La normativa sul benessere animale del suino (122/2011) detta alcune regole sulla densità, sulle pavimentazioni, sugli arricchimenti,  ed altri aspetti, ma in nessun punto prende in considerazione la gabbia gestazione, nella quale la scrofa può rimanere fino al 28° giorno di gravidanza e successivamente essere trasferita in box collettivi.

Tradizionalmente le gabbie gestazione venivano costruite con un interasse di 60 cm, lasciando quindi a disposizione della scrofa uno spazio di 56-57 cm in funzione della spessore della parete metallica della gabbia: un po’ poco, considerando le dimensioni di una scrofa pluripara. Oggigiorno si preferisce installare una gabbia con interasse di 65 o addirittura 70 cm affinché la scrofa possa diminuire la sofferenza nel contenimento individuale. Infatti le gabbie larghe consentono alla scrofa di riposare ben distesa su un fianco, in posizione naturale, come avviene quando è libera.
Ricordiamoci che una scrofa stressata è meno produttiva, e come dimostrato da molte ricerche sulla SINS (Sindrome Infiammatoria e Necrotica del Suino) lo stato di malessere può causare produzione di tossine che passano al feto, e dopo la nascita possono provocare necrosi della coda, della punta delle orecchie, del cercine coronario ecc…
Lo stesso discorso vale per la lunghezza della gabbia: gli ibridi attuali sono più lunghi rispetto a quelli di qualche decennio scorso, e non è raro vedere scrofe lunghe alloggiate in gabbie troppo corte, con la scrofa che è costretta ad un decubito con la testa appoggiata alla mangiatoia, in posizione innaturale.

E’ interessante vedere come questo allevatore abbia escogitato un sistema per “allungare” la gabbia troppo corta.
Ha tagliato la parte bassa del cancello posteriore per consentire alla scrofa di ”utilizzare” anche una parte del corridoio: quando è distesa o seduta, il treno posteriore sporge dalla gabbia ed impegna una parte del corridoio. L’apertura è limitata, e “utilizzabile” solamente quando è coricata, mentre quando è in piedi, la parte alta del cancello impedisce l’uscita dell’animale (foto 1, 2).

Gabbia gestazione

In un altro reparto, dove il corridoio è più stretto, l’allevatore ha eliminato completamente il cancello posteriore in quanto le scrofe, anche se in piedi, difficilmente riescono ad uscire in retromarcia in quanto ostacolate dal retro delle scrofe nella fila di gabbie opposta (foto 3). 


Ecco come migliorare il benessere delle scrofe senza spendere un euro!