mEAT Quality: relazione tra estensività dell’allevamento e qualità delle carni suine e di pollo

Lunedì 23 febbraio 2026, ore 10:30, SANA Food, Bologna Fiere
Irene Calisti, MDV

 A seguito della sempre maggiore richiesta da parte del consumatore di un prodotto animale di buona qualità e che rispetti il benessere animale, l’Europa ha avviato il progetto "mEAT quality" che indaga su come l’allevamento estensivo influisca sulla qualità delle carni di suino e di pollo. Il progetto finanziato dall’UE, partito a ottobre 2021 e ormai a suo termine, prevede di sviluppare concetti innovativi nelle aziende agricole, che portino alla realizzazione di un prodotto che consideri le richieste della società, le preoccupazioni legate alle conseguenze sull’ambiente e le necessità economiche dell’azienda e dell’intera catena di produzione. Alla base ci sono gli aspetti legati all’allevamento estensivo: lo spazio, la genetica degli animali, l’integrazione alimentare e l’arricchimento ambientale; e gli aspetti di qualità della carne: il gusto, gli aspetti nutrizionali, la sicurezza e la tracciabilità. Attuando diverse prove su campo nei vari paesi, tra cui l’Italia, si denota come la genetica possa giocare un ruolo fondamentale, tramite razze avicole a lento accrescimento e razze suine più rustiche o incroci con esse, in grado di dare una prole maggiormente resistente ai cambiamenti. Le prove sperimentali attuate sul territorio italiano hanno dimostrato come l’utilizzo di due razze autoctone, la Cinta Senese e la Mora Romagnola, possano avere caratteristiche di sgocciolamento e acidi grassi della carne migliori rispetto alle razze consuete, sebbene il peso della carcassa possa essere minore o i tempi di produzione più lunghi. Interessante è anche la prova legata al benessere, che dimostra come un arricchimento e un maggiore spazio possano migliorare alcuni aspetti della qualità della carne. Considerando questi risvolti, la resilienza economica del mercato estensivo ha le sue caratteristiche di sostenibilità, che non possono essere messe a confronto con quelle dell’allevamento intensivo, ma non la rendono meno interessante. Perciò, come punto importante da approfondire con successivi studi ed esami, rimane il poter garantire una tracciabilità e autenticità del prodotto. In un prossimo futuro, come prova di appartenenza al territorio europeo, potrebbero essere valutati il rapporto isotopico e gli elementi minerali, da indicare sull’etichettatura, che diano informazioni sull’acqua del luogo di produzione e sulla stagionalità dell’allevamento, accertando maggiormente la zona di allevamento e la vera origine di ciò che arriva sulla tavola del consumatore.