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    <title>Feed Interventi</title>
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    <description>Feed Interventi</description>
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      <title>Biosicurezza su ruote</title>
      <description><![CDATA[Annalisa Scollo, DVM, PhD, Dipl. ECPHM, prof. UniTOAlice Perrucci, DVM, PhD Candidate

C'&egrave; un elemento della filiera suinicola che vediamo ogni giorno, ma che raramente consideriamo fino in fondo: il camion.
Eppure &egrave; proprio... <a href='http://suivet.it/biosicurezza-su-ruote'>continua>></a><div class='excerptspacer'>&nbsp;</div>]]></description>
      <link>http://suivet.it/biosicurezza-su-ruote</link>
      <pubDate>Mon, 30 Mar 2026 00:48:00 GMT</pubDate>
    </item>
    <item>
      <title>Micotossine: la situazione nel Mondo</title>
      <description><![CDATA[(dott. Andrea Codato, DVM - dott.ssa Giulia Buratti, DVM)
Le micotossine sono presenti in tutto il Mondo, ma ci sono differenze geografiche e climatiche che incidono sulla loro produzione. 
Lo sviluppo fungino e la formazione di micotossine sono... <a href='http://suivet.it/micotossine-la-situazione-nel-mondo'>continua</a><div class='excerptspacer'>&nbsp;</div>]]></description>
      <link>http://suivet.it/micotossine-la-situazione-nel-mondo</link>
      <pubDate>Tue, 24 Mar 2026 02:22:00 GMT</pubDate>
    </item>
    <item>
      <title>Cancello per ricerca calori con verro</title>
      <description><![CDATA[<p>La qualit&agrave; dei risultati riproduttivi dipende innanzitutto dalla qualit&agrave; della ricerca calori.</p>
<p>Capita di vedere allevatori che, per semplicit&agrave; e velocit&agrave;, fanno la ricerca dei calori senza l&rsquo;utilizzo di un verro: i risultati non saranno mai ottimali, in quanto le ricerche hanno ampiamente dimostrato come la presenza del verro davanti alla scrofa sia in grado di rilevare l&rsquo;inizio dell&rsquo;estro almeno mezza giornata in anticipo rispetto alla ricerca con il solo uomo.</p>
<p>In realt&agrave;, la situazione ideale sarebbe portare le scrofe al verro&hellip; ma questo nei grossi allevamenti &egrave; impraticabile, perch&eacute; richiederebbe tempi biblici. Essendo le scrofe stabulate in gabbia singola dopo lo svezzamento (nella gran parte degli allevamenti), dovrebbero essere liberate una per una e portate al verro, per due volte al giorno, fino al rilevamento dell&rsquo;estro: immaginate un&rsquo;azienda di 1000 scrofe che dovesse spostare 50 scrofe per due volte ogni giorno&hellip; improponibile!</p>
<p>Ecco che allora si porta il verro dalle scrofe, si fa passeggiare lungo il corridoio davanti alle scrofe in gabbia, fermandolo ad ogni una. Allo stesso modo, una volta identificato il calore di tutte le scrofe, il verro viene portato nuovamente davanti alla scrofa durante l&rsquo;inseminazione, poich&eacute; le stimolazioni olfattive, tattili e sonore prodotte dal verro e percepite dalla scrofa in estro inducono le contrazioni della cervice che permettono una corretta progressione del seme verso l&rsquo;utero.</p>
<p>Per ridurre il personale necessario a queste operazioni, &egrave; oramai comune dotare i corridoi di cancelletti fissi o di paratie mobili, come abbiamo gi&agrave; illustrato in altri trucchi..</p>
<p>In questo caso, l&rsquo;allevatore ha installato dei cancelli fissi, incernierati ad un lato del corridoi, ma per non perdere tempo ad andare ad aprirlo e chiuderlo manualmente, si &egrave; inventato un semplicissimo sistema di chiusura ed apertura comandato meccanicamente a distanza.<br>In questo modo riesce a far progredire il verro lungo la fila di scrofe senza l&rsquo;aiuto di altro personale, semplicemente aprendo e chiudendo il cancello dal retro delle gabbie.</p>
<div style="text-align: center;"><iframe src="https://www.youtube-nocookie.com/embed/VgqtQ9rfFQU" width="500" height="320" frameborder="0"></iframe></div><br /><a href='http://suivet.it/cancello-per-ricerca-calori-con-verro'>Dott. Francesco Tonon</a><div class='fblikebutton'><iframe src='http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http%3a%2f%2fsuivet.it%2fcancello-per-ricerca-calori-con-verro&amp;layout=standard&amp;show_faces=false&amp;width=450&amp;height=35&amp;action=like&amp;colorscheme=light' scrolling='no' frameborder='0' allowTransparency='true' style='border:none; overflow:hidden;width:450px; height:35px;'></iframe></div>]]></description>
      <link>http://suivet.it/cancello-per-ricerca-calori-con-verro</link>
      <author>tonon@suivet.it (Dott. Francesco Tonon)</author>
      <pubDate>Tue, 03 Mar 2026 02:28:00 GMT</pubDate>
    </item>
    <item>
      <title>Mortalità delle scrofe: procedura di controllo</title>
      <description><![CDATA[La mortalit&agrave; delle scrofe non &egrave; quasi mai un evento improvviso. Nella maggior parte dei casi &egrave; preceduta da segnali chiari &mdash; riduzione dell&rsquo;ingestione, difficolt&agrave; nel movimento, lesioni, alterazioni... <a href='http://suivet.it/mortalità-delle-scrofe-procedura-di-controllo'>continua>></a><div class='excerptspacer'>&nbsp;</div>]]></description>
      <link>http://suivet.it/mortalità-delle-scrofe-procedura-di-controllo</link>
      <pubDate>Tue, 24 Feb 2026 09:33:00 GMT</pubDate>
    </item>
    <item>
      <title>Micotossine e sistema immunitario</title>
      <description><![CDATA[(dott. Andrea Codato, DVM - dott.ssa Giulia Buratti, DVM)
La valutazione dello stato immunitario di un suino &egrave; complicata. La misurazione degli anticorpi per valutare l&rsquo;efficacia di un vaccino o per verificare lo stato di salute di una ... <a href='http://suivet.it/micotossine-e-sistema-immunitario'>continua</a><div class='excerptspacer'>&nbsp;</div>]]></description>
      <link>http://suivet.it/micotossine-e-sistema-immunitario</link>
      <pubDate>Sat, 21 Feb 2026 04:44:00 GMT</pubDate>
    </item>
    <item>
      <title>Gabbie in gestazione</title>
      <description><![CDATA[<p><strong>La normativa sul benessere animale del suino (122/2011) detta alcune regole sulla densit&agrave;, sulle pavimentazioni, sugli arricchimenti, &nbsp;ed altri aspetti, ma in nessun punto prende in considerazione la gabbia gestazione, nella quale la scrofa pu&ograve; rimanere fino al 28&deg; giorno di gravidanza e successivamente essere trasferita in box collettivi</strong>.</p>
<p>Tradizionalmente le gabbie gestazione venivano costruite con un interasse di 60 cm, lasciando quindi a disposizione della scrofa uno spazio di 56-57 cm in funzione della spessore della parete metallica della gabbia: un po&rsquo; poco, considerando le dimensioni di una scrofa pluripara. Oggigiorno si preferisce installare una gabbia con interasse di 65 o addirittura 70 cm affinch&eacute; la scrofa possa diminuire la sofferenza nel contenimento individuale. Infatti le gabbie larghe consentono alla scrofa di riposare ben distesa su un fianco, in posizione naturale, come avviene quando &egrave; libera.<br>Ricordiamoci che una scrofa stressata &egrave; meno produttiva, e come dimostrato da molte ricerche sulla SINS (Sindrome Infiammatoria e Necrotica del Suino) lo stato di malessere pu&ograve; causare produzione di tossine che passano al feto, e dopo la nascita possono provocare necrosi della coda, della punta delle orecchie, del cercine coronario ecc&hellip;<br>Lo stesso discorso vale per la lunghezza della gabbia: gli ibridi attuali sono pi&ugrave; lunghi rispetto a quelli di qualche decennio scorso, e non &egrave; raro vedere scrofe lunghe alloggiate in gabbie troppo corte, con la scrofa che &egrave; costretta ad un decubito con la testa appoggiata alla mangiatoia, in posizione innaturale.</p>
<p>E&rsquo; interessante vedere come questo allevatore abbia escogitato un sistema per &ldquo;allungare&rdquo; la gabbia troppo corta.<br>Ha tagliato la parte bassa del cancello posteriore per consentire alla scrofa di &rdquo;utilizzare&rdquo; anche una parte del corridoio: quando &egrave; distesa o seduta, il treno posteriore sporge dalla gabbia ed impegna una parte del corridoio. L&rsquo;apertura &egrave; limitata, e &ldquo;utilizzabile&rdquo; solamente quando &egrave; coricata, mentre quando &egrave; in piedi, la parte alta del cancello impedisce l&rsquo;uscita dell&rsquo;animale (foto 1, 2).</p>
<p><img style="display: block; margin-left: auto; margin-right: auto;" src="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/trucchi/GabbiaTagliata/gabbiagestazione1.jpg" alt="Gabbia gestazione" width="400" height="300"></p>
<p><img style="display: block; margin-left: auto; margin-right: auto;" src="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/trucchi/GabbiaTagliata/gabbiagestazione2.png" alt="" width="400" height="607"></p>
<p>In un altro reparto, dove il corridoio &egrave; pi&ugrave; stretto, l&rsquo;allevatore ha eliminato completamente il cancello posteriore in quanto le scrofe, anche se in piedi, difficilmente riescono ad uscire in retromarcia in quanto ostacolate dal retro delle scrofe nella fila di gabbie opposta (foto 3).&nbsp;</p>
<p><img style="display: block; margin-left: auto; margin-right: auto;" src="http://suivet.it/Data/Sites/1/media/trucchi/GabbiaTagliata/gabbiagestazione3.jpg" alt="" width="400" height="300"></p>
<p><br>Ecco come migliorare il benessere delle scrofe senza spendere un euro!</p><br /><a href='http://suivet.it/gabbie-in-gestazione'>Dott. Francesco Tonon</a><div class='fblikebutton'><iframe src='http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http%3a%2f%2fsuivet.it%2fgabbie-in-gestazione&amp;layout=standard&amp;show_faces=false&amp;width=450&amp;height=35&amp;action=like&amp;colorscheme=light' scrolling='no' frameborder='0' allowTransparency='true' style='border:none; overflow:hidden;width:450px; height:35px;'></iframe></div>]]></description>
      <link>http://suivet.it/gabbie-in-gestazione</link>
      <author>tonon@suivet.it (Dott. Francesco Tonon)</author>
      <pubDate>Tue, 03 Feb 2026 02:45:00 GMT</pubDate>
    </item>
    <item>
      <title>Pratiche strategiche per split-suckling e ottimizzazione delle mammelle</title>
      <description><![CDATA[<p>Nel corso di un webinar oltreoceano, la neodottorata <strong><em>Abigail Jenkins</em></strong>, oggi direttrice della nutrizione presso <em>Tosh Family Farms (Tennessee)</em>, ha illustrato una panoramica completa e aggiornata sulle strategie pratiche di <em>split-suckling</em> e <em>teat optimization</em> (<strong>ottimizzazione dei capezzoli</strong>). Il filo conduttore dell&rsquo;intervento &egrave; chiaro: con l&rsquo;aumento costante dei nati vivi negli ultimi vent&rsquo;anni &ndash; circa quattro suinetti in pi&ugrave; per parto &ndash; gli allevamenti devono adottare tecniche sempre pi&ugrave; precise per garantire l&rsquo;ingestione ottimale di colostro e la massima sopravvivenza neonatale.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h5>Colostro: il limite fisiologico e le conseguenze sulla mortalit&agrave;</h5>
<p>Jenkins ha ricordato che, <strong>nonostante la crescita dei nati vivi, la scrofa non aumenta la produzione totale di colostro.</strong> Per questo motivo, nelle linee guida consolidate,<strong> ogni suinetto dovrebbe assumere 200&ndash;250 g di colostro nelle prime 24 ore</strong> per garantire sopravvivenza e buone performance in lattazione.</p>
<p><strong>Nei parti con meno di 11 nati vivi, circa l&rsquo;8% dei suinetti non raggiunge questa soglia, mentre nelle nidiate pi&ugrave; numerose &mdash; oltre 18 nati vivi &mdash; la quota sale al 20%</strong>. I rischi sono noti: oltre al ruolo immunitario, il colostro fornisce energia indispensabile alla termoregolazione e alla capacit&agrave; di muoversi evitando lo schiacciamento, principale causa di mortalit&agrave; nelle prime 72 ore.</p>
<p>L&rsquo;impatto non si limita alla fase pre-svezzamento: un&rsquo;assunzione insufficiente compromette anche lo sviluppo riproduttivo futuro, sia nelle scrofette (pubert&agrave; ritardata, minore produttivit&agrave; in pi&ugrave; lattazioni) sia nei verri (minor numero di spermatozoi per eiaculato).</p>
<p>&nbsp;</p>
<h5>Split-suckling: una pratica diffusa, ma con risultati incoerenti</h5>
<p>Per aumentare l&rsquo;assunzione di colostro dei suinetti pi&ugrave; deboli, l&rsquo;industria utilizza spesso lo <em><strong>split-suckling</strong></em>, ovvero la rimozione temporanea di parte della figliata per favorire il gruppo rimanente. Tuttavia, come sottolinea Jenkins, protocolli e risultati sono <strong>altamente variabili</strong>. Negli ultimi 24 anni la letteratura scientifica conta solo sette studi, tutti con differenze notevoli su criteri di selezione dei suinetti, durata, numero di gruppi ed et&agrave; al trattamento.</p>
<p>Gli esiti sulla mortalit&agrave; pre-svezzamento mostrano un quadro incoerente:</p>
<p><strong><em>Hooser et al. (2015)</em></strong>: miglior sopravvivenza nei suinetti piccoli se i suinetti da rimuovere sono scelti in base al peso; nessun effetto nei suinetti normali o grandi.<br><strong><em>Mandalay (2020)</em></strong>: nessun effetto significativo, ma tendenza a una <strong>maggiore mortalit&agrave; nei gruppi trattati</strong>.<br><em><strong>Romero et al. (2023</strong></em>): mortalit&agrave; invariata fino al giorno 6, ma <strong>maggiore mortalit&agrave; fino allo svezzamento</strong> nei gruppi <em>split-suckled</em>.<br>Anche le performance di crescita pre-svezzamento sono incoerenti: da una maggiore uniformit&agrave; (<em>Donovan e Dreats</em>) a un peggioramento nelle classi di peso intermedie (<em>Mandalay 2020</em>).</p>
<p>Per chiarire il quadro, <em>Kansas State University </em>ha condotto un ampio studio su oltre 1.500 scrofe, valutando tre protocolli di split-suckling. I risultati? <strong>Nessuna differenza significativa</strong> n&eacute; in mortalit&agrave; pre-svezzamento n&eacute; in peso allo svezzamento, n&eacute; successivamente in accrescimento o mortalit&agrave; in svezzamento e ingrasso. Anche suddividendo i suinetti per classe di peso alla nascita, l&rsquo;effetto rimane nullo.</p>
<p>Da qui il dubbio sollevato da Jenkins: <em>lo split-suckling vale davvero il tempo speso, e soprattutto pu&ograve; far pi&ugrave; male che bene?</em> Errori pratici &mdash; tempi prolungati, scarsa disinfezione, rimozione dei suinetti sbagliati &mdash; possono infatti amplificarne i rischi.</p>
<h5>Interventi alternativi pi&ugrave; efficaci</h5>
<p>Jenkins ha insistito sulla necessit&agrave; di concentrare gli sforzi in aree pi&ugrave; impattanti:</p>
<p><strong>Pre-parto</strong>: controllo attivo di consumo di acqua e mangime, specie nelle primipare; verifica della locomozione.<br><strong>Durante il parto</strong>: assistenza al parto per ridurre la durata e l&rsquo;ipossia neonatale; asciugatura rapida dei suinetti; addestramento degli operatori al corretto posizionamento in mammella.<br><strong>Post-parto</strong>: rilevazione sistematica della temperatura delle scrofe a 24 ore, monitoraggio ingestione, identificazione precoce dei suinetti in difficolt&agrave;.</p>
<h5><br>Ottimizzazione dei capezzoli: il vero collo di bottiglia</h5>
<p>Il secondo tema trattato riguarda la discrepanza crescente tra nati vivi e numero di capezzoli funzionali. In media, oggi <strong>la scrofa dispone di 13,9 capezzoli funzionali, contro una media nazionale di 14,2 suinetti nati vivi e oltre 15,5 nelle aziende del top 10%</strong>.</p>
<p>Per questo diventa cruciale distinguere chiaramente capezzoli funzionali e non funzionali (ciechi, retro-posteriori, edematosi o non produttivi), e formare adeguatamente il personale.</p>
<h5>&nbsp;</h5>
<h5>Affidarsi alle balie o aumentare i suinetti per scrofa?</h5>
<p>Il ricorso alle balie presenta limiti strutturali: nessun accesso a colostro addizionale per i suinetti spostati, maggiore rischio sanitario e necessit&agrave; di lasciare gabbie libere riducendo il target di fecondazioni.</p>
<p>La domanda diventa quindi: cosa accade quando si caricano le scrofe oltre il numero di capezzoli funzionali? Negli ultimi anni gli studi concordano nel mostrare che, comunque, l&rsquo;aumento dei suinetti svezzati &egrave; reale. Le differenze emergono invece su mortalit&agrave; e peso allo svezzamento, spesso con esiti discordanti.</p>
<p>Per fare chiarezza, anche su questo tema Kansas State ha realizzato uno <strong>studio commerciale su oltre 1.000 figliate</strong>. I risultati presentati da Jenkins sono particolarmente dettagliati.</p>
<h5>&nbsp;</h5>
<h5><em>Pigs-on-teats</em>: risultati del <em>maxi-trial</em></h5>
<p>I gruppi sperimentali prevedevano scrofe caricate a:</p>
<ul>
<li>&ndash;1 suinetto rispetto ai capezzoli funzionali</li>
<li>&nbsp;0 (pari al numero di capezzoli)</li>
<li>+1 suinetto rispetto ai capezzoli funzionali</li>
<li>+2 suinetti rispetto ai capezzoli funzionali</li>
</ul>
<p><br>Ecco i principali esiti:</p>
<p>Rimozioni e mortalit&agrave; (giorno 2&ndash;svezzamento): aumentano linearmente con il crescere dei suinetti, ma a tasso decrescente, indicando che l&rsquo;impatto negativo non cresce in modo proporzionale all&rsquo;aumento dei suinetti.<br>Numero di suinetti svezzati: cresce linearmente; le scrofe +2 svezzano in media 1,5 suinetti in pi&ugrave; rispetto alle &ndash;1.<br>Peso allo svezzamento: diminuisce con l&rsquo;aumentare dei suinetti, ma resta comunque oltre 6,1 kg (13 lb) in tutti i gruppi.<br>Distribuzione dei pesi: nessun aumento dei suinetti estremamente leggeri (&lt;10 lb) nei gruppi pi&ugrave; caricati.<br>Utilizzo del capezzolo: le scrofe +2 risultano quelle che meglio sfruttano l&rsquo;intera mammella; il gruppo &ndash;1 &egrave; quello che pi&ugrave; spesso svezza con 3 capezzoli o pi&ugrave; inutilizzati.<br>Performance riproduttive successive: nessuna differenza rilevata per tasso di fecondazione o ritorno in estro; sorprendentemente, le scrofe +2 mostrano 1,2 nati vivi in pi&ugrave; alla lattazione successiva rispetto alle &ndash;1.</p>
<h5><br>Il ruolo delle &ldquo;<em>negative nurse sows</em>&rdquo;</h5>
<p>Una sezione particolarmente interessante dell&rsquo;intervento riguarda l&rsquo;analisi del fabbisogno di balie per 250 parti, in funzione della strategia di carico. Con i valori medi aziendali (14,7 capezzoli funzionali e 15,1 nati vivi), Jenkins mostra che:</p>
<p style="padding-left: 40px;"><strong>1) Caricando le scrofe a &ndash;1 servirebbero 24 balie.</strong><br><strong>2) A livello &ldquo;teat count&rdquo; ne servirebbero 7.</strong><br><strong>3) A +1 o +2 il numero diventa negativo: emergono le cosiddette &ldquo;<em>negative nurse sows</em>&rdquo;, scrofe alle quali vengono tolti tutti i suinetti propri per sostenere scrofe vicine sovraccaricate.</strong></p>
<p>Queste scrofe &ldquo;liberate&rdquo; possono essere impiegate per obiettivi strategici:</p>
<p><strong>1. Balie dei piccoli</strong><br>Lattiere di suinetti molto piccoli ma vitali (1,4&ndash;2,0 lb), affidate a scrofe giovani (parit&agrave; 2&ndash;3), in buona condizione e con capezzoli piccoli ma funzionali. Consentono maggiore cura e minore competizione, migliorando la sopravvivenza dei &ldquo;light but viable&rdquo;.</p>
<p><strong>2. Balie dei recuperi</strong><br>Figliate composte da suinetti identificati precocemente come arretrati (giorno 3&ndash;6). Le scrofe appena partorite sono ideali perch&eacute; producono ancora colostro o latte di transizione &mdash; pi&ugrave; ricco di energia &mdash; e permettono poppate pi&ugrave; frequenti, accelerando il recupero.</p>
<h5>&nbsp;</h5>
<h5>Conclusioni operative</h5>
<p>Jenkins ha chiuso il webinar con una sintesi chiara: la strategia ottimale dipende dalla priorit&agrave; aziendale.</p>
<p style="padding-left: 40px;"><strong>- Per massimizzare la crescita individuale e limitare il calo di peso della scrofa, &egrave; preferibile caricare a &ndash;1.</strong><br><strong>- Per massimizzare i suinetti svezzati, la resa del sistema e l&rsquo;uso dei capezzoli, la scelta migliore &egrave; +2.</strong></p>
<p><br>Qualunque sia il metodo, alcuni elementi risultano imprescindibili:</p>
<p style="padding-left: 40px;"><strong>- Scrofe in ingresso in buona condizione corporea</strong><br><strong>- Team coeso e attento alle procedure</strong><br><strong>- Proattivit&agrave;, soprattutto nell&rsquo;individuare i suinetti in difficolt&agrave; entro i primi giorni</strong></p>
<p>Un messaggio finale molto netto accompagna la chiusura: nell&rsquo;allevamento moderno, con figliate sempre pi&ugrave; numerose, la gestione precoce e accurata dei suinetti e il corretto utilizzo della mammella non sono pi&ugrave; opzioni: sono strumenti decisivi per la sopravvivenza e la produttivit&agrave; del sistema.</p>
<p>&nbsp;<br>Webinar completo:<a href="https://www.youtube.com/watch?v=nPcS8Mp1Twk" target="_blank" rel="noopener"> </a><strong><a href="https://www.youtube.com/watch?v=nPcS8Mp1Twk" target="_blank" rel="noopener">https://www.youtube.com/watch?v=nPcS8Mp1Twk</a><a href="https://www.youtube.com/watch?v=nPcS8Mp1Twk"></a></strong></p><br /><a href='http://suivet.it/pratiche-strategiche-per-split-suckling-e-ottimizzazione-delle-mammelle'>wm</a><div class='fblikebutton'><iframe src='http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http%3a%2f%2fsuivet.it%2fpratiche-strategiche-per-split-suckling-e-ottimizzazione-delle-mammelle&amp;layout=standard&amp;show_faces=false&amp;width=450&amp;height=35&amp;action=like&amp;colorscheme=light' scrolling='no' frameborder='0' allowTransparency='true' style='border:none; overflow:hidden;width:450px; height:35px;'></iframe></div>]]></description>
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      <pubDate>Sat, 10 Jan 2026 02:59:00 GMT</pubDate>
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