SUIVET

Suinicoltura + Suinicultura

Quale รจ lo status dei nostri suini?

Dopo le galline ovaiole, i conigli, i vitelli a carne bianca, ecc.. è arrivato il turno anche dei nostri suini: sono infatti loro gli ultimi ad esser finiti recentemente nell’occhio del ciclone dei MEDIA.

E' ormai una formula televisiva collaudata: mostrando video di incursioni notturne non autorizzate, “inchieste shock” di maltrattamento animale, soprattutto se accompagnate da un sottofondo musicale inquietante e dai commenti di personaggi noti, ma poco dentro il settore,  si riesce a far leva sui sentimenti dei telespettatori e creare  audience.

Con l’obiettivo degli indici di ascolto si getta però fango su un settore, quello suinicolo, già abbondantemente in difficoltà e si scredita e diffama con altrettanta facilità la Veterinaria Ufficiale, responsabile del sistema dei controlli sulla sicurezza alimentare nel nostro Paese.

E, come si suol dire, oltre al danno si aggiunge la beffa: il tema dei salotti televisivi è il benessere del suino.

Si avete capito bene! Il benessere del suino. Proprio quello stesso benessere che da qualche anno è ai vertici della  “playlist” dei temi caldi della suinicultura, e in virtù del quale molti allevatori hanno dovuto sostenere forti sacrifici per adeguare le proprie strutture e il proprio sistema di allevamento alle nuove e sempre più rigorose normative.

Detto ciò è possibile confinare il tema del benessere del suino, così ampio, a qualche ora di trasmissione televisiva? O  ancor più può essere rappresentato da qualche video di incursioni notturne, accompagnato da commenti “che odore!” e risposte in materia di sanità e benessere fornite da animalisti in incognito?

Credo proprio che occorra un maggior approfondimento.

Prima di tutto, si parla tanto di benessere, ma cosa si intende per benessere?

Si inizia a parlare di benessere animale nel lontano 1965 nel  “Brambell Report”: qui vengono introdotte le cosiddette Five Freedoms, ovvero le cinque libertà che fanno sì che l’animale raggiunga quello stato di completa salute mentale e fisica in cui è in armonia con l’ambiente:

  • Libertà dalla fame, dalla sete e dalla malnutrizione
  • Libertà di avere un ambiente fisico adeguato
  • Libertà da lesioni e malattie
  • Libertà di esprimere i comportamenti specie-specifici
  • Libertà da paura e stress

Da allora ad oggi restano ancora questi cinque punti gli obiettivi di tanta legislazione in materia: dalla definizione dei requisiti minimi di spazio per ciascun animale, passando per gli arricchimenti ambientali, fino ad arrivare alla castrazione indolore e al confort durante il trasporto, ecc.. L’obiettivo è sempre garantire al suino quello stato di completa salute che lo rende in armonia con l’ambiente.

Chiarito ciò, perché tutelare il benessere del suino?

Oltre all’obbligo morale, di rispetto verso tutti gli animali in quanto esseri senzienti, la tutela del benessere dell’animale allevato è beneficio per l’allevatore stesso:

  1. Un animale che è in una condizione di benessere è un animale SANO, pertanto allevare nel rispetto del benessere animale permette di aumentare la redditività ottimizzando le performance produttive (benessere = > reddito)
  2. La Comunità Europea si muove sempre più verso politiche volte a sostenere quegli allevatori che si impegnano in misure aggiuntive di tutela del benessere animale oltre quelle obbligatorie previste (benessere = contributi CE)
  3. Il consumatore è sempre più sensibile al tema del rispetto del benessere animale nelle fasi di allevamento, pertanto in un futuro non molto lontano si arriverà anche in Italia, come è già realtà in alcuni Paesi, all’indicazione di informazioni sul rispetto del benessere animale della filiera sull’etichetta del prodotto (benessere = > qualità = > prezzo di vendita)

 Da quanto appena detto risulta quanto mai evidente, anche all’occhio di un osservatore inesperto, che, al di là dell’obbligo dell’adeguamento alle normative vigenti, modificare il sistema d’allevamento andando verso un sistema più rispettoso delle esigenze dell’animale, seppur rappresenti certamente un costo iniziale, sul lungo periodo conviene ed è la strada che necessariamente si dovrà percorrere se vogliamo rimanere competitivi sul mercato.

 

Posted by Anna Amorico 09/08/2015 Categories: economia management