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Sono il quinto di sette fratelli nati tra gli anni’50 e ’60. Il papà, di origine contadina, (1921) era un casaro, inizialmente dipendente e dal 1968 in proprio e a questa attività aveva abbinato l’allevamento di suini. Questo perché tradizionalmente il siero derivato dalla lavorazione del formaggio era largamente utilizzato nell’alimentazione dei maiali. In quegli anni era gratuito o costava pochissimo e, apportando una buona dote di calorie, consentiva di ridurre il costo finale del maiale destinato al consumo. In Emilia i caseifici che producevano il parmigiano avevano spesso anche l’allevamento di suini ai quali destinavano il siero.
Essendo una famiglia numerosa, tutti noi fratelli contribuivamo alle attività di aziendali: già alle scuole elementari aiutavamo i genitori nel pomeriggio nei lavori manuali, e quindi sempre a contatto con gli animali. Era normale nella cultura contadina.
Con il tempo, dei sette fratelli (4 femmine e 3 maschi) il sottoscritto ed il fratello più giovane ci siamo particolarmente dedicati all’azienda di famiglia: mattino scuola, pomeriggio lavoro, sera studio.
Nel 1976, dopo il diploma classico mi sono iscritto alla facoltà di medicina veterinaria, frequentando quando potevo, ma continuando a lavorare.. Non era mia intenzione fare la professione di veterinario, ma volevo portare a termine un ciclo di studi e dedicarmi all’allevamento dei suini.
Per questo motivo ho impiegato 15 anni per ottenere la laurea, con una pausa di 5 anni nei quali avevo interrotto gli studi sempre per lavoro.
A cavallo del millennio però si verificò un imprevisto: lo stato decise che un’autostrada doveva passare sul nostro allevamento, che venne per la maggior parte demolito. A quel punto, mio fratello decise di emigrare in Australia, mentre io iniziai a fare il veterinario libero professionista: conoscevo bene i maiali e poco le altre specie animali, non mi restava che dedicarmi agli allevamenti di suini, con tutta l’esperienza pratica che avevo accumulato nell’azienda di famiglia.
Ho così iniziato la professione presso gli allevamenti intensivi, inizialmente nella mia zona, e successivamente in tutto il nord-italia con puntate anche al sud. Oltre a quelli intensivi quando possibile mi sono dedicato anche a quelli familiari, con pochi capi, allevati per autoconsumo: mi ricordavano gli anni in cui ero bambino e mio padre aveva iniziato con qualche maiale. Ho sempre fatto il mio lavoro con passione e dedizione e mi è sempre piaciuto frequentare il mondo contadino, fatto di accoglienza, semplicità e riconoscenza.
Da 2009 sono docente all’università di Padova, presso la scuola di medicina veterinaria, dove insegno agli studenti gli aspetti pratici della suinicultura.
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