiutare.aspx</comments>
      <guid isPermaLink="true">https://suivet.it/per-la-scrofa-da-spostare…-questo-tunnel-ti-può-aiutare.aspx</guid>
      <pubDate>Thu, 30 Apr 2015 22:00:00 GMT</pubDate>
    </item>
    <item>
      <title>Se la gabbia è troppo stretta… aggiungi un pezzo, e vien perfetta!</title>
      <description><![CDATA[<table width="100%" cellspacing="1" cellpadding="1">
    <tbody>
        <tr>
            <td colspan="5"><br />
            Al tempo in cui la suinicoltura “tirava”, quando gli allevatori costruivano un nuovo allevamento o ampliavano quello vecchio, la parola d’ordine era: sfruttare tutti gli spazi possibili.<br />
            <br />
            Non erano in vigore ancora le norme sul benessere… il suino era visto essenzialmente come un “produttore di reddito”; la ricerca scientifica si concentrava sulle malattie infettive, virus e batteri, tralasciando il management e l’ambiente in cui gli animali erano alloggiati.<br />
            &#160;</td>
        </tr>
        <tr>
            <td colspan="2"><a target="_blank" href="https://suivet.it/Data/Sites/1/media/trucchi/GabbiaLarga/GabbiaAllargata_15.jpg"><img width="200" height="133" alt="gabbia allargata" src="https://suivet.it/Data/Sites/1/media/trucchi/GabbiaLarga/GabbiaAllargata_15.jpg" /></a></td>
            <td rowspan="2" colspan="3">Quando si progettavano le sale parto, l’obbiettivo era di metterci il  maggior numero di gabbie possibile, allo scopo di poter allevare sempre  più scrofe, poco importa se la gabbia parto, stretta e corta, produceva  un numero elevato di suinetti schiacciati.<br />
            &#160;</td>
        </tr>
        <tr>
            <td><a href="https://suivet.it/Data/Sites/1/media/trucchi/GabbiaLarga/GabbiaAllargata_016.jpg" target="_blank"><img width="100" height="67" src="https://suivet.it/Data/Sites/1/media/trucchi/GabbiaLarga/GabbiaAllargata_016.jpg" alt="" /></a></td>
            <td><a href="https://suivet.it/Data/Sites/1/media/trucchi/GabbiaLarga/GabbiaAllargata_17.jpg" target="_blank"><img width="100" height="150" src="https://suivet.it/Data/Sites/1/media/trucchi/GabbiaLarga/GabbiaAllargata_17.jpg" alt="" /></a></td>
        </tr>
        <tr>
            <td colspan="5"><br />
            In tempi di crisi, guardando&#160; a massimizzare il numero di suinetti  prodotti scrofa/anno per abbassare i costi di produzione, e consapevoli  che la dimensione della gabbia parto ha un ruolo fondamentale nel  ridurre la mortalità perinatale, soprattutto con gli ibridi  iper-prolifici attuali, l’allevatore si ritrova però con le vecchie  gabbie inadeguate, e non ha le risorse finanziarie per una corretta  ristrutturazione dei locali-parto.<br />
            &#160;</td>
        </tr>
        <tr>
            <td><a href="https://suivet.it/Data/Sites/1/media/trucchi/GabbiaLarga/GabbiaAllargata_02.jpg" target="_blank"><img width="100" height="67" src="https://suivet.it/Data/Sites/1/media/trucchi/GabbiaLarga/GabbiaAllargata_02.jpg" alt="" /></a></td>
            <td><a href="https://suivet.it/Data/Sites/1/media/trucchi/GabbiaLarga/GabbiaAllargata_03.jpg" target="_blank"><img width="100" height="67" src="https://suivet.it/Data/Sites/1/media/trucchi/GabbiaLarga/GabbiaAllargata_03.jpg" alt="" /></a></td>
            <td><a href="https://suivet.it/Data/Sites/1/media/trucchi/GabbiaLarga/GabbiaAllargata_12.jpg" target="_blank"><img width="100" height="67" src="https://suivet.it/Data/Sites/1/media/trucchi/GabbiaLarga/GabbiaAllargata_12.jpg" alt="" /></a></td>
            <td>&#160;<a href="https://suivet.it/Data/Sites/1/media/trucchi/GabbiaLarga/GabbiaAllargata_09.jpg" target="_blank"><img width="100" height="67" src="https://suivet.it/Data/Sites/1/media/trucchi/GabbiaLarga/GabbiaAllargata_09.jpg" alt="" /></a></td>
            <td>&#160;</td>
        </tr>
        <tr>
            <td colspan="5"><br />
            Ma resta la possibilità di cercare soluzioni alternative che con poco investimento possano migliorare la situazione.<br />
            Allora, perché non allargare le gabbie parto esistenti?<br />
            &#160;</td>
        </tr>
        <tr>
            <td>&#160;<a href="https://suivet.it/Data/Sites/1/media/trucchi/GabbiaLarga/GabbiaAllargata_06.jpg" target="_blank"><img width="100" height="67" alt="" src="https://suivet.it/Data/Sites/1/media/trucchi/GabbiaLarga/GabbiaAllargata_06.jpg" /></a></td>
            <td><a href="https://suivet.it/Data/Sites/1/media/trucchi/GabbiaLarga/GabbiaAllargata_07.jpg" target="_blank"><img width="100" height="67" alt="" src="https://suivet.it/Data/Sites/1/media/trucchi/GabbiaLarga/GabbiaAllargata_07.jpg" /></a></td>
            <td rowspan="3" colspan="3">&#160;&#160;&#160;<br />
            &#160;&#160;&#160;<br />
            Ecco quanto ha fatto questo allevatore, dopo essersi reso  conto della perdita economica che subiva ad ogni lattazione a causa  della dimensione esigua delle stesse.<br />
            <br />
            <br />
            Naturalmente, nell’allargare le gabbie ha dovuto rinunciare  ad una gabbia per fila, riducendo il numero di scrofe, ma si ritiene  soddisfatto dell’intervento eseguito: l’assistenza al parto è più  agevole ed è diminuita la mortalità per schiacciamento.</td>
        </tr>
        <tr>
            <td><a href="https://suivet.it/Data/Sites/1/media/trucchi/GabbiaLarga/GabbiaAllargata_05.jpg" target="_blank"><img width="100" height="150" alt="" src="https://suivet.it/Data/Sites/1/media/trucchi/GabbiaLarga/GabbiaAllargata_05.jpg" /></a></td>
            <td><a href="https://suivet.it/Data/Sites/1/media/trucchi/GabbiaLarga/GabbiaAllargata_08.jpg" target="_blank"><img width="100" height="150" alt="" src="https://suivet.it/Data/Sites/1/media/trucchi/GabbiaLarga/GabbiaAllargata_08.jpg" /></a></td>
        </tr>
        <tr>
            <td>&#160;<a href="https://suivet.it/Data/Sites/1/media/trucchi/GabbiaLarga/GabbiaAllargata_04.jpg" target="_blank"><img width="100" height="150" alt="" src="https://suivet.it/Data/Sites/1/media/trucchi/GabbiaLarga/GabbiaAllargata_04.jpg" /></a></td>
            <td><a href="https://suivet.it/Data/Sites/1/media/trucchi/GabbiaLarga/GabbiaAllargata_11.jpg" target="_blank"><img width="100" height="150" src="https://suivet.it/Data/Sites/1/media/trucchi/GabbiaLarga/GabbiaAllargata_11.jpg" alt="" /></a></td>
        </tr>
        <tr>
            <td>&#160;<a href="https://suivet.it/Data/Sites/1/media/trucchi/GabbiaLarga/GabbiaAllargata_01.jpg" target="_blank"><img width="100" height="150" src="https://suivet.it/Data/Sites/1/media/trucchi/GabbiaLarga/GabbiaAllargata_01.jpg" alt="" /></a></td>
            <td><a href="https://suivet.it/Data/Sites/1/media/trucchi/GabbiaLarga/GabbiaAllargata_10.jpg" target="_blank"><img width="100" height="150" src="https://suivet.it/Data/Sites/1/media/trucchi/GabbiaLarga/GabbiaAllargata_10.jpg" alt="" /></a></td>
            <td><a href="https://suivet.it/Data/Sites/1/media/trucchi/GabbiaLarga/GabbiaAllargata_13.jpg" target="_blank"><img width="100" height="150" src="https://suivet.it/Data/Sites/1/media/trucchi/GabbiaLarga/GabbiaAllargata_13.jpg" alt="" /></a></td>
            <td><a href="https://suivet.it/Data/Sites/1/media/trucchi/GabbiaLarga/GabbiaAllargata_14.jpg" target="_blank"><img width="100" height="150" src="https://suivet.it/Data/Sites/1/media/trucchi/GabbiaLarga/GabbiaAllargata_14.jpg" alt="" /></a></td>
            <td>&#160;</td>
        </tr>
    </tbody>
</table>
<p>&#160;</p><br /><a href='https://suivet.it/se-la-gabbia-è-troppo-stretta…-aggiungi-un-pezzo-e-vien-perfetta.aspx'>Dott. Francesco Tonon</a><div class='fblikebutton'><iframe src='http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=https%3a%2f%2fsuivet.it%2fse-la-gabbia-%c3%a8-troppo-stretta%e2%80%a6-aggiungi-un-pezzo-e-vien-perfetta.aspx&amp;layout=standard&amp;show_faces=false&amp;width=450&amp;height=35&amp;action=like&amp;colorscheme=light' scrolling='no' frameborder='0' allowTransparency='true' style='border:none; overflow:hidden;width:450px; height:35px;'></iframe></div>]]></description>
      <link>https://suivet.it/se-la-gabbia-è-troppo-stretta…-aggiungi-un-pezzo-e-vien-perfetta.aspx</link>
      <author>tonon@suivet.it (Dott. Francesco Tonon)</author>
      <comments>https://suivet.it/se-la-gabbia-è-troppo-stretta…-aggiungi-un-pezzo-e-vien-perfetta.aspx</comments>
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      <pubDate>Sat, 28 Mar 2015 06:40:00 GMT</pubDate>
    </item>
    <item>
      <title>Se la paglia non vuoi sprecare… una molla ti può aiutare!</title>
      <description><![CDATA[<table width="100%" cellspacing="1" cellpadding="1">
    <tbody>
        <tr>
            <td colspan="5">
            <p>Questo articolo è collegato a quello presentato a Marzo 2014, nella quale è stata illustrata una tramoggia per la paglia installata nei box delle scrofe in gravidanza <br />
            <br />
            A tal proposito rimandiamo la lettura del precedente <a href="http://www.suivet.it/con-la-paglia-in-recipiente%E2%80%A6-le-tue-scrofe-son-contente.aspx">articolo</a>, nel quale si possono reperire le citazioni della legge sul benessere animale (122/2011) che sottende al materiale manipolabile.<br />
            .<br />
            <br />
            Dopo aver letto la precedente pubblicazione, a qualcuno è venuto in mente di provare questa tramoggia.</p>
            </td>
        </tr>
        <tr>
            <td colspan="2"><a href="https://suivet.it/Data/Sites/1/media/trucchi/PagliaMolla/PagliaMolla_01.JPG" target="_blank"><img width="200" height="150" src="https://suivet.it/Data/Sites/1/media/trucchi/PagliaMolla/PagliaMolla_01.JPG" alt="tramoggia_a_molle" /></a></td>
            <td colspan="3" rowspan="3">
            <p>&#160;&#160;&#160;<br />
            Ha dapprima realizzato la tramoggia, poi&#160; un sistema a molla che mantiene “pressata” la paglia sulla griglia,  evitando (a suo dire) gli sprechi di paglia non finalizzata alla  masticazione ed ingestione.<br />
            &#160;</p>
            <p>Nelle foto è visibile anche un altro "arrichimento ambientale", proprio dentro al truogolo: una palla di acciaio.<br />
            Ma come vedete, non desta interesse negli animali (se non nei momenti seguenti l'introduzione).<br />
            a differenza della paglia, che viene utilizzata continuamente.<br />
            &#160;</p>
            </td>
        </tr>
        <tr>
            <td colspan="2"><a href="https://suivet.it/Data/Sites/1/media/trucchi/PagliaMolla/PagliaMolla_02.JPG" target="_blank"><img width="200" height="150" src="https://suivet.it/Data/Sites/1/media/trucchi/PagliaMolla/PagliaMolla_02.JPG" alt="tramoggia_a_molle" /></a></td>
            <td>&#160;</td>
        </tr>
        <tr>
            <td colspan="2"><a href="https://suivet.it/Data/Sites/1/media/trucchi/PagliaMolla/PagliaMolla_03.JPG" target="_blank"><img width="200" height="150" src="https://suivet.it/Data/Sites/1/media/trucchi/PagliaMolla/PagliaMolla_03.JPG" alt="tramoggia_a_molle" /></a></td>
            <td>&#160;</td>
        </tr>
        <tr>
            <td colspan="2"><a href="https://suivet.it/Data/Sites/1/media/trucchi/PagliaMolla/PagliaMolla_04.JPG" target="_blank"><img width="200" height="150" src="https://suivet.it/Data/Sites/1/media/trucchi/PagliaMolla/PagliaMolla_04.JPG" alt="tramoggia_a_molle" /></a></td>
            <td colspan="3" rowspan="2">&#160;&#160;&#160;<br />
            Però le maglie della rete di acciaio della griglia sono un po' troppo strette, e rendono difficoltosa la prensione e l'asportazione.</td>
            <td>&#160;</td>
        </tr>
        <tr>
            <td colspan="2"><a href="https://suivet.it/Data/Sites/1/media/trucchi/PagliaMolla/PagliaMolla_05.JPG" target="_blank"><img width="200" height="150" src="https://suivet.it/Data/Sites/1/media/trucchi/PagliaMolla/PagliaMolla_05.JPG" alt="tramoggia_a_molle" /></a></td>
            <td>&#160;</td>
        </tr>
        <tr>
            <td colspan="2"><a href="https://suivet.it/Data/Sites/1/media/trucchi/PagliaMolla/PagliaMolla_06.JPG" target="_blank"><img width="200" height="150" src="https://suivet.it/Data/Sites/1/media/trucchi/PagliaMolla/PagliaMolla_06.JPG" alt="tramoggia_a_molle" /></a></td>
            <td rowspan="3" colspan="3">&#160;&#160;&#160;<br />
            Anche la durezza della molla deve essere ancora"registrata": attualmente è ancora troppo forte.</td>
            <td>&#160;</td>
        </tr>
        <tr>
            <td colspan="2"><a href="https://suivet.it/Data/Sites/1/media/trucchi/PagliaMolla/PagliaMolla_07.JPG" target="_blank"><img width="200" height="150" src="https://suivet.it/Data/Sites/1/media/trucchi/PagliaMolla/PagliaMolla_07.JPG" alt="tramoggia_a_molle" /></a></td>
            <td>&#160;</td>
        </tr>
        <tr>
            <td colspan="2"><a href="https://suivet.it/Data/Sites/1/media/trucchi/PagliaMolla/PagliaMolla_08.JPG" target="_blank"><img width="200" height="150" src="https://suivet.it/Data/Sites/1/media/trucchi/PagliaMolla/PagliaMolla_08.JPG" alt="tramoggia_a_molle" /></a></td>
            <td>&#160;</td>
        </tr>
        <tr>
            <td colspan="2"><a href="https://suivet.it/Data/Sites/1/media/trucchi/PagliaMolla/PagliaMolla_09.JPG" target="_blank"><img width="200" height="150" src="https://suivet.it/Data/Sites/1/media/trucchi/PagliaMolla/PagliaMolla_09.JPG" alt="tramoggia_a_molle" /></a></td>
            <td colspan="3">
            <p>La tramoggia è stata realizzata "in doppio" per servire due box adiacenti, ed appoggiata ed incastrata nella transenna che divide il box.<br />
            Il posizionamento sopra il truogolo evita la caduta della paglia sul fessurato.</p>
            </td>
            <td>&#160;</td>
        </tr>
    </tbody>
</table>
<p>&#160;</p><br /><a href='https://suivet.it/se-la-paglia-non-vuoi-sprecare…-una-molla-ti-può-aiutare.aspx'>Dott. Francesco Tonon</a><div class='fblikebutton'><iframe src='http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=https%3a%2f%2fsuivet.it%2fse-la-paglia-non-vuoi-sprecare%e2%80%a6-una-molla-ti-pu%c3%b2-aiutare.aspx&amp;layout=standard&amp;show_faces=false&amp;width=450&amp;height=35&amp;action=like&amp;colorscheme=light' scrolling='no' frameborder='0' allowTransparency='true' style='border:none; overflow:hidden;width:450px; height:35px;'></iframe></div>]]></description>
      <link>https://suivet.it/se-la-paglia-non-vuoi-sprecare…-una-molla-ti-può-aiutare.aspx</link>
      <author>tonon@suivet.it (Dott. Francesco Tonon)</author>
      <comments>https://suivet.it/se-la-paglia-non-vuoi-sprecare…-una-molla-ti-può-aiutare.aspx</comments>
      <guid isPermaLink="true">https://suivet.it/se-la-paglia-non-vuoi-sprecare…-una-molla-ti-può-aiutare.aspx</guid>
      <pubDate>Fri, 30 Jan 2015 21:19:00 GMT</pubDate>
    </item>
    <item>
      <title>Se il maiale sporca dentro… con un telo lo fai contento!</title>
      <description><![CDATA[<table cellspacing="1" cellpadding="1" width="100%" border="0">
    <tbody>
        <tr>
            <td colspan="5">La produzione intensiva del suino pesante italiano, è iniziata negli anni ‘50 e ’60 nel centro-nord dell’Italia, spesso legata all’utilizzo del siero dei caseifici, e successivamente si è diffusa a partire dagli anni ’70 il tutto il NordItalia.<br />
            <br />
            Ma quali erano le tipologie di stalla utilizzate per l’accrescimento e l’ingrasso dei suini?<br />
            <br />
            Fondamentalmente due:<br />
            <ul>
                <li>Capannone chiuso, a singola o doppia falda, con pavimento pieno, con le deiezioni che confluiscono agli scarichi posti quasi sempre all’interno;</li>
                <li>Variante con un corridoio di defecazione esterno, a pavimento pieno.</li>
            </ul>
            In tempi successivi (anni 70-’90), con l’avvento del fessurato, le stalle nuove da ingrasso venivano costruite con un corridoio di defecazione esterno a pavimento fessurato, con la parte interna spesso costituita sempre da pavimento pieno o, in rari casi, parzialmente fessurato.<br />
            <br />
            Solo negli ultimi 20 anni si è diffuso il pavimento totalmente fessurato.<br />
            Il vantaggio del pavimento totalmente fessurato è “la pulizia”, dato che le feci vengono immediatamente allontanate, mentre nel pavimento pieno, o in quello parzialmente fessurato, dobbiamo confidare nel fatto che i suini identifichino correttamente l’area di riposo sul pieno e quella di defecazione sul fessurato.<br />
            <br />
            Se cosi non è, ecco che, soprattutto in estate, viene invertito l’utilizzo delle due aree: riposo sul fessurato e deiezioni sul pieno.<br />
            <br />
            Il suino, poi, è un animale dall’olfatto finissimo, per cui tende a mantenere l’utilizzo degli spazi del gruppo che lo ha preceduto: nel susseguirsi dei cicli produttivi si instaura un meccanismo ripetitivo nell’identificazione delle aree di riposo e defecazione.<br />
            &#160;</td>
        </tr>
        <tr>
            <td><a target="_blank" href="https://suivet.it/Data/Sites/1/media/trucchi/TeloFeci/TeloFeci11.JPG"><img width="100" height="75" alt="telo " src="https://suivet.it/Data/Sites/1/media/trucchi/TeloFeci/TeloFeci11.JPG" /></a></td>
            <td><a target="_blank" href="https://suivet.it/Data/Sites/1/media/trucchi/TeloFeci/TeloFeci10.JPG"><img width="100" height="75" alt="telo " src="https://suivet.it/Data/Sites/1/media/trucchi/TeloFeci/TeloFeci10.JPG" /></a></td>
            <td colspan="3">Ed ecco il dramma: quando le aree a pavimento pieno sono utilizzate come  “area sporca”, l’ambiente diventa invivibile: umidità, ammoniaca,  pavimento scivoloso, ecc.. con frequenti problematiche sanitarie (…e  disagio per gli addetti),… e pulire giornalmente richiede molta  manodopera, costi, acqua...</td>
        </tr>
        <tr>
            <td colspan="5"><br />
            Naturalmente gli allevatori (e le aziende a supporto…) hanno sviluppato  negli anni varie strategie per eliminare o attenuare questo fenomeno,  più o meno efficaci, più o meno fantasiose, più o meno costose…<br />
            <br />
            L’allevatore in questa scheda, dopo svariati tentativi, ha  sperimentato la soluzione qui presentata, che sembra ottenere qualche  risultato (ma sembra soprattutto nella stagione invernale).<br />
            &#160;</td>
        </tr>
        <tr>
            <td colspan="2">&#160;&#160;<br />
            <a href="https://suivet.it/Data/Sites/1/media/trucchi/TeloFeci/TeloFeci012.jpg" target="_blank"><img width="200" height="152" src="https://suivet.it/Data/Sites/1/media/trucchi/TeloFeci/TeloFeci012.jpg" alt="telo ingrasso" /></a></td>
            <td colspan="3">Il capannone è un "classico" doppia falda, con camino centrale, corridoio  di defecazione esterno su pavimento fessurato, e parte interna con  pavimento pieno ad esclusione di una fascia di un metro di pavimento  fessurato adiacente alla parete esterna dello stabile, ventilazione  naturale.</td>
        </tr>
        <tr>
            <td colspan="5"><br />
            Qual è stato il ragionamento per cercare una soluzione?<br />
            <br />
            Se&#160; in inverno l’aria fredda scende dal camino centrale,  condiziona i suini ad identificare l’area di riposo nella parte più  lontana rispetto all’entrata dell’area fredda, in questo caso adiacente  alla parete esterna.<br />
            &#160;</td>
        </tr>
        <tr>
            <td colspan="2"><a target="_blank" href="https://suivet.it/Data/Sites/1/media/trucchi/TeloFeci/TeloFeci13.jpg"><img width="200" height="152" alt="telo defecazione" src="https://suivet.it/Data/Sites/1/media/trucchi/TeloFeci/TeloFeci13.jpg" /></a></td>
            <td colspan="3">Cosa fare? <br />
            <br />
            Convogliare l’aria fredda  nella parte laterale per “convincere” i suini a riposare nella parte  centrale.</td>
        </tr>
        <tr>
            <td><a target="_blank" href="https://suivet.it/Data/Sites/1/media/trucchi/TeloFeci/TeloFeci02.JPG"><img width="100" height="75" alt="telo " src="https://suivet.it/Data/Sites/1/media/trucchi/TeloFeci/TeloFeci02.JPG" /></a></td>
            <td rowspan="2" colspan="4">Come realizzarlo?<br />
            <br />
            Con un telo in plastica.<br />
            Adagiato sopra il tubo dell’alimentazione liquida situato  sopra il corridoio di servizio, e steso sopra il box, ad occupare 2/3  della superficie.</td>
        </tr>
        <tr>
            <td><a target="_blank" href="https://suivet.it/Data/Sites/1/media/trucchi/TeloFeci/TeloFeci05.JPG"><img width="100" height="75" alt="telo " src="https://suivet.it/Data/Sites/1/media/trucchi/TeloFeci/TeloFeci05.JPG" /></a></td>
        </tr>
        <tr>
            <td><a target="_blank" href="https://suivet.it/Data/Sites/1/media/trucchi/TeloFeci/TeloFeci01.JPG"><img width="100" height="75" alt="telo " src="https://suivet.it/Data/Sites/1/media/trucchi/TeloFeci/TeloFeci01.JPG" /></a></td>
            <td><a target="_blank" href="https://suivet.it/Data/Sites/1/media/trucchi/TeloFeci/TeloFeci03.JPG"><img width="100" height="75" alt="telo " src="https://suivet.it/Data/Sites/1/media/trucchi/TeloFeci/TeloFeci03.JPG" /></a></td>
            <td><a target="_blank" href="https://suivet.it/Data/Sites/1/media/trucchi/TeloFeci/TeloFeci08.JPG"><img width="100" height="75" alt="telo " src="https://suivet.it/Data/Sites/1/media/trucchi/TeloFeci/TeloFeci08.JPG" /></a></td>
            <td><a target="_blank" href="https://suivet.it/Data/Sites/1/media/trucchi/TeloFeci/TeloFeci09.JPG"><img width="100" height="75" alt="telo " src="https://suivet.it/Data/Sites/1/media/trucchi/TeloFeci/TeloFeci09.JPG" /></a></td>
        </tr>
        <tr>
            <td colspan="4"><br />
            In questo modo, l’aria fredda in caduta centrale viene  convogliata lateralmente, nell’area fessurata, creando una nicchia nella  parte centrale senza correnti d’aria.<br />
            &#160;</td>
            <td>&#160;</td>
        </tr>
        <tr>
            <td><a target="_blank" href="https://suivet.it/Data/Sites/1/media/trucchi/TeloFeci/TeloFeci07.JPG"><img width="100" height="75" alt="telo " src="https://suivet.it/Data/Sites/1/media/trucchi/TeloFeci/TeloFeci07.JPG" /></a></td>
            <td colspan="3">Una volta messo in posizione, il telo è stato semplicemente legato alla conduttura dell'acqua che scorre nella parete laterale.</td>
            <td>&#160;</td>
        </tr>
        <tr>
            <td colspan="4"><br />
            Ogni allevatore è a conoscenza del fatto che l’identificazione delle due  aree di riposo e defecazione avviene precocemente, all’introduzione dei  suinetti nel box, e raramente si riesce (successivamente) a cambiare ed  invertire le abitudini acquisite.<br />
            <br />
            Per questo motivo, un intervento di questo tipo ha senso se  applicato all’introduzione degli animali, per cercare di creare un’area a  loro favorevole da identificare come area di riposo. Successivamente,  ad abitudine acquisita, il telo può essere rimosso.</td>
            <td>&#160;</td>
        </tr>
    </tbody>
</table>
<p>&#160;</p><br /><a href='https://suivet.it/se-il-maiale-sporca-dentro…-con-un-telo-lo-fai-contento.aspx'>Dott. Francesco Tonon</a><div class='fblikebutton'><iframe src='http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=https%3a%2f%2fsuivet.it%2fse-il-maiale-sporca-dentro%e2%80%a6-con-un-telo-lo-fai-contento.aspx&amp;layout=standard&amp;show_faces=false&amp;width=450&amp;height=35&amp;action=like&amp;colorscheme=light' scrolling='no' frameborder='0' allowTransparency='true' style='border:none; overflow:hidden;width:450px; height:35px;'></iframe></div>]]></description>
      <link>https://suivet.it/se-il-maiale-sporca-dentro…-con-un-telo-lo-fai-contento.aspx</link>
      <author>tonon@suivet.it (Dott. Francesco Tonon)</author>
      <comments>https://suivet.it/se-il-maiale-sporca-dentro…-con-un-telo-lo-fai-contento.aspx</comments>
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      <pubDate>Mon, 29 Sep 2014 05:54:00 GMT</pubDate>
    </item>
    <item>
      <title>Con la paglia in recipiente… le tue scrofe son contente!</title>
      <description><![CDATA[<table width="100%" cellspacing="1" cellpadding="1">
    <tbody>
        <tr>
            <td colspan="5">La&#160; normativa sul benessere animale (122/2011) afferma:<br />
            <b>Art.3 comma7:</b><br />
            <i>Per calmare la fame e tenuto conto del bisogno di masticare le<br />
            scrofe e le scrofette asciutte gravide devono ricevere mangime riempitivo o ricco di fibre in quantita' sufficiente, cosi' come alimenti ad alto tenore energetico;</i><br />
            <b>Allegato I, parte 4:</b><br />
            <i>i suini devono avere accesso permanente a una quantita'<br />
            sufficiente di materiali che consentano loro adeguate attivita' di esplorazione e manipolazione, quali ad esempio paglia, fieno, legno, segatura, composti di funghi, torba o un miscuglio di questi, salvo che il loro uso possa comprometterne la salute e il benessere;</i><br />
            <br />
            Questo significa che le scrofe devono avere a disposizione del materiale per soddisfare l’attività esplorativa ed allo stesso tempo un alimento fibroso (oltre alla razione giornaliera) per soddisfare la fame e l’attività di masticazione dei suidi.<br />
            Per adempiere a questa imposizione legislativa, ma di sicuro benessere per la scrofa, mettere a disposizione della paglia può soddisfare entrambe i requisiti: gioco e alimento fibroso.</td>
        </tr>
        <tr>
            <td><a href="https://suivet.it/Data/Sites/1/media/trucchi/PagliaScrofe/PagliaScrofe01.JPG" target="_blank"><img width="100" height="67" src="https://suivet.it/Data/Sites/1/media/trucchi/PagliaScrofe/PagliaScrofe01.JPG" alt="tramoggia pagli" /></a></td>
            <td colspan="4" rowspan="2">Ed ecco che qualche allevatore si è già dotato di una tramoggia con la paglia, appesa alle pareti dei box delle scrofe. <br />
            &#160;&#160;&#160;&#160;</td>
        </tr>
        <tr>
            <td><a href="https://suivet.it/Data/Sites/1/media/trucchi/PagliaScrofe/PagliaScrofe02.JPG" target="_blank"><img width="100" height="67" src="https://suivet.it/Data/Sites/1/media/trucchi/PagliaScrofe/PagliaScrofe02.JPG" alt="tramoggia pagli" /></a></td>
        </tr>
        <tr>
            <td><a href="https://suivet.it/Data/Sites/1/media/trucchi/PagliaScrofe/PagliaScrofe03.JPG" target="_blank"><img width="100" height="125" src="https://suivet.it/Data/Sites/1/media/trucchi/PagliaScrofe/PagliaScrofe03.JPG" alt="tramoggia pagli" /></a></td>
            <td><a href="https://suivet.it/Data/Sites/1/media/trucchi/PagliaScrofe/PagliaScrofe07.JPG" target="_blank"><img width="100" height="125" src="https://suivet.it/Data/Sites/1/media/trucchi/PagliaScrofe/PagliaScrofe07.JPG" alt="tramoggia pagli" /></a></td>
            <td colspan="3">Come in questo esempio: una piccola tramoggia, realizzata in 3 lati (il  quarto è costituito dalla parete del box) con il fronte realizzato con  rete metallica.</td>
        </tr>
        <tr>
            <td><a href="https://suivet.it/Data/Sites/1/media/trucchi/PagliaScrofe/PagliaScrofe04.JPG" target="_blank"><img width="100" height="125" src="https://suivet.it/Data/Sites/1/media/trucchi/PagliaScrofe/PagliaScrofe04.JPG" alt="tramoggia pagli" /></a></td>
            <td><a href="https://suivet.it/Data/Sites/1/media/trucchi/PagliaScrofe/PagliaScrofe05.JPG" target="_blank"><img width="100" height="125" src="https://suivet.it/Data/Sites/1/media/trucchi/PagliaScrofe/PagliaScrofe05.JPG" alt="tramoggia pagli" /></a></td>
            <td colspan="3">Ma attenzione, è importante la dimensione del foro della rete: se troppo  grande molta paglia viene sprecata, se troppo piccolo le scrofe non  riescono ad estrarre il materiale fibroso.</td>
        </tr>
        <tr>
            <td rowspan="2" colspan="4">Sono stati inizialmente realizzati due prototipi: uno con una maglia di  10 cm, ed un altro con una maglia di 5 cm. Alla prova delle scrofe, uno  risultava troppo piccolo, e le scrofe non riuscivano ad estrarre la  paglia, l’altro troppo grande e veniva sprecata troppa paglia. <br />
            &#160;</td>
            <td><a target="_blank" href="https://suivet.it/Data/Sites/1/media/trucchi/PagliaScrofe/PagliaScrofe07.JPG"><img width="100" height="67" alt="tramoggia pagli" src="https://suivet.it/Data/Sites/1/media/trucchi/PagliaScrofe/PagliaScrofe07.JPG" /></a></td>
        </tr>
        <tr>
            <td>&#160;<a target="_blank" href="https://suivet.it/Data/Sites/1/media/trucchi/PagliaScrofe/PagliaScrofe06.JPG"><img width="100" height="67" alt="tramoggia pagli" src="https://suivet.it/Data/Sites/1/media/trucchi/PagliaScrofe/PagliaScrofe06.JPG" /></a></td>
        </tr>
        <tr>
            <td>&#160;<a target="_blank" href="https://suivet.it/Data/Sites/1/media/trucchi/PagliaScrofe/PagliaScrofe09.JPG"><img width="100" height="67" alt="tramoggia pagli" src="https://suivet.it/Data/Sites/1/media/trucchi/PagliaScrofe/PagliaScrofe09.JPG" /></a></td>
            <td>&#160;<a target="_blank" href="https://suivet.it/Data/Sites/1/media/trucchi/PagliaScrofe/PagliaScrofe10.JPG"><img width="100" height="67" alt="tramoggia pagli" src="https://suivet.it/Data/Sites/1/media/trucchi/PagliaScrofe/PagliaScrofe10.JPG" /></a></td>
            <td colspan="3">Alla fine, la scelta della via di mezzo&#160; a 7,5 cm si è rivelata adeguata allo scopo</td>
        </tr>
        <tr>
            <td colspan="5">&#160;Il consumo di paglia è ridotto, e viene rimpiazzato un o due volte alla  settimana, ed è evidente quanto sia apprezzata dalle scrofe.<br />
            <br />
            <b>Naturalmente, attenzione alla qualità della paglia!!!</b></td>
        </tr>
    </tbody>
</table><br /><a href='https://suivet.it/con-la-paglia-in-recipiente…-le-tue-scrofe-son-contente.aspx'>Dott. Francesco Tonon</a><div class='fblikebutton'><iframe src='http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=https%3a%2f%2fsuivet.it%2fcon-la-paglia-in-recipiente%e2%80%a6-le-tue-scrofe-son-contente.aspx&amp;layout=standard&amp;show_faces=false&amp;width=450&amp;height=35&amp;action=like&amp;colorscheme=light' scrolling='no' frameborder='0' allowTransparency='true' style='border:none; overflow:hidden;width:450px; height:35px;'></iframe></div>]]></description>
      <link>https://suivet.it/con-la-paglia-in-recipiente…-le-tue-scrofe-son-contente.aspx</link>
      <author>tonon@suivet.it (Dott. Francesco Tonon)</author>
      <comments>https://suivet.it/con-la-paglia-in-recipiente…-le-tue-scrofe-son-contente.aspx</comments>
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      <pubDate>Sat, 22 Mar 2014 23:00:00 GMT</pubDate>
    </item>
    <item>
      <title>Con idoneo spruzzatore… non si muore di calore!</title>
      <description><![CDATA[<table width="100%" cellspacing="1" cellpadding="1">
    <tbody>
        <tr>
            <td colspan="5">le elevate temperature estive del sud Europa, in particolare dei paesi mediterranei, sono per gli allevatori di suini (ma anche di altre specie animali) tra i "fenomeni naturali" più temuti.<br />
            Le scrofe, ed in particolare quelle gravide in prossimità del parto, sono i soggetti più sensibili alla calura e all’elevata umidità relativa, tanto che la mortalità dei riproduttori in questi periodi assume a volte percentuali veramente allarmanti. Se poi si aggiunge anche la sensibilità genetica di alcuni ibridi nordeuropei non tropicalizzati, i risultati sono a volte catastrofici.&#160; Ecco perché molti allevatori hanno installato impianti di raffrescamento per le scrofe.<br />
            Però anche i suini all’ingrasso, e soprattutto quelli a fine ciclo più pesanti possono presentare mortalità elevata, in dipendenza anche delle strutture in cui sono alloggiati: ventilazione, isolamento, volume d’aria…</td>
        </tr>
        <tr>
            <td><a target="_blank" href="https://suivet.it/Data/Sites/1/media/trucchi/Fresco_grassi/Acqua_grassi_01.JPG"><img width="100" height="163" alt="fresco_grassi" src="https://suivet.it/Data/Sites/1/media/trucchi/Fresco_grassi/Acqua_grassi_01.JPG" /></a></td>
            <td colspan="3">A volte, per non investire troppo su sofisticati sistemi di controllo della temperatura, molti allevatori si rivolgono al fai-da-te.</td>
            <td>&#160;<a target="_blank" href="https://suivet.it/Data/Sites/1/media/trucchi/Fresco_grassi/Acqua_grassi_02.JPG"><img width="100" height="163" alt="fresco_grassi" src="https://suivet.it/Data/Sites/1/media/trucchi/Fresco_grassi/Acqua_grassi_02.JPG" /></a></td>
        </tr>
        <tr>
            <td><a target="_blank" href="https://suivet.it/Data/Sites/1/media/trucchi/Fresco_grassi/Acqua_grassi_03.JPG"><img width="100" height="163" alt="fresco_grassi" src="https://suivet.it/Data/Sites/1/media/trucchi/Fresco_grassi/Acqua_grassi_03.JPG" /></a></td>
            <td colspan="3">Il sistema più diffuso consiste nell’installare una linea d’acqua in materiale plastico che scorre appesa al soffitto, alla quale, in corrispondenza di ogni box viene agganciato uno spruzzatore (ne esistono di vari tipi).</td>
            <td>&#160;<a target="_blank" href="https://suivet.it/Data/Sites/1/media/trucchi/Fresco_grassi/Acqua_grassi_04.JPG"><img width="100" height="163" alt="fresco_grassi" src="https://suivet.it/Data/Sites/1/media/trucchi/Fresco_grassi/Acqua_grassi_04.JPG" /></a></td>
        </tr>
        <tr>
            <td><a target="_blank" href="https://suivet.it/Data/Sites/1/media/trucchi/Fresco_grassi/Acqua_grassi_05.JPG"><img width="100" height="163" alt="fresco_grassi" src="https://suivet.it/Data/Sites/1/media/trucchi/Fresco_grassi/Acqua_grassi_05.JPG" /></a></td>
            <td colspan="3">La linea dell’acqua è generalmente alimentata da una pompa la cui pressione e portata viene regolata in funzione della lunghezza della linea, del numero e tipo di spruzzatori utilizzati.</td>
            <td>&#160;<a target="_blank" href="https://suivet.it/Data/Sites/1/media/trucchi/Fresco_grassi/Acqua_grassi_07.JPG"><img width="100" height="163" alt="fresco_grassi" src="https://suivet.it/Data/Sites/1/media/trucchi/Fresco_grassi/Acqua_grassi_07.JPG" /></a></td>
        </tr>
        <tr>
            <td colspan="5">Il tutto è generalmente collegato ad un termostato che provvede ad accendere o spegnere la pompa in base alla temperatura impostata.&#160;</td>
        </tr>
        <tr>
            <td><a target="_blank" href="https://suivet.it/Data/Sites/1/media/trucchi/Fresco_grassi/Acqua_grassi_09.JPG"><img width="100" height="163" alt="fresco_grassi" src="https://suivet.it/Data/Sites/1/media/trucchi/Fresco_grassi/Acqua_grassi_09.JPG" /></a></td>
            <td colspan="3">&#160;&#160; Il risultato, per i suini, è veramente importante. Nelle zone in cui la temperatura esterna è elevata, l’utilizzo di un sistema di raffrescamento consente di limitare la fisiologica diminuzione di assunzione alimentare. In questo modo, i suini stanno meglio, mangiano di più e mantengono il normale accrescimento giornaliero.</td>
            <td>&#160;<a target="_blank" href="https://suivet.it/Data/Sites/1/media/trucchi/Fresco_grassi/Acqua_grassi_08.JPG"><img width="100" height="163" alt="fresco_grassi" src="https://suivet.it/Data/Sites/1/media/trucchi/Fresco_grassi/Acqua_grassi_08.JPG" /></a></td>
        </tr>
    </tbody>
</table>
<p>&#160;</p><br /><a href='https://suivet.it/con-idoneo-spruzzatore…-non-si-muore-di-calore.aspx'>Dott. Francesco Tonon</a><div class='fblikebutton'><iframe src='http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=https%3a%2f%2fsuivet.it%2fcon-idoneo-spruzzatore%e2%80%a6-non-si-muore-di-calore.aspx&amp;layout=standard&amp;show_faces=false&amp;width=450&amp;height=35&amp;action=like&amp;colorscheme=light' scrolling='no' frameborder='0' allowTransparency='true' style='border:none; overflow:hidden;width:450px; height:35px;'></iframe></div>]]></description>
      <link>https://suivet.it/con-idoneo-spruzzatore…-non-si-muore-di-calore.aspx</link>
      <author>tonon@suivet.it (Dott. Francesco Tonon)</author>
      <comments>https://suivet.it/con-idoneo-spruzzatore…-non-si-muore-di-calore.aspx</comments>
      <guid isPermaLink="true">https://suivet.it/con-idoneo-spruzzatore…-non-si-muore-di-calore.aspx</guid>
      <pubDate>Wed, 26 Jun 2013 21:30:00 GMT</pubDate>
    </item>
    <item>
      <title>L’acqua fresca devi dare? Con pochi Euro lo puoi fare!</title>
      <description><![CDATA[<table cellspacing="1" cellpadding="1" width="100%">
    <tbody>
        <tr>
            <td colspan="5" style="text-align: justify">Siamo sempre in tema di benessere animale<br />
            Il <a href="http://www.suivet.it/il-benessere-dei-suino-il-nuovo-decreto-italiano-2011.aspx">DL 122/2011</a> afferma che: <i>a partire dalla seconda settimana di eta', ogni suino deve poter disporre in permanenza di acqua fresca sufficiente.</i><br />
            Con l’avvento degli impianti computerizzati per l’alimentazione liquida dei suini, in molti allevamenti si è preferito non installare (o eliminare) i classici succhiotti per l’acqua di bevanda, a causa degli sprechi, che comportano un aumento della produzione di liquame. Al posto dei succhiotti viene utilizzato l’impianto automatico, che eroga le abbeverate programmate dall’allevatore.<br />
            <br />
            Se poi i succhiotti devono essere installati anche nelle gabbie individuali di gestazione…!<br />
            <br />
            Poiché il ministero non si è ancora pronunciato in proposito, (c’è chi ha richiesto delucidazioni da più di un anno, ma a tutt’oggi ancora nessuna risposta…) gli allevatori sono vittime delle “interpretazioni” dei vari organismi di controllo…!<br />
            &#160;</td>
        </tr>
        <tr>
            <td><a target="_blank" href="https://suivet.it/Data/Sites/1/media/trucchi/AcquaGestazione/AcquaGestaz_03.jpg"><img alt="acqua mangiatoia gestazione" width="100" height="150" src="https://suivet.it/Data/Sites/1/media/trucchi/AcquaGestazione/AcquaGestaz_03.jpg" /></a></td>
            <td rowspan="3" colspan="3" style="text-align: justify">Per non aspettare la lentezza della burocrazia interpretativa italiana, questo allevatore ha avuto un’idea veramente geniale: installare un sistema che permetta il mantenimento di un livello minimo di acqua in continuazione.<br />
            <br />
            Ha installato nel truogolo, all’inizio di ciascuna fila di gabbie, una valvola di erogazione dell’acqua (reperibile dalle aziende di settore) che funziona a depressione, come la bottiglia rovesciata che si utilizzava sulla gabbia dei polli… e che mantiene l’acqua ad un livello costante, secondo l’altezza di regolazione.<br />
            &#160;</td>
            <td><a target="_blank" href="https://suivet.it/Data/Sites/1/media/trucchi/AcquaGestazione/AcquaGestaz_08.jpg"><img alt="acqua mangiatoia gestazione" width="100" height="150" src="https://suivet.it/Data/Sites/1/media/trucchi/AcquaGestazione/AcquaGestaz_08.jpg" /></a></td>
        </tr>
        <tr>
            <td><a target="_blank" href="https://suivet.it/Data/Sites/1/media/trucchi/AcquaGestazione/AcquaGestaz_04.jpg"><img alt="acqua mangiatoia gestazione" width="100" height="150" src="https://suivet.it/Data/Sites/1/media/trucchi/AcquaGestazione/AcquaGestaz_04.jpg" /></a></td>
            <td><a target="_blank" href="https://suivet.it/Data/Sites/1/media/trucchi/AcquaGestazione/AcquaGestaz_05.jpg"><img alt="acqua mangiatoia gestazione" width="100" height="150" src="https://suivet.it/Data/Sites/1/media/trucchi/AcquaGestazione/AcquaGestaz_05.jpg" /></a></td>
        </tr>
        <tr>
            <td><a target="_blank" href="https://suivet.it/Data/Sites/1/media/trucchi/AcquaGestazione/AcquaGestaz_01.jpg"><img alt="acqua mangiatoia gestazione" width="100" height="75" src="https://suivet.it/Data/Sites/1/media/trucchi/AcquaGestazione/AcquaGestaz_01.jpg" /></a></td>
            <td><a target="_blank" href="https://suivet.it/Data/Sites/1/media/trucchi/AcquaGestazione/AcquaGestaz_02.jpg"><img alt="acqua mangiatoia gestazione" width="100" height="75" src="https://suivet.it/Data/Sites/1/media/trucchi/AcquaGestazione/AcquaGestaz_02.jpg" /></a></td>
        </tr>
        <tr>
            <td colspan="5" style="text-align: justify"><br />
            Ma sorge un problema: i truogoli delle scrofe in gabbia, sono suddivisi o interrotti in segmenti di 6-10 posti, per cui o si installa un dispositivo ogni segmento di truogolo, oppure… si mettono in comunicazione i vari segmenti con un foro, per creare un truogolo funzionalmente unico.<br />
            &#160;</td>
        </tr>
        <tr>
            <td><a target="_blank" href="https://suivet.it/Data/Sites/1/media/trucchi/AcquaGestazione/AcquaGestaz_06.jpg"><img alt="acqua mangiatoia gestazione" width="100" height="150" src="https://suivet.it/Data/Sites/1/media/trucchi/AcquaGestazione/AcquaGestaz_06.jpg" /></a></td>
            <td rowspan="2" colspan="3" style="text-align: justify">&#160;&#160;&#160;<br />
            Preso il trapano, forato l’acciaio e messo in comunicazione i segmenti, applicato del silicone per evitare sprechi… il tutto si è rivelato di una semplicità ed efficacia incredibile.<br />
            &#160;</td>
            <td><a target="_blank" href="https://suivet.it/Data/Sites/1/media/trucchi/AcquaGestazione/AcquaGestaz_07.jpg"><img alt="acqua mangiatoia gestazione" width="100" height="150" src="https://suivet.it/Data/Sites/1/media/trucchi/AcquaGestazione/AcquaGestaz_07.jpg" /></a></td>
        </tr>
        <tr>
            <td><a target="_blank" href="https://suivet.it/Data/Sites/1/media/trucchi/AcquaGestazione/AcquaGestaz_09.jpg"><img alt="acqua mangiatoia gestazione" width="100" height="150" src="https://suivet.it/Data/Sites/1/media/trucchi/AcquaGestazione/AcquaGestaz_09.jpg" /></a></td>
            <td><a target="_blank" href="https://suivet.it/Data/Sites/1/media/trucchi/AcquaGestazione/AcquaGestaz_10.jpg"><img alt="acqua mangiatoia gestazione" width="100" height="150" src="https://suivet.it/Data/Sites/1/media/trucchi/AcquaGestazione/AcquaGestaz_10.jpg" /></a></td>
        </tr>
        <tr>
            <td colspan="5" style="text-align: justify">&#160;Da ricordare:<br />
            Il truogolo deve essere perfettamente piano per un’uniforme livello d’acqua dall’inizio alla fine, soprattutto se vengono messi in comunicazione i vari segmenti, altrimenti è preferibile installare un dosatore per ogni segmento.<br />
            <br />
            In ogni caso, costa sempre meno che non installare un succhiotto per ogni scrofa.<br />
            &#160;</td>
        </tr>
    </tbody>
</table><br /><a href='https://suivet.it/l’acqua-fresca-devi-dare-con-pochi-euro-lo-puoi-fare.aspx'>Dott. Francesco Tonon</a><div class='fblikebutton'><iframe src='http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=https%3a%2f%2fsuivet.it%2fl%e2%80%99acqua-fresca-devi-dare-con-pochi-euro-lo-puoi-fare.aspx&amp;layout=standard&amp;show_faces=false&amp;width=450&amp;height=35&amp;action=like&amp;colorscheme=light' scrolling='no' frameborder='0' allowTransparency='true' style='border:none; overflow:hidden;width:450px; height:35px;'></iframe></div>]]></description>
      <link>https://suivet.it/l’acqua-fresca-devi-dare-con-pochi-euro-lo-puoi-fare.aspx</link>
      <author>tonon@suivet.it (Dott. Francesco Tonon)</author>
      <comments>https://suivet.it/l’acqua-fresca-devi-dare-con-pochi-euro-lo-puoi-fare.aspx</comments>
      <guid isPermaLink="true">https://suivet.it/l’acqua-fresca-devi-dare-con-pochi-euro-lo-puoi-fare.aspx</guid>
      <pubDate>Sat, 10 Nov 2012 21:19:00 GMT</pubDate>
    </item>
    <item>
      <title>Se la gabbia è troppo stretta… con un taglio vien perfetta!</title>
      <description><![CDATA[<table width="100%" cellspacing="1" cellpadding="1">
    <tbody>
        <tr>
            <td colspan="5">La pressione dell’opinione pubblica in materia di benessere animale, sta (lentamente) sensibilizzando&#160;&#160; quanti lavorano in zootecnia:&#160; stanno cambiando un po’ alla volta l’atteggiamento e l’attenzione verso gli animali in allevamento.<br />
            <br />
            Dal 1° gennaio 2013 le scrofe devono essere alloggiate in box dalla quinta settimana di gravidanza fino ad una settimana prima del parto,&#160; mentre è ancora consentito alloggiare le scrofe in gabbia individuale dal giorno dello svezzamento fino a 28 giorni di gravidanza.<br />
            <br />
            Ma come sono state progettate e realizzate le gabbie che stiamo utilizzando?<br />
            &#160;</td>
        </tr>
        <tr>
            <td><a target="_blank" href="https://suivet.it/Data/Sites/1/media/trucchi/GabbiaTagliata/GabbiaTagliata01.jpg"><img width="100" height="67" alt="gabbia tagliata" src="https://suivet.it/Data/Sites/1/media/trucchi/GabbiaTagliata/GabbiaTagliata01.jpg" /></a></td>
            <td colspan="4" rowspan="3">Non è raro riscontrare gabbie inadatte ad un corretto contenimento delle scrofe.<br />
            <br />
            Per esempio:&#160; tradizionalmente si è sempre utilizzata una  gabbia larga 60 cm, ma se facciamo attenzione, le scrofe più grandi non  hanno una buona libertà di movimento, tant’è che attualmente viene  riconosciuta più consona una larghezza di 70 cm, riservando le gabbie  strette alle sole scrofette.</td>
        </tr>
        <tr>
            <td><a target="_blank" href="https://suivet.it/Data/Sites/1/media/trucchi/GabbiaTagliata/GabbiaTagliata02.jpg"><img width="100" height="67" alt="gabbia tagliata" src="https://suivet.it/Data/Sites/1/media/trucchi/GabbiaTagliata/GabbiaTagliata02.jpg" /></a></td>
        </tr>
        <tr>
            <td><a target="_blank" href="https://suivet.it/Data/Sites/1/media/trucchi/GabbiaTagliata/GabbiaTagliata03.jpg"><img width="100" height="67" alt="gabbia tagliata" src="https://suivet.it/Data/Sites/1/media/trucchi/GabbiaTagliata/GabbiaTagliata03.jpg" /></a></td>
        </tr>
        <tr>
            <td colspan="5"><br />
            In questa scheda presentiamo la soluzione adottata da un allevatore che,  affidatosi alla ditta costruttrice per la realizzazione e posa in opera  delle sue gabbie gestazione, ha successivamente&#160; verificato che erano  troppo basse: il margine inferiore della parete della gabbia era troppo  basso, troppo vicino al pavimento. Le scrofe non riuscivano a riposare  in maniera fisiologica, con le zampe distese, e spesso ne risultavano  zoppìe.<br />
            &#160;</td>
        </tr>
        <tr>
            <td><a target="_blank" href="https://suivet.it/Data/Sites/1/media/trucchi/GabbiaTagliata/GabbiaTagliata05.jpg"><img width="100" height="67" alt="gabbia tagliata" src="https://suivet.it/Data/Sites/1/media/trucchi/GabbiaTagliata/GabbiaTagliata05.jpg" /></a></td>
            <td colspan="3" rowspan="3">Cosa fare?<br />
            <br />
            Ha tagliato un pezzo del margine inferiore della gabbia,  nella parte posteriore, in corrispondenza delle gambe delle scrofe.<br />
            <br />
            In questo modo, si è aperto un varco nella parete, che  permette alle scrofe di distendere gli arti posteriori in maniera  fisiologica.<br />
            <br />
            Una scrofa che ha la possibilità di rimanere in decubito  corretto è una scrofa con meno stress, quindi sicuramente più  produttiva!</td>
            <td><a target="_blank" href="https://suivet.it/Data/Sites/1/media/trucchi/GabbiaTagliata/GabbiaTagliata06.jpg"><img width="100" height="67" alt="gabbia tagliata" src="https://suivet.it/Data/Sites/1/media/trucchi/GabbiaTagliata/GabbiaTagliata06.jpg" /></a></td>
        </tr>
        <tr>
            <td><a target="_blank" href="https://suivet.it/Data/Sites/1/media/trucchi/GabbiaTagliata/GabbiaTagliata07.jpg"><img width="100" height="67" alt="gabbia tagliata" src="https://suivet.it/Data/Sites/1/media/trucchi/GabbiaTagliata/GabbiaTagliata07.jpg" /></a></td>
            <td><a target="_blank" href="https://suivet.it/Data/Sites/1/media/trucchi/GabbiaTagliata/GabbiaTagliata08.jpg"><img width="100" height="67" alt="gabbia tagliata" src="https://suivet.it/Data/Sites/1/media/trucchi/GabbiaTagliata/GabbiaTagliata08.jpg" /></a></td>
        </tr>
        <tr>
            <td><a target="_blank" href="https://suivet.it/Data/Sites/1/media/trucchi/GabbiaTagliata/GabbiaTagliata04.jpg"><img width="100" height="127" alt="gabbia tagliata" src="https://suivet.it/Data/Sites/1/media/trucchi/GabbiaTagliata/GabbiaTagliata04.jpg" /></a></td>
            <td><a target="_blank" href="https://suivet.it/Data/Sites/1/media/trucchi/GabbiaTagliata/GabbiaTagliata09.jpg"><img width="100" height="127" alt="gabbia tagliata" src="https://suivet.it/Data/Sites/1/media/trucchi/GabbiaTagliata/GabbiaTagliata09.jpg" /></a></td>
        </tr>
    </tbody>
</table>
<p>&#160;</p><br /><a href='https://suivet.it/se-la-gabbia-è-troppo-stretta…-con-un-taglio-vien-perfetta.aspx'>Dott. Francesco Tonon</a><div class='fblikebutton'><iframe src='http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=https%3a%2f%2fsuivet.it%2fse-la-gabbia-%c3%a8-troppo-stretta%e2%80%a6-con-un-taglio-vien-perfetta.aspx&amp;layout=standard&amp;show_faces=false&amp;width=450&amp;height=35&amp;action=like&amp;colorscheme=light' scrolling='no' frameborder='0' allowTransparency='true' style='border:none; overflow:hidden;width:450px; height:35px;'></iframe></div>]]></description>
      <link>https://suivet.it/se-la-gabbia-è-troppo-stretta…-con-un-taglio-vien-perfetta.aspx</link>
      <author>tonon@suivet.it (Dott. Francesco Tonon)</author>
      <comments>https://suivet.it/se-la-gabbia-è-troppo-stretta…-con-un-taglio-vien-perfetta.aspx</comments>
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      <pubDate>Sat, 20 Oct 2012 07:00:00 GMT</pubDate>
    </item>
    <item>
      <title>Un tondino di misura… puo' ridurre la fessura!</title>
      <description><![CDATA[<table width="100%" cellspacing="1" cellpadding="1">
    <tbody>
        <tr>
            <td style="text-align: justify;" colspan="5">La normativa sul benessere animale (<a href="http://www.suivet.it/il-benessere-dei-suino-il-nuovo-decreto-italiano-2011.aspx">122/2011</a>) pone delle limitazioni&#160; all’ampiezza delle aperture nei pavimenti fessurati in cemento.<br />
            <br />
            Molti allevamenti si trovano improvvisamente in difficoltà nel dover adeguare alla normativa (in vigore dal 1° Gennaio 2013) le pavimentazioni esistenti.<br />
            Infatti, la sostituzione del fessurato è in molte situazioni impossibile, poiché&#160; le pavimentazioni sono state posizionate in fase di costruzione degli stabili, utilizzando attrezzature dell’impresa costruttrice a motivo del peso elevato dei pannelli in CA.<br />
            Inoltre, dopo la posa dei pannelli, è seguita la posa delle attrezzature soprastanti (pareti divisorie, cancelli, gabbie, transenne…).<br />
            <br />
            Questo significa che in molti allevamenti, la sostituzione del fessurato in CA implicherebbe un vero e proprio “smontaggio” del capannone: i costi sarebbero inaffrontabili.<br />
            <br />
            Ma a volte, pur di risolvere un problema, la fantasia degli allevatori partorisce idee fenomenali!<br />
            &#160;</td>
        </tr>
        <tr>
            <td><a target="_blank" href="https://suivet.it/Data/Sites/1/media/trucchi/TondinoFessura/TondinoFessura01.jpg"><img width="100" height="76" alt="tondino in fessurato" src="https://suivet.it/Data/Sites/1/media/trucchi/TondinoFessura/TondinoFessura01.jpg" /></a></td>
            <td colspan="4">Cosa fare?<br />
            Semplice: dividere la fessura in due parti.<br />
            Come?<br />
            Con un tondino di acciaio!</td>
        </tr>
        <tr>
            <td><a target="_blank" href="https://suivet.it/Data/Sites/1/media/trucchi/TondinoFessura/TondinoFessura06.jpg"><img width="100" height="150" alt="tondino in fessurato" src="https://suivet.it/Data/Sites/1/media/trucchi/TondinoFessura/TondinoFessura06.jpg" /></a></td>
            <td colspan="4">Utilizzando un mola è stata ricavata una scanalatura nella parte piena tra due fessure consecutive.</td>
        </tr>
        <tr>
            <td><a target="_blank" href="https://suivet.it/Data/Sites/1/media/trucchi/TondinoFessura/TondinoFessura10.jpg"><img width="100" height="150" alt="tondino in fessurato" src="https://suivet.it/Data/Sites/1/media/trucchi/TondinoFessura/TondinoFessura10.jpg" /></a></td>
            <td colspan="4">E’ stato posizionato un tondino di acciaio, precedentemente tagliato della lunghezza adeguata al pannello.</td>
        </tr>
        <tr>
            <td colspan="2">&#160;<a href="https://suivet.it/Data/Sites/1/media/trucchi/TondinoFessura/TondinoLegenda.jpg" target="_blank"><img width="200" height="150" src="https://suivet.it/Data/Sites/1/media/trucchi/TondinoFessura/TondinoLegenda.jpg" alt="" /></a></td>
            <td colspan="3">Nella parte piena, è stato fatto un foro ø 6 mm, lungo 4-5 cm, con direzione obliqua rispetto alla superficie. In tale foro è stato piantato col martello (come fosse un chiodo) un'altro tondino ø 6 mm, avendo cura che un pezzo rimanga sporgente per 3-4 cm.</td>
        </tr>
        <tr>
            <td colspan="2">Sempre col martello il “chiodo” viene piegato sopra al tondino  longitudinale ed una piccola saldatura provvede ad unire i due elementi.</td>
            <td>&#160;</td>
            <td><a target="_blank" href="https://suivet.it/Data/Sites/1/media/trucchi/TondinoFessura/TondinoFessura08.jpg"><img width="100" height="76" alt="tondino in fessurato" src="https://suivet.it/Data/Sites/1/media/trucchi/TondinoFessura/TondinoFessura08.jpg" /></a></td>
            <td><a target="_blank" href="https://suivet.it/Data/Sites/1/media/trucchi/TondinoFessura/TondinoFessura13.jpg"><img width="100" height="76" alt="tondino in fessurato" src="https://suivet.it/Data/Sites/1/media/trucchi/TondinoFessura/TondinoFessura13.jpg" /></a></td>
        </tr>
        <tr>
            <td><a href="https://suivet.it/Data/Sites/1/media/trucchi/TondinoFessura/TondinoFessura03.jpg" target="_blank"><img width="100" height="76" src="https://suivet.it/Data/Sites/1/media/trucchi/TondinoFessura/TondinoFessura03.jpg" alt="tondino in fessurato" /></a></td>
            <td><a href="https://suivet.it/Data/Sites/1/media/trucchi/TondinoFessura/TondinoFessura07.jpg" target="_blank"><img width="100" height="76" src="https://suivet.it/Data/Sites/1/media/trucchi/TondinoFessura/TondinoFessura07.jpg" alt="tondino in fessurato" /></a></td>
            <td>&#160;</td>
            <td colspan="2">Un po’ di cemento a presa rapida provvede a coprire il tutto.</td>
        </tr>
        <tr>
            <td colspan="5">&#160;In questo modo, la fessura, che era da 25 mm, è stata suddivisa in due fessure da 9-10 mm (25-6 = 19; 19:2 = 9,5). La normativa è rispettata.</td>
        </tr>
        <tr>
            <td colspan="5"><br />
            Quanto tempo è necessario per realizzare questa modifica?<br />
            In questo caso, sono stati trasformati 40 mq in 8 ore da una sola persona.<br />
            <br />
            Dice il saggio: uno fa per uno, ma due fan per tre!<br />
            <br />
            Quindi, non fate da soli, ma organizzate una squadra!</td>
        </tr>
    </tbody>
</table>
<p>&#160;</p><br /><a href='https://suivet.it/un-tondino-di-misura…-puo-ridurre-la-fessura.aspx'>Dott. Francesco Tonon</a><div class='fblikebutton'><iframe src='http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=https%3a%2f%2fsuivet.it%2fun-tondino-di-misura%e2%80%a6-puo-ridurre-la-fessura.aspx&amp;layout=standard&amp;show_faces=false&amp;width=450&amp;height=35&amp;action=like&amp;colorscheme=light' scrolling='no' frameborder='0' allowTransparency='true' style='border:none; overflow:hidden;width:450px; height:35px;'></iframe></div>]]></description>
      <link>https://suivet.it/un-tondino-di-misura…-puo-ridurre-la-fessura.aspx</link>
      <author>tonon@suivet.it (Dott. Francesco Tonon)</author>
      <comments>https://suivet.it/un-tondino-di-misura…-puo-ridurre-la-fessura.aspx</comments>
      <guid isPermaLink="true">https://suivet.it/un-tondino-di-misura…-puo-ridurre-la-fessura.aspx</guid>
      <pubDate>Mon, 24 Sep 2012 12:29:00 GMT</pubDate>
    </item>
    <item>
      <title>Una goccia… sembra niente… ma alla scrofa è sufficiente!</title>
      <description><![CDATA[<table cellspacing="1" cellpadding="1" width="100%">
    <tbody>
        <tr>
            <td colspan="5" style="text-align: justify">Il caldo è nemico dell’allevatore di suini: perché fa male alla scrofa e perché lavorare all’interno delle stalle è veramente pesante.<br />
            <br />
            Il sistema di dispersione termica del suino si fonda essenzialmente su due sistemi: la respirazione e la dilatazione capillare a livello periferico. Con la respirazione accelerata viene aumentato il volume di scambio aereo (aria fresca in entrata e aria calda in uscita), con la dilatazione capillare periferica viene aumentata la temperatura periferica per aumentare la dispersione. Tant’è che la produzione lattea della scrofa diminuisce sì per la minore ingestione alimentare, ma soprattutto per la diminuzione dell’apporto ematico alla mammella a causa dell’elevata vasodilatazione periferica.<br />
            <br />
            Per questo motivo, il suino in libertà cerca l’acqua, il fango, in cui si rotola per disperdere il calore, mentre all’interno degli allevamenti è costretto a cercare&#160; fonti alternative, come le feci, per abbassare la temperatura.<br />
            <br />
            Ma una scrofa in gabbia parto non ha possibilità di scelta, non può adottare strategie finalizzate all’aumento della dispersione: infatti la sala parto è il settore della scrofaia in cui solitamente muoiono più scrofe in estate. Quindi solo l’uomo può intervenire in questo delicato equilibrio, mediante una corretta gestione ambientale.<br />
            &#160;</td>
        </tr>
        <tr>
            <td><a target="_blank" href="https://suivet.it/Data/Sites/1/media/trucchi/GocciaParto/GocciaParto04.JPG"><img alt="goccia parto" width="100" height="75" src="https://suivet.it/Data/Sites/1/media/trucchi/GocciaParto/GocciaParto04.JPG" /></a></td>
            <td rowspan="2" colspan="4">Ecco quindi l’idea di questo allevatore, che riprendendo una tecnologia di provenienza nordamericana degli anni ottanta, ha realizzato con poca spesa questo impianto di raffrescamento a goccia per le scrofe in sala parto.<br />
            <br />
            Un tubo per “irrigazione a goccia”, già provvisto dei relativi forellini di uscita per l’acqua, è stato fissato ad un cavo di acciaio teso sopra la fila delle gabbie parto, nella parte anteriore, in coincidenza alla perpendicolare al collo delle scrofe quando sono distese ad allattare.</td>
        </tr>
        <tr>
            <td><a target="_blank" href="https://suivet.it/Data/Sites/1/media/trucchi/GocciaParto/GocciaParto05.JPG"><img alt="goccia parto" width="100" height="75" src="https://suivet.it/Data/Sites/1/media/trucchi/GocciaParto/GocciaParto05.JPG" /></a></td>
        </tr>
        <tr>
            <td><a target="_blank" href="https://suivet.it/Data/Sites/1/media/trucchi/GocciaParto/GocciaParto03.JPG"><img alt="goccia parto" width="100" height="125" src="https://suivet.it/Data/Sites/1/media/trucchi/GocciaParto/GocciaParto03.JPG" /></a></td>
            <td rowspan="3" colspan="4">&#160;Da una parte è stato collegato, con due valvole in serie, alla linea dell’acqua, dall’altra è stato chiuso.<br />
            <br />
            <br />
            <br />
            Una volta in posizione, con del nastro adesivo sono stati chiusi tutti i fori ad esclusione di quelli che fanno gocciolare l’acqua sul collo della scrofa, ed il gioco è fatto. <br />
            <br />
            <br />
            <br />
            <br />
            <br />
            Nelle ore più calde, l’allevatore apre il circuito dell’acqua, ed il tubo incomincia a scaricare, secondo la regolazione effettuata con la seconda valvola, un gocciolìo continuo sulla scrofa, la quale apprezza in maniera evidente con movimenti di “posizionamento” delle gocce sul collo (zona ad elevata vascolarizzazione e quindi ad elevato scambio termico).<br />
            <br />
            <br />
            &#160;</td>
        </tr>
        <tr>
            <td>&#160;<a target="_blank" href="https://suivet.it/Data/Sites/1/media/trucchi/GocciaParto/GocciaParto02.JPG"><img alt="goccia parto" width="100" height="125" src="https://suivet.it/Data/Sites/1/media/trucchi/GocciaParto/GocciaParto02.JPG" /></a></td>
        </tr>
        <tr>
            <td>&#160;<a target="_blank" href="https://suivet.it/Data/Sites/1/media/trucchi/GocciaParto/GocciaParto01.JPG"><img alt="goccia parto" width="100" height="125" src="https://suivet.it/Data/Sites/1/media/trucchi/GocciaParto/GocciaParto01.JPG" /></a></td>
        </tr>
        <tr>
            <td><a target="_blank" href="https://suivet.it/Data/Sites/1/media/trucchi/GocciaParto/GocciaParto06.JPG"><img alt="goccia parto" width="100" height="75" src="https://suivet.it/Data/Sites/1/media/trucchi/GocciaParto/GocciaParto06.JPG" /></a></td>
            <td><a target="_blank" href="https://suivet.it/Data/Sites/1/media/trucchi/GocciaParto/GocciaParto07.JPG"><img alt="goccia parto" width="100" height="75" src="https://suivet.it/Data/Sites/1/media/trucchi/GocciaParto/GocciaParto07.JPG" /></a></td>
            <td colspan="3">Dopo aver inserito dell'inchiostro nell'acqua, si può notare come le scrofe cercano di posizionare il collo dove cade la goccia.</td>
        </tr>
        <tr>
            <td colspan="5">E’ evidente una diminuzione della frequenza respiratoria, che sta ad indicare il benessere dell’animale.<br />
            Il consumo d’acqua è irrisorio, ma il risultato è eclatante.</td>
        </tr>
        <tr>
            <td>&#160;</td>
            <td>&#160;</td>
            <td>&#160;</td>
            <td>&#160;</td>
            <td>&#160;</td>
        </tr>
    </tbody>
</table>
<p>&#160;</p><br /><a href='https://suivet.it/una-goccia…-sembra-niente…-ma-alla-scrofa-è-sufficiente.aspx'>Dott. Francesco Tonon</a><div class='fblikebutton'><iframe src='http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=https%3a%2f%2fsuivet.it%2funa-goccia%e2%80%a6-sembra-niente%e2%80%a6-ma-alla-scrofa-%c3%a8-sufficiente.aspx&amp;layout=standard&amp;show_faces=false&amp;width=450&amp;height=35&amp;action=like&amp;colorscheme=light' scrolling='no' frameborder='0' allowTransparency='true' style='border:none; overflow:hidden;width:450px; height:35px;'></iframe></div>]]></description>
      <link>https://suivet.it/una-goccia…-sembra-niente…-ma-alla-scrofa-è-sufficiente.aspx</link>
      <author>tonon@suivet.it (Dott. Francesco Tonon)</author>
      <comments>https://suivet.it/una-goccia…-sembra-niente…-ma-alla-scrofa-è-sufficiente.aspx</comments>
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      <pubDate>Wed, 25 Jul 2012 06:39:00 GMT</pubDate>
    </item>
    <item>
      <title>Per distrarre il maialino… usa un ceppo del camino!</title>
      <description><![CDATA[<table cellspacing="1" cellpadding="1" width="100%">
    <tbody>
        <tr>
            <td colspan="5">Dal 1° gennaio 2013 la normativa sul benessere animale (dlgs 122/2011) dice che…<i>le scrofe e le scrofette hanno accesso permanente al materiale manipolabile… materiali che consentano loro adeguate attivita' di esplorazione e manipolazione, quali ad esempio paglia, fieno, legno, segatura, composti di funghi, torba o un miscuglio di questi, salvo che il loro uso possa&#160; comprometterne la salute e il benessere.</i></td>
        </tr>
        <tr>
            <td><a href="https://suivet.it/Data/Sites/1/media/trucchi/Legno_svezzamento/Svezz_Legno_06.jpg" target="_blank"><img width="100" height="150" src="https://suivet.it/Data/Sites/1/media/trucchi/Legno_svezzamento/Svezz_Legno_06.jpg" alt="ceppo svezzamento" /></a></td>
            <td><a href="https://suivet.it/Data/Sites/1/media/trucchi/Legno_svezzamento/Svezz_Legno_07.jpg" target="_blank"><img width="100" height="150" src="https://suivet.it/Data/Sites/1/media/trucchi/Legno_svezzamento/Svezz_Legno_07.jpg" alt="ceppo svezzamento" /></a></td>
            <td colspan="3">Ecco un esempio di come soddisfare almeno in parte questa necessità di esplorazione insita nella specie suina.</td>
        </tr>
        <tr>
            <td><a href="https://suivet.it/Data/Sites/1/media/trucchi/Legno_svezzamento/Svezz_Legno_13.jpg" target="_blank"><img width="100" height="67" src="https://suivet.it/Data/Sites/1/media/trucchi/Legno_svezzamento/Svezz_Legno_13.jpg" alt="ceppo svezzamento" /></a></td>
            <td><a href="https://suivet.it/Data/Sites/1/media/trucchi/Legno_svezzamento/Svezz_Legno_14.jpg" target="_blank"><img width="100" height="67" src="https://suivet.it/Data/Sites/1/media/trucchi/Legno_svezzamento/Svezz_Legno_14.jpg" alt="ceppo svezzamento" /></a></td>
            <td rowspan="3" colspan="3">&#160;&#160;&#160;<br />
            Un ceppo di legno è stato agganciato ad una catena con un chiodo. La catena è stata appesa in alto, sulle staffe di sostegno dell’impianto di riscaldamento, e può essere agevolmente allungata o accorciata con un semplice gancio, per adattare l’altezza del ceppo ai suinetti.<br />
            <br />
            <br />
            <br />
            <br />
            In questo modo, il ceppo è sempre alla portata dei suinetti, non si sporca di feci (come quando viene semplicemente lasciato sul pavimento) e continua a destare l’interesse dei suinetti.</td>
        </tr>
        <tr>
            <td><a href="https://suivet.it/Data/Sites/1/media/trucchi/Legno_svezzamento/Svezz_Legno_05.jpg" target="_blank"><img width="100" height="150" src="https://suivet.it/Data/Sites/1/media/trucchi/Legno_svezzamento/Svezz_Legno_05.jpg" alt="ceppo svezzamento" /></a></td>
            <td>&#160;</td>
        </tr>
        <tr>
            <td><a href="https://suivet.it/Data/Sites/1/media/trucchi/Legno_svezzamento/Svezz_Legno_11.jpg" target="_blank"><img width="100" height="67" src="https://suivet.it/Data/Sites/1/media/trucchi/Legno_svezzamento/Svezz_Legno_11.jpg" alt="ceppo svezzamento" /></a></td>
            <td><a href="https://suivet.it/Data/Sites/1/media/trucchi/Legno_svezzamento/Svezz_Legno_15.jpg" target="_blank"><img width="100" height="67" src="https://suivet.it/Data/Sites/1/media/trucchi/Legno_svezzamento/Svezz_Legno_15.jpg" alt="ceppo svezzamento" /></a></td>
        </tr>
    </tbody>
</table>
<p>&#160;</p>
<p><!-- For Internet Explorer * Windows Media Player --><object width="320" height="305" classid="CLSID:6BF52A52-394A-11D3-B153-00C04F79FAA6" standby="Loading Microsoft Windows Media Player components..." codebase="http://activex.microsoft.com/activex/controls/mplayer/en/nsmp2inf.cab#Version=6,4,5,715" type="application/x-oleobject">
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<param name="autostart" value="1" /></object></object></p><br /><a href='https://suivet.it/per-distrarre-il-maialino…-usa-un-ceppo-del-camino.aspx'>Dott. Francesco Tonon</a><div class='fblikebutton'><iframe src='http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=https%3a%2f%2fsuivet.it%2fper-distrarre-il-maialino%e2%80%a6-usa-un-ceppo-del-camino.aspx&amp;layout=standard&amp;show_faces=false&amp;width=450&amp;height=35&amp;action=like&amp;colorscheme=light' scrolling='no' frameborder='0' allowTransparency='true' style='border:none; overflow:hidden;width:450px; height:35px;'></iframe></div>]]></description>
      <link>https://suivet.it/per-distrarre-il-maialino…-usa-un-ceppo-del-camino.aspx</link>
      <author>tonon@suivet.it (Dott. Francesco Tonon)</author>
      <comments>https://suivet.it/per-distrarre-il-maialino…-usa-un-ceppo-del-camino.aspx</comments>
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      <pubDate>Thu, 19 Apr 2012 22:00:00 GMT</pubDate>
    </item>
    <item>
      <title>Con i tubi riscaldati…stanno al caldo gli svezzati!</title>
      <description><![CDATA[<table cellspacing="1" cellpadding="1" width="100%">
    <tbody>
        <tr>
            <td colspan="5" style="text-align: justify">Il riscaldamento: mille opinioni a confronto! <br />
            Potrebbe essere il titolo di un lungo articolo su come creare un ambiente termicamente idoneo per i suini, soprattutto nella fase di svezzamento (il vero punto debole della “carriera suina”), ma non sono la persona idonea alla stesura. In effetti, sono talmente tanti e vari (ed ugualmente validi) i modi e le attrezzature proposti dal mercato, che orientarsi all’interno di essi è, a dir poco, scoraggiante. La scheda presentata in questo numero, è un classico esempio di come un allevatore ha concretizzato (in maniera personalizzata ed autonoma)&#160; i concetti di: riscaldamento localizzato, risparmio energetico e realizzazione pratica all’interno di una struttura preesistente.</td>
        </tr>
        <tr>
            <td><a target="_blank" href="https://suivet.it/Data/Sites/1/media/trucchi/TubiCaldi/Tubi_caldi_03.JPG"><img alt="tubi riscaldati" width="100" height="75" src="https://suivet.it/Data/Sites/1/media/trucchi/TubiCaldi/Tubi_caldi_03.JPG" /></a></td>
            <td><a target="_blank" href="https://suivet.it/Data/Sites/1/media/trucchi/TubiCaldi/Tubi_caldi_01.JPG"><img alt="tubi riscaldati" width="100" height="75" src="https://suivet.it/Data/Sites/1/media/trucchi/TubiCaldi/Tubi_caldi_01.JPG" /></a></td>
            <td rowspan="3" colspan="3" style="text-align: justify">&#160;Partendo dal concetto di localizzare la fonte calorica, ha pensato di realizzare una griglia in tubi di acciaio (una specie di radiatore ad elementi&#160; allargati) in cui far scorrere l’acqua calda, appoggiato e fissato sul&#160; pavimento del box svezzamento (prendendo l’idea dagli impianti a pavimento delle abitazioni).Il dimensionamento della griglia è stato effettuato in funzione della dimensione del box, del numero di capi allevati e dell’estensione dell’area di riposo, cercando di prevedere la possibilità di riscaldamento per tutti i capi presenti in posizione di riposo.</td>
        </tr>
        <tr>
            <td><a target="_blank" href="https://suivet.it/Data/Sites/1/media/trucchi/TubiCaldi/Tubi_caldi_02.JPG"><img alt="tubi riscaldati" width="100" height="125" src="https://suivet.it/Data/Sites/1/media/trucchi/TubiCaldi/Tubi_caldi_02.JPG" /></a></td>
            <td><a target="_blank" href="https://suivet.it/Data/Sites/1/media/trucchi/TubiCaldi/Tubi_caldi_04.JPG"><img alt="tubi riscaldati" width="100" height="125" src="https://suivet.it/Data/Sites/1/media/trucchi/TubiCaldi/Tubi_caldi_04.JPG" /></a></td>
        </tr>
        <tr>
            <td><a target="_blank" href="https://suivet.it/Data/Sites/1/media/trucchi/TubiCaldi/Tubi_caldi_05.JPG"><img alt="tubi riscaldati" width="60" height="75" src="https://suivet.it/Data/Sites/1/media/trucchi/TubiCaldi/Tubi_caldi_05.JPG" /></a></td>
            <td><a target="_blank" href="https://suivet.it/Data/Sites/1/media/trucchi/TubiCaldi/Tubi_caldi_07.JPG"><img alt="tubi riscaldati" width="100" height="75" src="https://suivet.it/Data/Sites/1/media/trucchi/TubiCaldi/Tubi_caldi_07.JPG" /></a></td>
        </tr>
        <tr>
            <td colspan="2" style="text-align: justify">L’idraulico ha poi installato un caldaia a gas per il riscaldamento dell’acqua e le opportune tubature di collegamento ai vari elementi dei vari locali, con l’impiego di un miscelatore per la regolazione della temperatura dell’acqua circolante.</td>
            <td colspan="2"><a target="_blank" href="https://suivet.it/Data/Sites/1/media/trucchi/TubiCaldi/Tubi_caldi_06.JPG"><img alt="tubi riscaldati" width="100" height="75" src="https://suivet.it/Data/Sites/1/media/trucchi/TubiCaldi/Tubi_caldi_06.JPG" /></a></td>
            <td><a target="_blank" href="https://suivet.it/Data/Sites/1/media/trucchi/TubiCaldi/Tubi_caldi_08.JPG"><img alt="tubi riscaldati" width="100" height="125" src="https://suivet.it/Data/Sites/1/media/trucchi/TubiCaldi/Tubi_caldi_08.JPG" /></a></td>
        </tr>
        <tr>
            <td colspan="5">Non sarà un sistema apprezzabile esteticamente,&#160;&#160; ma ai maiali l’estetica… non interessa.<br />
            L’importante, per l’allevatore è che funzioni e… che costi poco!</td>
        </tr>
    </tbody>
</table>
<p>&#160;</p><br /><a href='https://suivet.it/con-i-tubi-riscaldati…stanno-al-caldo-gli-svezzati.aspx'>Dott. Francesco Tonon</a><div class='fblikebutton'><iframe src='http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=https%3a%2f%2fsuivet.it%2fcon-i-tubi-riscaldati%e2%80%a6stanno-al-caldo-gli-svezzati.aspx&amp;layout=standard&amp;show_faces=false&amp;width=450&amp;height=35&amp;action=like&amp;colorscheme=light' scrolling='no' frameborder='0' allowTransparency='true' style='border:none; overflow:hidden;width:450px; height:35px;'></iframe></div>]]></description>
      <link>https://suivet.it/con-i-tubi-riscaldati…stanno-al-caldo-gli-svezzati.aspx</link>
      <author>tonon@suivet.it (Dott. Francesco Tonon)</author>
      <comments>https://suivet.it/con-i-tubi-riscaldati…stanno-al-caldo-gli-svezzati.aspx</comments>
      <guid isPermaLink="true">https://suivet.it/con-i-tubi-riscaldati…stanno-al-caldo-gli-svezzati.aspx</guid>
      <pubDate>Fri, 23 Dec 2011 20:54:00 GMT</pubDate>
    </item>
    <item>
      <title>Se la coda vuoi tagliare... un pedale ti può aiutare!</title>
      <description><![CDATA[<table width="100%" cellspacing="1" cellpadding="1">
    <tbody>
        <tr>
            <td colspan="5">Il taglio della coda (unitamente alla troncatura dei denti) è stato introdotta in suinicoltura&#160; da vari decenni, con l’avvento dell’allevamento intensivo, allo scopo di limitare le perdite legate ai fenomeni di cannibalismo.<br />
            Queste due operazioni cruente sono citate dal D.L.vo 30/12/92 n° 534 (All. Cap. II Punto III Comma 4) che recepisce la normativa CE 91/630 in materia di benessere animale. Tale normativa vieta il taglio della coda e la troncatura dei denti, a meno che tali interventi non siano giustificati dalla comparsa di lesioni alle mammelle delle scrofe o da comportamenti aggressivi (cannibalismo) nei suini in fase di accrescimento.<br />
            Forse qualche allevatore apprende per la prima volta che non potrebbe tagliare la coda ai suinetti (visto che lo fanno tutti), ma la legge stessa offre un'alternativa: il veterinario aziendale presenta una relazione all’A.S.L. competente in cui spiega i motivi (se esistenti) che rendono necessario il mantenimento di una od entrambe le mutilazioni (lesioni, cannibalismo…). In realtà, anche questa procedura è spesso tralasciata, in dipendenza soprattutto alla richiesta dell’autorità ispettiva (A.S.L., N.A.S.,…).</td>
        </tr>
        <tr>
            <td><a href="https://suivet.it/Data/Sites/1/media/trucchi/TagliaCodePedale/TagliaCodaPed01.jpg" target="_blank"><img height="133" width="100" src="https://suivet.it/Data/Sites/1/media/trucchi/TagliaCodePedale/TagliaCodaPed01.jpg" alt="tagliacoda" /></a></td>
            <td rowspan="3" colspan="3">Ma, come eseguire il taglio della coda?<br />
            L’allevatore in questione, dovendo lavorare sempre da solo, ha pensato bene di delegare ad un piede quello che dovrebbe fare una mano. Avendo in casa un termocauterio manuale a gas, ha pensato bene di fissarlo ad un cavalletto appositamente costruito, munito di pedale collegato tramite fune metallica ad uno dei due bracci del taglia-coda. In questo modo, mentre le mani tengono in posizione il suinetto e la sua coda, il piede aziona la ghigliottina del termocauterio che tronca e cauterizza il moncone.<br />
            Nelle foto potete notare la presenza di una bombola di gas troppo grande per essere facilmente trasportata. In realtà era una soluzione temporanea: normalmente è dotato di una piccola bombola (momentaneamente in ricarica) che alloggia esattamente sul piedistallo del cavalletto e può essere facilmente spostata tra sale e gabbie parto.<br />
            &#160;</td>
            <td><a href="https://suivet.it/Data/Sites/1/media/trucchi/TagliaCodePedale/TagliaCodaPed04.jpg" target="_blank"><img height="133" width="100" src="https://suivet.it/Data/Sites/1/media/trucchi/TagliaCodePedale/TagliaCodaPed04.jpg" alt="tagliacoda" /></a></td>
        </tr>
        <tr>
            <td><a href="https://suivet.it/Data/Sites/1/media/trucchi/TagliaCodePedale/TagliaCodaPed03.jpg" target="_blank"><img height="75" width="100" src="https://suivet.it/Data/Sites/1/media/trucchi/TagliaCodePedale/TagliaCodaPed03.jpg" alt="tagliacoda" /></a></td>
            <td><a href="https://suivet.it/Data/Sites/1/media/trucchi/TagliaCodePedale/TagliaCodaPed05.jpg" target="_blank"><img height="75" width="100" src="https://suivet.it/Data/Sites/1/media/trucchi/TagliaCodePedale/TagliaCodaPed05.jpg" alt="tagliacoda" /></a></td>
        </tr>
        <tr>
            <td><a target="_blank" href="https://suivet.it/Data/Sites/1/media/trucchi/TagliaCodePedale/TagliaCodaPed02.jpg"><img height="75" width="100" alt="tagliacoda" src="https://suivet.it/Data/Sites/1/media/trucchi/TagliaCodePedale/TagliaCodaPed02.jpg" /></a></td>
            <td><a target="_blank" href="https://suivet.it/Data/Sites/1/media/trucchi/TagliaCodePedale/TagliaCodaPed06.jpg"><img height="133" width="100" alt="tagliacoda" src="https://suivet.it/Data/Sites/1/media/trucchi/TagliaCodePedale/TagliaCodaPed06.jpg" /></a></td>
        </tr>
        <tr>
            <td>&#160;</td>
            <td>&#160;</td>
            <td>&#160;</td>
            <td>&#160;</td>
            <td>&#160;</td>
        </tr>
    </tbody>
</table><br /><a href='https://suivet.it/se-la-coda-vuoi-tagliare-un-pedale-ti-può-aiutare.aspx'>Dott. Francesco Tonon</a><div class='fblikebutton'><iframe src='http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=https%3a%2f%2fsuivet.it%2fse-la-coda-vuoi-tagliare-un-pedale-ti-pu%c3%b2-aiutare.aspx&amp;layout=standard&amp;show_faces=false&amp;width=450&amp;height=35&amp;action=like&amp;colorscheme=light' scrolling='no' frameborder='0' allowTransparency='true' style='border:none; overflow:hidden;width:450px; height:35px;'></iframe></div>]]></description>
      <link>https://suivet.it/se-la-coda-vuoi-tagliare-un-pedale-ti-può-aiutare.aspx</link>
      <author>tonon@suivet.it (Dott. Francesco Tonon)</author>
      <comments>https://suivet.it/se-la-coda-vuoi-tagliare-un-pedale-ti-può-aiutare.aspx</comments>
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      <pubDate>Wed, 20 Apr 2011 23:00:00 GMT</pubDate>
    </item>
    <item>
      <title>Col pannello su misura… sposti i porci senza paura!</title>
      <description><![CDATA[<table width="100%" cellspacing="1" cellpadding="1" border="0">
    <tbody>
        <tr>
            <td style="text-align: justify;" colspan="6">Gli spostamenti! <br />
            Sono senz’altro tra i lavori che mettono a dura prova la tenuta fisica e “psichica” degli adetti in stalla. Eh sì! Chi lavora in azienda ha a che fare continuamente con gli spostamenti: portare le scrofe nei vari settori (sala parto, fecondazione, gravidanza…), portare i suinetti in svezzamento, spostarli nel reparto magronaggio, caricarli sul camion per la vendita, spostarli all’ingrasso… non è mai finita! E… spesso oltre alla fatica si aggiunge la beffa: gli animali che si girano sul corridoio, quelli che urlano e spaventano anche gli altri, quelli che ti “puntano” e si rifiutano di andare a destinazione, ma stoicamente si intestardiscono a cercare di ritornare all’origine, e… chi più esperienza ha, più ne può raccontare! <br />
            Ma la cosa poi che fa “girare”, e porta il sistema nervoso a livelli di allarme, è quando stanno per entrare nel box di destinazione e… il pannello malamente sistemato si rovescia, ed allora tutti (uomini e maiali) si lanciano in pazze corse lungo i corridoi…!</td>
        </tr>
        <tr>
            <td><a href="https://suivet.it/Data/Sites/1/media/trucchi/pannello_corridoio/tr_pan_ing_01.JPG" target="_blank"><img height="133" width="100" src="https://suivet.it/Data/Sites/1/media/trucchi/pannello_corridoio/tr_pan_ing_01.JPG" alt="pannello corridoio" /></a></td>
            <td style="text-align: justify;" colspan="4" rowspan="2">In queste foto potete apprezzare un semplicissimo ma funzionale pannello  utilizzato per gli spostamenti dei suini nei capannoni di ingrasso,  senza nulla togliere al fatto che ognuno vi può apportare le opportune  modifiche per adattarlo anche ad altri settori della porcilaia, secondo  le proprie esigenze.<br />
            L’allevatore ha acquistato a poco prezzo, presso un rottamatore, delle  vecchie sponde da camion in alluminio, quindi in materiale leggero ma  allo stesso tempo resistente anche ai suini più “potenti”.</td>
            <td><a href="https://suivet.it/Data/Sites/1/media/trucchi/pannello_corridoio/tr_pan_ing_02.JPG" target="_blank"><img height="75" width="100" src="https://suivet.it/Data/Sites/1/media/trucchi/pannello_corridoio/tr_pan_ing_02.JPG" alt="pannello corridoio" /></a></td>
        </tr>
        <tr>
            <td><a href="https://suivet.it/Data/Sites/1/media/trucchi/pannello_corridoio/tr_pan_ing_03.JPG" target="_blank"><img height="133" width="100" src="https://suivet.it/Data/Sites/1/media/trucchi/pannello_corridoio/tr_pan_ing_03.JPG" alt="pannello corridoio" /></a></td>
            <td><a href="https://suivet.it/Data/Sites/1/media/trucchi/pannello_corridoio/tr_pan_ing_04.JPG" target="_blank"><img height="133" width="100" src="https://suivet.it/Data/Sites/1/media/trucchi/pannello_corridoio/tr_pan_ing_04.JPG" alt="pannello corridoio" /></a></td>
        </tr>
        <tr>
            <td><a href="../../../Data/Sites/1/media/trucchi/pannello_corridoio/tr_pan_ing_06.JPG" target="_blank"><img height="75" width="100" src="../../../Data/Sites/1/media/trucchi/pannello_corridoio/tr_pan_ing_06.JPG" alt="pannello corridoio" /></a></td>
            <td style="text-align: justify;" colspan="5" rowspan="2">Misurata l’altezza dei muretti e la larghezza del corridoio, ha  costruito un pannello più alto di circa 30 cm, e leggermente più stretto  del corridoio; nella parte superiore ha sagomato lateralmente due ganci  della larghezza delle pareti de box, ed in una delle due superfici ne  ha fissati altri due per il “parcheggio” del pannello quando non  utilizzato.Quando messo in posizione, vicino all’entrata del box nel quale devono   entrare o uscire i maiali, si appoggia con i ganci superiori ai muretti   laterali, adagiandosi obliquamente, in maniera da non poter essere   rovesciato con il naso dai suini.</td>
        </tr>
        <tr>
            <td><a href="https://suivet.it/Data/Sites/1/media/trucchi/pannello_corridoio/tr_pan_ing_05.JPG" target="_blank"><img height="75" width="100" src="https://suivet.it/Data/Sites/1/media/trucchi/pannello_corridoio/tr_pan_ing_05.JPG" alt="pannello corridoio" /></a></td>
        </tr>
        <tr>
            <td><a href="https://suivet.it/Data/Sites/1/media/trucchi/pannello_corridoio/tr_pan_ing_07.JPG" target="_blank"><img height="133" width="100" src="https://suivet.it/Data/Sites/1/media/trucchi/pannello_corridoio/tr_pan_ing_07.JPG" alt="pannello corridoio" /></a></td>
            <td colspan="5">Quando viene messo in  posizione, vicino all’entrata del box nel quale devono  entrare o uscire  i maiali, si appoggia con i ganci superiori ai muretti  laterali,  adagiandosi obliquamente, in maniera da non poter essere  rovesciato con  il naso dai suini.<br />
            Finiti gli spostamenti, si appoggia  sul muretto, ed  è sempre a disposizione, senza intralcio al passaggio.</td>
        </tr>
    </tbody>
</table>
<p>&#160;</p><br /><a href='https://suivet.it/col-pannello-su-misura…-sposti-i-porci-senza-paura.aspx'>Dott. Francesco Tonon</a><div class='fblikebutton'><iframe src='http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=https%3a%2f%2fsuivet.it%2fcol-pannello-su-misura%e2%80%a6-sposti-i-porci-senza-paura.aspx&amp;layout=standard&amp;show_faces=false&amp;width=450&amp;height=35&amp;action=like&amp;colorscheme=light' scrolling='no' frameborder='0' allowTransparency='true' style='border:none; overflow:hidden;width:450px; height:35px;'></iframe></div>]]></description>
      <link>https://suivet.it/col-pannello-su-misura…-sposti-i-porci-senza-paura.aspx</link>
      <author>tonon@suivet.it (Dott. Francesco Tonon)</author>
      <comments>https://suivet.it/col-pannello-su-misura…-sposti-i-porci-senza-paura.aspx</comments>
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      <pubDate>Thu, 07 Oct 2010 23:00:00 GMT</pubDate>
    </item>
    <item>
      <title>Una cassone sul carrello… l’incubatrice del porcello!</title>
      <description><![CDATA[<table width="100%" cellspacing="1" cellpadding="1">
    <tbody>
        <tr>
            <td style="text-align: justify;" colspan="5">L’assistenza al parto è uno dei punti focali della scrofaia.<br />
            In questa fase, scendono in campo tutta l’abilità, l’esperienza e la passione che un allevatore dedica alle sue scrofe: è il primo risultato visibile dell’impegno profuso per quell’animale nei quattro mesi precedenti. Ogni allevatore ha un proprio modo di gestire questo momento. Per alcuni, l’assistenza al parto è “tempo perso”, ritenendo più importanti altri lavori aziendali; per altri, l’impegno si risolve in un “giro” delle sale per controllare se c’è qualche morto, qualche lampada spenta, qualche scrofetta nervosa. Ma per l’allevatore appassionato, il parto è il momento più gratificante del suo lavoro. Fin dalla mattina gira tra le gabbie parto controllando la condizione delle partorienti, annota sulle schede tutti gli eventi importanti, si premura di asciugare i suinetti appena nati e li mette sotto la lampada. Se qualche scrofa rallenta il ritmo di espulsione dei suinetti è subito pronto ad intervenire farmacologicamente o con un’esplorazione uterina per controllare la condizione all’interno del canale del parto ed eventualmente correggere le anomalie riscontrate. E questa attenzione è tanto più importante quanto più il parto è avanzato. Infatti, due terzi della mortalità neonatale si riferiscono all’ultimo terzo dei suinetti nati. Infatti , soprattutto nelle scrofe più vecchie, gli ultimi nati sono più piccoli e quindi a rischio: l’ipossia dovuta alla rottura prematura del cordone ombelicale ed il distacco della placenta sono eventi frequenti a parto avanzato.</td>
        </tr>
        <tr>
            <td><a href="https://suivet.it/Data/Sites/1/media/trucchi/Incubatrice/tr_incuba_06.jpg" target="_blank"><img height="75" width="100" src="https://suivet.it/Data/Sites/1/media/trucchi/Incubatrice/tr_incuba_06.jpg" alt="incubatrice" /></a></td>
            <td style="text-align: justify;" rowspan="2" colspan="4">La prima cosa da fare per questi suinetti è di limitare l’ipotermia  neonatale, asciugandoli e mettendoli sotto una fonte di calore.             &#160;Ma quando si hanno molti parti da seguire, non ci si può soffermare in  una singola gabbia per seguire il singolo suinetto; ed ecco allora  l’incubatrice, un contenitore in materiale plastico, lavabile, provvisto  di coperchio e lampada termica a raggi infrarossi, con del truciolo sul  fondo, posizionato su un vecchio carrello, in cui mettere tutti i  suinetti più deboli alla nascita per asciugarli e riscaldarli in attesa  delle successive operazioni.</td>
        </tr>
        <tr>
            <td><a href="https://suivet.it/Data/Sites/1/media/trucchi/Incubatrice/tr_incuba_05.jpg" target="_blank"><img height="75" width="100" src="https://suivet.it/Data/Sites/1/media/trucchi/Incubatrice/tr_incuba_05.jpg" alt="incubatrice" /></a></td>
        </tr>
        <tr>
            <td><a href="https://suivet.it/Data/Sites/1/media/trucchi/Incubatrice/tr_incuba_01.jpg" target="_blank"><img height="133" width="100" src="https://suivet.it/Data/Sites/1/media/trucchi/Incubatrice/tr_incuba_01.jpg" alt="incubatrice" /></a></td>
            <td style="text-align: justify;" colspan="2">E queste manualità sono ancora più importanti nei suinetti affetti da  splay-leg che facilmente diventano ipotermici a causa della scarsa  capacità di deambulazione.</td>
            <td colspan="2"><a href="../../../Data/Sites/1/media/trucchi/Incubatrice/tr_incuba_07.jpg" target="_blank"><img height="133" width="100" src="../../../Data/Sites/1/media/trucchi/Incubatrice/tr_incuba_07.jpg" alt="incubatrice" /></a></td>
        </tr>
        <tr>
            <td style="text-align: justify;" colspan="5">Capita che, illustrando agli allevatori queste manualità in sala parto,  alcuni (quelli del “tempo perso”) sorridono, altri (quelli del “giro di  controllo”) ascoltano per educazione, ma quelli “appassionati” drizzano  le orecchie interessati ad imparare qualsiasi nuova tecnica o  manipolazione (se non ancora a loro conoscenza) che permetta di limitare  ulteriormente le perdite di suinetti durante e dopo il parto.</td>
        </tr>
        <tr>
            <td><a href="https://suivet.it/Data/Sites/1/media/trucchi/Incubatrice/tr_incuba_04.jpg" target="_blank"><img height="75" width="100" src="https://suivet.it/Data/Sites/1/media/trucchi/Incubatrice/tr_incuba_04.jpg" alt="incubatrice" /></a></td>
            <td width="100">&#160;</td>
            <td><a href="../../../Data/Sites/1/media/trucchi/Incubatrice/tr_incuba_02.jpg" target="_blank"><img height="75" width="100" src="../../../Data/Sites/1/media/trucchi/Incubatrice/tr_incuba_02.jpg" alt="incubatrice" /></a></td>
            <td>&#160;</td>
            <td>&#160;<a href="../../../Data/Sites/1/media/trucchi/Incubatrice/tr_incuba_03.jpg" target="_blank"><img height="75" width="100" src="../../../Data/Sites/1/media/trucchi/Incubatrice/tr_incuba_03.jpg" alt="incubatrice" /></a></td>
        </tr>
        <tr>
            <td style="text-align: justify;" colspan="5">Non occorre essere Alonso per “guidare” un parto, ma come lui conosce la  sua Ferrari e la sfrutta al meglio, è necessario conoscere gli animali e  “guidarli” adeguatamente.</td>
        </tr>
    </tbody>
</table>
<p>&#160;</p><br /><a href='https://suivet.it/una-cassone-sul-carrello…-l’incubatrice-del-porcello.aspx'>Dott. Francesco Tonon</a><div class='fblikebutton'><iframe src='http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=https%3a%2f%2fsuivet.it%2funa-cassone-sul-carrello%e2%80%a6-l%e2%80%99incubatrice-del-porcello.aspx&amp;layout=standard&amp;show_faces=false&amp;width=450&amp;height=35&amp;action=like&amp;colorscheme=light' scrolling='no' frameborder='0' allowTransparency='true' style='border:none; overflow:hidden;width:450px; height:35px;'></iframe></div>]]></description>
      <link>https://suivet.it/una-cassone-sul-carrello…-l’incubatrice-del-porcello.aspx</link>
      <author>tonon@suivet.it (Dott. Francesco Tonon)</author>
      <comments>https://suivet.it/una-cassone-sul-carrello…-l’incubatrice-del-porcello.aspx</comments>
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      <pubDate>Wed, 22 Sep 2010 20:36:00 GMT</pubDate>
    </item>
    <item>
      <title>Con la rete tra due porte… non van più le scrofe storte!</title>
      <description><![CDATA[<table width="100%" cellspacing="1" cellpadding="1">
    <tbody>
        <tr>
            <td style="text-align: justify;" colspan="5">Avete mai provata a calcolare a quanti spostamenti è soggetta una scrofa in un anno?<br />
            A fine lattazione è accompagnata nel locale di stimolazione e fecondazione (1), nel quale può rimanere sempre in gabbia/box , o essere mandata dal verro (2) per la stimolazione. Una volta fecondata, rimane almeno fino alla diagnosi di gravidanza, per essere poi spostata nei locali gestazione (3), dove rimane fino all’entrata in sala parto (4). Se calcoliamo due parti e qualcosa per anno… una scrofa viene maneggiata almeno una decina di volte all’anno. Per un allevamento di 500 scrofe sono… 5.000 spostamenti all’anno!<br />
            Non è un grosso problema se l’allevamento è ben strutturato, con corridoi e percorsi obbligati, dove le scrofe imparano presto a muoversi, avendo buona memoria, ma se i locali non sono comunicanti? Se il capannone delle sale parto è diverso da quello della gravidanza, separato da qualche decina di metri? Come spostiamo le scrofe da uno all’altro senza evitare scorrazzamenti e rodei nel cortile?</td>
        </tr>
        <tr>
            <td><a href="https://suivet.it/Data/Sites/1/media/trucchi/rete_parete/tr_rete_02.JPG" target="_blank"><img height="75" width="100" src="https://suivet.it/Data/Sites/1/media/trucchi/rete_parete/tr_rete_02.JPG" alt="rete parete" /></a></td>
            <td style="text-align: justify;" colspan="4">Ci sono i pannelli in compensato o plastica, che gli addetti utilizzano per indirizzare gli animali a destinazione, che richiedono però la presenza di almeno due parsone, se si vogliono evitare fughe indesiderate.</td>
        </tr>
        <tr>
            <td><a href="https://suivet.it/Data/Sites/1/media/trucchi/rete_parete/tr_rete_01.JPG" target="_blank"><img height="130" width="100" src="https://suivet.it/Data/Sites/1/media/trucchi/rete_parete/tr_rete_01.JPG" alt="rete parete" /></a></td>
            <td style="text-align: justify;" colspan="4">Se il percorso è molto lungo, alcune aziende sono dotate di apposito rimorchio trainato dal trattore, sul quale vengono caricate e portate a destinazione le scrofe. Oppure, come nella presente scheda, si utilizza una rete di plastica, del tipo utilizzato in edilizia, per creare una barriera tra le due porte, lasciando ad un addetto il controllo del transito delle scrofe. Per le scrofe, infatti, il più delle volte è sufficiente una barriera visiva, per indirizzare la loro vista verso il punto di destinazione.</td>
        </tr>
        <tr>
            <td><a target="_blank" href="https://suivet.it/Data/Sites/1/media/trucchi/rete_parete/tr_rete_03.JPG"><img height="75" width="100" alt="rete parete" src="https://suivet.it/Data/Sites/1/media/trucchi/rete_parete/tr_rete_03.JPG" /></a></td>
            <td style="text-align: justify;" colspan="3">In questo caso, l’allevatore ha legato dei paletti in ferro alla rete, nella parte superiore ha teso uno spago di plastica che inserito dentro e fuori nella prima fila di fori e legato alle due estremità funge da sostegno orizzontale alla rete.</td>
            <td><a target="_blank" href="https://suivet.it/Data/Sites/1/media/trucchi/rete_parete/tr_rete_05.JPG"><img height="75" width="100" alt="rete parete" src="https://suivet.it/Data/Sites/1/media/trucchi/rete_parete/tr_rete_05.JPG" /></a></td>
        </tr>
        <tr>
            <td><a target="_blank" href="https://suivet.it/Data/Sites/1/media/trucchi/rete_parete/tr_rete_04.JPG"><img height="133" width="100" alt="rete parete" src="https://suivet.it/Data/Sites/1/media/trucchi/rete_parete/tr_rete_04.JPG" /></a></td>
            <td style="text-align: justify;" colspan="3">A distanza opportuna, ha inserito nel terreno dei tubi in cui si inseriscono i paletti&#160; che sostengono la rete. In pochi istanti è possibile mettere o togliere la rete per lo spostamento delle scrofe.Un solo addetto riesce tranquillamente a spostare le scrofe, dovendo badare solo ad un lato del percorso e... da anumali intelligenti... con l’abitudine imparano a transitare da sole, anche se il controllo è sempre necessario, per evitare l’esuberanza di qualche animale.</td>
            <td><a target="_blank" href="https://suivet.it/Data/Sites/1/media/trucchi/rete_parete/tr_rete_06.JPG"><img height="133" width="100" alt="rete parete" src="https://suivet.it/Data/Sites/1/media/trucchi/rete_parete/tr_rete_06.JPG" /></a></td>
        </tr>
    </tbody>
</table><br /><a href='https://suivet.it/con-la-rete-tra-due-porte…-non-van-più-le-scrofe-storte.aspx'>Dott. Francesco Tonon</a><div class='fblikebutton'><iframe src='http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=https%3a%2f%2fsuivet.it%2fcon-la-rete-tra-due-porte%e2%80%a6-non-van-pi%c3%b9-le-scrofe-storte.aspx&amp;layout=standard&amp;show_faces=false&amp;width=450&amp;height=35&amp;action=like&amp;colorscheme=light' scrolling='no' frameborder='0' allowTransparency='true' style='border:none; overflow:hidden;width:450px; height:35px;'></iframe></div>]]></description>
      <link>https://suivet.it/con-la-rete-tra-due-porte…-non-van-più-le-scrofe-storte.aspx</link>
      <author>tonon@suivet.it (Dott. Francesco Tonon)</author>
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      <pubDate>Mon, 29 Mar 2010 20:49:00 GMT</pubDate>
    </item>
    <item>
      <title>Con dell’acqua in mangiatoia… le scrofe mangiano con gioia!</title>
      <description><![CDATA[<table width="100%" cellspacing="1" cellpadding="1">
    <tbody>
        <tr>
            <td colspan="3" style="text-align: justify;">L’alimentazione della scrofa durante la lattazione può essere considerata, con le moderne genetiche, uno dei momenti più importanti per un produttivo proseguimento della carriera riproduttiva, sia per l’immediato riflesso sui suinetti lattanti che possono essere svezzati più pesanti, ma soprattutto per il risvolto sulla carriera riproduttiva successiva.&#160; Numerose ricerche hanno dimostrato che una scrofa troppo magra presenta un intervallo svezzamento-calore più lungo, e più facilmente ritorna in calore dopo la fecondazione. Se poi dimagrisce oltre un livello “soglia”, spesso non riesce a ristabilire un normale stato di ingrassamento nonostante una sovralimentazione, ed è destinata alla riforma. A volte gli allevatori fanno saltare il calore a questi soggetti, aspettando l’estro successivo, per consentire loro di ristabilire migliori condizioni corporee per la gravidanza. Inoltre, le condizioni di queste scrofe portano ad un minor attecchimento embrionale, con conseguente diminuzione del numero dei nati</td>
        </tr>
        <tr>
            <td colspan="2" style="text-align: justify;">Da queste premesse se ne ricava l’importanza di far ingerire la massima quantità di alimento in sala parto, obbiettivo spesso trascurato.<br />
            Ma non è un obbiettivo facilmente perseguibile: ci sono ibridi “geneticamente voraci”, ed in questo caso il problema è gia risolto, ma ci sono ibridi in cui la scrofa, fatica ad assumere quantità di alimento adeguate</td>
            <td><a target="_blank" href="https://suivet.it/Data/Sites/1/media/trucchi/acqua_mangiatoia/tr_09_am_01.jpg"><img width="100" height="133" alt="acqua in mangiatoia" src="https://suivet.it/Data/Sites/1/media/trucchi/acqua_mangiatoia/tr_09_am_01.jpg" /></a></td>
        </tr>
        <tr>
            <td colspan="2" style="text-align: justify;">Ecco che allora la fantasia degli allevatori si scatena, per riuscire ad alimentare adeguatamente questi soggetti: la pellettatura, che consente una maggior ingestione per il maggior peso specifico rispetto allo sfarinato; l’aumento del numero dei pasti giornalieri, da due a tre o quattro; la somministrazione di alimento liquido, che obbliga la scrofa ad aumentare l’ingestione…</td>
            <td><a target="_blank" href="https://suivet.it/Data/Sites/1/media/trucchi/acqua_mangiatoia/tr_09_am_02.jpg"><img width="100" height="133" alt="acqua in mangiatoia" src="https://suivet.it/Data/Sites/1/media/trucchi/acqua_mangiatoia/tr_09_am_02.jpg" /></a></td>
        </tr>
        <tr>
            <td colspan="2" style="text-align: justify;">Una delle pratiche più diffuse consiste nel bagnare l’alimento secco nella mangiatoia della scrofa, con i mezzi a disposizione: chi lo fa con un secchio, chi con un tubo in gomma, e chi realizza un semplicissimo impianto che fornisce l’acqua a tutte le scrofe della sala parto contemporaneamente</td>
            <td><a target="_blank" href="https://suivet.it/Data/Sites/1/media/trucchi/acqua_mangiatoia/tr_09_am_03.jpg"><img width="100" height="133" alt="acqua in mangiatoia" src="https://suivet.it/Data/Sites/1/media/trucchi/acqua_mangiatoia/tr_09_am_03.jpg" /></a></td>
        </tr>
        <tr>
            <td colspan="2" style="text-align: justify;">Una linea principale in materiale plastico, comandata da una valvola posta all’esterno della sala parto, passa al di sopra delle mangiatoie delle scrofe; in corrispondenza di ogni mangiatoia è stato fissato alla linea principale (tramite un foro ed un po’ di colla appropriata) un tubicino sottile, che porta l’acqua alla mangiatoia, a cui è a sua volta fissato</td>
            <td><a target="_blank" href="https://suivet.it/Data/Sites/1/media/trucchi/acqua_mangiatoia/tr_09_am_04.jpg"><img width="100" height="133" alt="acqua in mangiatoia" src="https://suivet.it/Data/Sites/1/media/trucchi/acqua_mangiatoia/tr_09_am_04.jpg" /></a></td>
        </tr>
        <tr>
            <td colspan="2" style="text-align: justify;">Ogni mangiatoia è stata precedentemente dotata di un foro di “troppo pieno” che limita la quantità d’acqua ad una quota prefissata.</td>
            <td><a target="_blank" href="https://suivet.it/Data/Sites/1/media/trucchi/acqua_mangiatoia/tr_09_am_05.jpg"><img width="100" height="133" alt="acqua in mangiatoia" src="https://suivet.it/Data/Sites/1/media/trucchi/acqua_mangiatoia/tr_09_am_05.jpg" /></a></td>
        </tr>
        <tr>
            <td><a target="_blank" href="https://suivet.it/Data/Sites/1/media/trucchi/acqua_mangiatoia/tr_09_am_07.jpg"><img width="100" height="75" alt="acqua in mangiatoia" src="https://suivet.it/Data/Sites/1/media/trucchi/acqua_mangiatoia/tr_09_am_07.jpg" /></a></td>
            <td style="text-align: justify;">Prima di somministrare il pasto con gli appositi dosatori di mangime secco, l’allevatore, dal corridoio apre la valvola dell’acqua per qualche minuto, fino al raggiungimento del livello di troppo pieno in tutte le mangiatoie contemporaneamente. Obbiettivo raggiunto e tempo risparmiato!<br />
            <i>Se il mangime un po’ lo bagno… si trasforma in un&#160; guadagno!</i></td>
            <td><a target="_blank" href="https://suivet.it/Data/Sites/1/media/trucchi/acqua_mangiatoia/tr_09_am_06.jpg"><img width="100" height="133" alt="acqua in mangiatoia" src="https://suivet.it/Data/Sites/1/media/trucchi/acqua_mangiatoia/tr_09_am_06.jpg" /></a></td>
        </tr>
    </tbody>
</table>
<p>&#160;</p><br /><a href='https://suivet.it/con-dell’acqua-in-mangiatoia…-le-scrofe-mangiano-con-gioia.aspx'>Dott. Francesco Tonon</a><div class='fblikebutton'><iframe src='http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=https%3a%2f%2fsuivet.it%2fcon-dell%e2%80%99acqua-in-mangiatoia%e2%80%a6-le-scrofe-mangiano-con-gioia.aspx&amp;layout=standard&amp;show_faces=false&amp;width=450&amp;height=35&amp;action=like&amp;colorscheme=light' scrolling='no' frameborder='0' allowTransparency='true' style='border:none; overflow:hidden;width:450px; height:35px;'></iframe></div>]]></description>
      <link>https://suivet.it/con-dell’acqua-in-mangiatoia…-le-scrofe-mangiano-con-gioia.aspx</link>
      <author>tonon@suivet.it (Dott. Francesco Tonon)</author>
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      <pubDate>Wed, 10 Mar 2010 21:43:00 GMT</pubDate>
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